In Tandem con Fabrizio Frizzi

Su Fabrizio Frizzi si è scritto molto negli ultimi giorni e sostanzialmente sempre in modo positivo, sottolineandone la professionalità e gentilezza nella vita pubblica e televisiva, così come in quella privata. Una descrizione che non avendolo conosciuto di persona per noi era una semplice impressione da spettatori, seppure poco frequentanti negli ultimi anni, delle sue trasmissioni. La sua scomparsa ci offre il triste spunto per parlare della mitica TV dei Ragazzi, di cui era stato protagonista con particolare riferimento a una trasmissione, Tandem, che all’epoca seguivamo con piacere anche per le sue caratteristiche tecnologiche.

Di fatto, siamo in pieni anni Ottanta, l’era degli home computer, quella del Commodore 64 e dello ZX Spectrum Sinclair: le manie dei giovani (e in particolare dei maschi, compresi i sottoscritti) avevano trovato uno strumento ludico più sofisticato per smanettare. La televisione non offriva ancora i canali tematici che tra una pubblicità e l’altra oggi invadono notte e giorno le menti delle diverse fasce di età, in gran parte con serie prodotte all’estero.

Al contrario, quando Tandem esordì sulla rete 2 nel 1982 si arrivava dai palinsesti con La banda dei cinque o Furia cavallo del west, e con la sera Supergulp, ed ecco che si decise di dare spazio a un pubblico più grande, quello delle medie superiori, organizzando sfide tra scuole. Fabrizio Frizzi era uno dei conduttori, occupandosi soprattutto dei giochi. C’era il Paroliamo (già in circolazione su Telemontecarlo), ma soprattutto c’erano dei videogiochi sviluppati ad hoc dallo studio Pontaccio (suggeriamo di leggere a tal proposito questo interessantissimo articolo pubblicato su Quattro Bit), chiamati SuperG, con i quali si poteva anche interagire via telefono.

Ecco che rivedere a distanza i filmati di Tandem non può, come sempre, che scatenare una certa nostalgia chiedendoci quanto funzionerebbe oggi un format di quel tipo e se verrebbe effettivamente seguito. Mentre la televisione sta ormai cambiando, destinata ad andare verso modelli molto verticali e on demand, non ci stupiamo comunque che la scomparsa di Fabrizio Frizzi abbia colpito così il pubblico, quello di trenta anni fa così come quello di oggi. Aveva infatti proposto sempre uno stile di conduzione coerente ed educato, senza piegarsi alle modalità urlate del nuovo secolo. Il che non era certo poco.

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6 commenti

  1. m

    Trasmissione di totale svolta per la Rai. Direi la seconda Repubblica della tivvù italica. Marco Danè determinante.

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  2. Che ambiente schifoso deve essere la RAI se basta essere una persona onesta (o che appare tale, per noi telespettatori è la stessa cosa) per essere considerato un fenomeno? Credo che dietro al grande cordoglio collettivo ci sia questo, l’avere percepito Frizzi come uno diverso… Poi ci sono i contenuti, e dopo Tandem non mi ricordo una trasmissione in cui Frizzi sia andato al di là del ruolo del bravo presentatore, già dileggiato da Frassica a metà anni Ottanta…

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  3. E

    Io guardo Rai1 solo nella frazione di secondo di accensione della tv poi passo ad altro, ma oggi non ho potuto fare a meno di notare la diretta del funerale del povero Frizzi. Ho resistito due minuti, mi sembrava di essere sul set di Nashville di Robert Altman. Non vorrei aggiungere altro per rispetto allo scomparso e per non ricevere accuse di populismo che di questi tempi arrivano a tre per due. Attendo solo di vedere a quale personalità sarà riservato il prossimo funerale in diretta.

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  4. M

    Frizzi mi stava simpatico però da quello che ho sentito pare avesse un caratterino niente male. Non ai livelli di Castagna ma siamo li.
    Secondo me molto di questo tam tam si è avuto perchè era uno importante, uno di prima fascia alla Conti o Bonolis per dire o poco meno.
    Per dire quando è morto Gigi Sabani non se lo è filato nessuno (ebbe tra l’altro la sfoiga di kasciarci in contemporanea a Pavarotti se non ricordo male). Ma si sa che l’uomo applica le classi sociali anche alla muerte.

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  5. A

    Fabrizio Frizzi alla fine un presentatore unico nella sua normalità, senza eccessi, ma che dava l’impressione di non aver mai avuto la possibilità del grande salto. Appariva sincero. Non era l’erede di Corrado (bravo, sornione, ironico a volte anche ‘perfido’), Mike (iper professionale anche nelle gaffe, un grande promotore commerciale, iconico), Baudo (probabilmente il più da Raiuno in assoluto)… per me Frizzi comunque superiore a Gerry Scotti che per i miei gusti è (o fa) il troppo simpatico, e Carlo Conti, molto regolare e impostato pur avendo una buona ironia. Bonolis infine grande ritmo, ma esagitato all’eccesso. Altri da citare?

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  6. Quoto il Direttore, un travet della conduzione tv.
    Uscendo poi dal caso specifico, la retorica sulla tv non urlata è un po’ come gli alimenti bio o il politically correct.
    Chi guarderebbe una trasmissione di due ore condotta da Bossari?!…

    Ps: Eleonora, io ho incrociato facendo zapping l’agghiacciante Porta a Porta monografica: 2 ore di spezzoni, manco fosse Jimi Hendrix o Robert De Niro…

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