Eurovision Song Contest 2018, le speranze di Meta-Moro

A Lisbona si fa sul serio, dopo una prima settimana di prove dei concorrenti allo Eurovision Song Contest edizione 63, e una seconda dedicata anche alle relative semifinali, sabato sera si terrà la finale. In gara ci sono Ermal Meta e Fabrizio Moro con Non mi avete fatto niente, distanti ma sempre meno dai favoriti della vigilia stando alle quotazioni dei bookmakers. In primis, almeno inizialmente, si parla(va) dell’israeliana Netta e della sua Toy, costruita secondo i canoni moderni da tormentone con tanto di mossette da pollo studiate e rese popolari dal video ormai in circolazione da tempo, non spiccando però per originalità suonando alla lunga pure fastidiosa. E che sta di fatto perdendo qualche colpo anche per una resa poco coinvolgente. Senza contare la polemica innescata dal vincitore dello scorso anno Salvator Sobral (che l’ha definita una canzone orribile), scatenando le reazioni dei fan della manifestazione.

Di tutt’altro genere la proposta ‘lirica’ estone, intitolata La Forza e cantata interamente in italiano da Eina Nechayeva, forte di una messa in scena statica ma colorata e spettacolare (compreso un abito da sessantamila euro) e una decisa perfezione vocale. Stessa sorte altalenante per il bielorusso naturalizzato norvegese Rybak, che con That’s how you write a song sembra essere la carta scandinava di quest’anno (insieme all’inossidabile Svezia)  sulla quale si concentrerà l’attenzione di chi preferisce la fredda perfezione (Rybak vinse già nel 2009) alla calda improvvisazione.

Ecco allora che la quota sociale è appannaggio dei francesi Madame Monsieur. La loro Mercy, moderna e ben cantata (con il vantaggio di staccarsi grazie al francese), tratta il tema dell’immigrazione, e mentre scriviamo guadagna sempre più punti in attesa della prova generale sulla quale voteranno le giurie. Totalmente Eurovision e mainstream vecchio stampo, invece il brano Fuego dell’albanese naturalizzata greca Eleni Foureira a rappresentare Cipro e mentre scriviamo prima candidata alla vittoria (incredibilmente, essendo indistinguibile da quanto circolava già negli anni ‘90 così come da altre proposte di quest’anno) perlomeno fronte televoto, mentre, al contrario, i Paesi Bassi cercano ancora una volta di portare suoni diversi con Waylon. Il suo Outlaw In ‘Em è un solido brano rock in salsa country (o viceversa), che avrebbe guadagnato ulteriori punti senza i musicisti di contorno che alla fine rovinano l’insieme e distraggono, inserendosi in uno scenario globale all’interno del quale emerge un triste appiattimento generale con poca originalità di fondo, non certo aiutato dalla libertà di idioma. Compreso il Regno Unito, costantemente impalpabile, o la Spagna, che non riesce proprio a tirare fuori una proposta decente in chiave latina. Insomma anche a più ascolti si fa fatica a ritornare sulle canzoni in gara.

Si notano nel contempo meno carnevalate rispetto ad altre stagioni. Questo non è detto che sia un bene per lo show anche perché lo Eurovision Song Contest si è via via affermato come un grande party in un contesto in cui gli appassionati, quelli che discutono tutto l’anno su siti come Wiwibloggs e sono iscritti ai vari club, vivono una festa fatta di musica, immagine ma anche di un grande campanilismo. Tra le immancabili accuse agli svedesi di indirizzare le cose a loro uso e consumo (o delle strategie dell’EBU), gli scambi di voti tra paesi limitrofi e il televoto influenzato dall’immigrazione locale, fino alle voci di lungo corso e mai confermate veramente secondo cui l’Italia non vorrebbe vincere per poi avere l’onere di ospitare l’edizione successiva.

Dal canto nostro ci hanno ben impressionato il Belgio (eliminato in semifinale, Sennek con A Matter Of Time), la Slovenia (Lea Sirk con Hvala, ne! attenzione al suo break), i divertenti moldavi, e la Georgia (coraggiosamente diversi rispetto alla pattuglia, anch’essi eliminati), e tutto sommato anche l’Irlanda che torna in finale dopo tanti anni di umiliazioni e che potrebbe essere il dark horse di questa edizione, tanto che sta scalando le quotazioni: Ryan O’Shaughnessy corre con Together anche lui, con i suoi due ballerini, verso la vittoria?

Come sa bene Francesco Gabbani chi è dato favoritissimo alla fine non sempre conferma le previsioni, e tornando quindi a noi, se non ce l’hanno fatta i ragazzi del Volo (terzi nel 2015 nonostante l’enorme riscontro al televoto, dove trionfarono di gran lunga, con discussioni che si protraggono ancora oggi sui vari forum circa un presunto boicottaggio da parte delle giurie) e lo stesso Gabbani (Occidentali’s Karma finì sesta dopo essere stata data ampiamente favorita) difficile prevedere Ermal Meta e Fabrizio Moro vincitori. Ma attenzione: canteranno per ultimi subito dopo Cirpo, rimanendo probabilmente ben impressi nella mente di chi televoterà. Il loro è uno staging semplice (basato sul colore rosso) e la traduzione del testo in più lingue in sovraimpressione sullo schermo, giocando tutto sulla forza del messaggio.

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18 commenti

  1. Causa Inter-Sassuolo lo vedrò registrato, ma ho ascoltato tutte le canzoni favorite: fra quelle citate da Paolo si stacca nettamente quella francese, per la presenza scenica della cantante (ha pose da esistenzialista) e per la lingua che in fondo non è il bulgaro ed è orecchiata da tanti. Meta-Moro hanno uno stile che all’Eurofestival di solito funziona, ma valgono i discorsi su lingua e scarso entusiasmo RAI. Previsioni: la pseudocipriota se i criteri sono quelli del passato, i francesi se si vuole lanciare il mitico messaggio.

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  2. A

    Probabile che se la giochino Cipro e Francia anche se quest’ultima canterà molto prima. Il contest è sempre divertente ma ha perso un po’ di smalto scenografico. Da vedere anche come i punti verranno distribuiti tra proposte simili. In termini di genere possibile che Cipro e Israele (poco riuscita la messa in scena) si toglieranno voti a vicenda, così come Francia e Italia. Al di là del televoto peseranno come sempre più le giurie per assestare il tutto. Per Meta Moro entrare nei top 5 sarebbe un ottimo risultato (12 punti certi da Albania e Malta?)

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  3. E

    Se si toglie l’aspetto scenografico trash si toglie l’anima all’Eurosong. In effetti avevo notato già lo scorso anno una certa maggiore sobrietà (si fa per dire), ma alla fine il primato delle canzoni è comunque superiore a quello di Sanremo. Meta-Moro li vedo anch’io tra i primi cinque, al di sotto sarebbe una grossa delusione. Io tifo Irlanda e Olanda, hanno i brani meno standardizzati, ma temo che Cipro e Israele raccoglieranno consensi un po’ ovunque. Auguro il maggiore insuccesso possibile alle bollitissime Regno Unito e Spagna, ma non mi dispiacerebbe un fiasco clamoroso anche per la Norvegia e in generale per tutti i paesi scandinavi che del voto di scambio hanno fatto un’arte.

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  4. per me 12 punti all’Albania
    ma ho adorato l’armeno, chiaramente un neomelodico di Secondigliano

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  5. G

    Per ora la migliore è la francese.

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  6. G

    Non male i Moldavi, con un europop-balkan-trash che farebbe impazzire Kusturica.

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  7. G

    Malissimo lo svedese. Di pura testimonianza il gruppo nu-metal ungherese.

    Io metterei obigatorio cantare nella lingua madre.

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  8. A

    In questo momento per i bookmakers se la giocano Cipro, Israele e Irlanda… la Francia perde colpi nelle quotazioni e anche l’Italia. Sanno qualcosa dalle giurie?

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  9. A

    Ottima performance di Meta Moro. Praticamente perfetta.. e senza baracconate di sorta..

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  10. G

    Mah, per me la canzone italiana non c’entra un cazzo con l’Eurosong…

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  11. G

    Forse il peggiore è stato l’olandese pseudo-country vestito alla Stevie Ray Vaughan reinterpretato da Versace.

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  12. G

    Se l’Austria vince col negro zio Adolfo si rigira nella bara.

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  13. K

    Italia 3rza nel voto popolare pan-europeo!

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  14. A

    Ancora una volta raccogliamo molto bene nel televoto mentre le giurie (Giurie? Ancora da capire i criteri di valutazione della qualità…) ci affossano… Ottimo quinto posto comunque e dimostrazione che la canzone italiana, in italiano, il pubblico europeo la apprezza eccome alla faccia dei detrattori nostrani. Deludentissima (e probabilmente delusissima) la Francia che finisce a metà classifica nonostante le premesse. Alla fine pronostici più che confermati, e almeno il brano israeliano più originale rispetto a quello cipriota. Sorpresona per l’Austria, effettivamente con una proposta di qualità.

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  15. Le tovaglie a quadretti biancorossi…

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  16. E

    Seguo il ragionamento di Alvaro, solo non mi è chiaro che cosa avrebbe di “Italiano” la canzone del nostro duo se non il fatto che, in effetti, è cantata in italiano (lingua che, per mille motivi, all’estero piace parecchio). Annoto poi i fischi del pubblico ai dodici punti dati dalla giuria del Montenegro alla Serbia e gli applausi agli analoghi dodici dati dalla Grecia a Cipro, per non parlare dei dodici dell’Albania all’Italia. Evidentemente non tutti i voti geopolitici sono giudicati uguali.

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  17. G

    Sorpreso dal grande successo ‘popolare’ della canzone italiana, molto lontana dai canoni dell’Eurosong. Alla fine ha vinto la canzone più adatta a questo tipo di competizione: orecchiabile ma ‘strana’ Al punto giusto da catturare l’attenzione in mezzo a un mare Di proposte tutte uguali e perciò poco distinguibili l’una dall’altra.

    Purtroppo continua la normalizzazione dell’Eurosong, con la maggior parte delle proposte omogeneizzate su un pop-EDM poco memorabile e purtroppo quasi tutte cantate in inglese.

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  18. A

    Mettiamola così. Come l’italiano è una lingua che piace. Non a caso fenomeni come Ramazzotti Pausini ma anche tutto il gruppetto di grande successo in Est Europa non ha bisogno di essere tradotto. Aggiungiamoci che il nostro Paese sta simpatico certamente più di Regno Unito o Francia… La cosa che quadra poco è il voto dell’esame giurie. Che immancabilmente ci affossano. Ancora oggi si discute di quanto accaduto con Il volo loro tra l’altro certamente dallo stile italiano…

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