Moro 40 anni dopo e il consenso delle Brigate Rosse

Il 16 marzo del 1978 eravamo in classe, quinta elementare, quando il bidello entrò e disse qualcosa alla nostra maestra Fanny. Subito dopo la maestra ci comunicò che poco prima era stato rapito Aldo Moro ed erano stati uccisi gli uomini della sua scorta. Nessuno di noi aveva la minima idea di chi fosse Moro, ma anche il più ottuso intuì che era appena accaduto qualcosa di grave. Fu la spinta per molti di noi a informarsi, presso i genitori e la stessa maestra, senza capire molto ma uscendo per la prima volta dal mondo dei bambini e da una storia studiata ma troppo lontana: cosa ce ne fregava degli Ittiti? Ecco, non è esattamente come il ‘Dove eri quando hanno ucciso Kennedy?’ del 99% dei romanzi americani, ma questi sono i nostri ricordi del marzo 1978 insieme alla figurina di Muraro che nessuno riusciva a trovare.

Fra i tanti programmi in occasione del quarantennale del caso Moro ci ha molto incuriosito Atlantide, condotto da Andrea Purgatori su LaSette: la prima puntata lunedì, la seconda stasera. Ci ha incuriosito per vari motivi, non ultimo l’impostazione decisamente sgradevole: in pratica non si tratta soltanto della storia della strage di via Fani (16 marzo, appunto), dell’uccisione di Moro (9 maggio) e dei mille depistaggi durante quei 55 giorni, ma anche di una storia delle Brigate Rosse raccontata dalle Brigate Rosse, senza contraddittorio. Attraverso interviste ai vari Moretti, Morucci, Fiore e Gallinari, tutta gente che in via Fani c’erarealizzate in tempi diversi (Gallinari è morto nel 2013, gli altri sono liberi o semiliberi), si ricostruisce la storia del gruppo terroristico italiano più famoso e proprio per il suo essere di parte questa impostazione è un punto di partenza migliore rispetto alla rievocazione bolsa (‘Sfida allo Stato’, ‘Servizi deviati’, eccetera) che butta lì ipotesi alla Voyager, ormai impossibili da verificare con i viventi. Anche se una domanda a Prodi sulla seduta spiritica da cui uscì Gradoli andrebbe sempre fatta. Ma quali erano le principali caratteristiche delle Brigate Rosse, almeno secondo quanto ci è arrivato filtrato dagli anni e da testimonianze fuori tempo massimo?

Per prima cosa le Brigate Rosse, diversamente da molti gruppi dell’extrasinistra dell’epoca e delle epoche successive, hanno un’origine piccolo borghese e operaia: con poche eccezioni le storie personali di tutti lo confermano. Gallinari veniva da una famiglia contadina, Morucci figlio di un falegname, Moretti operaio specializzato, Fiore prima fruttivendolo e poi operaio. La loro lotta di classe nasce quindi con un impianto teorico modesto, a parte qualche eccezione, ma con molta concretezza. Secondo: le BR nascono dal clima post Sessantotto, fra università (e in trasmissione Marco Boato lo spiega bene) e movimenti, ma non hanno grandi rapporti con la sinistra parolaia e borghese. Terzo: le Brigate Rosse non sono contro i sindacati in quanto tali, ma come emblemi di una ‘mediazione’ impossibile. Non ci può essere mediazione fra sfruttatori e sfruttati, ma soltanto la vittoria degli uni o degli altri.

Quarto: il consenso nelle fabbriche e in realtà operaie strutturate, quindi più alla Breda e alla Fiat, Milano e Torino, che nella fabbrichetta gestita con paternalismo, non era maggioritario ma esisteva. La retorica dell’Italia compatta che respinse il terrorismo è quindi falsa. Quinto: la strategia mediatica era chiara fin dall’inizio, nonostante per anni i giornalisti progressisti avessero continuato a scrivere di ‘Sedicenti Brigate Rosse’ e ‘Elementi dei servizi infiltrati’. Purgatori prova a riportare la barra su queste tesi complottistiche, ovviamente con l’ausilio di giornalisti (Padellaro e Sandra Bonsanti) di valore, ma a distanza di decenni i brigatisti ancora non si capacitano di come siano stati giudicati in maniera sbagliata. Certo gli americani e i sovietici li osservavano attentamente e cercavano di cavalcare le loro mosse (spesso in chiave anti PCI, per motivi diversi), ma di certo le BR non erano una loro creazione ed è in fondo questo che una certa sinistra non ha mai davvero accettato. Ma come, questi pezzenti vogliono fare la lotta di classe senza farsi guidare da noi? Sesto: evidente il disprezzo di molti brigatisti per il PCI, che in minima parte pescava nello stesso mercato e che era ad un passo dal compromesso storico. Non a caso Berlinguer e i suoi furono l’architrave del cosiddetto partito della fermezza, di cui non facevano parte nemmeno tutti i democristiani e sicuramente quasi nessuno del PSI di Craxi. Settimo: colpisce sempre l’assoluta indifferenza nei confronti delle vittime, anche quelle di estrazione proletaria, unita a una presenza mediatica e reducistica abnorme. I brigatisti viventi sono con rare eccezioni diventati pupazzi del sistema: utili idioti del genere ‘formidabili quegli anni’, impiegati della nostalgia, legittimatori dello Stato che odiavano, ridicoli eroi per chi non ha una vita e rimpiange quella degli altri.

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114 commenti

  1. U

    “Però la gestione del post bellico si fa così, sennò c’è il rischio di guerriglia perenne”
    Eh?
    Cioe non dobbiamo rinchiudere in carcere a vita i maggiori responsabili di quegli anni (ad esempio quello appunto che fecero una carneficina in via fani) perche poi c’e il rischil di rappresaglie dei loro compagni?
    Stai dicendo questo?

    Stai dicendo che se io faccio parte di un movimento che vuole sovvertire uno stato democratico,imperfetto ma democratico, uccidendo senza problemi chi legalmente me lo vuole impedire alla fine della fiera mi faccio 15 anni in galera e poi amici come prima perche senno i miei compagnucci potrebbero aversene a male?

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  2. e

    Per me il problema non sono tanto gli ex-terroristi che raccontano con la lacrimuccia la loro esperienza, quanto gli intervistatori che annuniscono anzichè gridare “ma che cazzo stai a di'”

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  3. s

    esatto

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  4. K

    Ma infatti il problema non è che questi parlino, (si parlava del delitto Moro, chi cazzo avrebbero dovuto intervistare, Mara Maionchi ed Alfonso Signorini, anche alla luce che ci sono ancora molti punti oscuri?), ma che gli si permetta di fare un comizio apologetico. Si tratta di un periodo storico che grazie a dio si è concluso, il pensare che dei diciottenni brufolosi rincoglioniti di smartphone non dico prendano spunto da settantenni rimbambiti completamente al di fuori dal mondo ma che anche solo si interessino a quello che questi dicono è roba da ricovero immediato.

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  5. non mi pare che l’intervista ficcante sia la specialità massima del giornalismo italiano 🙂

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  6. U

    carbayon
    assolutamente d’accordo. questo è un altro aspetto del problema

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  7. b

    Ovviamente no, Gobbo, non sto dicendo quello che pensi tu.
    Sto dicendo che, da sempre, nelle guerre civili i vincitori smettono (più o meno) di infierire sui vinti, quando finalmente la polvere si deposita e gli animi si calmano.
    Non per paura di rappresaglia ma per evitare la guerra perenne, che nuoce gravemente alla salute ed agli affari.

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  8. K

    Boemico perdonami ma quello che dici non c’entra una mazza.

    Può piacere o non piacere ma per il sistema giuridico di alcuni Paesi la finalità non è quella di punire chi delinque ma impedire che questo rechi altri danni alla società civile e favorirne il re-inserimento nella società civile. Può piacere o non piacere (a me non piace, l’ho già detto quindi vedete di non spaccarmi i maroni che non l’ho deciso io) ma qualcuno ha deciso che essendosi esaurito un periodo storico tragico del Paese ed avendo giudicato i condannati non più pericolosi si è favorito il regime di semilibertà o di libertà.
    Questi aspetti non sono prerogative soltanto della malferma giustizia italiana; per dire in Norvegia Anders Breivik il pazzo omicida di Utoya è stato condannato a 21 anni di prigione, il massimo della pena in Norvegia, paese in cui non è previsto non solo la pena di morte ma nemmeno l’ergastolo; resta il fatto che la detenzione è rinnovabile di 5 anni per un numero indefinito di volte se il soggetto verrà ritenuto ancora pericoloso per la società; o per dire il Canada ha rifiutato l’estradizione negli Usa per due delinquenti comuni perchè non c’erano sufficienti garanzie che non fossero condannati alla pena capitale.

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  9. Ecco, si può NON essere d’accordo?!

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  10. K

    Ed io posso dire che per me “liquidare” fisicamente o socialmente (tranne per reati di mafia) delle persone, anche se sono dei criminali, mi sembra una cosa aberrante?

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  11. e

    Intanto, capiamo esattamente cosa si intenda per “liquidare”.

    Rendiamoci conto inoltre di una cosa: se io fossi un rappresentante delle BR, avrei come primo obiettivo il sovvertimento dell’ordine democratico regolarmente costituito. Questo mio status renderebbe comprensibilmente in salita la possibilità di un eventuale “reinserimento” da parte dello Stato. Come primissima cosa, dovrei almeno avere il buon cuore di alzare la mano e dire “ho sbagliato”.

    Di ex-BR, vedo pochissimi mea culpa e tantissimi “si ma però”. E questo non è bbuono (cit.)

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  12. U

    boemico
    “i vincitori smettono (più o meno) di infierire sui vinti”

    per me condannare all’ergastolo chi ha progettato di ribaltare lo stato democratico in cui viveva,uccidendo politici,magristrati e poliziotti, non è infierire sui vinti.

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  13. b

    Gobbo
    “per me condannare all’ergastolo chi ha progettato di ribaltare lo stato democratico in cui viveva,uccidendo politici,magristrati e poliziotti, non è infierire sui vinti”
    Concordo infatti.

    Krug,
    quando furono varate le leggi emergenziali degli anni di piombo si sarebbe potuto decidere “i terroriti non usciranno mai”.
    Invece …..
    Sconfitte le BR, si sarebbe potuto dire “ai terroristi niente premi/permessi/misure alternative”.
    Invece….

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  14. U

    boemico
    oddio…non capisco più cosa vuoi dire allora

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  15. b

    Gobbo,
    è comprensibile che durante la guerra si picchi duro l’avversario, e gli si diano calci nel culo (ergastoli, isolamento notturno e diurno, zero permessi etc.); altrettanto comprensibile è che, finita la guerra, si cerchi la riappacificazione.
    In questo senso, se appena lo pigli gli dai l’ergastolo, non stai infierendo sul vinto.
    Se poi, dopo 15 anni, a quello (divenuto innocuo) gli cominci a far vedere la luce, manco quello è infierire sul vinto.

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  16. j

    Boemico, per quale motivo lo stato doveva riappacificarsi con dei criminali?!? Mi sembra sbagliato usare questo metro nello scontro con delle bande armate che hanno seminato il terrore per decenni. Dopo una guerra ci si riappacifica per non punire ulteriormente gli innocenti che stavano dalla parte sconfitta e per ricostruire il rapporto tra le parti in guerra. Che rapporto devi ricostruire con dei delinquenti?!? Non stiamo mica parlando di un’insurrezione popolare, stiamo parlando di persone ben definite che fanno e facevano parte di gruppi ben definiti.

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  17. U

    Boemico
    Non sono per niente d’accordo

    Oltretutto poi non era una guerra,ma un attacco allo stato
    Da una parte legalita dall’altra l’illegalita

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  18. e

    una riappacificazione da parte dello Stato ci può anche essere, a patto però che la controparte alzi bandiera bianca incondizionatamente

    perchè se uno Scalzone qualsiasi non ha problemi nel rivendicare con orgoglio (!) le sue giuste (!) battaglie (!) allora riappacificazione non può esserci.

    ps: prima magari anche un parere alle vittime anche lo chiederei eh 🙂

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  19. Ma di quale cazzo di riappacificazione stiamo parlando?! Ma con uno che va in tv a dire che avevano ragione loro e se non fosse stato per l’arbitro corrotto dalla Juve avrebbero vinto che cazzo di “reinserimento nella società civile” c’è stato?!
    O questi si inginocchiano davanti allo Stato ammettendo “scusate, eravamo dei coglioni che non avevano capito un cazzo” e baciano il culo ai parenti delle vittime dicendo “scusate, ci vergogniamo profondamente, eravamo completamente impazziti, come posseduti” e quindi si può pensare a SOLO 30 anni di galera dopodiché li si mette ai lavori forzati, altrimenti sciolti nell’acido (vivi) e via…

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  20. t

    Krug: ahahaha i paesi del nord europa, che sono 20 milioni di abitanti in un territorio grande 5/6 volte l’italia?

    Tu sei Piu’ Scemo nella coppia, capito tutto.

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  21. K

    Ah, ok, anche questi un paesino sperduto tra le montagne, ok…

    I 35 milioni di canadesi sono sufficienti o pure loro sono troppo pochi?

    No, perchè basta che fissiamo le regole; qual è il Paese che ha 325 milioni di abitanti più civile al mondo?

    Evviva!!!!

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  22. t

    No ma dicci dicci perche’ sarebbero paesi civile. Perche’ pagano il 60% di tasse? Perche’ hanno un’impronta ecologica peggiore di Hong Kong?
    Perche’ Breivik non e’ stato linciato in piazza? Izzo ha potuto lavorare in una cooperativa quindi questa mi farebbe piu’ ridere delle altre.

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  23. K

    Perchè per esempio non mandano alla sedia elettrica persone sulla cui colpevolezza ci sono dei fondati dubbi?
    Perchè garantiscono lo stesso livello di giustizia a tutti i cittadini, qualsiasi sia la loro razza?

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  24. t

    Krug non ho tutto il giorno da perdere perche’ guardi troppi telefilm, fai tutti gli elenchi che vuoi. E gli eschimesi? San Marino? E Malta? E le Fiji?

    Io non ho letto gli atti giudiziari di questi presunti innocenti condannati ingiustamente, magari tu si’, o magari anche tu ti informi su twitter.

    Abbiamo letto che gli USA non sono un paese civile e il sistema giudiziario e’ arretrato.
    Fa gia’ abbastanza ridere cosi’.

    Buona giornata

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  25. K

    Ridi pagliaccio, ridi…

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  26. U

    “C’è una figura, la vittima, che è diventato un mestiere, questa figura stramba per cui la vittima ha il monopolio della parola. Io non dico che non abbiano diritto a dire la loro, figuriamoci. Ma non ce l’hai solo te il diritto, non è che la storia la puoi fare solo te”.

    Ma si,in fin dei conti 15 anni sono piu che sufficienti
    E poi non si puo infierire senno ti esponi alla guerriglia
    Giusto cosi,hanno pagato abbastanza mi sembra

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