Gli undici giorni del Trap, se ad Atene avesse giocato Marocchino

Quella del 1983 contro l’Amburgo non è stata l’unica finale di Coppa dei Campioni-Champions League persa dalla Juventus e nemmeno l’unica in cui la squadra bianconera partiva favorita alla vigilia (lo era anche contro l’Ajax 1996, partita poi vinta ai rigori, e il Borussia Dortmund 1997), ma è stata senz’altro la più amara visto che si sta parlando di una delle Juventus più forti di sempre e, dettaglio su cui meditare, più apprezzate anche dai non juventini. Il tifo contro esisteva, ma non aveva certo l’intensità di oggi. Merito di tanti personaggi ‘condivisi’ come i sei campioni del mondo 1982, Platini, Boniek e lo stesso trasversalissimo, anche prima di girare per tanti altri club, Giovanni Trapattoni. Merito anche di un calcio italiano in cui gli altri club erano meno attrezzati della Juventus, ma non sudditi come avviene ai giorni nostri. Per questo ‘Gli undici giorni del Trap’, il libro appena uscito che Enzo D’Orsi ha scritto per Edizioni In Contropiede, tiene inchiodati alle pagine dalla prima all’ultima riga sia il lettore juventino sia quello che ancora esulta rivedendo il gol di Magath.

Lo schema è spiegato nella prefazione di Roberto Beccantini e si rifà al bellissimo ‘Maledetto United’ di David Peace. Se il diario di Brian Clough al Leeds prendeva 44 giorni, nel libro di D’Orsi i giorni sono soltanto 11: dall’ultima giornata di campionato contro il Genoa alla finale di Atene, con avvenimenti e pensieri di un Trapattoni poco letterario e molto reale. Materia che l’autore, all’epoca inviato al seguito della Juventus per il Corriere dello Sport, conosce alla perfezione e che proprio per questo riesce a rendere affascinante anche agli occhi di chi pensava di sapere tutto. Questo Trapattoni che parla in prima persona è un Trapattoni amaro, che da uomo di calcio sente subito che l’ottimismo esagerato dell’ambiente, addirittura anche dello scaramantico Boniperti, è il primo nemico da combattere. Un Trapattoni umanamente apprezzato dall’autore, ma sul piano tattico di una cilindrata (leggiamo fra le righe, ma lo pensiamo anche noi) nettamente inferiore ad Happel.

La Roma ha appena vinto lo scudetto, ma si può anche dire che quella super-Juventus concentrata sull’Europa lo abbia buttato, con i reduci del Mondiale che si sono impegnanti a giorni alterni. In particolare Trapattoni ce l’ha con Paolo Rossi, che sospetta (a ragione) stia già vivendo di rendita su quella settimana spagnola, e sta meditando seriamente di tenerlo in panchina nella sfida contro il santone Happel, uno che le squadre e gli allenatori italiani li ha sempre impacchettati anche affrontandoli con squadre più deboli: fra i tanti confronti vinti anche quello di cinque anni prima con il Bruges, nella semifinale di Coppa dei Campioni proprio contro la Juve di Trapattoni. La mossa che l’allenatore bianconero ha nella testa è quella di rilanciare dal primo minuto Marocchino, che umanamente lo ha deluso per come vive fuori dal campo ma che rimane uno con fisico e tecnica di primo livello, per allargare il campo tenendo lui e Boniek sulle fasce, con Platini dietro a un Bettega che chiuderà la sua vita bianconera tornando prima punta. Un’idea ancora più estrema sarebbe anche quella di far giocare Furino, uno dei pochi ad avvertire le vibrazioni negative, ma Bonini sembra in forma e Tardelli è intoccabile, inoltre Platini non riesce a proprio a reggere il vecchio capitano (ricambiato): da quando gli hanno tolto Furino di torno è miracolosamente sparita anche la pubalgia.

Il racconto degli eventi di avvicinamento ad Atene è vibrante e da giornalista vero, fra notizie destabilizzanti di calciomercato (come la trattativa per Bordon, che fa infuriare Zoff: poi arriverà Tacconi), allenamenti con segnali contrastanti, viaggi stancanti (tre giorni prima di Atene la Polonia costringe Boniek a giocare in nazionale), una tristissima amichevole persa con il Vicenza e la pressione di chiunque incontri Trapattoni per strada. La parte che troviamo storicamente straordinaria del libro, anche per l’accuratezza dei riferimenti, è quella delle elucubrazioni tattiche di Trapattoni e del suo vice Romolo Bizzotto, davvero indicative della mentalità prevalente nel calcio italiano di quegli anni. L’ossessione per la mossa vincente, il pensiero di bloccare la fonte del gioco avversario, lo studio maniacale delle caratteristiche dei singoli: una specie di partita a scacchi con l’allenatore avversario che spesso mandava fuori strada anche i guru della panchina e faceva giocare le grandi squadre in maniera non troppo diversa dalle piccole.

Venendo all’Amburgo, squadra che ha appena rivinto la Bundesliga con un solo vero campione, cioè Kaltz, e un attaccante acciaccato come Hrubesch, Trapattoni individua abbastanza facilmente che l’uomo chiave sarà l’eclettico Rolff: la mossa scontata è che Happel lo metta a distruggere il gioco di Platini, ma forse è troppo scontata. Da qui partono una serie di considerazioni e di analisi delle alternative che davvero spiegano perfettamente quel calcio. Assente per squalifica l’elegante Hartwig, di sicuro a centrocampo Happel si inventerà qualcosa con Groh. Attenzione a Magath, anche se è mezzo infortunato. Alla fine Rolff davvero marcherà Platini, ma la vera grande mossa di Happel sarà quella di spostare Milewski sulla fascia destra del’Amburgo, trascinandosi dietro Gentile e quindi lasciando scoperta quella destra della Juventus: da quella parte l’Amburgo creerà tante altre occasioni da gol, anche se poi si ricorda solo lo strano tiro di Magath, perso da Bonini e con Zoff spettatore. Quanto a Paolo Rossi, il Trapattoni allenatore lo vorrebbe fuori ma il Trapattoni uomo mediatico e anche aziendalista lo schiera dall’inizio, sostituendolo con Marocchino soltanto negli ultimi 35 minuti quando l’Amburgo è ormai padrone del campo e il resto della Juve non sembra avere una reazione decente. Poi se Bettega avesse segnato, nell’occasione avuta un minuto prima del gol di Magath, tutto sarebbe cambiato, ma è inutile riflettere sulla specificità del calcio.

‘Gli undici giorni del Trap’ non raccontano una partita, sia pure famosissima, ma un’epoca irripetibile, quella di un calcio già molto presente in televisione ma che ancora sembrava una conquista, con ogni partita meritevole di essere ricordata. ‘Maledetto United’ si conclude con l’esonero di Clough, mentre Trapattoni sopravviverà alla sconfitta e vincerà ancora tanto con la Juventus e altrove, ma Atene rimane un qualcosa che va al di là della sconfitta in una finale. Secondo l’autore la relativa maledizione europea della Juventus è iniziata ad Atene, non dieci anni prima contro un Ajax inarrivabile: le vittorie, comprese due Coppe dei Campioni-Champions poi effettivamente alzate, non sono mancate ma la certezza è che in Europa la Juventus, qualsiasi Juventus, abbia sempre fatto meno di questo fosse nel suo potenziale. Il mitico DNA, che ci si creda o no, vale sia per gli scudetti sia per le finali europee.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 9.3/10 (15 votes cast)
Gli undici giorni del Trap, se ad Atene avesse giocato Marocchino, 9.3 out of 10 based on 15 ratings

85 commenti

  1. Direttore
    Magari non avrà avuto campioni ma a quel tempo il calcio tedesco che non era solo Bayern portava avanti le squadre , vinceva l’euro 80 e perdeva in finale nel 1982
    Lo stesso hamburger sv fu in finale (beffato) contro il forrest se non erro solo tre anni prima e in mezzo avevano fatto una finale uefa contro lo Iotebori di Eriksson
    Quindi dati alla mano , fu inspiegabile quell’euforua da coppa già vinta che precedette la finale

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +18 (from 20 votes)
    1. f

      Leonto: ottima osservazione. Vero che quella era una juve fortissima ma quell’Amburgo viene sempre trattato come una squadra di scappati di casa, cosa che ovviamente non era… Insomma una sorpresa si ma fino ad un certo punto. Rimanendo in Italia si fa più fatica a spiegare Inter-Celtic o Milan-OM…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +5 (from 5 votes)
      1. A

        Inter-Celtic spiegabilissima almeno col senno di poi, era una squadra arrivata a fine ciclo che non sopportava più i metodi di Herrera, Burgnich racconta che vide la famiglia 3 volte in tutto il mese precedente la finale, erano in ritiro continuo, anche a Lisbona prenotarono un hotel al completo e i giocatori passarono 3 giorni rinchiusi solo loro e lo staff tecnico
        poi c’erano infortuni vari, Suarez saltò la finale e al suo posto riesumarono Bicicli che giocava con Angelillo un decennio prima
        anche negli spogliatoi pare che all’intervallo la dessero per persa nonostante fossero ancora in vantaggio

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +1 (from 1 vote)
        1. R

          E scudo perso a Mantova la domenica successiva.

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: 0 (from 0 votes)
          1. A

            venne tutto giù a valanga, in estate furono venduti Picchi, Guarneri e Jair ma l’anno dopo fu pure peggio e alla fine lasciarono sia Moratti che Herrera

            VN:F [1.9.22_1171]
            Rating: +2 (from 2 votes)
            1. f

              Si si Axel d’accordo… Il fatto è che la differenza tecnica era tale che quella partita andava vinta. Poi si Suarez non c’era, i nostri erano cotti e gli altri indemoniati ecc.ecc. Però a 50 anni di distanza la considero un'”occasione persa”

              VN:F [1.9.22_1171]
              Rating: 0 (from 2 votes)
          2. f

            E pure la Coppa Italia… Il triplete al conteario…

            VN:F [1.9.22_1171]
            Rating: +1 (from 1 vote)
            1. R

              Non ricordo dove ho letto (forse nella biografia di Dalla Chiesa) che Picchi in previsione del rush finale implorò HH di mollare la presa autorizzando un mini rompete le righe, ma il mago fu irremovibile. Magari non sarebbe cambiato nulla, di certo passarono da un probabilissimo triplete a nulla nell’arco di due settimane.

              VN:F [1.9.22_1171]
              Rating: +1 (from 1 vote)
              1. A

                così come da un’altra parte ho letto che arrivarono cotti perchè HH fu vice-CT per un paio di partite in nazionale a dicembre…

                mah, io derubricherei il tutto semplicemente a squadra cotta che non si reggeva in piedi (capita…), così come accadde al Neverkusen nel 2002…

                VN:F [1.9.22_1171]
                Rating: +1 (from 1 vote)
  2. A

    #ahsec’eramarocchino

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +16 (from 18 votes)
  3. D

    Non vorrei ricordare male, ma mi pare che il Trap fece entrare Marocchino al posto di Rossi spostando Platini centravanti.
    Per dire…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 5 votes)
  4. R

    “ma la vera grande mossa di Happel sarà quella di spostare Milewski sulla fascia destra del’Amburgo”

    Io ricordavo Bastrup come mossa vincente a stornare Gentile dalla zona (si fa per dire) di competenza. Interessante, penso che lo accatterò. Certo, un capolavoro come “Il maledetto United” è un parametro di riferimento ambiziosetto anzichenò.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 4 votes)
  5. E

    “Marocchino, che umanamente lo ha deluso per come vive fuori dal campo”

    ehm chiedo approfondimento 🙂

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +8 (from 10 votes)
    1. R

      Notorio cacciatore di passera (caccia condivisibile in questo caso) e viveur notturno. Più volte intercettato dal leggendario maresciallo in pensione al servizio di Boniperti. Allora si poteva, adesso si finisce in tribunale causa violazione della praivasi, vedasi Vieri.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +5 (from 7 votes)
      1. E

        con Vieri si si è fatti beccare 🙂
        ma gli “attenzionamenti” c’erano, ci sono e ci saranno…

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: 0 (from 0 votes)
      2. D

        Memorabile l’episodio in cui non si presentò alla partenza per una trasferta e il Trap decise di dirigere il pullman della squadra a casa sua per prelevarlo.
        Suonò alla porta e gli aprì uno sbigottito Marocchino con mezzo pigiama e gli occhi gonfi a cui disse solo: “Vèstiti…”

        😂

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +7 (from 7 votes)
  6. A

    Ricordo molo bene quella partita, entrata nella storia non solo per il risultato, l’esultanza al gol di Magath, e soprattutto il giorno dopo a scuola con il professore di musica che portò in classe un manifesto funebre dedicato alla Juventus…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 6 votes)
  7. U

    Non sono d’accordo con il fatto che fosse una delle piu apprezzate…al massimo dell2 meno disprezzate..
    😀

    Non son d’accordo con scudetto buttato. Quella roma era al livello della juve complessivamente e quindi non vedo perche parlare di scudetto buttato.

    Come dissi un’altra volta per me e la vera sliding door della storia europea della giuve.

    Una nota: l’occasione di bettega citata e un gesto tecnico eccezionale di un grandissimo giocatore. Un colpo di testa in tuffo a pochi cm da terra indirizzato nell’angolino. Parata super di stein

    Che con quella squadra il trap si attacchi all storia,di Paolo Rossi o al fatto che doveva giocare furino la dice lunga sull’allenatore

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +10 (from 10 votes)
  8. t

    Incipit notevole 😂😂

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  9. M

    Mosse ed allenatori da preistoria calcistica. Arrigo ha davvero cambiato tutto, mentalità compresa. Gli dobbiamo tutto.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -5 (from 21 votes)
    1. D

      Si, cambiò tutto, e si arrivò a preparare le partite senza nemmeno guardare l’avversario perché “sci la squadra zoca come deve zocare, il portiere non scerve…” (cit.)
      Poi arrivavano gli impacchettamenti con figure di merda assortite contro Stella Rossa, Bruges, Marsiglia, Irlanda, Nigeria, Croazia, etc.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +10 (from 14 votes)
  10. C

    Non è vero comunque che la Juventus fosse favorita prima della finale contro l’Ajax del 96, era il contrario.
    Sicuramente non favorita, ma super favorita in quella dell’anno dopo, non lo riesco a trovare ma esiste perché l’ho visto un video in cui Peruzzi dice chiaramente che tutta la squadra pensava , prima della finale, di dargliene 5 e vincerla in scioltezza…

    Pronostico non fatto per superbia ma in praticamente tutte le partite tra Juve e Dortmund degli anni precedenti, comprese quelle di Uefa, avevano sempre perso e non di poco. Per cui i precedenti e l’oggettiva forza di quella Juve che probabilmente fu la più forte del primo ciclo Lippi, portarono all’errore clamoroso, seppur magari inconscio, di sottovalutare l’avversario.
    La Juve era l’autentica bestia nera del Borussia, ma quell’unica vittoria praticamente fa credere il contrario, cazzata immensa.

    Certo, se danno il rigore netto su Jugovic dopo pochi minuti magari finisce davvero tanto a poco.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -2 (from 16 votes)
  11. D

    In effetti quel Borussia era una squadra di brocchi…

    #secidavanoilrigore

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 11 votes)
  12. C

    Hai rotto i coglioni 20 anni con i 3 rigori in un’azione sola su Cresba e ti permetti l’ironia pura..

    Staccati dalle palle.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -2 (from 10 votes)
  13. Il Dortmund più che una squadra di brocchi era una squadra di bollitissimi che però potevano trovare l’ultimo Urrah
    Cosa che successe grazie all’arbitro allora , ma ancge al rinomato pannolone bianconero e a scelte discutibili di Macello
    La Juve più forte di tutto quel quindicennio

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 6 votes)
    1. C

      Leontroll, quali sarebbero state in quell’occasione le decisioni discutibili di Lippi?

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: -6 (from 6 votes)
    2. R

      Tra i bollitissimi ben quattro ex. Comunque Sousa fino a due anni prima, non venti, non pareva esattamente in fase di bollitura.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +2 (from 4 votes)
  14. Campa
    Del Piero in panca e iuliano in campo i due più clamorosi

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +6 (from 6 votes)
    1. C

      Leonto, tutta la seconda parte della stagione fu fatta praticamente senza Del Piero, che ebbe un serio infortunio, il campionato e la finale di Champions furono raggiunte praticamente senza il suo apporto e mi pare che chi fu chiamato a sostituirlo, fece più che bene.
      L’Ajax seppellito in semifinale con 6 gol e 2 gare pazzesche, all’andata la coppia fu Vieri Amoruso, poi c’era Boksic che giocava sempre e Del Piero infortunato. Recuperò poco prima della finale..al posto di Lippi, tu cosa avresti fatto? Avresti smantellato una macchina praticamente perfetta e farlo giocare?

      E’ ovvio che col senno del poi è tutto più facile..Di Iuliano non ricordo bene se fu messo solo in quella partita, ma non credo o altro. Iuliano o Porrini le loro partite le hanno giocate in quella stagione e nemmeno poche.

      Non vedo lo scandalo di averli messi pure nella finale.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +2 (from 4 votes)
  15. Iuliano o Porrini
    Non ricordo in effetti quale dei due

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  16. U

    “Mosse ed allenatori da preistoria calcistica. Arrigo ha davvero cambiato tutto, mentalità compresa. Gli dobbiamo tutto.”

    Peccato che liedholm le facesse 15 anni prima dell’esaltato ,anche con giocatori meno forti

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +7 (from 11 votes)
  17. Campa
    Vieri Amoruso tatticamente è una cosa Vieri Boksic è un altra
    Palese si schiantassero contro i panzer teutonici
    Oltretutto mi pare negli episodi precedenti ripetutamente schiantati dai guizzanti alla Baggio e Del Piero
    Macello non ne tenne conto ..

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
    1. Mi piacerebbe avere conferma dell’arguto al netto di Puhl

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +1 (from 1 vote)
  18. C

    Leonto, Lippi tenne conto semplicemente della squadra che gli aveva dato più garanzie sino ad allora e Del Piero, visto il grave infortunio, gliene dava poche. La squadra seppellisce di gol e di gioco l’Ajax e la finale, visti anche i precedenti, sembra poco più che una formalità.

    Stai tranquillo che se avesse schierato Del Piero e la Juve avesse perso, tu oggi a distanza di 21 anni qui mi avresti scritto che l’errore di Lippi fu quello di modificare una squadra che aveva asfaltato tutto e tutti per fare spazio a Del Piero… 😉

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +6 (from 8 votes)
  19. Campa
    Mi stai dando del resultadista?

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 3 votes)
    1. C

      “tu lo dici” (cit.) 😀

      Semplicemente ipotizzo ciò che sarebbe potuto succedere..

      Io, lo ripeto, dico che con il senno del poi e con il gol di tacco è troppo facile dire che Lippi fece una vaccata nel non farlo giocare.
      Ma lo possiamo dire adesso.

      21 anni fa, prima della partita, lui ha fatto dei ragionamenti e credo assolutamente logici: la squadra arriva in finale ed è una macchina di gioco e gol..in questo ingranaggio manca, per infortunio, DelPiero.

      Si arriva alla finale, l’allenatore cosa fa? Rompe un meccanismo perfetto per far entrare uno che non giocava da mesi?

      Secondo me no. Chi dice il contrario, trolla.

      Leonto, che poi è lo stesso discorso dell’anno dopo, Mondiali 1998: Cesare Maldini coglione perché punta sul Del Piero che non si regge in piedi.

      Ma lui pensava al giocatore immenso (miglior annata della carriera) che era stato sino alla finale di Amsterdam , quindi sperava che fosse quel calciatore.

      Con il senno del poi , non avrebbe dovuto giocare.
      Ma lo sappiamo ora..ed allora Maldini non lo poteva certamente sapere.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: -3 (from 7 votes)
      1. P

        Campa, capisco che Maldini l’abbia convocato sperando tornasse quel giocatore che era stato fino a maggio, ma dopo aver visto che non si reggeva in piedi (come lo vide tutta Italia) non puntare su un Baggio che pareva di nuovo in missione fu imperdonabile.

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +11 (from 11 votes)
        1. D

          Eh ma non lo poteva sapere…..non era mica davanti alla tv come noi…

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: 0 (from 2 votes)
      2. A

        Totalmente d’accordo con Campatelli.
        Non è che se perdi automaticamente l’allenatore è un coglione che ha sbagliato tutto
        A volte semplicemente gli altri sono stati più bravi di te, o sono in missione, o azzeccano la serata in cui gli gira tutto bene.
        Quel Del Piero aveva mezz’ora nelle gambe ad alto livello, e i suoi sostituti avevano dato ampie garanzie durante l’anno: la formazione era giusta, purtroppo per voi non lo è stata la prestazione.

        Piuttosto vorrei un parere sul capitolo Del Piero e finali:
        – nel ’96 arrivò all’Olimpico sulle gambe
        – nel ’97 era rientrato da un infortunio e partì panchinaro
        – nel ’98 idem, finalista da capocannoniere in Champions ma arrivato rotto
        – nel 2003 mea culpa ma non ricordo suoi particolari squilli, quindi forse sea culpa XD

        4 finali da comprimario, per uno come lui abbastanza strano. Congiunzione astrale o braccino?

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +4 (from 8 votes)
  20. Campa
    Vedo la coppia Vieri boksic in coppia in cl solo nel ritorno formalità con l’ajax

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  21. C

    Da queste parti la gente riempì i muri delle strade con le parole Magath e Amburgo, accoppiate – a seconda dello spazio, dello spray disponibile e dell’umore – con un grazie o un alè.
    Vicino a casa mia, in zona universitaria, una di queste epigrafi c’è rimasta per anni, mentre quelle su fascisti, comunisti e anarchie varie venivano regolarmente cancellate.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +8 (from 8 votes)
  22. Campa
    Semplice
    Sbagliarono sia Lippi che Maldini
    Non volontariamente ma sbagliarono

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
    1. C

      Leonto, un allenatore che sbaglia “volontariamente” o è un sadico oppure lo fa apposta per essere cacciato.
      Non credo che Lippi fosse un sadico o volesse essere cacciato dalla Juventus: voleva semplicemente vincere la Champions e bissare il successo dell’anno precedente. L’annata fu trionfale, con la Coppa Intercontinentale, lo scudetto, la Supercoppa Europea con i 9 gol dati al Psg ed altre partite memorabili, ad una di queste , poco memorabile per la squadra per cui tieni, hai assistito dal vivo.
      La squadra volava in primavera e lo faceva senza Del Piero.

      Non vedo un solo motivo per cui Lippi in una finale dovesse cambiare una squadra che volava.
      Contro i panzer tedeschi poteva andare bene un giocatore tecnico, sguizzante e veloce? Vero, ma potevano andar bene anche dei panzer per reggere lo scontro fisico.

      Allora, non esisteva un solo motivo.
      Oggi, dopo 20 anni e con il risultato che conosciamo, possiamo dire che , forse, avrebbe fatto meglio a far giocare DelPiero.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: -1 (from 3 votes)
      1. C

        guizzante pardon.

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: -1 (from 1 vote)
  23. U

    “Palese si schiantassero contro i panzer teutonici”

    Non ci siamo schiantati
    Abbiamo sbagliato le occasioni che abbiamo avuto

    Loro invece hanno segnato e hanno vinto

    Semplice

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 3 votes)
  24. t

    Se l hamburg era questo squadrone cosa dire dell ifk jotebori che lo scherzo` l anno prima in finale uefa?

    Semplicemente gioppino validissimo a guidare una squadra da titolo in competizioni di lunga durata come i campionati nazionali (cosa meno facile di come si pensa e per la quale non tutti gli allenatori sono adatti/portati) , ma disastroso e totalmente fuori luogo (nonostante il palmares possa far pensare il contrario) quando si tratta di competizioni di breve durata o ancor piu se sono in formato eliminazione diretta

    Ma in quegli anni il trap rappresentava perfettamente le difficolta, nonostante il valore dei singoli giocatori e singole squadre, del calcio italiano in europa: tra finale persa con l ajax e quella con i crucchi in quegli anni in totale il calcio italiano porto solo una (UNA !) Squadra in finale (non vincente, ma anche solo finalista) di coppe, con le avventure europee italiane che finivano spesso presto tanto che si arrivo per qualche anno ad avere solo 2 squadre (su un max di 4) in coppa uefa

    Poi finalmente da fine anni 80 le cose cambiarono con un inversione totale, e la squadra che “preannuncio” questo fu l atalanta che militando in serie b arrivo in semifinale europea

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  25. D

    I bollitissimi stesero la Juve con un 1-2 su calcio piazzato (del resto un bollitissimo dovevano marcare, se solo avessero guardato qualche partita del proprio campionato della precedente squadra del bollitissimo, eh ma Sacchi che ha cambiato tutto…), non esattamente due gol in contropiede bensì due gol che (anzi, a maggior ragione) avrebbero potuto essere segnati anche una volta in svantaggio per un ipotetico #secidavanoilrigore.
    Però erano tutti bollitissimi, perché l’hanno deciso quelli che li hanno svenduti dopo averli fatti giocare fuori ruolo, anche se hanno avuto il miglior centrocampista della manifestazione che fece un torneo superiore a quello che fece quando arrivò in finale con la sua ex squadra avversaria di giornata.
    Ma poi che palle, si parlava della Juve più bella di sempre, perché mischiarla con quella che mandò a processo il proprio medico io non lo so…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 10 votes)
  26. C

    A onor del vero mi pare che la Juve di occasioni ne ebbe molte di più. Non dico presi a pallate, ma quasi. Vieri si magnò un gol fatto all’inizio, palo credo di Zidane… Quelli due tiri in porta due gol. Nel calcio succedono anche queste cose e va bene così, anche difendere sui corner fa parte del ziuoco e mi sono andato a vedere il primo gol con 3 gialli marcati da un solo juventino. Secondo me pensavano di averla vinta prima di averla giocata, tipo Barça 1994.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 5 votes)
    1. C

      Tra le 3 finali di Champions perse dal 97 al 2003, quella del 97 è di sicuro quella meglio giocata, a dispetto del risultato. La Juve iniziò benissimo la gara, al di là del rigore clamorosamente negato, un’occasione nettissima per Vieri, con palla sul palo esterno, qualcosa del genere. Poi i 2 angoli e i 2 gol, presi a distanza di 5 minuti l’uno dall’altro, che non possono che essere il segnale di una squadra per lo meno disattenta ai particolari, perché forse troppo convinta di essere superiore…non credo avessero mai preso in un’unica gara 2 gol su calcio piazzato, assurdo solo pensare di prenderne 2, uguali, in 5 minuti. Eppure è successo.
      Poi in qualche modo la riapre, ma se dopo 5 minuti forse anche meno ti fanno un gol del genere, è evidente che fosse scritto che si doveva perdere. Perso con 2 tiri e mezzo. Il bello o il brutto del calcio
      AMEN

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 4 votes)
  27. r

    Parlando di senno di poi che non andrebbe usato, per me ancelotti nel 2005 che lascia in tribuna il semiinfortunato inzaghi fece una vaccata a prescindere appunto dal senno di poi
    Ps: campatelli difende una ex icona del milan come Cesarone e qui riprende a piovere, rinominero’ i miei laylandii ‘campatellandi’ in tuo onore

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  28. U

    “Poi finalmente da fine anni 80 le cose cambiarono con un inversione totale”
    A dir la verita anche a inizio anni 80 iniziammo a svoltare

    Semifinale di coppa campioni dell’inter,3 finali di coppa campioni consecutive 83-84-85,la coppa coppe della giuve dell’84 e le 2 semifinali di uefa sempre dell’inter.
    Non di certo il dominio incontrastato che venne dopo ma un bel segnale

    Ecco…forse la Roma,quella meravigliosa Roma, avrebbe potuto fare di piu in coppa delle coppe e in coppa uefa.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 5 votes)
  29. U

    “Contro i panzer tedeschi poteva andare bene un giocatore tecnico, sguizzante e veloce? Vero, ma potevano andar bene anche dei panzer per reggere lo scontro fisico.”

    Anche perche soprattutto Vieri diede problemi alla difesa del dortmund che era un po’vecchiotta (forte ma vecchiotta).
    Svario molto e fu pericoloso .
    Semplicemente pagammo 3 errori dietro(sul primo di livio e porrini dormono restando indietro 3 metri tenendo in gioco riedle e kohler e l’altro..sul secondo ferrara non salta nemmeno tanto che riedle quasi si abbassa per prenderla..sul terzo peruzzi nella terra di nessuno)

    Giocammo..anzi…zuocammo bene ma il borussia merito.

    Mi fa molto piu girare le palle la finale del 98 e il primo tempo del 2003,dove non scendemmo in campo praticamente

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  30. M

    Importante quanto detto da Gobbo sul Barone. Purtroppo quei rigori contro il Liverpool furono decisivi per la sua legacy.
    Poi tutta la bibliografia sul mago Maggi (al quale si affidava quando aveva dubbi di formazione) ne offende la memoria.
    Si sapeva comunque che sarebbe stata dura ed in quella finale non commise chissà quali errori.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -3 (from 5 votes)
  31. F

    antijuventinismo ai massimi negli anni ’80
    i ladroni avevano appena impedito la testimonianza di cruciani per evitare la b nel calcioscommesse e l’antijuventinismo doveva essere ai minimi?
    maddove? maqquando?

    rimini tappezzata da scritte innengiante magath ( e archibald 2 anni dopo) ancora visibili in alcune parti della città

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +11 (from 13 votes)
  32. U

    Belisario

    I rigori col liverpool non spostano niente nella legacy (qualunque cosa voglia dire) di liedholm

    Casomai sono i trogloditi come te che per colpa di quei rigori non riescono a capire le enormi differenze tra il piu grande allenatore visto in italia negli ultimi 40 anni e un rappresentante di scarpe invasato

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +8 (from 12 votes)
    1. M

      Ancelotti è più grande di Liedholm e non è Sacchi. Ma probabilmente per te è un ciccione che ingrassa perché mangiatore di salami dal culo visto che derubrichi quell’altro a invasato venditore di scarpe (dico probabilmente vista la fama che corre su Carletto presso i tifosi di certa strisciata).
      Purtroppo le coppe campioni si vincono e si perdono e lui l’ha persa.

      In poche parole : Liedholm non è il più grande allenatore visto in Italia negli ultimi 40 anni.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: -2 (from 10 votes)
      1. D

        Ancelotti non è Sacchi perché vale tre volte quel ciarlatano invasato.
        Per il resto non mi metto a far classifiche perché le trovo stupide per i giocatori figuriamoci per gli allenatori ma Liedholm con in squadra Platini&Scirea o Moggi&Agricola di Champions ne avrebbe vinte 3 consecutive…

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +6 (from 10 votes)
  33. D

    Quindi la Giuve prese a pallate i bollitissimi ma si fecero inchiappettare dall’unico bollitissimo che avrebbero dovuto marcare sui calci piazzati.
    Però la partita sarebbe svoltata col rigore più rigore dei più derivati della storia della Champions.
    E si continua a inzozzare una pagina che voleva essere romantica…

    #secidavanoilDNA

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +6 (from 12 votes)
  34. U

    Troglodita
    Qua sopra sono il piu ancelottiano degli ancelottiani.
    Ma liedholm resta il piu grande.
    Dai..mettiti in cammino che magari per la campanella di lunedi sei in tempo per una volta

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 5 votes)
    1. M

      Pensa che neanche Dane si mette a fare classifiche, il che dice tutto sulla vaccata di Liedholm più grande degli ultimi 40 anni. Magari più vecchio, quello si.

      Rispondi a quella cosa della Ferragni per favore che ti vedo più ferrato.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: -4 (from 8 votes)
  35. U

    Troglodita
    E quindi? Non e il piu grande?
    Va bene

    Parliamo di uno che prese il baresi 18enne e lo fece esordire in serie a dandogli in mano la difesa della squadra che vinse lo scudetto contrapposto ad uno che al baresi 26enne diceva di guardare i movimenti di signorini.

    Parliamo di uno che con nappi righetti bonetti nela a momenti vince la coppa campioni (con in campo falcao mezzo rotto e pruzzo fuori per infortunio dopo un tempo) contrapposto ad uno che non appena gli mancavano due tra tassotti costacurta baresi maldini ha rimediato delle gran figuracce.

    Dai..ricordati di mettera la girella nello zaino e levati dai coglioni

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +9 (from 15 votes)
  36. U

    E giustappunto su Roma channel c’e lo speciale su falcao.
    Mi raccomando..ogni tanto date da bere al somaro e anche 2-3 belle bastonate

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 5 votes)
  37. M

    Però almeno siamo arrivati a confermare che il Barone non è stato il più grande.
    A volte anche i più cocciuti possono cambiare idea.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -7 (from 9 votes)
  38. M

    Comunque pazzesco che non appena vengano toccati questi santini patroni del calcio retrogrado il mio rating crolli in maniera inopinata.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -9 (from 13 votes)
  39. f

    “Santini patroni del calcio retrogrado”
    Ahahahahahah! Questa definizionevdi Liedholm me la segno… Riscrive i confini della trollata

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +8 (from 8 votes)
  40. T

    a proposito di retrogradi, paolo maldini dice che “…Parliamo tanto di Capello, Sacchi e Ancelotti, ma quello che mi ha insegnato il calcio è stato Liedholm…”

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +11 (from 13 votes)
  41. M

    Visto lo speciale su Falcao.
    Sono tornato in terza elementare e la cosa mi ha fatto felice 🙂
    Falcao fisicamente è crollato ma parla ancora un italiano eccezionale e ha un intelligenza sopra la media.
    Devo dire che non mi ricordavo il gol del Liverpool (sempre merda) e a parte il fallo gigantesco su Tancredi, Dario Bonetti fa una roba che penso se la sogni ancora di notte

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -2 (from 2 votes)
  42. E

    Scrivo un po’ in ritardo due osservazioni dopo tanti interventi molto interessanti. La prima. Per dare un contesto a quella finale del 1983, ricordo che erano anni che non si vedeva giocare così bene una squadra italiana nelle coppe europee come quella Juventus post Mundial. Almeno due partite sono da collocare nella italiana top 20 all time (a tenersi larghi). Una è stata quella di ritorno con lo Standard Liegi, 2 a 0 con doppietta di Rossi (il secondo gol è da antologia) e il miglior Boniek bianconero di sempre. L’altra è ovviamente la vittoria di andata con l’Aston Villa, una trasferta affrontata una volta tanto dal Trap con la consapevolezza di essere più forti (consapevolezza che purtroppo mancherà in tante, troppe altre occasioni). “Ma erano l’Aston Villa e lo Standard Liegi, mica Real Madrid e Bayern”, dirà qualcuno, forse con qualche ragione, ma parliamo comunque dell’Aston Villa campione d’Europa e dello Standard Liegi di Preud’homme che pochi mesi prima era in finale di Coppa delle Coppe (a proposito, oggi le probabilità che uno come Preud’homme giochi a Liegi e non, che ne so?, nel Man City o nel PSG sono pari a zero). La seconda. La Roma di Liedholm (“il porto dei canti”, traduceva, erroneamente, Brera) rappresentava un tipo di calcio che in Italia non si era mai visto prima a quei livelli e la dimostrazione che non c’è bisogno di violentare le caratteristiche dei giocatori per disporre una squadra a zona e far rispettare le geometrie (si parlava così, una volta…). Quella Roma era splendida e per certi aspetti irripetibile ma fu battuta in casa e fuori dalla Juventus, che buttò ogni speranza di vincere lo scudetto nel derby più memorabile per la tifoseria granata degli ultimi quarant’anni. E no, non ho una tesi particolare da sostenere, ho scritto solo per il piacere di condividere con voi alcuni ricordi.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +16 (from 18 votes)
    1. R

      Il retrogrado Liedholm è stato il primo in Italia a portare la zona, quella vera, perlomeno a certi livelli, righetto all’epoca credo vendesse ancora scarpe. Aston Villa-Juve indimenticabile, ma sopratutto fu indimenticabile Platini in quella partita, specie l’assist a Boniek sul secondo gol.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +1 (from 1 vote)
      1. j

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +2 (from 4 votes)
        1. R

          Lovely ball, eufemismo.

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: +2 (from 4 votes)
  43. U

    Eleonora
    Quel derby fu ovviamente il sigillo definitivo allo scudetto ma non credo sarebbe cambiato qualcosa.
    La roma dopo la sconfitta in casa con la giuve riparti comunque senza problemi

    2 squadre fortissime cmq

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)
  44. U

    Ma si…il troglodita deve rompere i coglioni e quindi si e inventato sta cosa del liedholm retrogrado
    E talmente scemo che pensava dicessi che ancelotti e un maiale.

    Poverino,va capito…ha le scuole lontane

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 5 votes)
  45. M

    Capitemi.

    Detto questo penso che la finale persa dal Milan nel 1993 sia più clamorosa di quella persa
    dalla Juve 1997 e da quella 1983.
    Un solo gol preso sino alla finale. Cose che voi umani etc etc

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 4 votes)
  46. g

    Allora,nel 1983 avevo 14 anni. La Juve diTrapattoni venne a Pisa,in piena lotta scudetto, a fare 0-0,senza mai tirare.La domenica dopo venne la Roma a disegnare calcio e vinse 2-1.in entrambe le partite ero allo stadio.Quella Roma giocava un grandissimo calcio.Quel giorno Falcao fu semplicemente sublime.Eppoi ebbi la fortuna di vedere un missile di Di Bartolomei finire in fondo al sacco.Io non ricordo un giocatore Italiano con un tiro simile.Liedholm era tutto meno che retrogrado, anzi, per quello che vidi in quella settimana posso che Liedholm,e non sacchi e’ stato l’innovatore che ha portato il nostro calcio fuori dai cliche’del catenaccio.
    Il Trap ha vinto molto di piu’, ma veniva a Pisa a fare 0-0 senza tirare, com sei campioni del mondo piu’ Platini e Boniek. A livello di innovazione non ha portato niente.Detto cio’, mi dispiacque molto della sconfitta di Atene.Quella Juve era davvero forte, e fu un peccato

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +9 (from 9 votes)
  47. R

    Se non ricordo male la partita decisiva di Pisa arrivò subito dopo lo scontro diretto all’Olimpico perso 2-1, la domenica precedente quindi la juve non poteva essere a Pisa…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
    1. g

      Mi sono sbagliato…La Roma venne prima della Juve, ma sempre una dopo l’altra.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 0 votes)
  48. R

    La grandezza di Liedholm sta nel fatto che era un maestro di calcio nel vero senso della parola che sapeva migliorare i giocatori ossessionandoli con il lavoro sui fondamentali tecnici (un ex rappresentante di scarpe giocoforza non poteva certo fare lo stesso…) E non salvando nessuno, persino il bomber brontolone Pruzzo veniva obbligato a fare gli straordinari a Trigoria per lavorare sulla tecnica individuale.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 4 votes)
  49. U

    Pisa-juve fu dopo Pisa-roma e prima del famoso toro-juve
    La juve vincendo lo scontro diretto ando a -3 ma in 2 giornate ripiombo a -5.

    La giuve era gia in frenata prima dello scontro diretto che risolse negli ultimi 10 minuti dopo essere stata sotto.

    Quel toro-juve fu simbolico,ma in realta il campionato era gia indirizzato..

    Su liedholm che dire piu di quello che state dicendo…un vero maestro. Fu lui che indirizzo tassotti nel ruolo che lo avrebbe poi reso grandissimo e fu lui a porre le basi per quella difesa di marziani che poi avrebbe dominato per anni.

    A proposito di liedholm..mi fa ridere che di vierchowood si disse “sacchi gli preferiva costacurta e apolloni perche piu abituati a un certo tipo di calcio”
    Andatevi a rivedere come giocava vierchowood nella roma quando costacurta e apolloni erano ancora nei giovanissimi.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +7 (from 7 votes)
    1. g

      Giusto,ho invertito le partite….

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 0 votes)
    2. D

      “Vierchowood che era inferiore a Costacurta perchè veniva dal calcio all’italiana e sapeva solo marcare a uomo…” (cit.)

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 2 votes)
    3. T

      Premesso che non ho mai giocato a calcio e sono nella categoria canottiera sporca di sugo, penso che Liedholm sia stato il vero grande innovatore del calcio italiano. Correggetemi se sbaglio ma il gioco della Roma era un possesso palla che ubriacava gli avversari e, diversamente dal tiki taka prevedeva devastanti accellerazioni che creavano occasioni da rete.
      Sono i ricordi della mia adolescenza. Forse ricordo male. Poi ci hanno frantumato i maroni con il genio di fusignano che peró si fece quasi incartare dal Malines nota squadre vincitrice di varie Coppe europee.
      Come in Usa il zuoco e i Mussi- Bianchi- (detto con tutto il rispetto) non ti fanno vincere la partite che contano. Ci vogliono i campioni. Poi se l ordine di scuderia era dire Nils rimbambito (con tutte quelle crostate di frutta inutili cit.) e Arrigo genio ok. Ma ora basta.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +4 (from 4 votes)
      1. D

        Non ti correggo perché non sbagli, ed è il motivo per cui ho sempre detto che Ancelotti è stato in realtà più erede di Liedholm che di Sacchi: elegante possesso palla in attesa di trovare il varco per il lampo bruciante.
        In un mondo che si divide tra invasati urlatori e masturbatori del possesso sterile ogni tanto va ricordato che Liedholm giocava come sopra descritto.
        In Italia.
        40 anni fa…

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +1 (from 3 votes)
  50. U

    Il retrogrado vierchowood che non e nemmeno tra i primi 10 stopper italiani

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia un Commento

Questo sito utilizza cookie tecnici per consentire la fruizione ottimale del sito e cookie di profilazione di terze parti per mostrare pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi