Retequattro baluardo contro il populismo

Seguendo l’altra sera Calenda intervistato da Barbara Palombelli abbiamo pensato che c’era una volta la Retequattro della nostra adorata nonna. Quella delle telenovelas (la sua preferita ‘La donna del mistero’, protagonista Luisa Kuliok, ma non disdegnava Dancin’ Days e Topazio) e dei film datati (l’ultimo visto insieme fu ‘Catene’, con Amedeo Nazzari e Yvonne Sanson), di Patrizia Rossetti e di Dinasty, di Emilio Fede preoccupato per Cocciolone e di Brosio in collegamento dalla fermata del tram davanti al tribunale. Poi ci sono state altre fasi, fino all’era che per comodità potremmo definire populista, con il Del Debbio della situazione in collegamento con piazze piene di gente incazzata contro la microcriminalità, la delocalizzazione, l’immigrazione, le tasse o tutte e quattro le cose insieme.

Finché l’avversario di Berlusconi era la sinistra borghese e imborghesita tutto bene, fino all’amara scoperta che Forza Italia era stata di fatto divorata dalla Lega e che certi toni avevano in parte contribuito anche ad un clima pro Cinque Stelle, cioè la gente più antropologicamente lontana dall’ottantaduenne proprietario di Mediaset. Reduce di suo da un’estate strana e piena di voci, con le poche notizie divertenti tutte di seconda mano (lo stesso interessamento per il Monza è stato riferito da Galliani), la linea politica di chi tira a campare sperando che Salvini si sgonfi quando dall’immigrazione si passerà ad altri temi e una gestione della comunicazione che ricorda quella degli ultimi tempi di Breznev e Andropov.

Ci sembra azzardato sostenere che i successi di Lega e Cinque Stelle, avversati da quasi tutti i giornali e dai canali televisivi con maggiore audience, nascano da una Retequattro che arriva a stento al 4% di share, ma tutto può avere contribuito e da questa considerazione è nata la scelta di rivoluzionare la rete puntando su un’informazione meno hard e su programmi di prima serata senza piazze ma con giornalisti e intrattenitori. Lo stesso Tg4 ha un nuovo direttore, Gerardo Greco, dopo la fine dell’era di Mario Giordano (fra Giordano e Fede c’era stato Giovanni Toti, l’attuale presidente della Liguria), che per toni e argomentazioni non sembra certo un aizzatore di folle.

Andando molto indietro con la memoria, visto che purtroppo lo possiamo fare, viene in mente la Retequattro della disastrosa (finanziariamente) epoca Mondadori, all’inizio degli anni Ottanta, che aveva come direttore nientemeno che Enzo Tortora e fra i collaboratori Biagi, Bocca e Maurizio Costanzo che proprio lì iniziò il Maurizio Costanzo Show dopo la fine dell’esperienza all’Occhio (giornale da rivalutare, bellissimo tentativo di quotidiano pop) in concomitanza con l’uscita del suo nome sulle liste della P2. Un buon canale, che però con poca pubblicità perdeva soldi a valanghe e che nel 1984 fu venduto a Berlusconi per circa 130 miliardi di lire. Quello attuale è quasi un ritorno a qual passato, ma l’Italia a cui ci si rivolge è diversa. Non crede più alla televisione, non crede più in niente.

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15 commenti

  1. g

    Retequattro con lo stesso potere soporifero di un gran premio di formula 1 dopo il terzo giro

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  2. una trasformazione di rete 4 figlia del clima e delle prospettive future, chiare come la fine del tempo, e dell’ascesa della lega nelle teste degli italiani trasformandosi poi in voti.
    il 3 marzo è stato deciso tutto, e il consolidamento del 30% e non del 17, ha reso le cose definitive.
    le nuova rete4 ha un solo scopo finale, quelli intermedi restano poca cosa, visto che la gente ha capito subito l’andazzo, con un Greco che viene da rai3 e la palombelli, felpata, è arcigna e decisa come poche nell’ambito della politica salottiera romana. tra le altre cose, vera regista occulta del giubileo romano quando il sindaco era rutelli, suo sposo quasi pletorico.
    A me piaceva Del Debbio, di culto la presenza di Librandi, Chaouki e l’addetta stampa dei rom, che avrebbero trasformato in adepti del KKK anche dei monaci sciao-lin.
    detto ciò, mi tengo in linea con quanto ci siamo detti, hanno preso sul serio gli hacker russi a casa di budrieri nati in una nostra telefonata, non vorrei che poi arrestassero biro

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  3. I media seri, quelli che vogliono distinguersi dalla spazzatura web, hanno scritto cose più fantasiose degli hacker russi di Gorino… hanno comunque perso la capacità di influenzare le masse, ormai troppo frammentate e quindi più facilmente aggregabili contro qualcosa che per qualcosa. Meno male che c’é Indiscreto, finanziato da Inga, da Orban e dai servizi deviati…

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  4. E

    “Non crede più alla televisione, non crede più in niente”

    il Popolo Italiano o Berlusconi? (per me la risposta è “entrambi”)

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  5. C

    L’avversione verso Lega e Cinque Stelle in cosa si sostanzia? Perché io guardo poca TV, ma quando becco Di Maio o Di Battista sono sempre monologhi senza contraddittorio. Talk politici che mettono il contraddittorio pure quando si parla di vaccini o di uscita dall’Euro eh?

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  6. R

    Esiste ancora rete 4 ?

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  7. Io ricordo il tg4 di Fede che in funzione anti-ulivo dava una marea di spazio a Rifondazione Comunista.
    Rete 4 baluardo dei radical chic non me la sarei mai aspettata. Magari è solo per pìuntare ad un altro target pubblicitario. Quando comincerà a trasmettere le lezioni universitarie del consorzio Nettuno la trasformazione sarà definitiva 😀

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  8. m

    Gente che ha tempo di vedere la tv. Gerardo Greco miglior lettura tv ogni tempo.

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  9. P

    Catene uno dei grandi capolavori del Cinema italiano…. Il delitto d’onore, la vita di provincia… Mia nonna ne andava pazza insieme a I Figli di Nessuno….

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  10. Yvonne Sanson mito assoluto: quando c’era da interpretare una donna in situazioni disperate chiamavano sempre lei, tipo Tony Sperandeo per il mafioso

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  11. A

    “Catene” che non ho mai visto in maniera diretta ma tra mia madre che ciclicamente lo rivede* e la scena di “Nuovo Cinema Paradiso” posso dirlo di conoscerlo a memoria!

    *si trova su raiplay come tutti gli altri con Amedeo Nazzari e la Sanson diretti da Matarazzo, compreso il tardo e misconosciuto (coproduzione italo-spagnola) “Malinconico autunno”

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  12. D

    fede così preoccupato per cocciolone che era lì che sbavava per le gambe di kay sandwick non sapendo di essere già collegato.
    l’occhio per me era un giornalaccio, diretta emanazione della P2 a partire dal logo

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  13. R

    L’ occhio massonico. A proposito di giornali, qualcuno di voi ricorda l’Indipendente a gestione (purtroppo brevissima) Funari ? Meraviglioso.

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  14. D

    non lo ricordo, immagino tenesse un basso profilo…

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  15. A

    Però i fuori onda non erano male. Epico quello con l’astrologa che non smette più di parlare…

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