Addio al Mc Donald’s di San Babila, ultima traccia di Burghy

Il Mc Donald’s di piazza San Babila, a Milano, è stato chiuso e la notizia dovrebbe lasciare indifferenti i vegetariani cattocomunisti. Siamo soltanto vegetariani, per fortuna, quindi non sapendo quale negozio nascerà al suo posto (temiamo il solito monomarca di abbigliamento per turisti e tamarri, che rende uguali i centri città in tutto il mondo) siamo dispiaciuti per la fine di un locale in una piazza che ha rappresentato qualcosa anche in un’era post-ideologica, anzi soprattutto in un’era post-ideologica, come erano gli anni Ottanta. Nato come Burghy nel 1982, diventò subito il ritrovo dei paninari ma anche di adolescenti non incasellabili in gruppi giovanili da sociologi, prima che di Burghy ne sorgessero di analoghi in tutta la città e in tutta Italia. Acquistato Burghy da Mc Donald’s qualche anno dopo, il posto sarebbe diventato, senza sovrastrutture o seghe mentali, ciò che è nel resto del mondo: un locale dove si mangia a poco prezzo e in maniera standardizzata, per certi versi più sicura che nei locali tradizionali, con frequentazione intergenerazionale, interclassista e davvero multiculturale, dove nessuno si sente fuori posto. Non è alta cucina, ma nessuno te la vende come tale e nemmeno come ‘tipica’: più ingannevoli le mille trattorie toscane o i duemila kebabbari rispetto a panini indubbiamente buoni, in un ambiente che piace sia ai bambini che a maggior ragione alla nostra parte infantile. Oh, poi quelli delle eccellenze del territorio possono andare a farsi inculare da Eataly o dalla gastronomia a chilometro zero. Comunque per ricordare Burghy, più ancora di Mc Donald’s, riproponiamo un brano davvero intenso del nostro ‘L’importanza dei paninari – Milano, anni Ottanta’, libro baciato da un meritato successo.

Pur essendo nato tutto al Panino, nella memoria collettiva è forse rimasto di più il Burghy di piazza San Babila. Affermare che i paninari siano nati nei fast food, che nella prima metà degli anni Ottanta avevano iniziato a diffondersi in tutta Italia, è sbagliato. Ma è vero che per uscire da una dimensione solo milanese c’era bisogno di un luogo più neutro e asettico, oltre che replicabile ovunque, come appunto il fast food. Il luogo di ritrovo non era casuale: doveva evocare un po’ l’America di Happy Days, farti immaginare che nel tavolo a fianco ci fosse Richie Cunningham con la fidanzata Lori Beth, ma avere anche un’identità nazionale. Doveva essere soprattutto una cosa da giovani, che rompesse la struttura quasi militaresca della vecchia vita da bar in cui ognuno recitava una parte ben precisa. Il giovane, l’uomo di successo, il chiavatore, il fenomeno del biliardo, quello con un passato misterioso e così via, con il proprietario del locale a fare da moderatore. Nel fast food non c’era invece rapporto con il barista, che non esisteva, né con cassieri-camerieri che cambiavano da una settimana all’altra. Il rapporto era solo con il luogo e le persone che lo frequentavano insieme a te. In questo senso il Panino non era paragonabile a vari Burghy e Wendy’s, ma assomigliava piuttosto ad un bar vecchio stile. E tale è rimasto fino ad oggi, mentre Burghy è stato non a caso sostituito da McDonald’s. (…)

Più gusto di Burghy nessuno ti dà. Memorabile lo spot con il cowboy che scende da cavallo, così come quello più istituzionale che coinvolgeva tutta la famiglia. Tutti sorridenti, con la madre che sembra uscita da ‘Sotto il vestito niente’ dei Vanzina e il padre che dà al figlio i soldi per comprare il panino a una nonna seduta all’altro tavolo, ingraziandosela e lasciando così il locale tenendo per mano la nipote. Chi c’era non ha però bisogno di You Tube, di Burghy può ricordare senza problemi anche i panini. I normali hamburger e cheeseburger, il Big Burghy (doppio hamburger di carne di manzo, formaggio, lattuga, cipolla e salsa Burghy), il King Bacon (con il bacon, chiaramente, ma anche con un pane diverso: al sesamo, sembrava una grande innovazione), il King Chicken (petto di pollo con formaggio), il King Cheese (lì mettevano il ketchup) e il mio preferito. Il King Fish, una specie superbastoncino di pesce stile Findus con salsa tartara, non lo prendevano in tanti ma io per il King Fish andavo fuori di testa. Non mancavano le patatine, nel classico cartone giallorosso, andando avanti negli anni sarebbero state inserite le insalate (ma chi ha mai preso un’insalata da Burghy?), però nel cuore sono rimasti i Chicken Dorè (bocconcini di pollo, da unire a varie salse) e i milkshake con le tre possibilità fragola-cioccolato-banana. La nostalgia deforma tutto, ma quegli hamburger erano davvero buoni e in origine anche l’azienda, non solo chi ci lavorava, era italiana. Prima dei supermercati GS, che dopo essere stati comprati dai francesi di Carrefour adesso non esistono più nemmeno come marchio. In seguito di Cremonini, quello della carne, fino all’acquisto da parte di McDonald’s a metà degli anni Novanta. A inizio terzo millennio mi sono concesso una mezz’ora di meditazione solitaria a Casalecchio di Reno, dove resisteva ancora (per poco) l’ultimo Burghy con l’insegna Burghy nonostante la proprietà fosse cambiata da anni.

 Al di là del rimpianto per un’Italia che non c’è più, anche se Cremonini ha continuato a fornire carne a McDonald’s, è interessante il ricordo dei concorrenti sulla piazza milanese. Spariti quasi totalmente anche da quei forum per nostalgici che infestano il web, alla ricerca del tempo perduto e forse mai vissuto. Il Burger One di corso Vittorio Emanuele, che si raggiungeva salendo una scalinata: lì ho scoperto gli onion ring e il frozen yogurt. Praticavo poco il Quick, che faceva parte dell’omonima catena belga, poi diventata francese: andavo in quello di piazza Cordusio, ma ce n’era uno anche in corso Buenos Aires. Non mi scaldava ma trovavo comunque curioso l’Italy & Italy di via Torino, che univa gli hamburger a piatti della tradizione italiana come la pasta. Ho ancora negli occhi gli spaghetti Mazzini, in pratica un’amatriciana, i Garibaldi al pomodoro e i Verdi dove Verdi non stava per Giuseppe ma per il pesto che li inondava. La pizza di Italy and Italy si materializzava sottoforma di un panzerotto ustionante chiamato Pizzotto, mentre fra i secondi oltre a quattro tipi di hamburger c’era una bistecchina tristissima, quasi da ospedale. Ma era soprattutto Wendy’s a poter essere considerato per molti aspetti il vero anti-Burghy. Intanto perché di tutti i marchi citati era l’unico davvero americano, quindi ad alcuni di noi sembrava più vero. Il mio Wendy’s preferito era in piazza Argentina, ma non mi dispiacevano quelli vicino alla Stazione Centrale e in largo La Foppa. I panini erano quadrati e lì qualcuno che prendeva l’insalata me lo ricordo. Fra l’altro insalate che ti andavi a servire da solo in una specie di isola, condendole non con l’olio e l’aceto della mamma ma con un salad dressing biancastro. Tutta roba molto anni Ottanta, ancora prima che paninara. Che McDonald’s si sarebbe gradualmente mangiata, proprio come aziende, nel giro di pochi anni (estratto di ‘L’importanza dei paninari – Milano anni Ottanta’, fighissimo romanzo-saggio in vendita a 5,99 euro in formato eBook per Kindle, iPad, Kobo e tutti gli altri eReader, ma anche in versione cartacea a 12 euro, distribuito da Distribook). 

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60 commenti

  1. l

    Non capisco la frequente esegesi del mc donald che viene fatta su indiscreto.
    Prima di tutto anche il mc donald rende tutti i centri uguali, così come sisley o calzedonia.
    Poi non è vero che è buono, un qualsiasi hamburger fatto da un qualsiasi paninaro è notevolmente superiore, per non parlare delle immangiabili patatine. Ultima cosa, non è vero che è economico, dato che un big mac costa quanto un kebab, un panino al lampredotto o un panino alla salsiccia, e le bibite mi sembrano in linea con i prezzi fuori.
    Unica deroga la faccio all’ambiente adatto e simpatico fino a che hai dieci anni.

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    1. I

      non hai capito l’afflato storicistico dell’articolo….

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    2. Mc Donald’s, che non frequento se non per il caffè o per una coca quando fuori ci sono 45 gradi, è un luogo di aggregazione interclassista che non è paragonabile ad alcun bar e meno che mai ad alcun baracchino, dove la gente ‘del posto’ la fa da padrone. Chiediti come mai un mendicante puzzolente con tre euro in tasca ci entri e ci passi un pomeriggio senza problemi (e senza che il resto della clientela ne venga turbata).

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      1. l

        Boh, io mi stupisco che si pensi a un mc donald per prendere un caffè…

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  2. t

    Leo: ma come non capisci, ormai il 90% dei post sono rappresaglie contro i radical chic. 40 anni dopo la corazzata potemkin di villaggio.

    Il McQualunqueCosa e’ solo tanto zucchero e sale messi insieme per neutralizzare ogni sapore e renderlo appetibile a tutti. Ed e’ falso che ci vanno tutti. Da fuori in italia vedo solo ragazzini, di quelli non molto svegli, nei paesi anglossassoni classi sociali basse, fatte di panzoni a cui poi noi paghiamo le cure mediche per le malattie dovute alla loro obesita’.

    Cosa mangiamo non e’ una cosa secondaria, e specialmente noi italiani dovremmo sapere che non serve eataly per mangiare bene e a poco prezzo.

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    1. Be’, siccome siamo sinceri democratici i post qualunquisti (di destra) sono bilanciati dai commenti radical chic. Ma esattamente cosa dovremmo fare con le classi sociali basse? Un decreto legge contro la Nutella? L’abolizione dei Sofficini?

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      1. l

        Transumante il problema non credo sia l’attacco al radicalscicchismo quanto il considerare mito per forza tutto ciò che è di massa. Il mc donald, la coca cola, starbucks fanno i miliardi quindi devono essere buoni e economici per forza.

        Direttore il mio era un commento appunto sul mc donald, tra l’altro ne ho riconosciuto il momento di aggregazione che per me si ferma agli under 10, poi ascolto ligabue, la radio, leggo o ho letto follett e dan brown e compro magliette da sisley o zara. Si figuri se sono radical chic… non me lo potrei manco permettere! 😉
        Piuttosto post cattocomunista, o il leonto con vent’anni di meno, faccia lei l’etichetta. .. 😛

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        1. Credo che se un prodotto o un servizio, non necessariamente Mc Donald’s, sono diventati di massa debbano avere, come minimo, una buona risposta a un bisogno latente. O a un bisogno non ancora soddisfatto in maniera migliore. Insomma, c’è del genio. Tutto questo a prescindere da considerazioni etiche: io personalmente considero un criminale chi mangia carne (anche mia madre o mia sorella, per dire), figurarsi chi su campi di concentramento e uccisioni di massa ha costruito un business.

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          1. l

            Ma io non ne discutevo il genio, ma la spiegazione razionale.

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          2. m

            Stefano,
            scusa se escludiamo le motivazioni etiche , quelle economiche e quelle di salute… cosa si salva di macdonald?
            il fatto che aver inventato i fast food sia stato una genialata?
            un pò pochino, no?
            il fatto che quel macdonald avesse un valore simbolico per i milanesi? ecco questo si.
            sono andato 1 sola volta a quel burghy, un sabato di febbraio nel 1989 dopo aver visto la semifinale di mac-becker al torneo indoor di milano. Convinsi mio fratello perchè da paninaro adolescente della bassa padana.. volevo vedere i veri paninari milanesi …

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  3. M

    Posto che la qualità del cibo era schifosa e in Italia puoi mangiare peggio solo impegnandoti e non poco…
    Rimpiangiamo gente del genere?

    Stavano lavorando normalmente, i dipendenti, e mangiando i loro hamburger, i clienti, quando sono arrivati due supervisori a comunicare a ciascun dipendente il trasferimento. “Qui dobbiamo chiudere”, hanno detto i responsabili, attribuendo solo ad alcuni lavoratori le loro nuove sedi, per gli altri chissà, senza comunque margine di contrattazione. Non riaprirà più il McDonald’s di piazza San Babila, una delle sedi più storiche del fast food in città. Domenica, intorno alle 14.30, è stato comunicato ai 44 lavoratori che il contratto d’affitto non è stato rinnovato e bisogna lasciare lo spazio. Se tutto andrà bene, saranno trasferiti altrove.

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    1. Se hanno conservato il lavoro non vedo dove stia il problema, se non di lavorare in un altro ristorante. Cento volte mi hanno lasciato a casa perché ero antipatico a qualcuno (o perché ero scarso, il risultato non cambia), il problema non è il datore di lavoro cattivo ma l’essere proletari sostituibili: chiunque può friggere patatine, chiunque può scrivere quattro stronzate di calcio, chiunque può compilare un modulo o mettere un timbro, eccetera. Si può risolvere non soltanto con dittature, come è ovvio, ma anche rubando i soldi ad altri stati o alle generazioni future.

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      1. M

        Beh Stefano intanto c’è il SE e quello lo vedremo. Ma se anche fosse per me non è normale che un datore di lavoro faccia questo tipo di operazione a fine turno senza avvisare un cacchio di nessuno… Siamo tutti intercambiabili? Certo, ma principalmente lo sono i loro prodotti; quindi per me possono non vendere più uno dei loro panini.
        Se succederà stapperó una bottiglia di un eccellenza italiana, magari un Ornellaia alla facciazza loro

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    1. Pazzesca segnalazione, perché ho letto l’articolo stamattina alle sette e non me n’ero accorto…

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  4. m

    per me il mac donald è il demonio.. se esiste.
    A parte questo, il cibo secondo me fa abbastanza schifo, ma soprattutto, senza
    secondo me, fa male.
    Economico? quanto costa un menu medio? 7euro? . In un bar, panino+bibita.. 8-9 euro… però di là c’hai le patatine.. da un kebab 5euro?
    una pizza al taglio? 5-6? piatto di pasta+acqua? 7-8 euro?
    Forse una volta era economico, ora per me, mica tanto…
    Però condivido in pieno l’affermazione “la frequentazione intergenerazionale, interclassista e davvero multiculturale, dove nessuno si sente fuori posto”. Ed è un merito.

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  5. A

    Sul prezzo,
    al Nord capisco il discorso risparmio, sopratutto a Milano o zone turistiche di Roma, ma al Sud è francamente improponibile il confronto.
    Non a caso a Bari c’è il Mac (e il Burger King) della stazione e poi solo nei centri commerciali enormi sulla tangenziale.
    Sono anni che a Matera si parla di una prossima apertura del MC, ma quando puoi avere un panzerotto fatto a regola d’arte a massimo 2€, non c’è hamburger che tenga.

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  6. L’ultima volta che ci ho mangiato è stato l’anno scorso prima del funerale del suocero di mia sorella (!)
    Spero non chiudano quello di corso Vercelli che mi è comodo, soprattutto in questo periodo.

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  7. U

    L’ultima (e unica) volta che ci ho mangiato Ronaldo doveva ancora fare fallo su Iuliano

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  8. A

    Per saperne di più sulle loro patatine

    http://www.ilpost.it/2015/01/23/patatine-fritte-mcdonalds-ingredienti/

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  9. D

    Nessun rimpianto, visto che si mangiava merda e costava poco proprio perché ti davano da mangiare merda. La notizia è tutta milanese però, perché al di là dei giudizi se ne va un pezzo di una Milano che non c’è più e questo colpisce un po’ chi ha vissuto certi anni e certi posti (poi per me morì tutto già quando Mc fagocitò Burghy inchiodando la bara del l’epopea dei paninari).
    Del resto lo stesso agiografico Direttore ha precisato che nessuno pretende di farla passare come cucina di qualità (ecco, sarebbe gradito, per coerenza, medesimo disclaimer per gli articoli sulle canzonette italiane ma non si può pretendere tutto… 😛 ), mentre il discorso sul sociale ci sta (non frequento i bar perché odio gli sguardi tipo “e tu chi sei?!”, ma chi cazzo sei tu, ciste?!).
    Insomma, nessuno rimpiange i vecchi telefoni pubblici a gettone, però quando ci pensi un po’ di effetto te lo fanno…

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    1. m

      ecco bravo

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    2. I

      giustissimo, che poi era il senso dell’articolo

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  10. M

    Ottimo direttore come quasi sempre accade soprattutto nel sottolineare il taglio non classista del McDonald’s. Certo, cento volte meglio il paninaro italiano che fa il fenomeno da dietro il bancone o la cameriera che viene a portarti da mangiare direttamente col muso d’ordinanza; oppure vuoi mettere un inedito panino con prosciutto e formaggio portato dalla solita gioviale cameriera (panino ovviamente preconfezionato ) a quattro euro a botta?
    Solo io vedo un tentativo di sopraffazione nel sottolineare (senza richiesta e senza che l’articolo mettesse l’accento su eventuali confronti qualitativi )subito che “io mangio cose migliori di McDonald’s ” e ” il panino di Caio e Sempronio è meglio del Quarter Pounder di McDonald’s”? E stigrancazzi non ce lo mettete? Fermo restando che l’essere eclettici permette di apprezzare tutto , da un menù degustazione all’Enoteca Pinchiorri ( smontare Enoteca Pinchiorri tra 3..2..1) al venditore di hot dog ambulante alle cinesi del mattino a Berlino , ciò che deve essere chiaro è che chi va da McDonald’s ci va perché vuole mangiare le cose che hanno sapore di McDonald’s , così come chi va da Burger King ci va per gli stessi motivi e non perché è un incapace di intendere e di volere ..e perché a volte anche il mangiare sano continuativamente può stufare..

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  11. t

    Ma mi indicate dove qualcuno ha criticato il discorso sul luogo storico di milano?

    Semplicemente mcdonalds non e’ interclassista e il cibo e’ oggettivamente di qualita’ scadente. Questo non e’ ne’ radical chic ne’ qualunqusita, e’ solo la verita’. Nei fast food o nella coca cola c’e’ una geniale idea di marketing e nessuno lo nega, ma basta cosi’. Anche la cocaina soddisfa un bisogno latente eh, qualunque stimolante zucchero compreso.

    Direttore: ai poveri si puo’ insegnare a mangiare correttamente, preparandosi il cibo a casa e facendo una passeggiata al parco invece che in un centro commerciale. Una pasta in bianco e un insalata fatta a casa costano meta’ di un piatto di Mcmerda, in tutti i luoghi e in tutti i laghi.

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  12. Chiarito il senso del pezzo, per il resto basta non andarci eh…

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    1. M

      Non voglio insistere ma se scrivo un pezzo in cui dico
      “Oh, poi quelli delle eccellenze del territorio possono andare a farsi inculare da Eataly o dalla gastronomia a chilometro zero” non è che posso lamentarmi dicendo che “da MC basta non andarci”.
      Comunque spero che la stampa dia notizia di che fine faranno i 44 dipendenti. Magari non li hanno lasciati a casa, magari… Anzi secondo me li hanno trasferiti in soluzioni logisticamente più comode, magari…

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  13. mv, dicevo in generale per chi (legittimamente) non apprezza.
    Mica ci vado tutti i giorni e anch’io preferisco un panino cotto fontina e salsa rosa al bar, semplicemente non lo vedo come il male assoluto.

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  14. m

    scusate ma se nel post c’è scritto:

    – “panini indubbiamente buoni” si può non essere d’accordo, considerando quei panini cibo spazzatura?
    – “al suo posto (temiamo il solito monomarca di abbigliamento per turisti e tamarri, che rende uguali i centri città in tutto il mondo)” si può non essere d’accordo? visto che se c’è una cosa che rende tutte le cittta del mondo uguale sono proprio i macdonald’s?

    Posso scrivere la mia opinione senza offendere nessuno o dare dell’idiota a nessuno. Per me si, il macdonald’s è il male assoluto, in fatto di alimentazione.

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  15. r

    (non frequento i bar perché odio gli sguardi tipo “e tu chi sei?!”, ma chi cazzo sei tu, ciste?!)
    applausi!

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  16. B

    sabato ho mangiato un ottimo “280 grammi Expo special edition”, davvero buono.
    in più la tizia alla cassa si è sbagliata e me ne ha dati 2, ovviamente ho abbozzato.

    detto in questo luogo già 100 volte, a Napoli (sopratutto) si mangia una ottima pizza a portafoglio con 1,5 euro, sicuramente più buona e sana del panino del Mc. inoltre lo street food è diffusissimo, ottimo ed economico.
    ciò non toglie che quando mi va un panino da quei zozzoni me lo vado a mangiare.

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    1. Banshee perfetto.

      murillo, certo che puoi scrivere quello che vuoi, ma chi ti ha dato dell’idiota?

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    2. D

      Ah ecco, hai abbozzato perché ti dispiaceva fare il maestrino alla Dane, ma sono l’unico coglione che fa presente alle cassiere quando mi danno del resto in più?!…
      Eh, ma c’è una Napoli diversa, non cediamo ai luoghi comuni!… 😀

      Ps: e solo per ridere, senza voler scatenare flame, eh?! Perché altrimenti parlerei di gente che abita in un paradiso gastronomico come Napoli e va da McDonalds!… 😛

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      1. B

        in verità di panini in più me ne ha dati 2, avendo preso 2 menù la tizia me ne ha omaggiati 2 😀

        sull’andare da Mac nel paradiso gastronomico, è vero e infatti ci vado penso 1 volta all’anno, così come ogni tanto mi faccio un kebab o vado dal cinese o dal giapponese o dall’indiano.
        mica si può mangiare sempre pizza e spaghetti alle vongole! 😀

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        1. D

          Secondo me era una cassiera sabauda che ha ordito un complotto per farti passare per arraffone, e tu sei cascato nel tranello come un fringuello.
          Aaahhh, maledetti Savoia!…

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  17. U

    ou..stavolta io non c’entro eh..
    🙂

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    1. D

      No, tranquillo, abbiamo imparato a non far conto sui cremonesi se si parla di panini… 😛

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  18. U

    Dane
    in effetti non capiwco la vostra mania di mettere i salumi in mezzo al pane…
    al massimo si mettono sopra…non in mezzo
    🙂

    ecco.
    ne approfitto per ina mia personalissima battaglia. quando vedete un panino salame e fontina o qualunque altro formaggio sputategli in faccia da parte mia

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  19. U

    Dane
    in effetti non capiwco la vostra mania di mettere i salumi in mezzo al pane…
    al massimo si mettono sopra…non in mezzo
    🙂

    ecco.
    ne approfitto per ina mia personalissima battaglia. quando vedete un panino salame e fontina o qualunque altro formaggio sputategli in faccia da parte mia a quello che l’ha fatto

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    1. B

      ma vale solo per il salame?
      per me col prosciutto o la mortadella per me un bel fiordilatte o una provola è il massimo!

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      1. A

        Per me mortadella e provolone piccante è il trionfo della papilla gustativa, seguito a ruota da capocollo e caciocavallo podolico

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  20. U

    Banshee
    de gustibus. se i salumi son buoni mischiarli e un delitto che andrebbe punito con la reclusione da 3 a 5 anni.
    l’unico per cui sare piu clemente e il prosciutto cotto.

    Non parliamo poi delle salsine..tartara maionese o robe varie per le quali ci vorrebbe l’ergastolo per me.

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  21. U

    Poi per me il pane deve essere croccante all’esterno e morbido dentro..(quelll che danno sulle colline piacentine e FE-NO-ME-NA-LE)
    come fate a mangiare quella roba molliccia li?

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  22. t

    Le salse servono per affogare la McMerda in qualcosa di ancora piu’ dolciastro, manco la coca cola e’ buona, servita in una miscela 25% coca e 75% acqua piu’ ghiaccio

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  23. U

    Ammetto di non essere un estimatore,e quindi intenditore,della mortadella
    Mangiatela un po’come volete

    🙂

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  24. l

    Due fette di pane toscano con in mezzo crudo e pecorino. E bicchiere di vino.

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    1. c

      ma anche con la finocchiona al posto del prosciutto. e magari con la schiacciatina.

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  25. D

    Gobbo, non sono d’accordo, ci sono abbinamenti che meritano e si sposano bene (tranne salame e mortadella, quelli vanno rigorosamente single…), per non parlare della mayonese (per me il corrispettivo salato della Nutella, ci farei il bagno..,).
    D’accordo invece sul pane, che però nel caso dell’hamburger ha una motivazione puramente tecnica…

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  26. L

    Zoccoletto con Mortadella e cipolline la morte sua.

    Col salame ci si puo’ sbizzarrire.

    Se salsa deve essere allora solo 2 opzioni: maionese o senape.

    Panino solo salame e’ ok pero’ un po’ secco, mentre pane e salame sono ok.

    IMHO.

    PS: MC MERDA. Quelli del solito monomarca possono farsi inculare dal monomarca, monogusto mondiale per antonomasia.

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  27. M

    Il miglior panino che abbia mangiato (creato da me): pane appena sfornato (farrigonzada sarda), salsa piccante alla base , letto di lattughina sottilissima e cipolla ,agnello sfilettato (anch’esso appena sfornato) e patate al forno tagliate sottilissime. Clamoroso.
    Sui salumi sono un purista della mortadella , se buona preferisco non mischiarla con formaggi vari, stesso discorso per il crudo.
    Il salame con la provola ci sta da dio specie se fuori c’è una temperatura medio-alta che permette ai grassi dei due ingredienti di mischiarsi leggermente altrimenti cinque secondi di fornetto 🙂
    Non esiste invece per me mischiare due o più salumi..

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  28. U

    “Il salame con la provola ci sta da dio specie se fuori c’è una temperatura medio-alta che permette ai grassi dei due ingredienti di mischiarsi leggermente altrimenti cinque secondi di fornetto ”

    Meglio che abbandoni sta discussione va la..

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    1. M

      No dai, resta con noi! 🙂

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  29. r

    io attendo l’intervento di Jer

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  30. L

    Chi e’ che mischia 2 salumi ???

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  31. U

    Meno Uno
    te va avanti a mangiare dei negronetti va la

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  32. r

    tra i salumi il pezzo meglio è la finocchiona

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    1. L

      chi glielo dice al culatello adesso

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  33. C

    Miglior panino (casualmente) autoprodotto causa frigo semideserto ed estemporanea uscita a pesca:
    Pane di Montesantangelo ( FG)
    Salsa verde da bollito avanzata dal sabato
    Filetti di sgombro al naturale.

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  34. C

    Aggiungo: panino evidentemente radicalchic, di nicchia e pure pauperista, avendo ad occhio un costo di € 1,80/2,00.

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  35. G

    Ma stiamo parlando di fast food o di street food? 😉

    In ogni caso, mcDonalds fa obbiettivamente cagare. se uno vuole un hamburger buono in realta’ come Milano penso possa trovare posti dove puo’ un buon hamburger a prezzi decenti (se poi vuoi spendere 99 centesimi allora accontentati del McMerda).

    Segnalazione Londinese: Meat Market a Covent Garden (provare il ‘Dead Hippie’)

    http://themeatmarket.co.uk/

    Miglior panino:

    categoria ‘slow food’: ventricina/soppressata/salame piccante a caso+pecorino pienza fresco

    categoria ‘guilty pleasure’: wurstel (rigorosamente crudi)+maionese+sottiletta

    Se poi si parla di alternative all’hamburger nell’ambito street food su tutte direi (in ordine puramente alfabetico).

    -Doner Kebab
    -Lampredotto
    -Pastrami Sandwich
    – Salt Beef Bagel

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