Con Spalletti il miglior Totti

L’autobiografia di Francesco Totti, ‘Un capitano’, non brilla per retroscena e verve, ma dal punto di vista giornalistico ha avuto il merito di riaccendere le ormai antiche polemiche con Luciano Spalletti, uno dei pochi esseri umani non invitati alla presentazione del libro al Colosseo. In realtà anche a mente fredda sembrano normali questioni, parliamo della seconda incarnazione romanista di Spalletti, fra un giocatore finito, ormai ingombrante icona locale, e un allenatore al quale il club aveva dato il mandato di andare oltre Totti. Senza dimenticare che l’ultima partita di Spalletti con la Roma è stata anche l’ultima apparizione giallorossa per Totti. Ma al netto delle antipatie personali, chi è stato l’allenatore con cui si è visto il miglior Totti? Risposta semplice: Spalletti.

Da notare che Totti è stato allenato da Spalletti dai suoi 29 anni ai 33, poi dai 39 e mezzo ai 41. Non certo i periodi migliori, in generale, nella vita di un calciatore. Ecco, con Spalletti sono arrivati per Totti e da Totti 98 gol e 51 assist a beneficio della Roma in 13.674 minuti totali: significa una giocata decisiva, per gli attaccanti questi ragionamenti grezzi hanno un senso, ogni 91 minuti. In altre parole, il Totti in versione Spalletti ha segnato o fatto segnare un gol a partita. Le statistiche vanno integrate con l’osservazione e si riferiscono a versioni della Roma che tutti ricordiamo: con il primo Spalletti giallorosso Totti ha molto spesso giocato da centravanti arretrato, alla Hidegkuti (falso nueve, per i bimbiminkia dello storytelling), per se stesso ma anche per favorire gli inserimenti dei Perrotta, dei Taddei e dei Mancini della situazione. Senza dimenticare Vucinic, Giuly, Julio Baptista, eccetera… Insomma, un grande Totti che predicava calcio circondato da una serie di mezzi giocatori (mezzi ad alto livello, chiaramente).

Con Capello, per citare un’altra versione di lusso di Totti, il giocatore più forte nella storia della Roma giocava regolarmente alle spalle di una o due punte (Batistuta e Delvecchio, per dire, con Montella come alternativa): in queste cinque stagioni, dai suoi 23 ai suoi 28 anni, quindi il massimo dello splendore per un atleta, e in un numero di partite molto simile, Totti ha segnato 76 gol (e ci sta, visto che era più lontano dalla porta) e dato però soltanto 10 assist. Essendo i minuti capelliani 14.609, significa che con Capello le giocate decisive sono state una ogni 169 minuti. I numeri dicono che come incidenza sulle partite il Totti allenato da Spelletti valeva quasi il doppio di quello guidato da Capello, pur essendo più vecchio.

Curioso osservare che con un allenatore amatissimo da Totti, come Zeman, le giocate decisive siano state una ogni 166 minuti. E peggio ancora era andata con Mazzone, una ogni 325. Mentre molto meglio le cose sono andate con Rudi Garcia (una giocata pesante ogni 113 minuti) e Ranieri (una ogni 108). Insomma, con Spalletti si è visto il miglior Totti e con Totti il miglior Spalletti, anche se a nessuno dei due piacerà ammetterlo. Un’ulteriore prova che non serve essere amici per lavorare bene insieme.

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169 commenti

  1. s

    no alla deriva ultimo uomo di i ndiscreto

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  2. P

    Ora faccio la domanda che nessuno, nella serata del Colosseo e nelle mille interviste, ha ancora osato fare:

    Ma che cacchio di divieto è quello di giocare a carte??

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  3. U

    Sulla deriva UltimoUomistica magistrale l’intervento di Tavcar sul suo blog

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    1. M

      Peccato non si accorga di avere torto….

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  4. U

    Non servono i numeri per capire che Totti messo a fare l’ala sinistra da Zeman (con licenza di accentrarsi e poi non lo ha mai ingabbiato bla bla bla..ma sempre di esterno sinistro parliamo..) era un Totti depotenziato

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    1. t

      peró dire che faceva l’ala é abbastanza una forzatura.
      Tra un po’ sembra che Zeman lo metteva a fare il tornante, su e giú per il fascione.

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  5. U

    Merdmann
    cioè?

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    1. M

      Io capisco che a lui piaccia un certo tipo di basket e vorrebbe che si giocasse ancora così, però purtroppo i numeri (che lui tanto rifugge) indicano che è più “efficace” un altro tipo di basket, sport che può essere tranquillamente misurato con i numeri a disposizione.
      Ha torto anche quando dice che le triple vanno tirate solo dai piccoli, vanno tirate da chi le segna, i rimbalzi tirando da 3 diventano più “lunghi” e i lasagnoni sotto canestro ti servono meno.
      E’ ovvio che devi giocare secondo le caratteristiche dei tuoi giocatori, ovviamente non puoi far tirare da 3 Cusin, però le cosiddette “analytics” dicono molto, anche l’ovvio alcune volte ma altre volte fanno scoprire cose che non si vedono ad occhio nudo.

      Per dirti di quello che lui crede di vedere, l’anno scorso magnificava lo Zalgiris dicendo che giocava un basket senza pick’n’roll, mica come nell’NBA….
      Ebbene….lo Zalgiris giocava un numero di p’n’r per 100 possessi che lo avrebbe collocato al terzo posto nell’NBA.

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      1. R

        Zalgiris peraltro allenato da Jasi, da giocatore uno dei pontefici massimi del pnr…

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        1. t

          c’é pick&roll e pick&roll 🙂

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  6. R

    Nella Roma di Capello il sinergico Delvecchio non faceva certo la punta, Totti giocava dietro due punte solo le rare volte in cui Capello schierava contemporaneamente Bati e Montella, molto più spesso in alternativa tra loro, viste le condizioni fisiche in continuo peggioramento dell’argentino. Come ho già scritto, a mio avviso le chicche del libro sono lo sputo a sua insaputa a Poulsen e la partitella infrasettimanale romani vs resto del mondo imposta dal mago Galbusera. Notevole anche l’aneddoto sull’assegno smarrito di Cassano (300.000 euro di stipendio mensile…) che incolpa ingiustamente la governante di casa Totti – viveva lì all’epoca – causando la prima rottura tra i due. Talmente ignoranti da non sapere che bastava interpellare l’amministrazione della Roma per sapere se l’assegno (poi ritrovato sotto il sedile di uno degli innumerevoli bolide del barese) era stato incassato o meno…

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  7. U

    merdmann
    io mi riferivo al fatto di voler misurare coi numeri una cosa che non è misurabile coi numeri

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    1. M

      Nel calcio può valere (perchè mancano i parametri misurabili), nel basket molto meno.

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  8. U

    merdmann
    il basket è sicuramente “più misurabile” del calcio (anche perchè nel calcio non c’è niente di misurabile).

    Per me quello che è sbagliato è questa ossessione dei numeri in ambiti sportivi dove potresti anche fare a meno o dove comunque non sono cosi fondamentali

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  9. M

    Direi che la realtà totale ed assoluta ed inconfutabile ci dice chiaramente (soprattutto considerando il fatto della mediocrità conclamata di Spalletti ed il fatto che quell’altro è stato un fuoriclasse ) che se Spalletti ha avuto un periodo “migliore” lo deve al numero 10 mentre il numero 10 a Spalletti non deve proprio nulla visto che il suo periodo migliore è durato circa tre lustri.

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  10. L

    Ma come si fa a confrontare numeri del 2008,quando Totti doveva sparare il suo assist o il suo tiro dalla mattonella, con numeri del 98, quando Totti correva quanto bernardeschi?
    Mi sembrano i discorsi su Federer…

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  11. P

    Rigiriamo la frittata: con Totti anche il miglior Spalletti…

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  12. f

    Numeri che possono esseree interpretati in mille maniere… Nella Roma capelliana Totti era il faro ma era affiancato da enormi finalizzatori come Batistuta e Montella, poi c’era il sempre troppo bistrattato Del Vecchio che correva segnava e forniva qualche assist.. Insomma oneri e onori e numeri divisi tra tanti… Nella Roma Spallettiana Totti invece era l’unico leader era colui che decideva se e come segnare, se far segnare qualcun altro ed eventualmente chi… Ecco, avesse avuto vicino qualcuno capace di fargli ombra sicuramente quei numeri sarebbero stati meno clamorosi ma probabilmente la Roma avrebbe avuto almeno uno scudetto in più…

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    1. D

      La penso come Francesco e indirettamente come Gobbo: nel calcio i numeri non si contano ma si pesano altrimenti non dicono nulla, soprattutto perché ignorano che la Serie A del Totti di Capello (quello più vicino alla dimensione dei Rivera) era ben diversa dalla Serie A del Totti di Spalletti (più vicino alla dimensione di certi collezionisti di statistiche personali dell’NBA…).

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  13. t

    ma non é che hanno modificato nel tempo il modo di conteggiare questi numeri?
    Cioé il fatto che con Capello abbia smazzato solo 10 assist mi sembra molto poco credibile.
    Probabilmente, come nel basket, adesso sono molto piú generosi nel conteggio e le cifre risultano gonfiate.

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    1. D

      Esatto! Una giocata tipica del Totti numero 10 di Capello (e del Trap pre-DeLaCruz…) era arretrare spalle alla porta (attitudine che poi lo portò ad esibirsi degnamente come centravanti tattico) e ricevere dai centrocampisti per girarla con parabola ad effetto di prima spalle alla porta all’esterno (nella Roma generalmente Del Vecchio sulla sinistra e Cafu sulla destra) che poi andava sul fondo per servire il centravanti (Batistuta o Montella) solo davanti al portiere.
      Giocata questa che tecnicamente valeva dieci volte le spondine per i Perrotta e i Vucinic ma che nominalmente non entrava nelle statistiche…

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      1. t

        giuro che mentre scrivevo pensavo proprio a quell’azione 🙂

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  14. U

    matrix

    infatti ho detto “bla bla bla ma sempre di esterno sinistro parliamo”

    Totti doveva partire sempre da sinistra,perchè lo schema di zeman prevedeva cosi

    QUesto era ovviamente penalizzante per Totti.

    poi possiamo dire che zeman lo ha aiutato a crearsi una cultura del lavoro..tutto quello che vuoi

    ma calcisticamente il ruolo a sinistra (chiamalo come vuoi) era penalizzante

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    1. t

      sai che non concordo.
      Per me Totti era un talento tale che poteva giocare indistintamente come “10” dietro a 2 punte, falso nueve, seconda punta, esterno di un tridente, ecc.
      L’esperienza con Zeman imho non ha la penalizzato affatto, anzi.
      E potrei dire lo stesso di Lamela (ma qui ho paura di aprire un flame..)

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      1. D

        Smettiamola con la storia dell’ecclettismo dei giocatori (ne avrò conosciuti 3 in tutta la mia vita di veri eclettici…), ogni giocatore ha delle caratteristiche che lo portano a rendere al meglio in un certo tipo di contesto (non dico ruolo o posizione perchè limiterebbe il discorso).
        Zeman è stato penalizzante con Totti ed omicida con Lamela.
        Altro che flame, questi due punti non sono minimamente in discussione viste le prove in archivio…

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        1. t

          Secondo me invece Totti è proprio un giocatore universale, perché nel corso del tempo (il Totti 25enne è un giocatore differente dal Totti 30enne) ha saputo reinventarsi in posizioni diverse, in schemi diversi, con compagni diversi mantenendo un rendimento altissimo (finché ne ha avuto).

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          1. P

            Totti è uno dei pochissimi giocatori universali del calcio italiano.
            Un altro è il Mancio (non a caso per me Totti ne è l’erede/evoluzione a livello calcistico), che in carriera ha giocato praticamente dovunque (seconda punta/trequartista con un centravanti vicino, alle spalle di due attaccanti alla Lazio, addirittura centrocampista centrale un anno sempre in biancoceleste, centravanti egli stesso alla Samp con Gullit prima e Chiesa poi).

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  15. U

    Matrix
    tu dove l’avresti fatto giocare Totti?

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    1. t

      non saprei, dipende dai compagni.
      Un conto é avere Batistuta. Un altro avere Taddei e Perrotta.

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  16. R

    Sputaci sopra sul Totti zemaniano…

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  17. U

    Matrix
    Totti ha fatto quello che dicevi perche e stato un giocatore fenomenale.
    Appunto perche fenomenale doveva essere sempre il piu possibile al centro del gioco.
    Spostarlo su una fascia inevitabilmente lo portava fuori a volte
    Vista poi la sua capacita di lanciare anche di prima li ne limitavi ovviamente le possibilita

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    1. t

      Per farti un altro esempio senza tirare in ballo Totti e Zeman: Messi ha giostrato su tutto il fronte d’attacco nella sua carriera.
      C’era un periodo in cui si diceva che non poteva giocare con un centravanti “per non occupargli spazio” (silurato prima Etoo, poi Ibra).
      Eppure mi sembra che con Suarez non se la sia cavata male.
      Questo per dire che con un talento di questa levatura la posizione in campo è l’ultimo dei problemi.

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  18. U

    Matrix
    Totti avrebbe giocato bene anche da terzino..ma cosa c’entra?
    Totti in mezzo al campo con una o possibilmente 2 punte davanti rendeva 10
    Totti fatto partire da un lato del campo rendeva 7-8

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    1. t

      ma non é calcio balilla, si puó essere benissimo al centro del gioco anche partendo piú larghi (e ti rimando ancora all’esempio di messi).
      Sul rendimento non saprei dirti se il totti migliore sia stato con zeman, con capello o con spalletti. Per me siamo lí.

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  19. U

    Idem Totti da centravanti

    Poi so anche io che si e adattato a fare tutto
    E lo ha fatto bene

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  20. U

    Matrix

    Totti e messi non c’entrano un cazzo . Sono 2 tipologie di giocatori diversi.
    Totti non ha il dribbling di messi ,messi non ha il lancio di totti. (Solo per fare un esempio)

    Ecco..uno col lancio di totti e la sua visione di gioco se e in mezzo al campo ha inevitabilmente piu soluzioni rispetto a quando deve partire da una fascia.

    Cosi come il totti centravanti ha meno soluzioni davanti a se.

    Poi,lo ripeto,e talmente forte che ha giocato bene in tanti posti

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    1. t

      ma non sto paragonando i 2, lo so bene che sono giocatori diversissimi.
      Era per farti un esempio di campione che nel corso della carriera riesce a ricoprire piú ruoli con un rendimento altissimo.
      Come ti dicevo prima: se giochi con Bati rendi al meglio se fai il rifinitore, se giochi con Perrotta i gol li devi fare tu.

      Rovescio della medaglia: il primo milan di Ancelotti giocava con Pirlo, Seedorf, Rui Costa poi Kaka… tutta gente che avrebbe potuto fare il “numero 10”. Ognuno ha saputo trovare il suo spazio (io sono dell’idea che quelli forti devono giocare, un modo lo si trova). In questo caso parlerei di ottimizzazione delle risorse, non penalizzazione del talento.

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  21. U

    “Un altro è il Mancio (non a caso per me Totti ne è l’erede/evoluzione a livello calcistico), che in carriera ha giocato praticamente dovunque”

    Quando arrivo alla Samp per dire ,Mancini era la prima punta e Vialli la seconda (mancini inizio col 9 e vialli con l’11 quando i numeri ancora dicevano qualcosa).
    Anche lui giocatore enorme che fece bene in tutti i ruoli in cui gioco
    Pero credo non ci siano discussioni (e se ci sono ditemelo che prendo la lupara) su quale sia stato il miglior mancini della carriera

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    1. t

      quello in panchina? 😀

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      1. P

        Come disse ad Ulivieri alla presentazione alla Samp “sono un centravanti che parte da lontano”.
        Una sorta di “falso nueve ante litteram”. Ruolo che di fatto il Mancio fece ben prima del “monopolio spagnolo” nella stagione ’93-’94 quando Eriksson giocava con lui prima punta, Gullit, Platt, Lombardo e Jugovic dietro ad inserirsi negli spazi e sulle giocate create da quel genio che era il Mancio con la 10 sulle spalle.

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        1. D

          Quando Mancini arrivò alla Samp aveva 16 anni e non sapeva neanche da che lato prendere il water per pisciare, figuriamoci il suo ruolo. Credeva di essere un centravanti semplicemente perché aveva giocato così tutte le giovanili, dove il più bravo lo mettono centravanti per vincere le partite, pure se magari si chiama Beckenbauer.
          Pure Del Piero ha sempre fatto il centravanti fino alla primavera, di lui il suo allenatore del Padova diceva “è un centravanti ma non un ariete, uno coi piedi buoni…tipo Van Basten…” In serie A da centravanti giocò una sola partita (contro il Milan) e fu un disastro (anche per la giovane età, ovvio, ma già si vide che non poteva fare il centravanti in serie A).
          La Samp 93-94 era una squadra alla viva la figa, di quelle appunto che non possono vincere a meno che non siano il Brasile del 70, e infatti non vinse.
          Mancini diede il meglio da seconda punta di fantasia (alla Sivori, alla Baggio, etc.) a fianco di un centravanti (Vialli alla Samp o Vieri alla Lazio), come centravanti buttò intere stagioni (finché non si inverti con Vialli) e perse la nazionale nell’88 (si fosse invertito prima con Vialli, mannaggia…), come centrocampista fece un mesetto alla Lazio ma alla fine ci rimise uno scudetto.
          Dai ragazzi, siamo seri se no tra un po’ esaltiamo Borini che al Milan ha fatto dalla punta al terzino…

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        2. R

          Arrivato alla Samp, Mancini interpellato da Ulivieri sul suo ruolo gli rispose che giocava dietro le punte, e Renzaccio gli rise in faccia. Dall’autobiografia scritta con Sessarego (Io, Mancini Alkaest 1997)

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          1. D

            Perfetto, quindi non è nemmeno vero che si sentiva centravanti, tattico o meno….io ricordo che finché non ci fu l’evoluzione di Vialli da ala sinistra a centravanti Mancini visse una crisi d’identita (tattica, a livello di personalità era lui il duro della coppia), ricordo quell’anno in cui rinunciò al 10 giocando col 9 per autoconvincersi di essere un centravanti (dichiarazioni di Boskov e Mantovani…) ma fu tutto inutile e alla fine tornò al suo amato 10…

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          2. P

            Seconda punta alla Baggio Mancini? Ma anche no. Baggio e Del Piero classiche seconde punte.
            Mancini e Totti dieci a tutto campo.
            La Lazio ci ha rimesso uno scudetto con Mancini centrocampista un mesetto? Ma anche no, lo scudetto lo perse Eriksson non schierando proprio il Mancio (che poi segnò) nello sciagurato primo tempo contro la Juventus (quello della papera di Marchegiani su Henry) quando aveva tutta la difesa squalificata post-derby (giocarono addirittura Lombardo terzino e Okon centrale), oltre al fatto che vinsero una Coppa Coppe proprio con Mancini centrocampista in finale.
            Ah, eh Sessarego in una vhs di fine anni 2000 intitolata “Colpi di genio” uscita allora con la Gazzetta dello Sport del primo incontro fra Mancio e Ulivieri racconta di testuali parole “centravanti che parte da lontano”, con annessa risata del Renzaccio. Inteso come “gioco dietro le punte”. Quindi sì, Mancini a sedici anni aveva bene in mente quale fosse il suo ruolo, sono stati altri (Ulivieri, Bersellini col quale giocava anche pochissimo) a sfruttarlo altrove. Mentre con Boskov si puntò quasi fin da subito sul duo Vialli-Mancini (con l’inversione dei ruoli già citata).
            Quindi sì, per me Mancini resta uno dei pochissimi universali del nostro calcio insieme a Totti.

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            1. D

              Paolo Rossi, hai fatto la storia del calcio ma la ricordi malissimo: ma quale universale a tutto campo che Mancini giocava sulla mattonella?!

              Ps: Baggio e Del Piero sono seconde punte di fantasia (come Sivori), la seconda punta classica (Rumenigge, Signori, Simone, etc.) è un’altra cosa.

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              1. P

                Ovvio non siano due seconde punte “alla Singori, alla Rumenigge” (due 11 per capirci), ma non sono nemmeno due 10 pieni per me. Baggio e Del Piero molto più solisti e attaccanti rispetto a Mancini e Totti per modo di intendere e vedere il calcio.
                Mancini “sulla mattonella”? Ma dai su. Ti confondi con Mimmo Morfeo.

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                1. D

                  Ho usato apposta l’espressione “seconda punta di fantasia”, che descrive (semplifico barbaramente) un numero 10 senza il passo del centrocampista.
                  Appunto Mancini, che le sgroppate di Totti (ma anche del primo Baggio, chi ricorda il gol al Napoli in maglia viola o quello al Milan in maglia bianconera?!) non le ha mai fatte…

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                  1. P

                    Sgroppata da solista, da seconda punta, appunto.
                    Avete citato Souness, Brady e Dossena. Bene benissimo, giocatori che stavano con Mancini (punta) negli anni della gioventù.
                    Ma con Eriksson era Mancini il 10, il cervello, il regista offensivo della Sampdoria. Idem alla Lazio nei primi due anni. Come lo è stato Totti alla Roma. Il Mancio ha fatto “la punta” più per necessità (alla Samp soprattutto) che per volere e indole. Ma il suo ruolo è sempre stato quello di rifinitore, di 10 offensivo completo, in grado di inventare per i compagni, non cercando minimamente la giocata personale.
                    Ripeto, “Mancini sulla mattonella” non si può sentire.
                    Poi se vogliamo possiamo discutere sulla definizione di “10 offensivo” (Mancini, Totti, etc) e di “10 regista” di centrocampo (Bulgarelli, Antognoni, Pirlo, etc) in un calcio che nel tempo si è evoluto tantissimo.

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              2. R

                Da pag. 113. Parla/scrive Mancini in prima persona, non Sessarego. Chiede Ulivieri: “Ma te che ruolo hai di preciso ? Guardi, rispondo, io gioco dietro le due punte. Lui mi fissa con quei suoi occhi celesti di cui non si vede il fondo, si mette a ridere, si alza e se ne va senza dir niente”. Francamente tra il centravanti che parte da lontano (quindi arretrato alla Hidegkuti) a cui si riferisce Sessarego anche nella prima parte del libro, e giocare dietro due punte (Mancini testuale) c’è una bella differenza.

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                1. P

                  Guarda a casa ho la citata vhs, dove Sessarego (proprio con in mano quel libro, che pure posseggo) dice proprio “centravanti che parte da lontano”.
                  Peccato non trovarne una versione web su Youtube et similia.
                  Quindi o Sessarego si smentisce da solo fra libro e parlato (impossibile), oppure intende la stessa cosa, ma rendendola (male) in maniera diversa (più plausibile).

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                  1. R

                    Se lo possiedi puoi verificare a pag. 113 quello che ho riportato. Oh lo scrive Mancini in prima persona eh, non invento nulla.

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                    1. P

                      Ma infatti non stai inventando nulla, assolutamente.
                      Secondo me Sessarego esprime lo stesso concetto fra libro e parlato, ma lo rende in maniera diversa.
                      Mancini era un 10, poche storie. Non una seconda punta, non un centravanti. Oppure era anche tutto questo, ergo un “universale” come Totti. per come la vedo io.
                      Ma sicuramente non una semplice “seconda punta alla Baggio” come dice Dane.

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                    2. D

                      MA QUALE CAZZO DI NUMERO 10 CHE NON HA MAI FATTO UN LANCIO ED ASPETTAVA LA PALLA A 5 METRI DAL CENTRAVANTI???!!!

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                    3. R

                      Eh no, 10 classico dell’epoca alla Maradona/Platini proprio no. Ha dato il meglio in carriera giocando in appoggio a un’unica punta, principalmente Vialli, ma ha fatto benissimo pure con Chiesa o Montella, o nella Samp erikssoniana senza centravanti fisso. Seconda punta tecnica e di fantasia, assistman raffinatissimo, dalla cabina di regia si è sempre tenuto lontano, lasciando l’incombenza ai Souness/Brady/Dossena di turno.

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                    4. D

                      Eh! Lo stesso Mancini che ricordo io, cribbio…

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  22. U

    “Come ti dicevo prima: se giochi con Bati rendi al meglio se fai il rifinitore, se giochi con Perrotta i gol li devi fare tu”
    Matrix l’equivoco centravanti tattico di totti l’ha spiegato bene dane nel messaggio di oggi pomeriggio.
    Chiaro che in situazioni particolari ci sta di adattarsi.
    Ma per le caratteristiche di totti ,il meglio l’ha dato quando partendo dal centro del campo poteva scegliere la giocata migliore. Anche spalle alla porta.

    Se lo metti troppo avanti o troppo spostato inevitabilmente gli togli “spazi”.

    Messi l’hai tirato in ballo tu,non io. Messi rende meglio partendo da destra perche ha certe caratteristiche,che sono diverse da quelle di totti.

    Quindi mi pare normale che messi pur partendo defilato riesca a stare al centro del gioco lo stesso.
    Cio non toglie che totti partendo da una fascia perdesse qualcosa

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  23. U

    Ahahahahah prendo la lupara
    🙂

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  24. D

    Ragazzi, ripeto che la storia del giocatore universale varrà per 3 o 4 giocatori negli ultimi 40 anni.
    Ogni giocatore ha un ruolo, poi capita che con la bravura o in contesti particolari si adattino in altri ruoli, ma il vero ruolo resta uno.
    Mancini ha passato la vita a cercare un ruolo ma il meglio lo ha dato come seconda punta di fantasia, punto.
    Totti si è adattato con Zeman nel momento in cui aveva esplosività atletica ed ha fatto il centravanti tattico gestendosi con esperienza per raschiare il fondo del barile ma non è un caso che le vittorie e il picco di carriera li abbia ottenuti da numero 10.
    Messi è un attaccante di fantasia che deve partire da un punto e poi esser libero di muoversi come vuole, poi ha danzato da centravanti in un momento in cui avrebbe vinto anche facendo il portiere ed ha sfiorato il Mondiale facendo il 10 puro ma il suo ruolo resta quello.
    Schiaffino ha chiuso la carriera da libero ma resta un numero 10 etc.

    Il caso del Totti di Spalletti poi è il classico caso dell’uomo franchigia troppo ingombrante per esser messo da parte tipo Kobe Bryant e quindi gli viene costruita una squadra attorno che possa sfruttare quel che resta delle sue caratteristiche: non avendo il fisico per fare il 10 faceva il 10 ma in posizione da 9 – il centravanti tattico, appunto – in modo da avere dieci compagni a coprirlo e sorreggerlo.
    Ma con una squadra così generalmente fai 30 ma mai 31, arricchisci le statistiche del singolo ma non vinci, e infatti quella Roma non ha vinto recitando la parte dell’eterna seconda.

    O c’è qualcuno che pensa che Capello avrebbe vinto lo scudetto anche mettendo Totti centravanti e tenendo Batistuta e Montella in panchina?!

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    1. f

      “La storia del giocatore universale varrà per 3 o 4 giocatori negli ultimi 40 anni”

      Matthaus, Zambrotta, Minaudo e… Brignoli

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      1. M

        Brignoli però meglio come attaccante…

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  25. U

    Il discorso eclettismo puo valere per Vialli: non era un top ma il saper interpretare piu ruoli in maniera eccellente lo hanno portato in alto.molto in alto.

    Totti e Mancini erano dei top nei loro ruoli.

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  26. D

    Mah, Vialli per me non fu nè un eclettico nè un universale, semplicemente un giocatore con certe caratteristiche che cambiò più volte ruolo fino a trovare quello in cui rendere al meglio.
    Universale o eclettico non vuol dire quello, come Rivera (che prima di essere catalogato definitivamente come numero 10 venne provato in tutti i ruoli dell’attacco) o Zambrotta (spostato terzino perché non abbastanza esplosivo come ala)…

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    1. f

      Infatti, al di là delle battute io faccio fatica a trovare, ad alti livelli, giocatori realmente “universali”: forse Gullit… Già per Matthaus si trattò di “adattamenti da fine carriera”.
      Quanto a vialli se consideriamo quello blucerchiato e quello bianconero parliamo proprio di due persone diverse…

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      1. D

        Esatto, Gullit è l’esempio più fulgido: uno che passava tranquillamente dal ruolo di libero a quello di punta, da quello di numero 10 a quello di ala, facendoli bene tutti e con le necessarie caratteristiche.
        Vialli per dire ha fatto anche il tornante perché aveva corsa, ma non aveva il dribbling e la fantasia richiesti, Gullit invece sì e sapeva fare l’ala anche ad alto livello, come un Donadoni o un Waddle.
        Altro eclettico fu Luis Enrique, in parte Massaro toh, pochissimi altri.
        Ma Mancini o Totti proprio no…

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        1. t

          zanetti! (ok vado…)

          🙂

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          1. P

            Eclettico è Marco Rossi, che al Genoa con Gasperini ha fatto praticamente tutti i ruoli, portiere escluso.
            Universale è ben altra cosa.

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  27. E

    Dalla regia mi suggeriscono come eclettico anche il Mendieta dei bei tempi…

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    1. D

      È una battuta?!

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  28. Pedro Mariani e Comi

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  29. R

    Mancini centravanti – sia pure atipico- non lo ricordo proprio, peraltro quando arrivò alla Samp in quel ruolo c’era Francis se non ricordo male, prima ancora dell’arrivo di Vialli e successivamente ancora del flop Lorenzo. Grandissimo come seconda punta, un autentico genio del calcio, decisamente meno bene come trequartista dietro due punte (la Lazio di Vieri-Salas), ma era già in là con gli anni. Sbagliato pure dire che era il centravanti della Samp di Eriksson, trattandosi di squadra senza centravanti, perlomeno fisso, che non dava punti di riferimento stabili. Totti a mio avviso è stato enorme in tutti i ruoli offensivi, anche in quello di punta esterna con Zeman, che non significa sacrificarsi a fare il guardalinee, ma proprio per nulla. Tra l’altro è esploso proprio col boemo, dopo le difficoltà col mago che lo portarono a un passo dalla cessione, definitiva secondo quanto sostiene nella sua autobio.

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    1. D

      Mancini fece il centravanti alla Samp i primi anni in cui fece coppia con Vialli (che faceva la seconda punta-ala sinistra con l’11 ed era considerato il nuovo Riva).
      E come detto faceva il centravanti con Vicini fino all’Europeo 88, dove al netto del gol contro i crucchi andò così così.
      Quando Vialli divenne centravanti (dopo vari tentativi di affiancare ai due un centravanti o un trequartista, per capire come strutturare quel’attacco) Mancini trovò la sua consacrazione come seconda punta di fantasia.

      Il Totti di Zeman non era male, ovvio, tanta roba basata su quell’esuberanza giovanile e forse l’esperienza col boemo fu anche propedeutica al suo ruolo successivo.
      Fu il suo passaggio a numero 10 con Capello a chiarire però quanto Zeman l’avesse limitato…

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  30. M

    Se eclettico vuol dire far bene tutto allora non saprei chi citare.
    Se eclettico vuol dire far tutto al stessa maniera allora direi Ssanetti, sempre uguale ( e trasparente) ovunque lo si mettesse.

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    1. f

      JZ4 lo volevo citare pure io… 😀

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    2. R

      Anche da dirigente…

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  31. L

    Scweincoso e, di una categoria infinitamente minore, Jorgensen son stati grandi eclettici.

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    1. D

      Poi però non lamentarti se Un Gobbo entra con l’ascia bipenne, eh?!

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  32. A

    la discussione continuerà all’infinito finché non ci si accorderà sui termini
    un eclettico è uno che ha giocato in due o più ruoli in carriera? allora quasi tutti i calciatori lo sono, del resto pure Totti il meglio in nazionale l’ha dato da seconda punta (Euro 2000 con Inzaghi e Fiore trequartista e mondiale 2006 dietro il solo Toni)

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    1. D

      Esatto! Arretrare invecchiando non è essere eclettico o universale…qui confondono Gullit con Suárez!

      Ps: per me il miglior Totti azzurro è stato quello delle qualificazioni col Trap, da vero numero 10. Al secondo posto quello di Zoff, dove non si poteva certo chiedergli di guidare il centrocampo e quindi andava bene da seconda punta di fantasia guastatore sciolto…

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  33. U

    Pedro Mariani idolo assolutissimo

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    1. Enorme

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  34. U

    Dane
    Se per eclettici intendiamo i Gullit e ovvio che non ci puo stare Vialli.

    Per eclettico intendevo uno come vialli che non e stato top in nessun ruolo,ma ne ha fatti in maniera piu che egregia tanti diversi tra loro

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    1. D

      Mah….per me Vialli come centravanti top lo è stato eccome (certo, non un Van Basten ma un Vieri si). Poi si, avendo certe qualità ha fatto tante cose bene.
      Quello che intendo io invece è: Vialli ha iniziato da ala, ma avrebbe potuto fare il Donadoni nel Milan?! No, Gullit o Luis Enrique invece si, per dire, e infatti l’hanno fatto.
      Idem Mancini che come centravanti dava poca profondità alla squadra e come numero 10 zavorrava il centrocampo.
      Tutto qua. 😉

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  35. U

    Da qualche parte a casa dei miei dovrei avere ancora la sua maglia..

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  36. R

    Ma Vialli imberbe ai tempi della Cremonese veniva chiamato topolino per il fisico (poi evidentemente sviluppatosi) o per altri motivi ?

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  37. R

    Il vero universale è Rogerio Ceni, 129 reti segnate, mica cazzi.

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  38. U

    Rossi
    Qui nessuno l’ha mai chiamato topolino. Come nacque quel nomignolo non lo so.

    Penso fosse per il fisico: di certo gia da noi era noto che facesse allenamenti mirati sul fisico. La cosa buffa e che sono in 4 fratelli e sono incredibilmente somiglianti tra di loro. Lui era l’unico coi capelli e “magrolino”.

    Poi li ha raggiunti
    🙂

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  39. R

    No perché visto poi cos’è diventato fisicamente mi ha sempre incuriosito quel soprannome primigenio (lo lessi sul guerino se non ricordo male).

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  40. L

    Beh sweini faceva l’ala offensiva da giovane e il Centrocampista da giocatore maturo.

    Jorgensen ha fatto tutti i ruoli tranne il centrale difensivo (alcuni un po’ alla Zanetti lo ammetto 😁).

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    1. D

      Se citi Zanetti ammetti indirettamente di aver sbagliato esempio oppure stai trollando, per Schweini ripeto che l’evoluzione di un giocatore non ha nulla a che fare con l’eclettismo… 😉

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  41. U

    Rossi
    Si si..anche io ricordo che lo lessi sul guerino quel nomignolo.
    Poi c’era anche Stradivialli ideato da Brera

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  42. C

    Mancini numero 10 mai e poi mai. Forse ci si sentiva lui come valore simbolico di quel numero, ma è sempre stato una punta.

    Essere definito un eclettico nel calcio non è propriamente fare due ruoli vicini, tipo punta/trequartista oppure terzino/centrale, ma saper fare qualcosa di molto diverso. E anche lo spostamento indietro a fine carriera non è la stessa cosa.
    Gullit e Luis Enrique esempi perfetti, ma anche Leo Junior (il regista è il ruolo più difficile del calcio, se ne sai ricoprire anche solo un altro sei un fenomeno) e Leonardo lo sono stati, a un livello più basso ricordo Hargreaves e Salihamidzic, in serie B c’era Amenta che forse tranne lo stopper e il centravanti sapeva fare tutto.

    Rogerio Ceni citazione straordinaria, per un uomo e un atleta straordinario.

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    1. t

      Rogerio Ceni allena a Fortaleza.
      É in testa, con margine, nel campionato di serie B.

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    2. D

      Hargreaves e Salihamidzic?! 😳
      Ok Leonardo ma Junior minga trop… 🤔

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    3. P

      Coffee
      Se Mancini è una punta, Baggio e Del Piero cosa sono? Centravanti?
      Dieci tutta la vita, il fatto che tu dica sia una punta non fa che confermare la sua enorme universalità offensiva.
      Uomo goal, ma soprattutto uomo assist clamoroso, in grado di giocare con un 9 vero vicino (Montella, Boksic, Vieri, etc) o con un contropiedista partendo lui da attaccante (Gullit, Chiesa). Non considero ovviamente Vialli, con cui si scambiavano praticamente ruoli e cortesie in ogni secondo giocato insieme, facendone di tutti i colori.

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      1. R

        Uomo gol mica tanto, non ricordo tutte queste stagioni in doppia cifra, anzi ha avuto periodi ricorrenti in modalità ciapanò sotto porta, semmai uomo assist geniale come pochi ne ricordo. Ma negli ultimi 25-30 metri, non era affatto il 10 classico che ripiega pure nel cerchio di centrocampo per impostare, gestire il possesso o piazzarti la boccia col contagiri a 40 metri. A questo punto era molto più 10 uno come Baggio, pensa cosa ti arrivo a dire, per tacere di Totti. Seconda punta ultratecnica e creativa, via di mezzo tra un attaccante e un rifinitore, mentre il 10 semmai è una via di mezzo tra il regista e il rifinitore, che diventa anche sublime realizzatore nei casi de luxe alla Platini, ma lì siamo su livelli stratosferici.

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        1. P

          Uno che segna ben 156 goal in Serie A è un uomo goal, soprattutto considerando le medie di una volta.
          Ma infatti per me Mancini i goal li ha “anche” fatti, perché la sua peculiarità (propria del 10) era quella di farli fare agli altri.
          E la storia che stazionava solo lì davanti è una cavolata, riguardatevi qualche partita soprattutto del periodo laziale (tipo finale di Coppa Italia dove lancia Gottardi da quaranta metri, poi falciato da Maldini per il rigore trasformato da Jugovic) o tante altre del periodo doriano.
          Baggio che ripiegava indietro nel cerchio di centrocampo? Mai, era troppo impegnato a pensare giocate per se stesso, facendo correre gli altri per lui.
          Certo, nell’accezione classica del 10 non lo sono né Mancio, né Baggio, né Totti, né Del Piero, etc.
          Perché, come ho detto in un altro commento, poi ci sarebbe da discutere. Seguendo l’accezione classica lo sono molto più Antognoni e Pirlo allora. Ma se parliamo di 10 “offensivo” (soprattutto dalla seconda metà degli anni ’80) Mancini e Totti ne sono l’incarnazione. Baggio, Del Piero, Di Natale, et similia, al contrario, le classiche seconde punte.

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          1. R

            Del periodo laziale ho già scritto che stazionava dietro Vieri-Salas, esprimendosi guarda caso poco efficacemente rispetto all’ultima stagione sampdoriana dove faceva la seconda punta, una delle sue migliori in assoluto. Quanto ai 156 gol sono distribuiti in una carriera durata circa un ventennio, quindi se la matematica non è un opinione la media è sotto i dieci gol a campionato, fatturato che non fa certo pensare a uno spietato realizzatore, al netto dei tempi diversi e più competitivi. Tra l’altro che io ricordi non ha mai avuto infortuni gravi.

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            1. P

              Appunto, non è una media da attaccante/seconda punta. Ma una media alta per un numero 10. Ergo Mancini non è stato una seconda punta/attaccante, ma un 10 (nell’accezione del termine di fine anni ’80-anni ’90) a tutti gli effetti.
              Alla Lazio stazionava dietro Vieri-Salas con scarsi risultati? Dieci goal in Serie A a 34 anni “stazionando” è tanta roba… Oltre agli infiniti assist per la suddetta coppia (che in realtà iniziò a giocare così solo a fine girone di ritorno visti gli acciacchi del Bobone nazionale), per Nedved, per Conceiçao, Stankovic, etc, etc. Oltre al fatto che con lui in cabina di regia stavano vincendo uno Scudetto strameritato (perso grazie alle vaccate di Eriksson e qualche discutibile scelta arbitrale) e han vinto una Coppa delle Coppe, oltre alla Supercoppa estiva in casa della Juve con due assist (il primo geniale per Nedved) proprio del Mancio.

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  43. R

    Non era eclettico neppure Lotharone che era molto banalmente un centrocampista (assolutamente straordinario per carità) che sapeva fare come eupalla comanda entrambe le fasi, attaccare e coprire, cosa che dovrebbe essere il minimo sindacale per qualsiasi centrocampista.

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  44. A

    L’unico sportivo nella cui scheda personale alla voce ruolo riportava UNIVERSALE è stato Andrea Giani.

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    1. D

      Grande Giani, tema del primo storico flame della storia di Indiscreto!
      Dovrei avere ancora la sua mail da qualche parte…

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      1. f

        Cioè?

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        1. D

          Dopo una sconfitta della nazionale criticai lui, Papi e Fei per un certo atteggiamento visto in partita e alcune dichiarazioni alla stampa.
          Arrivò la classica groupie talebana a far cagnara finché io e lui finimmo col doverci chiarire privatamente…

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  45. R

    Giani bifronte, ovvio sia un universale. Vabbè, in attesa che mi ci mandiate io intanto mi incammino.

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    1. D

      Vado via…

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  46. L’eclettico junior me lo ricordo al Sarria
    Mamma mia (tatticamente eh)

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  47. U

    “L’eclettico junior me lo ricordo al Sarria
    Mamma mia (tatticamente eh)”

    ma va a cagare vah

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  48. Noooo Gobbo
    Avevamo trovato intesa su Pedro Mariani….

    Peraltro annoto che in Brasile junior faceva proprio il terzino , pazzesco
    Pensavo che lo mettessero li in nazionale perché era forte e gli trovavano un posto
    Io lo ricordavo solo come califfo a cx

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    1. D

      In Brasile DOVE, di grazia, che la sua maglia numero 5 del Flamengo è una delle più famose della storia?!

      Ps: immortalata peraltro anche nel blockbuster “L’allenatore nel pallone”…

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      1. Mi rincuori perché pensavo di essere diventato demente

        Il killer e sempre il solito

        https://it.m.wikipedia.org/wiki/Júnior

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  49. A

    ne cito un paio, ditemi voi se valgono come eclettici:

    -Roberto Nestor Sensini: Terzino o mediano […] dimostra di essere un calciatore polivalente, riuscendo a giocare in ogni ruolo sia della difesa sia del centrocampo.

    -Siniša Mihajlović: in origine centrocampista avanzato che prediligeva la fascia sinistra, venne schierato al centro della difesa dal tecnico Sven-Göran Eriksson. Mihajlović diede prova di significativi miglioramenti, al punto da essere considerato, sul finire degli anni 1990, […] uno dei migliori difensori nel panorama calcistico mondiale dell’epoca, grazie alla capacità di svolgere compiti difensivi e di impostazione della manovra con eguale efficacia.

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    1. D

      Sensini nì, era un difensore centrale che all’occorrenza poteva fare il mediano, dire che facesse tutti i ruoli di centrocampo e difesa è eccessivo. Sicuramente riusciva a destreggiarsi bene tra stopper, libero, mediano, etc.ma non è che potesse fare il terzino alla Cafu il regista alla Redondo o la mezzala alla Jugovic…
      Mihaijlovic no, è il classico esempio di giocatore che ha avuto un’evoluzione, che non c’entra con l’essere universale o eclettico. Non è che il Sinisa libero di Samp o Lazio avrebbe potuto fare l’ala come ai tempi della Crvena Zvezda perché era ormai tutt’altro giocatore, universale era Gullit che tra gli ultimi due anni al PSV e i primi due al Milan passava disinvoltamente da libero ad ala, da numero 10 a centravanti, e sempre rendendo da Gullit sebbene un suo ruolo predefinito l’avesse pure lui…

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      1. A

        sempre su sensini e sempre da wikipedia:

        “Calciatore principalmente difensivo, Sensini partecipava attivamente anche all’azione offensiva, giocando a centrocampo nel 3-5-2 di Nevio Scala, come terzino sinistro nella difesa a 4 di Carlo Ancelotti, come difensore centrale nel 3-4-1-2 di Malesani e come mediano e difensore centrale nel 4-4-2 di Eriksson.”

        hai capito Luisella? quello che non voleva baggio perchè non sapeva dove metterlo nel 442, metteva Sensini terzino sinistro!

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        1. D

          Ma Sensini nasce terzino, poi si è visto che era un po’ sprecato e rendeva meglio da centrale, vista la bravura tattica e la visione di gioco (un po’ come fu per Chamot, altro fortissimo difensore argentino sottovalutato).
          Forzando un po’ il discorso si può dire che, se non proprio universale, era abbastanza eclettico ma senza le esagerazioni di Wikipedia che fra un po’ ci racconta che faceva pure la mezzala…

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  50. C

    Dane, sul numero di maglia di Junior hai ragione: giocava col 5 anche se all’epoca i terzini sinistri in Brasile avevano tutti il 6.
    Ma sul suo ruolo nel Flamengo, beh, non scherziamo…

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