Sanremo 1988, perdere l’amore e tanto altro

Festival di Sanremo 1988, teatro Ariston: 26 brani in gara solo tra i Big, un’enormità. Tantissimi successi e nomi, anche tra i giovani, che avranno un grande futuro. Con il trionfo di una canzone scartata l’anno precedente dalle selezioni e diventata invece una grande classico. Stiamo parlando del 1988, un’edizione del Festival della Canzone Italiana vinta a mani basse da Perdere l’amore, scritta da Marcello Marrocchi e Giampiero Artegiani (quest’ultimo ce ne raccontò tempo fa la storia in questa intervista). Proposta nel 1987, senza essere ammessa, con la voce di Gianni Nazzaro. E invece il futuro vincitore Massimo Ranieri, per dire che alla fine basta poco a cambiare il destino di un brano ma anche di un cantante, non solo fu preso in gara ma la portò anche al trionfo grazie a un mix di potenza interpretativa, intonazione e tenuta del palcoscenico. Al secondo posto ancora una volta Toto Cutugno, con Emozioni, e al terzo Luca Barbarossa impegnato sul tema della violenza sulle donne (L’amore rubato).

Al di là del podio il 1988 è comunque un anno di successoni. Torna Anna Oxa, questa volta nelle mani artistiche di Piero Cassano che le cuce addosso l’esplosiva Quando nasce un amore (e a dieci anni dall’esordio di Un’emozione da poco), Fausto Leali si riconferma in gran spolvero con Mi manchi, compie un altro passo in italiano Raf (Inevitabile follia) dopo il duetto con Umberto Tozzi (Gente di mare dell’Eurofestival del 1987), Fiorella Mannoia è di nuovo preferita della critica (Le notti di maggio, di Ivano Fossati) mentre Tullio De Piscopo e la sua Andamento lento producono un effetto a scoppio ritardato l’estate dello stesso anno, diventando il più classico dei tormentoni.

Ma sul fronte Big il Festival del 1988 va ricordato anche per la leggendaria Italia di Mino Reitano, scritta da Umberto Balsamo, sbeffeggiata da chi era incapace di accettare la spontaneità del cantante calabrese, la profetica Nascerà Gesù dei Ricchi e Poveri (curioso che proprio in questi giorni si stia dibattendo di ingegneria genetica…) e l’eccellente Sarà per te di Francesco Nuti, ripresa poi anni dopo anche da Mina. Una grande e semplice canzone, senza frizzi e lazzi, firmata Riccardo Mariotti.

Tra le nuove proposte vinsero gli ormai dimenticati Future (Canta con noi) che precedettero Stefano Palatresi, pupillo di Renzo Arbore. Ma in gara si presentarono tanti futuri Big. Da Biagio Antonacci a Mietta, da Mariella Nava a Bungaro, passando per Andrea Mirò e Paola Turci. Tutti personaggi che hanno comunque poi trovato un loro spazio nella storia della musica leggera italiana, per una selezione di nomi specchio di un periodo particolarmente prolifico.

Da citare infine l’ultima apparizione di Giorgia Fiorio in veste di cantante, prima di diventare una quotata fotografa, e la partecipazione dei Lijao. Una band che non ebbe poi molto futuro ma che con Per noi giovani incarnavano in modo perfetto il decennio in via di conclusione. Ma per farci tutte le domande del caso e tirare le somme definitive avremmo dovuto aspettare il Raf dell’anno successivo…

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10 commenti

  1. Edizione clamorosa, con tanto di annuncio in diretta, da parte di Miguel Bosé, dell’oro olimpico di Tomba nel gigante, e il trashissimo processo al Festival condotto da un Biscardi che palesemente non conosceva niente e nessuno … ebbe anche uno scazzo con Nuti… da sottolineare l’esordio sanremese, come cantante di Califano, e la presenza fra gli ospiti di Paul McCartney…

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  2. D

    E tra gli ospiti, tutti in classico playback, un fuori programma inatteso ma oggi dimenticato, Ben E King che canta sul serio la sua Stand By Me accompagnato dai Def Leppard, in promozione dell’allora fresco e poi multi milionario Hysteria, che onorano lo spartito originario, ma accendono pure qualche fuoco pirotecnico, ma di gran gusto. Stefano, eppur ricordo Bosè che si collega con Calgary per mostrare le immagini della rimonta di Albertone nello slalom speciale, affatto scontata dopo una prima manche “solo” da terzo gradino del podio

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  3. C

    Best Sanremo ever.
    Massimo Ranieri nel suo smoking impeccabile che urla “spezzerò le ali del destino” rimane l’icona eterna dell’era nazional-popolare.

    Prese sette milioni di voti col Totip. Veri o falsi poco importa.
    Oggi con quei numeri saresti al governo da solo pianificando nuove bonifiche delle paludi.

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  4. A

    Un Ranieri tra l’altro tornato alla ribalta musicale proprio grazie a quel Sanremo. Artista maiuscolo in ogni caso. Sostanziale addio per i Matia Bazar con Antonella Ruggiero, prima dello scioglimento avvenuto dopo l’album Red Corner del 1989. La prima stella della sera brano minore. Ad ascoltare le canzoni in gara difficile trovarne tuttavia una insufficiente. Enorme la differenza dei voti tra il primo (Ranieri, oltre 7 milioni) e l’ultimo (Alan Sorrenti, circa 77.000)

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  5. K

    Probabilmente l’ultima edizione che ho visto! Clamorosamente su Spotify non c’è la playlist di Sanremo 88 – la fa qualcuno? Segnalo una playlist Sanremo 1984 che e’ pure eccezionale.

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  6. P

    Fatta, ma ne mancano veramente tante. Bisognerebbe farla su Youtube ma non ho tempo 🙂

    https://open.spotify.com/user/paololga/playlist/6W6DQHGt0qFvyTRvR7ZXjU?si=tHqjyrmdRJWunRk1bdUNrw

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  7. K

    E’ un best of! Grazie! Subito in onda!

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  8. A

    Grande playlist. Peccato alcune non siano originali (occhio che quella dei Matia Bazar è la versione con Laura Valente).

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  9. P

    L’ho fatta “al buio”, nel senso che non potevo ascoltare i brani (mi sono basato su istinto e copertine). Ora ho impostato la playlist su “collaborativa” anche se non so come funziona questa modalità: riesci a correggere gli errori oppure dobbiamo scambiarci l’amicizia?
    Fammi sapere e grazie della segnalazione, ciao!

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  10. K

    Le canzoni della Oxa e Ron sono propio belle. Andamento Lento me lo ricordavo più divertente di quello che è. Ma ora Sanremo è tutto questo romanticismo?

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