Effetto parrocchia, effetto boomerang

Sabato scorso, Tricolore sul Colle di Superga, per un attimo, sport ricco e sport povero si sono incrociati. Una corsa di alto lignaggio, vinta dalla maglia gialla 2014, su un percorso difficile e suggestivo. Dal vivo, dalle parti della Basilica, l’organizzazione era ai minimi termini: nemmeno uno schermo gigante per gli appassionati, macchine parcheggiate senza criterio, cellulari isolati, transenne insufficienti. Nessun account twitter per seguire l’evoluzione della gara, un buttafuori da discoteca che faceva il pierre (!) e la ciliegina sulla torta dell’antid****g difettoso. Mancavano tre kit per il prelievo ematico e gli atleti sorteggiati hanno dovuto aspettare: Nibali è uscito dal controllo alle 18 e 45, Zilioli addirittura quattro ore dopo la fine della competizione… Il vero miracolo italiano sta nel mistero di come una Federazione allo sbando, di dilettanti, possa ancora produrre i Nibali e gli Aru. La tivù ha completato il disastro: le telecamere mobili ballavano e la regia brillava per incompetenza; i replay, nei momenti caldi della contesa, cancellavano le azioni decisive in diretta. Immagini prive di una segnalazione grafica del chilometraggio e appesantite da commenti fastidiosi, approssimativi e zeppi di enfasi precotta.

Quando assistiamo a certi spettacoli, ci soccorre la saggezza di Aldo Giordani. Che, nel bel mezzo del boom catodico del basket (anni Ottanta), si chiedeva se tutta quella esposizione giovasse alla promozione dello sport stesso. Mister Pressing amava ripetere l’esempio del rugby: il paragone tra lo scenario dell’allora Cinque Nazioni a Twickenham, un Inghilterra-Scozia, valore agonistico compreso, e le partite del campionato italiano davanti a quattro gatti. Servono all’atletica leggera azzurra, alla sua diffusione, le riprese – desolanti – di certi meeting casalinghi? Non è che la visione traballante di una manifestazione produca un effetto boomerang? Ci si abitua all’Nfl e al Tour de France, a Wimbledon e all’Nba: massime espressioni planetarie del professionismo sportivo, pensate in televisione (e sulla rete) attorno a un racconto della vicenda e con mezzi e conoscenze specifiche degne di un blockbuster. Un punto di vista iperspecializzato, che mette assieme cinema, documentario e giornalismo, e che consente una reazione immediata alla sceneggiatura – improvvisata, jazzistica – dell’evento. I confini che separano il pressapochismo dalla competenza a volte sono labili, se persino i diritti di una Copa América di calcio vengono svenduti per poche migliaia di euro. La (bella) vittoria di Sassari nella Serie A cestistica ha una doppia lettura, bipolare: una sfida emozionante e sul filo, ascolti incoraggianti, etc. Eppure il prodotto televisivo, in sè, era alquanto mediocre e il livello tecnico delle contendenti mai così scarso. Trent’anni fa chi si giocava la Spaghetti League era quasi sempre più forte dei vincitori delle coppe europee, sempre che non fossero le stesse formazioni (italiane). Oggi, le distanze tra l’elite dell’Eurolega e una Sassari sono incolmabili. Occorre ribadirlo, per non vivere nell’illusione della parrocchia che si ostina a fissare il dito al posto della luna.

Manolo è tornato. Nei bassifondi di una squadra under 23, con al fianco due fedelissimi dell’epoca d’oro, Herminio Diaz Zabala e David Etxebarria, ma è tornato. Il cattivo, nella Commedia dell’Arte di quel ciclismo, aveva lo sguardo furbo e le guance paffute di Saiz. Deus ex machina della Once, poi Liberty Seguros, e puparo di tante cose nel circo pro: dal codice etico (…) del primissimo Uci World Tour ai viaggi della salute nell’ospedale madrileno de La Princesa; scopritore di talenti e tecnico sopraffino nella preparazione delle cronometro. Il suo sistema implose con lo scoppio dell’Operacion Puerto, che implementò dinamiche che avrebbero comunque garantito un salvacondotto alla banda. Siamo stati tra i pochi che, due anni e mezzo fa, hanno seguito le vicende processuali di questa fotta spagnola, bunueliana al cento per cento. Un dibattimento nell’indifferenza del pubblico e dei media locali, con l’eccezione di Carlos Arribas di El Pais. La messinscena era allestita per comprendere se le sacche di sangue fossero state conservate bene: per la legge spagnola, ai tempi dei fatti (2006), il d****g non era punibile. La recita di Manolo, l’architetto del piano, che nell’aula del tribunale filosofeggiava sul ciclismo, fu quasi disturbante. Eufemiano Fuentes, il ginecologo che fungeva da collettore e impresario, rivelò il suo talento attoriale per le deposizioni. Surreale il racconto delle lattine di Coca Cola usate a mo’ di radiatore, per raffreddare le borse con le sacche di sangue. Ancor meglio nel passaggio chiave della farsa, quando dichiarò alla Wada la sua disponibilità nel rivelare la lista completa dei nomi. Il giudice Julia Santimaria, stabilendo che il processo doveva riguardare solo i ciclisti già identificati, sigillò il caso. L’insabbiamento politico e l’assoluzione della ciurma erano già nella sceneggiatura. La difesa beffarda di Fuentes, concordata con le alte sfere, l’avrebbero potuta smontare i medici che si occuparono – sul campo – del programma. Uno, Alberto Leon, si suicidò all’incipit dell’Operacion Galgo. L’altro, Jose Luis Merino Batres, sviluppò una forma di Alzheimer e divenne dunque non interrogabile. Altra scenetta tragicomica la sessione di Yorek Olaf Schumacher, ematologo di fama internazionale: che non riuscirono a tradurre, perchè l’impiegato preposto al compito non conosceva l’inglese. Seduta rinviata.

Non che ci volesse Martin Beck per individuare il canovaccio. La sigla RSOC nascondeva il filone che non doveva emergere: la Real Sociedad andava da Fuentes, anzi Jose Luis Astiazaran. Nomignolo “Asti” nei pagamenti in nero (quattro milioni di euro?): capo della Liga fino al 2013, nonchè il vicepresidente della Federazione dal 2005 e membro della Fifa. La Polizia tedesca, in un’indagine postuma, intervistò Jaksche e chiese insistentemente se avesse usufruito di un trattamento a Francoforte nel Giugno 2006. “Bella” rispose che era altrove e capirono che quei traffici si rivolgevano alla Coppa del Mondo di calcio. Il ciclismo armstronzesco, usato come paravento, e le ombre cinesi di calciatori, tennisti, mezzofondisti, piloti… Il raid avvenne il 23 Maggio, duecento le sacche in deposito.
La notte del 19, al Giro d’Italia, Marcos Serrano (uno dei corridori di Saiz) rischiò di morire: lo trasportarono, in gravi condizioni, all’ospedale. Solitamente il metodo funzionava: usavano un crioprotettore per impedire che i globuli rossi scoppiassero e un conservante per non danneggiare il sangue. Prelievo, centrifuga per separare la parte solida dal plasma liquido, glicerolo onde evitare la cristallizzazione delle cellule dei globuli rossi e sangue congelato nella parte solida per garantire trent’anni (!) di stoccaggio a meno ottanta centigradi. “Invia in Siberia” dicevano nel gergo cifrato, ovvero l’utilizzo di due Haemonetics ACP-215. L’offerta base per i clienti era dai 6000 ai 10000 euro, i migliori – seguiti passo dopo passo – pagavano dai 50000 ai 70000 all’anno. Il buen retiro di Manolo, prima dell’Aldro, sono stati il mestiere di ristoratore a Torrelavega e quello di direttore sportivo del Racing Santander futbalistico. Il prossimo 30 Agosto, in occasione della partenza della nona tappa della Vuelta proprio in Costa Blanca, ha promesso una festa per presentare l’equipe. Il Giro di Spagna è dell’Amaury, prevediamo un po’ di imbarazzo nella carovana quella mattina. Male che vada, Saiz si consolerà col ristorante. A noi invece Manolo non potrebbe offrire nemmeno un cochinillo: siamo vegetariani.

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60 commenti

  1. ” Oggi, le distanze tra l’elite dell’Eurolega e una Sassari sono incolmabili. Occorre ribadirlo, per non vivere nell’illusione della parrocchia che si ostina a fissare il dito al posto della luna.”

    Riporto le parole di Maurizio Mondoni (qui il curriculum http://www.mauriziomondoni.com/curriculum-vitae/)

    “Non si lavora più sui fondamentali. Questi ragazzi non sanno correre,non sanno palleggiare,non sanno passare.Ma probabilmente sanno fare pick and roll”

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  2. Simone
    Chi lo vince il Tour?

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  3. Ho visto la semifinale tra Venezia e Reggio Emilia: campo con disegnate righe di 4 sport diversi, illuminazione che si rifletteva sul parquet, realizzazione tecnica della trasmissione da paesi dell’est degli anni ’70 unite a fischietti assordanti per tutta la durata della partita, il tutto unito ad un livello tecnico imbarazzante.
    Per il bene del basket era molto meglio non trasmettere nulla.

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  4. Simone, il tuo frequente passaggio dal racconto epico-romantico di momenti e protagonisti alla cruda e fredda realtà che circonda lo sport è un toccasana per fuggire dalla noiosa cronaca e dalla retorica.
    Resta il fatto, triste, che dopo questo tuo articolo ad un appassionato sportivo viene da vomitare …
    Appena letto, al riguardo, le condivisibili parole di Frinolli sul “nuovo” Gatlin, che a 33 anni è pronto per esplodere…
    Speriamo non ci sia nessuno nei paraggi, quando succederà!

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  5. A proposito di tecnica e fondamentali in vi ad’estinzione…
    Ai tempi di Superbasket, ricordo Dido Guerrieri ( che aveva una rubrica mi pare intitolata L’Eternauta) che in articolo esaltò Jabbar e osò stroncare Chamberlain sia a livello umano, per le sua vanterìe da Casanova, che a livello tecnico, attribuendogli assenza di movimenti offensivi che non fossero la schiacciata o il sottomano da sopra il ferro.

    Giordani, la settimana dopò, vergò un “…Chamberlain, con la sua potenza, avrebbe tuffato nel ferro Jabbar e Malone in sua compagnia…e gli allenatori, patetici, pensano al suo limitato repertorio tecnico…ma il repertorio tecnico è buono per il Water, quando si hanno così squassanti prerogative fisico/atletiche.

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  6. La mancanza di fondamentali é un tema ricorrente. Forse é anche vero che cambiando e migliorando le caratteristiche atletiche dei giocatori, anche i fondamentali cambiano e se qualche giocatore sopperisce alla carenza di fondamentali (o ritenuti tali) con forza e/o velocità, buon per lui. Forse i fondamentali non sono più fondamentali, oppure non sono più fondamentali come lo erano anni fa.
    Sulla questione della produzione televisiva del basket italiano, completamente d’accordo. La semifinale Reggio Venezia é stata qualcosa di raccapricciante.
    Sul ciclismo che dire, persone che conservano il proprio sangue tra una confezione di sofficini e di pisellini primavera non hanno esattamente la mia stima.

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  7. @Un Gobbo:nel pezzo su Jasi lo facevo notare.
    Nei camp giovanili,al netto di qualche serbo(Bubba dixit),la differenza tra americani ed europei – pari età – è inquietante…

    @Leonto:l’Amaury di sicuro.
    Mi auguro che l’incipit demenziale non rovini lo spettacolo.
    La Vuelta de Francia,nell’epilogo,sembra nelle corde di un duello Quintana-Froome.
    Nibali e Contador proveranno a ribaltare il canovaccio.

    @merdmann21:concordo su tutta la linea.

    @simgoku:grazie!
    Se questi quasi due lustri non son passati invano,Saiz rimarrà ai lati del giochino.
    Il Passaporto Biologico nell’atletica è relativamente giovane.
    Sono anni duri,molto simili a quello che accadde nel ciclismo verso la fine del decennio scorso.
    Rimango dell’idea che,con i giamaicani che hanno ciurlato nel manico,si rimarrà nella zona grigia per qualche anno…

    @CapBabac33:penso di ricordare pure l’anno di quella polemica(alimentata ad arte..).
    1983?
    L’apice assoluto del basket boom in Italia.

    @marco traversi:giocano col sangue anche nella pallacanestro…

    Simone Basso

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    1. @GoogleUser28: buongiorno simone, cosa intendi con incipit demenziale?

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  8. Da ignorantissimo in materia, io mi e ti chiedo, a chi giova vedere Gatlin andare cosi’ forte ? A parte il conto corrente di Gatlin ca va sans dire

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  9. Indubbiamente ci saranno anche baskettari che conservano il loro sangue a fianco dei sofficini, ma non ne ho ancora notizia.
    Di notizie di questo tipo putroppo il ciclismo é stato inflazionato. Certamente ho conosciuto ciclisti amatoriali che si dopano per la corsetta della domenica (e ci lasciano le piume) meno persone che palla a spicchi in mano si trova al campetto per una partitella. Credo che il doping nel ciclismo sia endemico, se é di tale portata anche a livelli così infimi.
    Nello specifico della risposta, ho parlato di basket e non di doping perchè parlando di basket si stava parlando di basket, parlando di ciclismo si stava parlando di doping. #guardacaso
    Parlo comunque da “vecchio” appassionato di ciclismo che ricorda ancora con piacere l’impresa di Chiuappucci al Tour (Sestriere 92 mi pare)

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    1. “Indubbiamente ci saranno anche baskettari che conservano il loro sangue a fianco dei sofficini, ma non ne ho ancora notizia”

      Eh, chissà come mai…..

      “Nello specifico della risposta, ho parlato di basket e non di doping perchè parlando di basket si stava parlando di basket, parlando di ciclismo si stava parlando di doping. #guardacaso”

      Ah, ecco “#guardacaso”…..niente, abbiam perso la guerra, ritiriamoci in buon ordine…

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    2. @marco traversi: ti manca evidentemente qualche puntata di Simone sul Diablo….peraltro da me adorato
      Sul basket come dimenticare l’intenso lavoro in palestra di Toni Kukoc quando è approdato in NBA
      Agricola un dilettante al confronto

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      1. @Leonto: aaahhhh, sti zingari drogati…

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        1. Eh vecchio mio evidentemente in palestra a Spalato non avevano i bilancieri da 200 kg così il ragazzo non si rinforzava i muscoli ……. 🙂

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  10. Io ricordo, inizio anni ottanta, Peterson che parlava di come Rambis fosse diventato, a dispetto di un talento diciamo rivedibile, un fattore grazie al lavoro al Nautilus.
    Poi si è passati ai megabilancieri, al testosterone esibito etc etc.
    Ovviamente, un lavoro del genere deve essere supportato da cospicue addizioni non proprio alimentari.
    MA in NBA tutto è coperto, a differenza del baseball dove ogni tanto beccano la stella ( Bonds, ARod, Braun)e ne fanno il villain dela situazione.

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  11. Marco Traversi
    Aggiungo , per restare nel campo delle evidenze oggettive , che nel ciclismo (che comunque vecchio discorso ha cercato quasi di suicidarsi per essere più realista del re) i tempi di percorrenza si sono alzati
    Bisognerebbe misurare le performance atletiche degli altri sport magari…

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  12. “MA in NBA tutto è coperto, a differenza del baseball dove ogni tanto beccano la stella ( Bonds, ARod, Braun)e ne fanno il villain dela situazione.”

    Se nel baseball #guardacaso li beccano e nel basket no “un motivo ci sarà!” (cit.)

    “Aggiungo , per restare nel campo delle evidenze oggettive , che nel ciclismo (che comunque vecchio discorso ha cercato quasi di suicidarsi per essere più realista del re) i tempi di percorrenza si sono alzati
    Bisognerebbe misurare le performance atletiche degli altri sport magari…”

    Bèh, ma perchè oggi si allenano di più, eh!….

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  13. Non intendevo dire che Chiappucci non si trocava, dico solo che stavo lì come un pirla a guardarlo. Ragion per cui ho smesso di guardare quella roba lì e di guardare con un pò di tristezza chi lo pratica per diletto e si troca per var vedere agli amici di come va forte, per poi farsi venire il coccolone sulle “rampe” del monte Quiesa*.
    *Quiesa: montagnola che divide Lucca da Viareggio.
    Non ho invece riscontri diretti di amici impegnati nella pallacanestro UISP dediti all’uso di sostanze per migliorare le prestazioni atletiche.
    Non sto parlando di NBA e Tour de France, anche se noi stessi quando si parla di NBA si parla di quanto é stronzo LeBRon, non di quanto si droga, mentre quando si parla di Tour…

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  14. A proposito di LeBron
    Love 22×5 (!)
    Schumpert 10×5 )!!!)
    Tristano 16×5 (!!)
    Rinnoveranno pure Delly e pare JR

    Lui aspetta
    Ovviamente rifirmerà al massimissimo.

    la corsa al 2/7 è iniziata 😀

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  15. “Non ho invece riscontri diretti di amici impegnati nella pallacanestro UISP dediti all’uso di sostanze per migliorare le prestazioni atletiche.”

    Ah, ecco, non hai riscontri. E allora stiamo tranquilli e continuiamo a seguire il basket sputando sul ciclismo…

    “Non sto parlando di NBA e Tour de France, anche se noi stessi quando si parla di NBA si parla di quanto é stronzo LeBRon, non di quanto si droga, mentre quando si parla di Tour…”

    Evidentemente lo stronzo non è Lebron ma chi parla di Lebron e di Tour…

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  16. Io continuo a seguire il basket e non il ciclismo. Il fatto che é stata dura assegnare una maglia gialla d’ufficio scorrendo a ritroso la classifica generale alla ricerca del meno drogato é stato motivo sufficiente per decidere di farmi impiegare diversamente il tempo libero,andando in bici,facendomi superare allegramente dal rag.Fantozzi di turno che si bomba per superare il rag.Filini
    A livello professionistico invece mi lascia basito la superficilità con la quale, appunto l’atleta si mette in circolo il sangue conservato insieme ai sofficini o alle lattine di cocacola.

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    1. @marco traversi: tu sei libero di seguire gli sport che vuoi. Se però vieni qua a dirmi che “chissà perchè quando si parla di ciclismo si parla di doping mentre di altri sport si parla della palla che rimbalza” come a far passare il concetto che nel ciclismo c’è più doping che negli altri sport non posso fare a meno di manifestare la mia delusione per leggere anche su Indiscreto banalità che trovo imbarazzanti già dette al Barsport.
      Senza offesa, ma non volendomi reinfilare in una stucchevole discussione trita e ritrita già fatta tante volte su queste paginese, se leggo una minchiata qualunquista da uomo della strada non mi resta che il sarcasmo dal palchetto di Waldorf&Statter.
      Se basket, tennis e calcio avessero strutturato nell’ultimo ventennio una crociata antidoping come quella fatta nel ciclismo (che come detto da Leonto si è rivelata a conti fatti un suicidio mediatico, viste le conclusioni a cui si è arrivati nel pensiero comune, come dimostra la tua sortita…) tu oggi seguiresti badminton, scacchi e uncinetto e non saresti in grado di citare tre podi di tre stagioni consecutive di qualsiasi degli sport che tu adesso dici di seguire con maggior piacere e fiducia rispetto al ciclismo.
      Fidati…

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  17. Il calcio ha struturato un’ampia battaglia antidoping! Soprattutto in Italia. Era solo la Juve di Agricola che si drogava, no?

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  18. Mi dispiace non poter rispondere – tra Wimbledon e Tour – articolatamente ad alcuni commenti.
    Se riesco,lo faccio stasera sul tardi…

    Simone Basso

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    1. @marco traversi: AAAAAHHHHHHHHHAHA AH AH AH AH AH AHAHAHAHAH!!!!!!!!……vabbè, apprezzo la battuta, tra l’altro da juventino è anche tuo diritto… 😛

      p.s.: a proposito di ironie sull’Albo d’Oro del Tour e battutine su Agricola, hanno poi tolto i titoli alla Juve?! “Eh, ma se i tifosi di calcio hanno più fosforo e ricordano più facilmente l’albo d’oro un motivo ci sarà!…” (cit.)

      @GoogleUser28: guarda, è inutile, lascia perdere….”se nel ciclismo ne beccano così tanti un motivo ci sarà!” (cit.)
      Questo ormai è il mantra e nè io nè te lo possiamo dissolvere. Io nel ciclismo organizzerei controlli fasulli solo per andare al Barsport e dire “visto?! Nel ciclismo non beccano più nessuno, si è ripulito!…”

      @All: ciclismo: corridori che devo dare la propria reperibilità in qualsiaso ora, giorno, mese dell’anno. Calcio: squadre che non si fanno trovare all’appuntamento concordato con la Wada.
      Ciclismo: controlli incrociati sangue/urine. Calcio: AIC che rifiuta il controllo incrociato perchè molti giocatori hanno paura dell’ago della siringa (tipo Cannavaro, presumo…).
      Ciclismo: corridore che durante il funerale del figlio riceve la visista dei tecnici antidoping che lo minacciano di qualifica se non interrompe subito la cerimonia per correre in bagno e sottoporsi all’esame. Calcio: giocatori che rifiutano l’antidoping con motivazioni risibili (“c’era troppa gente nello stanzino…”, cit.) e la partita dopo sono in campo.

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  19. Si discorso trito e ritrito. Meglio ridirlo una volta di più.
    Si bombano tutti in tutti gli sport professionistici.. Il ciclismo e in parte l atletica le due discipline che di più hanno cercato di fare una vera lotta al doping.
    Il baket nba, giusto per citare il mio preferito, imbarazzante sotto questo aspetto… Forse solo il tennis peggio.

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    1. @murillo: e il rugby

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      1. @Leonto:
        si è vero, probabilmente. Solo il rugby lo seguo davvero poco

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  20. Negli sport professionistici l’uso del doping è cosa ben più che diffusa. In tutti gli sport , passando dal calcio al basket sino ad arrivare al baseball ed al football americano. Tutti. Ad un certo punto si è scelto il capro espiatorio perchè, da buona nazione di merda quale siamo, l’impegno e l’allenamento dovevano per forza essere associati all’idea di “drogarsi” anzichè essere premiati e quale sport ne ha pagato le conseguenze più di tutti? Il ciclismo. Lo so che questo metro e discrimine è stato utilizzato non solo in Italia ma qui da noi si nota molto più che altrove questo fare mafiosetto specialmente dell’ambiente calcistico che additando il mondo del ciclismo si dichiara pulito quando si sa bene che al proprio interno il più sano ha la rogna.
    Andrebbe stigmatizzato il comportamento chi oltre che scegliere di seguire uno sport per motivi di passione lo fa per ergersi a persona o appassionato moralmente superiore rispetto a chi segue sport quali appunto il ciclismo..

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  21. Eh ma in Italia abbiamo avuto la Di Centa massimo rappresentante degli atleti…

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  22. @murillo: @Leonto: @Mauro Belisario: @CapBabac33: grazie per tutti gli ultimi commenti, mi sento meno solo…

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  23. @leo:hai presente le prime tappe del Tour?
    La Ronde,per agonismo e livello tecnico,un dì dietro l’altro.
    L’Amaury ha messo una cronosquadre al nono giorno di corsa.
    Prima ci saranno una piccola Freccia Vallone(l’Anversa-Huy)e una frazione con sette sezioni di pavè.
    Quante equipe arriveranno alla prova con tutti gli effettivi?
    Una follia.

    @Lorenzo Zanirato:ho idea che – nell’atletica – dovrà accadere la stessa cosa che è successa nel ciclismo.
    La fine di una generazione.
    Il resto è politica.
    Nel 2008,nessuno controllò i velocisti giamaicani prima di Luglio…

    @Leonto,Dane,Cap Babac33,murillo:a proposito di sangue.
    Beckenbauer – per esempio – faceva l’autoemotrasfusione negli anni Settanta nella clinica di un luminare.
    La pratica era talmente avanguardistica da non essere considerata dopante.
    Ciò che accadde con la diffusione dell’eritropoietina nei Novanta.
    E con il PRP oggi.

    @marco traversi:se non entro nei dettagli è colpa di Dustin Brown…
    Nell’Nba,al di là delle droghe ricreative(un’altra storia),i Novanta sono stati gli anni degli steroidi anabolizzanti.
    E anche in Europa,piano piano,abbiamo alzato l’asticella.

    Qualche pallino e basta.

    Ricordi Tom Gugliotta?
    Rischiò di morire,a Portland,sul bus dei Suns per un mix(folle)di farmaci.
    Più o meno come Serrano nella storiella su OP.

    In quel periodo,un sacco di problemi(gravi)a molti atleti.
    Quando si ammalò Mourning(fece il trapianto del rene e non fu l’unico..)Shaquille O’Neal sbottò:”Prendiamo troppa roba per recuperare,ho paura.”

    Sono morti – in pochi mesi – Mason,Kersey e Haley.
    Appena cinquantenni,giovani uomini e vecchi guerrieri di quella Sternville.
    Pensa alla stessa notizia e sostituisci quei nomi con quelli di fondisti o sfregaselle.
    I titoli e i toni cambierebbero e non di poco.

    C’è un articolo,notevole,di Alberto Marabini su un vecchio Giganti Del Basket.
    Scrisse cose iconoclaste,alcune non le condivisi,ma con un’onestà intellettuale rara.
    E’ uno dei pochi contributi sulla lotta al d****g nella pallacanestro.
    Prova a leggerlo.

    @Mauro Belisario:concordo,ahinoi.

    Simone Basso

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    1. @GoogleUser28: ciao Simone, grazie per la risposta, ma dustin non era una sorpresa dai! 😉

      Non riesco, visto che sono un semplice appassionato, a capire se è una follia, ma un tracciato simile lo scorso anno ha permesso non al più forte in salita, non al più forte a cronometro, ma al più forte ad andare in bicicletta di vincere. E lo stesso tracciato penso permetta a nibali di poter bissare e a contador di poter provare ad entrare nella leggenda. Poi vinceranno i logici favoriti quintana/froome, però in un percorso normale gli altri potevano fare direttamente i valletti.

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      1. @leo: Non era una sorpresa(l’avevo pure anticipato nella presentazione)ma l’incontro è finito alle 21.

        http://www.sportssociety.blogspot/2015/07/il-gran-tour-del-5-e-dei-big-4.html

        Se accade,cioè uno con ambizioni di classifica che si presenta alla cronosquadre con l’equipe ridotta,non dite che non era nell’oroscopo…
        Torno(..)a Church Road.

        Simone Basso

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  24. Errata Corrige.
    “..notevole,di Roberto Marabini..”

    Simone Basso

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  25. Grazie Simone per la risposta. Attenderemo.

    PS: Pensavo che almeno su Indiscreto non dovessimo piu’ leggere “Se li beccano tutti nel ciclismo un motivo ci sara’..”

    PPS: (S)Borriello e il cunnilingus.

    PPPS: Ho cambiato casa e sono senza internet fino a fine settimana prossima. niente Wimbledon per me :_(

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  26. “PS: Pensavo che almeno su Indiscreto non dovessimo piu’ leggere “Se li beccano tutti nel ciclismo un motivo ci sara’..””

    Eh…

    “PPS: (S)Borriello e il cunnilingus.”

    Blasi e la lozione per i capelli….io ad un certo punto mi aspettavo Beckham che dava la colpa allo smalto per unghie…

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  27. Simone e tour aficionados
    Bene Vincenzino o no?

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  28. @Leonto:oui.
    Pinot e Nibali i migliori.
    Discreti Froome,Van Garderen e Quintana.
    Contador così così.
    Fa un caldo pazzesco.
    Nelle due edizioni storiche nella canicola – 1976 e 2003 – successe di tutto.

    Simone Basso

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  29. Simone e amici del Tour
    Male oggi , il minuto e mezzo perso così stupidamente fa male
    Movistar e Astana in bambola

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  30. All: ma poteva fare di più o no?

    Da oggi fuochi d’artificio. Restiamo qua o andiamo sul muro dello sport?

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  31. Leo
    Io resterei qua , confidando che simone ci legga spesso
    Su ieri
    Mi sono collegato a 40 km dall’arrivo disidratato dall’insensata impresa alpinistica che avevo fatto , e nella mia non lucidità ho visto movistar e Astana incapaci di far un treno semi decente

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  32. @leo,Leonto:i fuochi d’artificio son cominciati ieri.
    Astana e Movistar nel panico.
    Nei ventagli è una questione di attimi,i Vino Boys – all’attacco di Sieberg – sono parsi impreparati e caotici.
    Nessuno ha aspettato Nibali dopo la foratura.
    Eccellenti,al solito,gli Etixx che però – sul traguardo – arrivano “corti”.
    Curioso che molti Bmc si siano salvati tranne la maglia gialla Dennis.
    Ottimi Rogers e Bennati per Contador,notevolissimo Thomas per Froome.
    Cancellara moolto intelligente.
    Era la tappa più piatta del Tour ed è stata una guerra…
    Alla cronosquadre conteremo i feriti.

    Simone Basso

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  33. Restiamo qua per i commenti al Tour allora deciso?

    L’Olanda in tutta la sua bellezza ieri (paese che scopro nella sua asprezza climatica da ormai 1 anno) e soprattutto il vento che qui in queste lande è SEMPRE un fattore.
    Non so come Nibali senta la gamba, quanto successo ieri è ovviamente zero responsabilità sua ma della squadra. Del resto già l’anno scorso l’Astana si era dimostrata completamente inadatta a gestire non solo la corsa ma semplicemente a difendere il suo corridore di punta, direi che siamo semplicemente da capo. L’anno scorso Nibali era improponibile per tutti e gli si avversari si autoeliminarono, ma quest’anno…

    Sabato avrei voluto andare ad Utrecht per la partenza ma leggendo delle stime di persone attese (8OOK + gli abitanti) ho lasciato stare…

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    1. @Poli: la gamba mi pare decisamente buona
      Per il resto leggo ora che i due olandesi che erano in squadra con lo squalo è che dovevano sapere tutto si sono addormentati
      Resterei sempre nei post di simone per il tour

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  34. Io voto Muro dello Sport, eccheccazzo, altrimenti rivendico il Muro del Ciclismo…..

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    1. appunto vedilo come un segnale di protesta 🙂
      Oltretutto c’è anche Wimbledon in mezzo

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      1. @Leonto: il segnale di protesta sarebbe invadere il Muro dello Sport per manifestare, tanto lì c’è spazio ora che di Lamentino Rossi improvvisamente non si parla più…..

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  35. Da quando c’è gente che vuole andare sul muro dello sport non si finisce più una tappa
    Mazza che bomba

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    1. @Leonto: appunto, portate sfiga!

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  36. Buongiorno Simone,
    come mai froome ai più non risulta credibile?
    Dico subito che su di lui sono prevenuto, però vedo che i vari nibali, quintana, perfino contador che comunque ha una squalifica sulle spalle, godono di massima fiducia.
    Froome viene insultato…

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  37. perchè è inguardabile.

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  38. Buon pomeriggio leo.
    Il Team Sky non sta simpatico alla parrocchia del cosiddetto ciclismo tradizionale.
    Errori di comunicazione,l’antipatia di certi portavoce e un’invidia altrui troppo umana.

    Froome,qualsiasi sia l’origine del suo talento,è un freak.
    Fa queste performance,con poche variazioni,da Febbraio a Settembre.
    Le sue VAM sono notevoli ma non comparabili a quelle dell’epoca d’oro di Robosport.
    I picchi magari,mai le medie.

    Chiamalo giornalismo selettivo,d’altronde il nazionalismo è il rifugio sicuro dei cialtroni.
    L’anno scorso Nibali fece numeri simili a Froomey:ai limiti,ma non oltre,di una fisiologia acclarata.
    Però sono ossessivi e isterici contro i neroblu.
    Mi auguro che non si trovi il cretino – sulla strada – che replichi quello che successe quarant’anni fa con Merckx.
    Attenti.
    Inizia a cambiare canale quando vedi zia Sandra,De Luca e Garzelli.
    Sono gli stessi che non si sono accorti cosa ci fosse di strano lassù a Superga.
    Il secondo arrivato.

    Ieri a France 2 simposio sul keniano bianco a La Pierre Saint Martin.
    Analisi comparata(..)della scalata di un fisiologo.
    Conclusione?
    425 watt.
    7,04 per chilo a fronte di una potenza massima di 500.
    L’uomo di scienza ha sentenziato così.
    Parametri fuori dallo standard.

    C’è un problema.
    Il dottor Sallet li calcola sui massimali erogati.
    Quindi non sa cosa sta dicendo.
    Oppure è partito dal preconcetto che l’atleta sia stato trattato chimicamente.
    Perchè i watt per chilo sono 5,98.
    In sintesi,la maglia gialla è andata forte,mica fortissimo.
    A sette di media(!)volavano gli eroi di Epolandia.
    Una sola certezza da questo ambaradan:non so se Froome si dopi o sia un fuoriclasse.
    Ma il professore universitario non conosce le basi.
    Un pirla in diretta tivù.
    Uno più,uno meno…

    Simone Basso

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    1. Grazie Simone,
      oggi ho letto il corriere e anche lì si riporta il dato del fisiologo. Dicendo che siamo su parametri da epolandia…
      Secondo te quindi non conosce la materia o mente per uno scopo?
      Di certo c’è che il ciclismo mondiale ha scelto il suo cattivo.

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  39. Simone, se posso permettermi, Froome, per me paga anche altre cose… un modo di andare in bici davvero brutto, una magrezza eccessiva , la completa mancanza di leggere la gara. Un freak come dici te.
    Poi concordo che è vergognoso il modo con il quale lo trattano i media (e di rimbalzo il pubblico).
    Nibali per cui tifo (per me arriva a parigi, 3°) corre per una squadra e per un GM che insomma …
    Contador, che adoro, qualche problema l’ha avuto.
    Froome zero, 1 controllo a sorpresa saltato ( con scusa puerile, è vero) altro non mi pare.
    p.s. Nella tappa sul pavè, viste in tv (magari saranno state di piu) delle azioni pericolosissime.. le definirei criminali se non fossi convinto che proporio non sapeva cosa stava facendo.
    ps2 anche armstrong ha il coraggio di parlare di doping???

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  40. Barra due.
    Stamane ho pure mandato due righe a uno del Corsera.
    I numeri sono solo numeri(le variabili sono molteplici),ma cannarli così non è possibile.
    425 diviso 71(il peso – presunto.. – dell’atleta più il mezzo)fa 5,98.
    La matematica non è un’opinione.
    Da un’altra fonte i dati sono(leggermente)superiori.
    VAM 1666 in un’ora.

    Froome,giù dalla bici,pare Bambi.
    Tranquillissimo,come don Vincenzo.
    Manco fosse arrogante e cattivo al pari di certi ras del passato.

    Simone Basso

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  41. @murillo:concordo.

    Cosa scriverebbero oggi di Coppi e Bikila?
    Cioè i due più incredibili freak apparsi nello sport.
    Se si analizzano certe performance del Fausto doc – 1947,1949,1952 – coi parametri odierni non riusciremmo a crederci.
    Al netto della preparazione(quantitativa),l’alimentazione,le strade,le bici,le gomme…
    Coppi aveva wattaggi fuori categoria.
    Un alieno.
    Bikila,a Tokyo nel 1964,fece 2 ore e 12 minuti.
    Sei settimane prima l’avevano operato di appendicite!

    Simone Basso

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    1. eh ma abebe bikila correva scalzo….

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  42. Ultimo post e poi basta.
    Ho conversato via posta elettronica con Bonarrigo.
    Il fisiologo fa riferimento alla potenza massima di soglia parametrata ai dieci minuti di caduta.
    Un test da laboratorio.
    Applicato su una salita di quaranta minuti:ovvero una stima senza dati empirici.
    Appunto,ha fatto 500 – il massimale – diviso 71.
    Vabbè…

    @Italo Muti:il fenomeno etiope quella volta calzava un paio di scarpe bianche.
    “It’s gotta be the shoes.”

    Simone Basso

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  43. Come ultimo post?
    Buon nibali oggi, lo hanno lasciato andare.. Però ha fatto un bel numero.
    Sono curioso di vedere se quintana ci prova davvero nelle tre tappe alpine . Per me froome non ha ancora vinto.
    Se nascono degli accordi tra lui, nibali e contador possono mettere in crisi gli uomini Sky.
    Contador non vincerà ma di sicuro qualcosa si inventa…

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