Cristiano Ronaldo, Bargiggia, Bari, Cesena

Perché la presentazione di Cristiano Ronaldo non è stata fatta allo stadio della Juventus davanti ai tifosi? Non c’è alcuna spiegazione commerciale o di ordine pubblico (anzi) per una scelta al ribasso, piuttosto triste, con una conferenza stampa ingessata e nobilitata solo dal carisma del campione. Nel segno della tradizione della casa, certo (Platini non fu nemmeno presentato, nel 1982 andò direttamente a Villar Perosa tre settimane dopo la notte di Siviglia), ma sottovalutando l’entusiasmo popolare per quello che è il giocatore più famoso del mondo. Nove anni fa il Real Madrid, cioè uno dei pochi club al mondo che sono grandi a prescindere da ciò che vince (Dal 1966 al 1998 è rimasto il Real Madrid) e da chi ci gioca, lo presentò al Bernabeu senza temere di essere oscurato da CR7. A meno che non sia stato lui a pretendere la presentazione minimal, facendo capire subito chi comanda chi.

Buona parte del 99% degli italiani che ha tifato Croazia nella finale del Mondiale lo ha fatto perché è più naturale identificarsi con i croati che con i francesi, per questioni anche etniche: certo, la maggioranza dei croati è per storia familiare meno croata di quanto Pogba e Mbappé siano francesi (sono anche nati alla periferia di Parigi…), ma in televisione il dato cromatico vince sul resto. Bisogna dirlo, perché tutti siamo razzisti anche se non malati dello stesso razzismo: c’è chi discrimina in base alle preferenze sessuali o a quelle politiche, per non parlare di reddito e appartenenza socio-culturale o religiosa. Discriminazioni trasversali, nel senso che i ‘contro’ si aggregano a seconda dell’argomento generando anche curiosi fenomeni, come le stesse persone che difendono il mondo LGBT e la costruzione di nuove moschee, ma non divaghiamo e veniamo al punto e cioè a Mediaset (non proprio l’azienda, ma i siti del TgCom e di SportMediaset) che si è dissociata da Paolo Bargiggia per un suo tweet riguardante proprio il suo tifo creato per questioni di razza. Siamo nella zona del reato di opinione, visto che quasi certamente il concetto opposto (Tifo Francia perché proprio non mi piacciono i popoli di una sola etnia e di una sola cultura) non sarebbe stato censurato. Un tema di grande interesse, visto che si possono pagare a caro prezzo (a noi è capitato più di una volta e sempre per stupidaggini, mentre almeno quello della razza è un tema serio) tweet o post scritti liberamente, al di fuori del lavoro. Dall’altro lato segnaliamo la beceraggine di alcuni tweet contro Sandro Piccinini, reo di avere detto in telecronaca che la Francia è una squadra multirazziale e moderna: ma almeno quelli venivano da subumani anonimi, non dalla sua azienda.

Bari e Cesena non esistono più, la probabilità del 99% è ormai diventata certezza. Due situazioni che abbiamo seguito bene anche durante il Mondiale, grazie ad amici (che non sono Messi e Neymar, ma pur sempre calciatori professionisti) incerti riguardo al proprio futuro e ai propri crediti (qui adesso ci sono solo certezze, pur se negative). Due situazioni accomunate dall’addio obbligato alla serie B e da una ipotetica ripartenza dai dilettanti, ma con caratteristiche ben diverse. Nel caso del Bari il problema erano solo i soldi: sintetizzando al massimo per non perdere i lettori juventini, interisti e milanisti diciamo che sarebbero bastati circa 3 milioni di euro per tirare avanti in una B che in prospettiva avrà più visibilità (si pensi solo alle seconde squadre), soltanto che l’entrata in scena ipotizzata da Andrea Radrizzani (cioè il proprietario del Leeds) e di Ferdinando Napoli non è avvenuta e quindi Giancaspro chiuderà la sua era portando i libri in tribunale. Secondo noi più grave la vicenda del Cesena ben salvatosi con Castori, in cui ai debiti per così dire normali si sono sommati quelli verso l’Agenzia delle Entrate (70 milioni fra tutte le tipologie), anche senza entrare nel merito delle tante plusvalenze gonfiate insieme al Chievo e ad altri: non sono servite a farsi beffe del fair play finanziario UEFA, ma solo a rimandare di poco la resa dei conti. Giancaspro e Giorgio Lugaresi (figlio dell’indimenticato Edmeo di ‘Mai dire gol’, a sua volta nipote di Dino Manuzzi), come mille loro colleghi, asseriscono di essere stati lasciati soli. Ma al di là della retorica su una squadra che scompare, bisogna dire che il calcio professionistico non è un genere di prima necessità. Chi non se lo può permettere vada a giocare a bocce, faccia un abbonamento a teatro, si impegni in un progetto (evidentemente low cost) di volontariato. Se di Bari e Cesena non importa neppure, con numeri significativi, a Bari e Cesena perché dovrebbe importare al resto d’Italia?

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11 commenti

  1. m

    Niente di triste. Ma proprio per nulla.

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  2. Non condivido il tifo per ragioni di cromatismo dell’epidermide anche perché penso di potermi identificare più in uno dei calciatori francesi neri nati in una periferia urbana che in uno dei croati magari nato in un palazzo nel centro di Zagabria da una famgila ricca (non so se esista, ho sparato). qualsiasi fosse stata la composizoine delle due squadre , avrei tifato Croazia.
    Però ognuno sceglie i suoi criteri.

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  3. F

    io sarei propenso a credere che sia stato cronaldo a non volere una parata allo stadium.
    la Juve in questa occasione si era esposta come mai…. conto alla rovescia urlato da tuttosport, ogni giorno filtrava una notizia nuova, gnello che parte con aereo privato e da grande manager quale è 🙂 chiude la trattativa…

    cioè era tutto ed era anche stata annunciata mi pare una super presentazione per cui a meno che non ci fosse brutto tempo credo che abbia deciso ronaldo

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  4. R

    Ma non c’era appena stato un enorme movimento di massa del tipo SalviamoLaBari, gestito dai maghi dello storytelling?

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  5. D

    Sorvolo sulla tristissima presentazione di Ronaldo (dopo che per giorni ci avevano fatto subodorare che alla presentazione allo Stadium gli avrebbero fatto sparare pure i razzi dal culo) in cui ovviamente nessuno gli ha chiesto aggiornamenti sul “you pay, you pay!” di Chiellini, e sulla questione razziale di Francia-Croazia che mi ha rotto i coglioni (mi son sentito dire che la Francia è un paese moderno mentre la Croazia arretrata: sta a vedere che adesso è una colpa non aver trafficato schiavi in un passato coloniale, del resto sono gli stessi che coerentemente non considerano una colpa le foibe…).
    La questione di Cesena e Bari mi mette tantissima tristezza perchè sono due squadre che siamo stati abituati a “toccare e conoscere”. Io dico smepre che non seguo il calcio minore, ma Bari e Cesena li abbiamo visti in serie A, da vicino, e per quanto mi riguarda li ho visti nel calcio giovanile ad alto livello. Dagli Allievi nazionali in poi eri abituato ad incontrare squadre come Bari e Cesena esattamente come Napoli, Torino, Roma, Milan, Atalanta, Fiorentina, Parma, Modena, Empoli, etc. Parliamo dei migliori vivai di sempre (il Bari il migliore che io abbia mai visto al Sud assieme al Napoli, anche se io avevo maggiore preferenza per Lecce e Casarano, il Cesena il migliore dell’Emilia-Romagna assieme a Parma e Modena, anche se io preferivo Spal e Fiorenzuola), che trasudavano peraltro il profumo di A (parliamo di squadre in cui ha giocato il numero 10 del Brasile di Mondiali 90 e il numero 10 della Croazia del 98, con tutti i loro limiti) che respiravi in campo.
    E’ dfficile spiegarlo a chi non ha vissuto certe atmosfere, ma se ci può essere differenza in serie A tra incontrare la Juve e l’Empoli non ve ne è incontrando le rispettive rappresentative Primavera, Berretti o Allievi, perchè il profumo di A è lo stesso.
    Ecco, veder sparire due squadre così mi mette angoscia, più di quando me ne abbia messa il fallimento dei Rangers di Glasgow o la stessa Reggiana, squadre da Champions e Serie A, proprio perchè (per l’angolo del “chi se ne frega”) in me convivono al momento il ricordo di Boban & Materrese e Lippi & Silas come quello di tante partite contro queste due Top-Team dei settori giovanili.
    Ha ragione il Direttore, il calcio non è un bene di prima necessità quindi se devi fallire fallisci e sti cazzi dei rovesciatori di cassonetti a cui paghiamo noi l’irpef del loro sollazzo, però un moto di tristezza mi viene comunque…

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  6. B

    reato di opinione? bargiggia ha scritto una emerita stronzata a venature fortemente razziste, perfettamente in linea con l’idemsentire diffuso al momento, ma pur sempre una stronzata.
    era meglio se si faceva ricordare perchè non voleva scambiare Acquafresca con Milito…

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  7. c

    ma bargiggia è bargiggia…cioè ridicolo..indipendentemente dal fatto che sia razzista o meno (non ho letto i suoi tweet)..ma è un fazioso quando parla di mercato..è servile quando parla della squadra della casa… fa cacare con quella barba mal allevata…il peggio del peggio..è il degno rappresentante della categoria dei giornalisti sportivi del giorno d’oggi

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  8. R

    Ah perché il Milan è ancora una squadra della casa ? Ohibò…

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  9. R

    Si discrimina con la puzzetta sotto al naso anche a livello di abbigliamento intimo, ad esempio a proposito dei canottieri al sugo baffi neri e mandolino di cui faccio fieramente parte. Da contrapporre a chi indossa il più elitario negligé macchiato di salsa tartara…:-D

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  10. R

    Tranqui -1, non sono omofobo…:-D

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  11. D

    Bargiggia nei porpri social network lascia immaginare delle idee politiche a dir poco fascistoidi, qualcuno del Muro ricorderà un siparietto divertentissimo sulla pagina FB del Direttore.
    Detto questo, nessuno si è scandalizzato del razzismo anti-croato scatenato da articoli come quello di Al Republikah, ad esempio, con l’aggravante patetico di imbesuire il popolo calcistico italiano e fargli digerire l’immigrazione indiscriminata (già mi immagino il ricatto morale, con l’Isis che entra dentro la redazione di Linus e psara a 5 vignettisti e di fronte alla rabbia della gente Saviano che tuona “però quando vi han fatto vincere il Mondiale vi andavano bene, eh?! Ipocriti!”): lì andava tutto bene?!
    Bargiggia è Bargiggia, ma certa campagna dell’ultima settimana ha smosso talmente il vomito che dovete ringraziare che qualcuno non abbia pensato di ricostituire dei gruppi neonazisti, tipo gli Skinhead degli anni 90, cribbio…

    p.s.: Rossi, ti ringrazio dell’attenzione ma pur confermando la puzza sotto al naso la canotta nemmeno al mare, al massimo smanicato sulla barca. Per il resto completo firmato boxer/T-Shirt sempre, abbinato per colore anche se resta sotto e non si vede, e fresco di bucato al mattino. Niente macchie, altrimenti se ne fanno stracci per i pennelli. Trollata a vuoto, provane un’altra…

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