Master Chef 7 e la cucina che ha rotto

La settima edizione di MasterChef Italia si è conclusa con la vittoria del concorrente decisamente più simpatico, Simone Scipioni di Montecosaro, provincia di Macerata, ma forse non del più bravo, per creatività: al livello e forse meglio di Simone erano per noi Kateryna arrivata seconda (bravissima anche nel difendersi su piatti regionali italiani, lei in Italia da poco), Alberto arrivato terzo, Marianna (sesta) e Manuela (undicesima). Chiunque come noi abbia seguito il programma dalla prima puntata ha una sua opinione, magari alla fine la scelta dei giudici è stata anche giusta anche se più meno tutti pensiamo che il livello medio sia stato inferiore al passato. L’avevamo già scritto due mesi e rotti fa, lo ribadiamo.

Il discorso generale riguarda i programmi di cucina e l’editoria ad essi collegata, che negli ultimi anni ha trasformato i cuochi in chef e gli chef in guru onniscienti, che se spruzzano due gocce di pummarola a caso sul piatto sostengono di fare dripping alla Pollock. Gli ascolti della trasmissione di Sky sono stati modesti (meno di un milione per la finale) in rapporto alle edizioni passate, per tanti motivi: l’addio di Cracco che si è dedicato ai suoi nuovi locali in Galleria a Milano, un certo buonismo dei giudici (anche di Antonia Klugmann, che era partita cattiva ed è arrivata morbida) che con poche eccezioni ha fatto partire dal sei politico anche piatti impresentabili togliendoci i numeri di Bastianich, soprattutto il fatto che bel gioco dura poco e la settima edizione incuriosisce meno della prima. La concorrenza di mille altre trasmissioni di cucina, alcune delle quali con gli stessi giudici di MasterChef Italia, ma anche di programmi con gli stessi giudici in versione pop (Bastianich, comunque sempre il più divertente, e Cannavacciuolo), non ha aiutato, ma la tendenza prescinde da loro e la trasmissione di Sky rimane comunque la meglio confezionata nel suo genere.

Siamo freschi reduci da una conferenza stampa a Tempo di Libri in cui vari esponenti di primo piano dell’editoria hanno sostenuto che dal punto di vista delle vendite la cucina con annessi e connessi ha già svoltato verso il basso. Va precisato che la cucina in quanto tale fa parte della vita quotidiana, non è certo una moda, mentre una moda degli ultimi dieci anni è senz’altro il parlare di cucina (rimpiangiamo gli uomini di una volta che nemmeno andavano a fare la spesa, qualcuno abbiamo anche avuto la fortuna di conoscerlo) e darle un valore assoluto che non ha mai avuto nei millenni precedenti. La retorica sull’Italia che avrebbe il suo petrolio nel turismo e che come linea di sviluppo ha quello di diventare un paese di affittacamere (in nero, così si prende il reddito di cittadinanza) trova nella cucina, alta e media, un appoggio culturale non da poco. Ma per fortuna è una follia autoreferenziale che riguarda solo i giornalisti e parte del pubblico. Con tutto il rispetto per i cuochi e i loro aiutanti, che nella realtà extratelevisiva fanno un lavoro durissimo e totalizzante.

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24 commenti

  1. z

    Mi raccomando: Montecòsaro, accento sulla o, non montecosáro, accento sulla a.
    Da queste parti abbiamo ucciso per molto meno…

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  2. A

    Beh la Klugmann aveva iniziato da truce forse perchè abituata alle scuole di cucina, poi le avranno spiegato che a Masterchef servono anche i “personaggi”

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  3. M

    Stanno sparendo le barbe, i programmi di cucina stanno perdendo colpi, i cuochi non sono più così star, resistono solo la Juve ed i tatuaggi
    a cazzo di cane (tutti con un significato profondissimo da non svelare per scaramanzia. Specialmente la carpa koi, vuoi mettere il significato della carpa koi nella tradizione nostrana). Ma forse si intravede davvero un po’ di luce in fondo al tunnel…

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  4. Le barbe purtroppo non stanno sparendo, stanno solo modificandosi… meno Vincent Cassel post-scopata, meno hipster, meno veterosinistra, ma più De Rossi-Casa Pound, più simil-talebano, più fuoricorso lercio e disordinato…

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  5. z

    Che hai contro le barbe? Razzista!

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  6. M

    Niente , ce l’ho anche io. 😂
    Però sono sicuro che io e te abbiamo ben altro atteggiamento in quanto uomini indiscreti😉

    Ps: Direttore, il fuori corso lercio ha la classica barba a chiazze di chi è in stato di abbandono morale e materiale.

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  7. z

    Io e te portiamo la barba perché siamo ex capelloni. Il 99% di quelli della nostra generazione (quindi hipster e finto-talebani esclusi) che hanno la barba da “giovani” avevano i capelli lunghi. Ci hai mai fatto caso? Fai un sondaggio tra le tue conoscenze, resterai sorpreso..

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  8. M

    Non so se io lo avessi già scritto o se stessi ipotizzando ma ero veramente capellone e metallozzo (lunghezza massima tipo quelli di Tom Araya ai tempi d’oro per intenderci )ai tempi dell’uni e sino ai trenta. Però non solo da ex capellone ora ho la barba , ma spesso avevo la barba anche quando ero capellone , quando la barba non era ancora in voga ed era ancora considerata una cosa da grezzi. Quella cosa su chi la porta ora è esatta ma io infatti distinguo gli eroi che erano capelloni ed ora meritano di tenere la barba da quelli che hanno trovato il coraggio per la barba solo una volta che sono diventati di moda.

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  9. z

    Ricordo che lo avevi scritto da qualche parte tempo fa. E anche che, come me, eri metallaro. Io sono stato capellone fini ai 16, pizzuto (mai barbuto, perché non mi e’ mai cresciuta sulle guance) dai 19 (anno del signore 1993) ai 35. Non so se andava già di moda. In tempo di 6 nazioni ritorno pizzuto, in memoria dei bei tempi ispidi in cui giocavo, e la barba incolta era d’obbligo.

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  10. j

    Confermo… 🙂

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  11. j

    Ho avuto la barba per 6 mesi. Abbasta. Sono tornato al classico pizzetto che non mi abbandona mai da oltre 20 anni

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  12. z

    Da ragazzo portavi o hai provato a portare o avresti voluto portare i capelli lunghi?

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  13. j

    Ovvio. E non potevo esimermi dal provare visto che uno dei miei idoli era ed è Chris Cornell. Ma non li ho avuti mai troppo lunghi al massimo sotto le orecchie.

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  14. m

    Meglio però la settima della sesta. Non sappiamo chi era bravo davvero perché non assaggiamo, ma adesso mi guardo la finale e vediamo se merita il ragazzino supersimpa. Puntata con Iginio Massari dalla balconata e figafotonica sotto che rimane da culto.

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  15. E

    Le mode passano, ricordo anni fa tutte quelle trasmissioni sul poker che rompevano i coglioni…

    Ps: Zinzanbrocco, cioè la barba sarebbe un palliativo tricologico?!
    Comunque per me la barba ha senso solo se da hypsters: allungata verso il basso, curatissima e impomatata, sfumata sulle guance. Altrimenti fa talebano o clochard…

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  16. z

    Secondo me si, magari a livello inconscio😁.
    E non barare, perché ricordo che anche tu una volta hai scritto che in gioventù eri capellone😉.
    L’unica differenza con noi plebei e’ che tu hai i baffi, e non la barba/pizzetto..

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  17. M

    La barba curata secondo me è ok, troppo curata fa un po’ troppo donna che perde tempo allo specchio . Un uomo tra doccia e vestirsi ed uscire non deve mai superare i 13 minuti netti .
    Si comunque la barba spesso per molti è un provate ad avere peluria altrove quando sopra non ce n’è più .

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  18. E

    Siamo alle massime omofobe, ok…

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  19. m

    C’è Anche chi ha la barba perché rasarsi è “troppa sbatta”….

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  20. Io! E porto ancora i capelli lunghi

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  21. E

    @Zinzanbrocco: non ti stavo contestando, semplicemente non avevo mai riflettuto su sta cosa…..nel mio caso però credo di esulare dalla statistica: i capelli lunghi li ho avuti in alcuni periodi della mia vita, mentre baffi, pizzo o basette particolari sempre… 😛

    @Merdmann: quelli sono i peggiori! 😀

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  22. z

    Lo so che non mi contestavi, la mia era una battuta. C’era anche la faccina😉.
    La tua analisi psicologica e’ plausibile. Io ho solo notato questa “coincidenza” anni fa per caso, e l’ho esposta qui perché se ne stava parlando.
    Chi può fa cazzeggio colto, chi non può fa cazzeggio “peloso”

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  23. E

    Quale analisi psicologica?! 😯

    L’hai fatta tu l’analisi psicologica, comunque proverò a redarre una statistica tra conoscenti… 😛

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  24. z

    Bravo, poi confrontiamo i risultati.

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