Via Craxi?

Nella vostra città sareste favorevoli a intitolare una via a Bettino Craxi?

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L’Italia non ha ancora fatto davvero i conti con Bettino Craxi, come dimostrano le polemiche su una eventuale via da intitolargli a Milano in un paese che di vie ne ha intitolate a cani e porci: tante via Lenin (77! Ce n’è una anche a Roma…) e via Guevara (67), per non parlare dei mille generali incapaci che infestano la nostra toponomastica, da Cadorna a tanti altri. Abbiamo letto dell’esistenza anche di una via Stalin, ma controllando nei vari stradari online non l’abbiamo trovata in alcun paese e quindi la consideriamo una notizia alla Lercio. Va detto poi che di vie (o piazze) intitolate a Craxi in Italia ce ne sono 14, contro le 477 intitolate a Berlinguer, le 31 ad Almirante e una sola a Giulio Andreotti, sempre che non sia un omonimo.

Quello della via è chiaramente un discorso mediatico, che dà visibilità alle dichiarazioni di qualche oscuro consigliere comunale, ma possiede anche una base politica sostanziale. Nella testa di molti italiani, soprattutto di sinistra ma non solo, è in qualche modo storicizzato il fatto che Craxi sia stato un personaggio negativo della nostra storia ed accettato che due dei tre maggiori partiti italiani, il PSI di Craxi e la DC, siano stati nel giro di un paio d’anni azzerati dalla magistratura al di là delle tante responsabilità individuali, come se fosse una cosa normale. Una follia, ma sempre meno di dimenticare ciò che Craxi ha rappresentato dal punto di vista politico: la concretizzazione del sogno turatiano di coniugare socialismo e libertà, il riformismo contro il massimalismo, l’essere un partito di sinistra ma fermamente europeista e atlantista, il decisionismo nella democrazia contro la palude parlamentare, il patriottismo di stampo risorgimentale contrapposto all’autodenigrazione perenne. Temi progressisti e vagamente renziani, potrà osservare (non a torto) l’incattivito lettore del Fatto Quotidiano adesso impantanato fra mille distinguo garantisti.

La cosa che ha sempre fatto impazzire le autoproclamatesi élite giornalistiche e culturali è però sempre stata l’autonomia di Craxi, nei fatti ma anche nel nome: la corrente autonomista del PSI, di cui lui era leader, nel 1976 era assolutamente minoritaria in un partito diviso fra demartiniani, lombardiani, manciniani e altri che abbiamo dimenticato (per conoscere le logiche del PSI degli anni Sessanta e Settanta consigliamo lo straordinario ‘Benedetto Bettino’, di Giancarlo Galli, crediamo ormai lo si trovi soltanto di seconda mano). Un partito che a quasi trent’anni dal frontismo ancora si trovava in uno stato di sudditanza psicologica rispetto al più organizzato e duro PCI. Al Midas un 42enne Craxi divenne segretario del PSI, scalzando De Martino, più per una serie di veti incrociati che lo favorirono che per la sua forza in termini di delegati (dal 10 a non più del 20%). Da lì in poi, avendo in mano il pallino del gioco, riuscì a intercettare un’Italia che stava cambiando perdendosi probabilmente i nostalgici della vecchia base. La sua scommessa era di trasformare il PSI in un grande partito di opinione e in parte l’avrebbe vinta, portandolo dal 10% scarso del 1976 al 15% in un’epoca in cui gli spostamenti di pochi decimali erano una grossa impresa, fra l’altro diventando presidente del Consiglio per quattro anni. Ma aveva probabilmente sopravvalutato l’Italia degli Ottanta, ancora legata alle rassicuranti chiese democristiana e comunista.

Alcune intuizioni giuste in economia, materia di cui non sapeva quasi niente e per cui si circondava di buoni consiglieri come Francesco Forte ma anche di cattivi che lo portavano lontano dal mondo della produzione, e in politica estera, prima fra tutte che l’Italia dovesse gestire il Mediterraneo con un sistema di relazioni, turandosi il naso, invece che esserne succube. Non aveva davvero torto… Le tante rievocazioni di Sigonella lo hanno fatto passare per anti-americano, mentre senza di lui mai sarebbero stati installati in Italia i Pershing e i Cruise in risposta agli SS20 sovietici. Quanto al garantismo e al feeling (a giorni alterni) con Pannella, risalgono a ben prima di entrare nel mirino della magistratura. Non mancano ovviamente, sempre stando sulla politica, le situazioni da mettere al passivo: l’esplosione del debito pubblico che proprio nei suoi anni Ottanta avrebbe superato il 100% del PIL, il nuovo concordato con il Vaticano che ci fece perdere il treno dello stato laico (oggi ne avremmo bisogno più che mai), la furba ma poi non tanto strategia di alleanze diverse sul piano locale (molti comuni governati con il PCI) e nazionale (pentapartito), ma soprattutto, secondo noi (tutto è secondo noi, ogni tanto va ricordato), l’aver tollerato all’interno del PSI una classe politica locale spesso impresentabile mentre sognava di fare lo statista a capo di un grande partito di opinione. Di sicuro non è così difficile capire perché il PCI e i suoi intellettuali organici abbiano messo nel mirino lui invece del teorico vero avversario, la DC. Insomma, difficile dare un giudizio netto sull’uomo politico, ma gli obbiettivi erano sicuramente migliori e i metodi più democratici di quelli di Lenin o di Togliatti: per il Migliore (migliore forse rispetto a Stalin) 570 fra vie e piazze.

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36 commenti

  1. A costo di imperitura impopolarità rispondo no ad una via Craxi. A Milano dovrebbero intitolargli una piazza importante e centrale. Magari piazza Cordusio già nell’ottocento denominata Ellittica anche se per tutti è sempre stata il Cordusio, così come continuerà ad esserlo anche fosse intitolata a Craxi.

    Detto da un non Craxiano, critico del Midas, della rottamazione vera di una classe dirigente del partito, delle scenografie di Panseca, dei nani, delle ballerine e dei suoi cari in gita in Cina…

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  2. onestamente non ne sento il bisogno, anche se il discorso del Direttore non è infondato.

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  3. articolo eccellente in molti punti.

    per me è SI 😀

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  4. No

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  5. voto NO, ma condivido praticamente tutto il ragionamento del direttore.

    in realtà trovo poco democratica la toponomastica in genere, perché a scegliere dovrebbero essere paradossalmente gli abitanti della strada.

    quando ero in fissa con la ricerca della casa in quartieri di nuova costruzione mi chiedevo, al di là della retorica sulla memoria e sul riconoscimento storico di eventi e personaggi, come sarebbe stato ricevere della posta in “via martiri delle foibe”, “strada delle vittime dell’undici settembre” o in “calle alberto sordi”.

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  6. qualcuno ha già fatto la battuta che al massimo possiamo dedicargli una tangenziale?

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  7. NO

    Bug vari da telefono non mi fanno incollare il link quindi potete googlare Noisefromamerika Craxi per le ragioni

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  8. “l’Italia dovesse gestire il Mediterraneo con un sistema di relazioni, turandosi il naso, invece che esserne succube” è sempre stata la politica italiana, non è una invenzione di craxi.

    sugli euromissili oltre a craxi ricordo il ruolo di cossiga

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  9. Votato no, ma a suo tempo l’avrei fatto anche per vie Lenin, Togliatti e Che Guevara (fra poco la proposta la faranno per Castro).

    Però anche lui è stato uno da vorrei ma non posso/non me lo fanno fare

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  10. Bell’articolo direttore, a cui aggiungerei che sarebbe interessante parlare anche dellla necessità di farlo fuori politcamente, e di fatto, fisicamente, usando la magistratura che operò selettivamente, eh Carlo Sama, in modo da arrivare a quelli che erano designati per trovarsi poi di mezzo all’improvviso Berlusconi.
    Il fatto che Cossiga fosse presidente ha giovato a Craxi, viste le sue incredibili conoscenze della macchiina e dei segreti negli armadi
    Cossiga conosciuto personalmente, battutista di livello eccelso a fari spenti

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  11. Votato sì, è un personaggio storico del quale si può e si deve discutere, ma pochi politici sono stati più importanti di lui nell’Italia del Dopoguerra. Usando il metodo del casellario penale, al di là del fatto che finanziare illecitamente il proprio partito sia diverso dal mandare a morire migliaia di giovani, andrebbero poi cancellate metà delle vie.

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  12. Votato sì. Anche se sono distante anni luce dalle scelte politiche di Craxi, se proprio devo scegliere preferisco un paese in cui ci siano vie e piazze intitolate a chi rubava (o aiutava a rubare) rispetto a quello in cui si vedono vie con gente che ammazzava (o aiutava ad ammazzare).

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  13. Discorso del Direttore ineccepibile che però demolisce la polemica dei contrari ma non le ragioni specifiche.
    Votato ovviamente no, però una bella Piazza Milano da Bere la vorrei e potendo ci comprerei casa (già mi immagino la posta ritirata dal mio maggiordomo: “Dane ErDandy p.za Milano da Bere 1, 20100 Milano” e i bigliettini da visita con lo slogan “Ciao, bavboni!…”).
    Certo che vedere una via intitolata a Craxi nel periodo di questa giunta sarebbe da ridere, comunque oltre a canalgie politiche di vario tipo segnalo che a Milano son riusciti a dedicare una piazza a Gae Aulenti, per dirla alla Sgarbi “una simpatica vecchina con degli amici importanti che ogni tanto Le danno una piazza da rovinare…”
    Per dire…

    p.s.: ottima anche la sculacciata al neo-garantismo carpiato con doppio avvitamento del Fatto Quotidiano…

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  14. “ma pochi politici sono stati più importanti di lui nell’Italia del Dopoguerra.”

    Con questo criterio (togliendo il “Dopoguerra” nel caso del primo ovviamente) dovremmo dedicare delle vie anche a Mussolini o a Berlusconi (nel lontanissimo giorno, lo spero sinceramente per lui, in cui dipartirà da questo mondo) ; che Craxi sia stato un politico di razza penso sia innegabile anche per il suo peggior detrattore, personalmente sono dell’idea che per giudicare positivamente un politico (e quindi dedicargli un qualche cosa di pubblico) questo debba rappresentare anche valori etici che non riscontro in Craxi; e la comparazione con i vari casi Lenin, Togliatti, Guevara, Castro (ma anche Crispi per dirne uno che ne ha combinato più di Bertoldo sulla pelle degli italiani ed a cui abbiamo dedicato una via in ogni città) a mio avviso non ha senso in quanto a questi signori fosse per me non dedicherei nemmeno una lapide da nessuna parte ma non è che per questo si debba dedicare una via al Ghino di Tacco dei nostri tempi.

    Tutto questo ovviamente “secondo me”…

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    1. Credo che il discorso del Direttore fosse quello del “ne hanno dedicato a cani e porci, con la scusa dell’importanza storica”.
      Poi, per quanto mi riguarda, anch’io ritengo che i requisiti per l’intitolazione di una via debbano prevedere anche dei meriti etici positivi (che non significa essere perfetti o intoccabili, ovvio).

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  15. votato si, ricordando che questo è il paese dove sulla targa che ricorda il giudice Alessandrini in viale umbria a Milano, c’è scritto vittima del terrorismo, senza specificare comunista. Eh poi si potevano offendere

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  16. Craxi fu condannato da un Tribunale ordinario, con tutte le garanzie del caso (poteva permettersi i migliori avvocati, tra l’altro) per la violazione di leggi approvate da un Parlamento sovrano. Il passaggio della storicizzazione del personaggio non può prescindere da questo fatto. Morì da latitante, e non da esule. Ecco, se gli eredi decidessero di fare pace con lo Stato, attraverso l’accettazione di questo fatto, sarebbe un bel passo avanti. La pacificazione non può essere la pretesa di fare accettare il proprio punto di vista agli altri. Soprattutto, quando il proprio punto di vista cozza contro le regole dello stato di diritto. Se poi, tra decenni, usciranno delle carte, o degli elementi nuovi inconfutabili, riscriveremo la storia. Cosa, del resto, già accaduta

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  17. “Credo che il discorso del Direttore fosse quello del “ne hanno dedicato a cani e porci, con la scusa dell’importanza storica”.”

    Ribadisco, se guardiamo l’importanza storica prepariamo la targa per un viale Mussolini ed una piazza Berlusconi, se guardiamo ad altro ben venga una via Craxi… ad Hammamet, in Italia no, grazie, che di danni ne ha già fatti parecchi (e ne paghiamo ancora le conseguenze).

    P.S. Se dedicano una via a Craxi a Trieste m’incateno al municipio finchè non restituiscono una via ad ogni Asburgo salito al trono dal 1382 al 1918, che almeno quelli le fontane le costruivano e non se le fregavano (bufala cit.).

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    1. Non mi pare di aver contestato il tuo ragionamento…

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  18. solo una cosa: nel valutare aspetti positivi e negativi non possiamo dare lo stesso peso a ogni cosa, non è che Sigonella bene debito pubblico esploso male 1-1 palla al centro, per me le cose negative di Craxi ricordate dal Direttore (debito, Vaticano, classe dirigente locale) sono macigni
    poi c’è quella cosa della latitanza, francamente un ex premier che scappa all’estero per evitare la galera è cosa da America Latina, non da paese del G7/G8
    che poi quanto avrebbe fatto davvero di galera? da qui alla Cassazione, un indultino un’amnistia, diciamo che il suo ego non gli permetteva di subire una situazione simile dopo essere stato al top ma questo è un altro discorso

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  19. poi basta con sta storia che Craxi rubava solo per finanziare il partito… è vero l’esatto opposto (che rubava quasi solo per sè e i suoi)

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  20. un’altra cosa interessante è l fatto che del partito socialista, misero una croce su Craxi, Martelli ma non su Amato, compasso soprannominato il dottor sottile.
    se poi vi scandalizzate per i soldi, direi che il pci ha fatto di peggio, prendendo flussi finanziari dall’Urss e commettendo il reato di alto tradimento, visto che in quel momento storico era il nemico

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  21. L’esplosione del debito pubblico rappresenta l’aspetto piu’ negativo per un politico in generale, diciamocelo

    se puo’ interessase a bologna c’e’ via stalingrado che non è via stalin ma per la proprietà transitiva….

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  22. Non commento il direttore perché occorrerebbe una mezza giornata di chiacchiere. Mi sento solo di dire che tutte le vie o quasi che sono state intestate a cani e porci al momento dell’inaugurazione non avevano quella valanga di no che ha il cinghialone (soprannome dei bei tempi suoi).
    Io propongo, nel caso Milano fosse per il si, una fermata centrale della METRO.
    Costo milanase anni milano da bere: 196 mld lire a km.
    Costo tedesco :45 nello stesso periodo. (dati ufficiali processo mani pulite)

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  23. del” Fatto Quotidiano adesso impantanato fra mille distinguo garantisti.”
    Se non si riporta articoli impantanati del fq che si contraddicono questa frase è solo una delle tante sciocchezze che si scrivono su fq, unico giornale ITALIANO che ha il segno + nelle vendite, con manifesto (ultimi dati di novembre). Per gli altri un massacro.

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    1. usassero quel segno +, specie il manifesto, anche per investire in un correttore di bozze…

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  24. votato

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  25. No perché l’Italia non è ancora pronta (locuzione scema per il più preciso “L’Italia non ha ancora davvero fatto i conti con”); stupido come può essere stupido il concetto di “temperatura percepita”, ma bisogna fare i conti con la situazione e non avere fretta …

    No perché, se dobbiamo stare qui a fare i conti con Lenin o Che Guevara, allora facciamoli tutti: Craxi 14 – Andreotti (forse) 1 vuol dire che Craxi ne ha 13 più del necessario, o più del meritato.

    No perché tutta sta voglia di dedicare vie e parchi, uff; a qual pro?

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  26. Se esistono vie dedicate a Stalin o a Tito (!!) de che stamo a parlà? 🙂 si possono fare vie intitolate anche a Floradora a sto punto…

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  27. Votato No. Sul Craxi politico luci e ombre: sostanzialmente condivisibile l’equilibrato giudizio del direttore. La vera macchia non sono nemmeno le condanne, ma la fuga in Tunisia non appena venuta meno l’immunità parlamentare. Che cosa pensare di uno statista che rifiuta a prescindere di riconoscere la giustizia dello Stato? O si aderisce in toto alla tesi del biennio 1992-94 come golpe (e allora Craxi merita ben più che l’intitolazione di una via) oppure è meglio lasciar perdere la boutade di Sala e affidare alla storia il complesso giudizio su opere e (de)meriti.

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    1. per golpe intendi britannia, clean hands e biforcazione visiva dei giudici?

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  28. “tutte le vie o quasi che sono state intestate a cani e porci al momento dell’inaugurazione non avevano quella valanga di no che ha il cinghialone”

    Lo sappiamo Eros, lo sappiamo che vie dedicate a Tito, Stalin e Togliatti (manca solo Pol Pot, ma da qualche parte chissà…) non avevano contro una valanga di no, si parla appunto di questo.
    Ma la valanga di no non l’avrebbe avuta nemmeno una via intitolata a Cicciolina, se devo dirtelo…

    “No perché, se dobbiamo stare qui a fare i conti con Lenin o Che Guevara, allora facciamoli tutti: Craxi 14 – Andreotti (forse) 1 vuol dire che Craxi ne ha 13 più del necessario, o più del meritato.”

    13 che?!…

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  29. quelli che.. andate a Cavriago e proponete di togliere dalla piazza Lenin il suo busto.
    Avvertitemi:arrivo in giornata che mi faccio due risate. Se amate il rischio dite che lo sostituite con Bettino o B.
    Attendo anche il confronto osteria-cavriago:lo filmo.

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    1. Pure a Predappio sono cosi. Strano eh?

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      1. sarebbe quasi da dire, adesso la pensione fattela dare da lenin..invece la deve a Mussolini..il caso eh

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  30. Peccato non sia rimasta qualche palude da bonificare sennò una bella corvée per fargli integrare l’assegno retributivo gliel’avrei fatta fare volentieri

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