Le tre vite di Massimo Boldi

“Massimo! Allora, cos’hai combinato?”. Provate a mettere questa frase in bocca a Silvio Berlusconi con il suo inconfondibile accento e vi ritroverete davanti la causa intentata dalla Fininvest a Massimo Boldi per aver accettato di partecipare a Fantastico 8 in Rai. Causa per inadempienza contrattuale con condanna miliardaria, finita con il perdono da parte dell’imprenditore in cambio di lavoro gratuito per le sue società. A questo episodio è dedicato un capitolo della biografia del comico di Luino, Le mie tre vite (Piemme), scritta con la figlia Marta (la più piccola delle tre) e in cui l’attore si racconta partendo dall’infanzia, i primi accenni di barzellette a scuola, la crescita, la morte del padre, con l’inevitabile carico di responsabilità di capofamiglia che lo porta a diciannove anni a fare delle rinunce.

Quello di artista per Boldi è quindi un mestiere nato un po’ per caso, pur essendovi portato su più fronti fin da ragazzino: passione per cinema e batteria, entrambi diventati parte della propria professione, dopo aver svolto quella di vetrinista, fattorino, tagliatore di lastre di polistirolo, venditore di merendine… Diversi gli incontri fatidici, in veste di musicista con più band (Atlas, Mimitoki, La pattuglia azzurra), legate anche al primo incrocio con Christian De Sica tutto musicale, e a supporto di Gino Paoli, finché arriva un ingaggio al Derby di Milano e, dopo aver familiarizzato con un gruppo di facce note dietro le quinte, qualcuno non gli propone di darsi in pasto al pubblico in una nuova veste. Insomma, di salire sul palco senza bacchette e tamburi per strappare delle risate.

Con tante difficoltà iniziali, legate a un carattere non certo da prima donna dello spettacolo, nasce dunque negli anni Settanta il Massimo Boldi cabarettista. Decisivi il supporto di Cochi e Renato e successivamente la storica intesa con Teo Tecoli, anche lui ancora in cerca di gloria, che si farà conoscere grazie alla televisione locale. In Le mie tre vite si parla naturalmente anche parecchio della svolta dei famigerati cinepanettoni, della loro nascita ed evoluzione, e di come Boldi ne sia poi diventato un punto fisso anche grazie al lungo sodalizio con De Sica, la cui rottura viene spiegata nel dettaglio. Un genere da incassi clamorosi, ma visto con occhio negativo dalla critica seriosa, rimasta poi spiazzata dalla parentesi d’autore Festival, di Pupi Avati, un film fatto inizialmente di malavoglia e con qualche ansia di troppo.

Scritta in modo piuttosto discorsivo, Le mie tre vite di Massimo Boldi non è una biografia fatta solo di momenti non solo pubblici ma anche profondamente personali, ricchi e drammatici: il rapporto con la moglie Marisa, che ha lottato per lungo tempo contro la malattia per poi purtroppo doversi arrendere e abbandonare il marito. Le tre figlie e la nuova vita da nonno con i nipoti. In definitiva un racconto da cui traspare l’immagine di un uomo semplice, certamente poco star, con una profondità che va al di là della battuta e la scenetta comica. E se poi i suoi film natalizi saranno anche ‘stupidate’ per strappare un sorriso, tra tanti che si prendono molto sul serio almeno hanno il merito, non da poco, di dichiararlo senza vergogna.

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33 commenti

  1. e

    Se dovessi rispondere alla domanda “se esista un comico che non ti è mai riuscito a strappare mezza risata”, risponderei Massimo Boldi.

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    1. M

      Ma nemmeno con “TA TA TA TACHICARDIA” ?
      Ma dai! È da spaccarsi dalle risate 🙂 🙂

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  2. A

    sinceramente: non ho mai sopportato massimo boldi. eppure, come per jerry calà, sarei quasi tentato di leggere l’autobiografia.

    passi per il tipo di comicità (può piacere o meno), ma francamente in qualsiasi occasione mi è sembrato di quelli totalmente incapaci di uscire dal proprio personaggio. mi si farà la solita obiezione: stupidi pure quelli che pretendono un commento sull’inquinamento o sulla riforma costituzionale da max cipollino.

    certo che l’ultima pubblicità è da galera. fossi il committente mi lamenterei soprattutto per la storpiatura del marchio (tecnoaLLLLLLarm, come neanche il peggior anceLLLLotti).

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    1. M

      Quella di Jerry Calá l’ho presa e l’ho trovata godibile… certo non ha le pretese di Hidekguti…
      Comunque direttore aspetto con l’ansia la recensione di 2016 Odissea nell’ospizio con Jerry, Smaila, Salerno, oppini, roncato e Maurino di Francesco.
      Ho la foto di una loro cena con delle facce che dicono tutto… ma non sono capace di pistarla

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      1. Credo si fossero già pistati abbastanza da soli, sereno…. 😀

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        1. M

          Ma va! Hanno la mascella serrata e lo sguardo mezzo e mezzo tipico di chi ha appena finito di girare un film impegnativo 🙂

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      2. Purtroppo dobbiamo aspettare fino a febbraio… al di là della grandezza degli attori, la trama è comunque commovente…

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  3. Quoto i commenti precedenti, mi faceva ridere da bambino (“come si dice a Milano pentola?!…..”), dopo le elementari mi è sempre parso un deficiente a cui davano parti da deficiente. Niente a che vedere con i “compagni” Teocoli (anche se di una presunzione e un’antipatia rara, che tra l’altro notavi anche nel disprezzo verso lo stesso Boldi…) o De Sica (uno veramente bravo, indipendentemente dalla qualità dei lavori…).
    La biografia però mi pare interessante, anche e soprattutto per il punto di vista.

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  4. E

    Non credo neppure io di avere mai riso a nessuna battuta di Boldi. Ma se è per questo, scusatemi, non l’ho fatto neppure in molti film di Totò.

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    1. Inguardabile una seconda volta, spesso anche la prima, il 99% dei film con protagonisti Boldi e Totò: giudicabili soltanto con la logica del greatest hits, estrapolando scene e battute ormai entrate nella storia. Vince Totò, ma Boldi in alcune situazioni (Yuppies su tutte, a mio parere) è irresistibile. Però è vero che la maggior parte dei film comici non fa ridere, inizio a sospettare che sia un problema più nostro che dei film comici.

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      1. f

        Inguardabili una seconda volta il 99% delle partite con protagonisti Insigne e Maradona: giudicabili solo nella logica degli Highlights, estrapolando azioni e gol ormai entrate nella storia.
        Vince Maradona, ma Insigne in alcune situazioni (partita contro la Lazio su tutte) è irresistibile…..

        Direttore dica la verità… Voleva trollare vero? 😀

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  5. D

    Secondo me Boldi è sempre andato bene in film dove la sua presenza era “annacquata” agli altri.
    in yuppies era perfetto e non è vero che nn facesse ridere (almeno a me), certamente non è un solista e risulta comico a volte anche indirettamente, cioè in situazioni in cui “subisce” gli altri, tipo con de sica o con il padre notaio in yuppies, in scuola di ladri ecc.
    Con l’andare del tempo è risultato sovrabbondante, ma sia lui che altri, de sica compreso, passati più per ladri di cachet che per attori (se penso a tutti i vari “natale a xxx” di de laurentiis degli ultimi 10 anni..).

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  6. b

    Riguardo i film che fanno ridere e premessa la soggettività, quelli di Zalone sono tutti una grandiosa eccezione (tranne Quo Vado, che fa solo sorridere).
    Totò faceva mi ha sempre fatto molto sorridere, mentre immagino facessero assai ridere all’epoca della loro uscita (tempo in cui sganasciarsi era segno di maleducazione).

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  7. l

    Gli attori e i film comici fanno ridere i primi tre film. Oltre siamo già nei dintorni del fenomeno vero.
    Al di là del gusti per me una menzione particolare la merita Bisio, che fa sorridere sempre sia da principale che da spalla. E da anche sorprendere con film diversi (la cura del gorilla).
    Boldi oggettivamente uno dei peggiori in assoluto.

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  8. E

    In un sito in cui si può mettere in discussione Maradona, non si possono toccare i film di Totò? Io credo che chi lo beatifica “a prescindere” abbia solo visto spezzoni antologizzati. Per me Totò è stato enorme, ma senza arrivare al 99% citato provocatoriamente dal direttore, penso sul serio che oltre metà dei suoi film siano inguardabili. E non mi fanno ridere. Boldi poi mi ha sempre messo tristezza, e questo forse è un pregio…

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  9. Direttore: non sono d’accordo, Totò è un gigante (soprattutto a confronto con Boldi) e certi film (penso ai Tartassati o Miseria e Nobiltà) hanno senso anche alla decima visione.

    Duccio: l’unico che non mi faceva ridere in Yuppies era proprio Boldi…..che tra l’altro dello yuppie non aveva nulla, quindi era pure fuori ruolo…..

    Eleonora: i film di Totò ad un certo punto diventarono un prodotto commerciale, nè più nè meno che i cinepanettoni (roba da minus habens), quindi non hai torto a dire che metà dei suoi film son bruttini (direi anche inutili). Ma lui resta un gigante, un po’ come quando il Brasile faceva 20 amichevoli all’anno contro Malesia, Honduras e Polinesia perchè Pelè potesse segnare 5 gol a partita (schema peraltro parzialmente replicato dalla Nike ai tempi di Ronaldo): partite fuffa dal punto di vista tecnico, dopodichè Pelè resta Pelè…..

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    1. Da salvare come film con il Totò attore protagonista: Totò al Giro d’Italia (veramente folle nella sua bruttezza), Guardie e ladri (Aldo Fabrizi al meglio), Miseria e nobiltà (uno dei meglio scritti), Totò, Peppino e la Malafemmina perché lì le hits sono così tante da fare un grande film. Il resto erano prove di un fenomeno solitario, anche quando era accoppiato ad un altro fenomeno come Peppino De Filippo,
      con l’aggravante che a volte i registi erano super (Steno e Monicelli su tutti) e tiravano via il film per motivi di tempo e budget.

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      1. G

        Uccellacci Uccellini?

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      2. Direttore: sì, se vogliamo fare un’analisi delle produzioni sì. Diverso è dire che Totò non faccia ridere, mi meraviglia comunque la sua sottovalutazione di i Tartassati visto il carattere picconatorio della storia di Indiscreto. Per non parlare di Totò Truffa, con delle soluzioni su cui si è retta la commedia italiana per quasi mezzo secolo (la scena del padrone che chiede l’affitto è da manuale…..).

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      3. Direttore
        I due colonnelli via… autentico capolavoro

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        1. C

          “Io sono un soldato non un assassino”. MI vengono ancora i brividi.

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        2. “I mortai vostri” ripeto capolavoro totale anche perché tutte le spalle e i caratteristi erano perfetti

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  10. r

    L’Uomo Indiscreto non ride, mai.
    Al massimo sorride

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    1. T

      l’uomo di indiscreto ha 2 espressioni: con la redingote e senza

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  11. C

    La grandezza di Toto per me e’ che una domenica mattina a caso in Italia per un weekend ti svegli e mentre prepari la colazione accendi la TV e’ c’e’ un film di Toto. E nonostante sia roba di 60 anni fa, te lo guardi con piacere fino alla fine e ti fai le tue belle risate (ovviamente garbate). Fuoriclasse.

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  12. L

    ma dai di Totò sono almeno una ventina i film di alto livello e in generale sono tutti guardabili e strappano sempre una risata.

    i tartassati su tutti, sono d’accordo, anche per la grandezza di fabrizi.

    ma quelli con peppino li ricordo tutti, a volte li confondo, ma non cambi mai canale quando lo acchiappi, aspettando sempe di vedere di nuovo una scena che ricordi ormai a memoria. colossi di altri tempi.

    anche i primi film, che spesso erano veramente delle cazzate, fanno ridere e si lasciano guardare, penso a totò tarzan o a totò lemokò ad esempio

    potremmo parlarne per sempre!

    boldi fa ridere solo per la tristezza del suo non far ridere. sarà che ormai fa solo film dove ha attacchi di diarrea

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  13. M

    Ma come fate a non ridere con i film di Boldi!!!
    Non me lo spiego!

    UN PO’ DI PIPÌ PIPÌ PIPÌ e la pianta carnivora gli fa un boccaciccio!

    Queste sono pietre miliari. 🙂

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  14. m

    Mi sento come un pesce fuor d’acqua: non ho mai riso con Toto e nemmeno riesco a rivedere i suoi film.
    In compenso di Boldi non ho praticamente visto nulla…

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  15. @Ricca&Tom: io rido tantissimo in realtà, come direbbe Tomba “chi mi conosce lo sa”…. 😕

    @Mauro: io mi chiedo come fai tu a ridere… 😛

    @Eleonora: certo che col paragone tra Boldi e Totò in questa apgina mi avete (QUASI) fatto rimpiangere quando Alvaro Morati paragona i Pooh ai Queen o Nilla Pizzi ad Ella Fitzgerald…

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    1. L

      ecco, in effetti c’è la stessa proporzione 😀

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  16. A

    Per capire il primo Totò e la sua grandezza di attore va visto innanzitutto 47 morto che parla, splendida commedia sull’avarizia. I Tartassati nella mia top con un Fabrizi epico e alcune scene da lacrime, capace di battagliare alla pari con il principe laddove Peppino è stato sempre vittima. Miseria e nobiltà proviene dal teatro di Scarpetta e Totò ci sguazza assai. Tra quelli meno famosi, mio favorito anche Totò Diabolicus, del tutto folle Che fine ha fatto Totò baby? Guardie e ladri commedia amara. In generale difficile non trovare almeno una genialata in ogni suo film, anche dove fa un piccolo cameo (vedi Operazone San Gennaro).

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  17. E

    Ho cominciato io a citare Totò ma non per fare paragoni indecenti con Boldi (dai, Maradona con Dossena ha più cose in comune di loro due) ma per dire che a me Totò in molti film non fa ridere. In molti film mi fa sganasciare in altri mi fa sorridere. Punto. In ogni caso Totò non appartiene alla storia della comicità ma a quella della civiltà italiana e io non giudico i suoi film e le sue interpretazioni con il criterio di quante risate mi abbia strappato.

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    1. Massì, la mia era una battuta… 😉

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