Dire ciao a Giancarlo Golzi

La batteria di Giancarlo Golzi ha smesso di battere a 63 anni di età. Un infarto ha portato via a Bordighera il musicista e autore che da 40 anni aveva fatto ininterrottamente parte dei genovesi Matia Bazar, la band da lui fondata insieme a Piero Cassano, Carlo Marrale e Aldo Stellita (gli ultimi tre già nei Jet) e quindi Antonella Ruggiero, e che nelle sue metamorfosi ha da sempre rappresentato un punto di riferimento per la musica italiana e mitteleuropea, rivelandosi uno dei gruppi più poliedrici e completi dello scenario dalla metà degli anni Settanta in poi.

Discreto nel proporsi sul palco, certamente non con l’indole del ‘front man’ rispetto ad altri suoi compagni di viaggio, Golzi aveva fin da subito affiancato il bassista e poeta Aldo Stellita (scomparso nel 1998) nelle ritmiche dei Matia Bazar oltre a dare il suo contributo alla stesura dei loro maggiori successi dell’epoca ‘Ruggiero’ così come di quelle seguenti. Insomma, lasciando ad altri le note biografiche, Giancarlo Golzi è stato un personaggio che ci ha sempre dato l’impressione di suonare bene, in tutti i sensi, senza volerlo far pesare più di tanto. Basta riascoltare alcuni live per capire che cosa intendiamo, perché lui prediligeva il tocco alla potenza, lo stile alla ‘caciara’, e aveva anche accettato nella strepitosa fase electro-pop (quella inaugurata nel 1981 con l’innesto dell’innovatore tastierista Mauro Sabbione al posto di Piero Cassano) di lasciare piatti e tamburi a favore delle trame sintetiche delle drum machine che dominarono un album storico come Tango (del 1983) e limpido specchio di una grande capacità di cambiamento. Se di fatto Cassano era (è) l’anima più melodica e di impatto pop (basti pensare alle composizioni per la prima fase di Eros Ramazzotti), Marrale quella ‘brasiliana’ ed eclettica dalle corde sorprendenti e la scrittura moderna, e Stellita il paroliere sensibile e geniale, Golzi fin da subito aveva fornito la sua espressione rock (aveva fatto parte dei Museo Rosenbach) senza però dare mai l’impressione di voler strafare. Con la ciliegina (e che ciliegina) sulla torta della personalità e della voce di Antonella Ruggiero.

Avendo successivamente attraversato tutte le fasi dei Matia Bazar, dall’uscita di Antonella Ruggiero nel 1990 sostituita da Laura Valente, con la rotazione poi di diverse voci femminili (con l’attuale e ormai consolidata, la brava Silvia Mezzanotte rientrata dopo la parentesi Roberta Faccani) senza dimenticare l’importante contributo di Sergio Cossu negli anni Ottanta, la ricostituzione nel 2000 della band con l’arrivo del polistrumentista Fabio Perversi e della stessa Mezzanotte e il contestuale rientro di Piero Cassano, Giancarlo Golzi poteva essere di fatto considerato l’elemento di raccordo della lunghissima storia di un gruppo in costante evoluzione e che in questo periodo stava proprio festeggiando il quarantennale con un tour ritrovandosi ‘melanconicamente’ di nuovo a dover dire un ciao…

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