Centenario con Mourinho

In occasione dei 110 anni dell’Inter proponiamo alcuni capitoli di ‘Aspettando Moratti – Vent’anni di Inter e giornalismo’ il libro da noi scritto per Indiscreto e uscito lo scorso dicembre. Sono i capitoli che riguardano i giorni intorno al centenario, quelli in cui si decise il passaggio da Mancini a Mourinho: dieci anni fa che sembrano un secolo… 

130. Centenario con Mourinho (8 marzo 2008)

Nell’ambito delle celebrazioni per il suo centenario l’Inter ha battuto a San Siro 2-0 la Reggina, che dista a 42 punti in classifica, capirai. In queste cerimonie vince la nostalgia, sfilata di vecchie glorie, badilate di formazioni all time vergate nelle redazioni e per un giorno tutti a ricordare le grandi imprese dell’Inter euromondiale. Intanto in Spagna scrivono che se Mancini non elimina il Liverpool sulla panchina dell’Inter arriva José Mourinho. E non lo scrivono solo in Spagna. Il Mancio è a fine corsa, casini durissimi con Ibrahimovic, Adriano e Figo. Mancini ha puntato il dito anche contro lo staff medico e sui tempi di recupero dei giocatori. Moratti per calmarlo ha rinnovato il contratto al dottor Combi.

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131. Due mesi e mezzo (11 marzo 2008)

A un certo punto il Mancio fa: a proposito… volevo dire una cosa… Questi sono i miei ultimi due mesi e mezzo sulla panchina dell’Inter e di una squadra italiana perché a fine stagione me ne andrò. Ho ancora quattro anni di contratto ma ho deciso di andare. D’acchito penso che la fragilità dell’Inter derivi anche dalla fragilità del Mancio. Poi invece azzero tutto e penso sia la delusione per l’eliminazione di questa sera dall’Europa. E alla fine che sia solo una provocazione di Mancini: voglio vedere se il presidente tiene più a me o alla Champions. Sì, ho comunicato la mia decisione al presidente, ha chiarito, e avrei deciso così anche se avessimo passato il turno.

Il Mancio è in confusione, ecco l’unica cosa certa, se avesse passato il turno avrebbe brindato dando le dimissioni con due mesi e mezzo di anticipo? Non è credibile. Mi immagino che l’Inter ha eliminato il Liverpool e il Mancio incrocia il presidente: complimenti! Grazie… ma volevo dirle… guardi che a fine campionato vi mollo tutti, vado via….

Ma con il Mancio non sono ancora entrato in sufficiente contatto da capire meglio la faccenda, solo sensazioni. Lui non è simpatico a un mucchio di gente, calciatori compresi. Forse qualcuno non gli perdona l’itinerario per guadagnarsi una panchina, forse è il suo atteggiamento sempre un po’ irridente nei confronti di tanti, o forse lui non fa niente per rendersi meno antipatico. In sala stampa quando il Mancio toglie le tende e sparisce dietro la porta un mucchio di gente ha la faccia soddisfatta, c’è da scrivere ma soprattutto esce tutto il livore verso di lui: adesso l’Inter diventerà più simpatica, sento. È un’uscita studiata, mi dicono, ha pronto un ingaggio all’estero per la prossima stagione, ha già detto che non allenerà in Italia. Punto sullo sfogo e la provocazione del Mancio, quindi sull’improvvisazione, non si molla una squadra che sta devastando la serie A, è successo qualcosa in spogliatoio, sicuro. Ma non saprei da dove cominciare, forse riascoltando bene il Mancio qualcosa prima ha detto: Figo? Nessuna polemica, lo stavo facendo scaldare quando è stato espulso Burdisso e allora è cambiato tutto. Questa di Figo non era male, il collega che ha fatto la domanda forse ne sa qualcosa di più ma non lo conosco, è la prima volta che lo vedo in sala conferenze al Meazza. Mi giro, non c’è più.

Vado in zona mista, passa Cambiasso e mi fa: probabilmente a fine stagione lascia. Probabilmente. Magari è successo qualcosa quando a fine gara Mancini ha incontrato Moratti. Il pezzo l’ho già mandato da una vita, ero incaricato di scrivere la cronaca, ho chiamato in redazione per aggiornarlo dopo l’incredibile dichiarazione di Mancini: già fatto, mi dice Pagnoni, raccogli che domani c’è da scrivere.

San Siro ha fischiato Ibrahimovic quando Mancini lo ha sostituito. C’erano già stati dei segnali dopo la partita con la Reggina, però con l’Inter che sta stradominando il campionato neppure i più accaniti avversari erano riusciti a creare polemiche. Ma il presidente dov’è? Se sto qui in zona mista di sicuro non lo prendo, ormai è mezzanotte, potrebbe essere ovunque, mi dicono che su Sky hanno mandato le immagini dello scazzo fra Mancini e Figo, con Mihajlovic inviperito. Non ho neppure voglia di vederle, domani le avranno tutti e le manderanno a sfinimento, nel parcheggio c’è l’automobile, vado a casa, adesso la zona attorno a San Siro si è svuotata, tra mezz’ora sono a letto con il buco di Moratti sulla coscienza, di sicuro qualcuno l’ha preso e domani l’avrà in pagina. Dopo una sera così dormi male, ti senti inutile, non hai dato notizie al tuo giornale, tu o un altro sarebbe stato uguale.

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132. Solo uno sfogo (12 marzo 2008)

Ricostruire è un lavoro interessante. Chiami Sky, senti qualche collega, ascolti i commenti in redazione, leggi i pezzi degli altri, un occhio fisso sulle agenzie, metti insieme, gli dai un senso, in giornate come questa cambi il pezzo due o tre volte, aggiungi, limi, aggiorni, basta una notizia per trovare una nuova spiegazione al terremoto scoppiato ieri sera nell’intestino di San Siro. Dunque, più o meno le cose sarebbero andate così. Mancini finita la sfida con il Liverpool parla alle televisioni, è molto dispiaciuto, attacca le due direzioni di gara con l’Inter finita in dieci uomini a Liverpool e al ritorno, una difesa d’ufficio della squadra, arrivederci, grazie, nient’altro. Poi nel tratto che lo porta in sala stampa per la conferenza ai giornalisti della carta incontra il presidente. Moratti corrucciato e silenzioso, è il dirigente che ha al fianco che attacca Mancini per non aver impiegato Figo. Il Mancio va via senza salutare, entra in sala stampa e ha un’altra faccia: vado via. Enzo Palladini mi dice che un dirigente dell’Inter ha spifferato dell’altro: Mancini e Moratti prima ancora della partita con la Reggina si erano già spiegati, il Mancio aveva avvisato il presidente che a fine stagione se ne sarebbe andato ma la promessa era di non parlarne e non divulgare i particolari di quell’incontro, solo dopo e a titolo conquistato. Moratti gli avrebbe detto: fai quello che vuoi ma vincimi il terzo scudetto consecutivo, poi vai dove vuoi.

Adesso Moratti sta riscuotendo una stima incondizionata che non aveva ricevuto neppure dopo Siena, la stampa è tutta dalla sua parte e questo mi sembra un segnale chiaro di come venga seguita questa vicenda fra lui e Mancini. Ma non riesco a rintracciarlo, il presidente, quindi sento Bedi: Massimo è rimasto sorpreso come me, mi dice, io poi non ne sapevo assolutamente niente, finita la partita sono scesa assieme a mio nipote e abbiamo ricevuto questa notizia di Mancini, adesso non so cosa potrebbe succedere ma questa mi sembra una cosa molto seria. Ha salvato tutti la Rai che ha intercettato il presidente qualche minuto dopo l’incontro con Mancini di questo tardo pomeriggio. Non ci sono immagini, solo il parlato, non vedo la faccia del presidente e questo pregiudica molto la faccenda, il commento è letto come se fosse un dispaccio d’agenzia: abbiamo avuto una chiacchierata, le parole del presidente, Mancini mi ha ribadito che vuole rimanere all’Inter fino al termine del suo contratto e la prossima stagione vuole vincere la Champions, è chiaro che le sue dichiarazioni del dopo Liverpool non me le aspettavo, così come non se le aspettavano tutti quelli che gli sono vicini. Credo che fosse maturata in lui una certa delusione subito dopo la sconfitta di Anfield. Certe eliminazioni peggiorano la situazione ma il calcio mi ha abituato a non spaventarmi più di niente. Ci incontreremo nuovamente, chiariremo e ognuno prenderà le proprie decisioni, nei suoi confronti c’è fiducia, ora devo capire se lui ha ancora fiducia in sé stesso per rimanere.

Ho visto le immagini che ha mandato in onda Sky la sera di Inter-Liverpool sul casino con Figo. Inizia la ripresa e Mancini dice a Figo di scaldarsi, poi Burdisso prende il rosso e l’Inter prende il gol. A quel punto Mancini chiama Mihajlovic e lo manda da Figo per dirgli di prepararsi a entrare. Mihajlovic va da Figo ripreso da Sky, gli urla qualcosa, torna da Mancini e gli dice che Figo si rifiuta: ha detto che non entra quando ormai è tutto compromesso. Il labiale aiuta a capire cosa si sono detti. Mancini si alza, fa scaldare un po’ di gente a caso e si rimette in panchina. Cambio immagine, c’è Figo che va da Mancini, non si capisce cosa gli dice ma si capisce cosa gli dice Mancini: resta pure seduto, vai, vai pure al tuo posto. E Figo si risiede in panchina. Poi c’è il commento Rai: oggi Mancini ha chiesto a Moratti pieni poteri per restare, è pentito di quanto ha detto la sera di Inter-Liverpool, il suo è stato solo uno sfogo.

La pagina di oggi è un classico di come si ricostruiscono queste vicende, c’è il mio pezzo che apre con i retroscena e due corsivi ai lati, uno a favore e l’altro contro Mancini, a chi capita capita. Non è detto che chi scrive di essere contro il Mancio sia realmente contro il Mancio, ma scrive delle buone ragioni per esserlo. Un bimbo viziato che per ora rimane incompiuto, scrive Cristiano Gatti. Ed è un pezzo in punta di penna. No, io sto con lui, scrive Marco Lombardo, sarà anche antipatico ma prima di lui non aveva vinto nessuno. Cerco di ricordare qualcosa su quella partita con la Reggina che adesso sembra la madre di tutti i casini, niente, non mi viene in mente niente. Gira insistentemente il nome di Mourinho, Moratti ha detto che non si è spaventato ma qualche telefonata in giro credo l’abbia fatta, magari anche al tecnico del Chelsea.

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133. In arrivo Lampard e Drogba (13 marzo 2008)

Tornassi indietro non lo rifarei più, uno accumula tanti pensieri e poi, magari sbagliando, possono uscire cose che a pensarci bene non uscirebbero. All’Inter ci tengo e penso che la soluzione migliore sia restare qui. Le telecamere di Attenti a quei due lo inquadrano, ci sono i due grandi amici Vialli e Paolo Rossi che lo abbracciano, il Mancio sembra sereno ma si è tagliato le gambe da solo. Gli chiedono cosa ne pensi delle continue voci su Mourinho, risponde un po’ così, dice delle cose, era una partecipazione programmata negli studi Sky, non ha potuto sfilarsi ma mi dà l’idea che ne avrebbe fatto a meno, parla di Messi, che piace molto a Moratti ma confessa che anche Cristiano Ronaldo non è male. Moratti ha detto che Mancini ha sbagliato e Mancini ha risposto che si è pentito, ma sui giornali di oggi la notizia viaggia nelle aperture: arriva Mourinho e si porta Lampard e Drogba.

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134. Troppo tardi (15 marzo 2008)

Adesso il Mancio è lì, a un paio di metri, deve fare la canonica conferenza prepartita, c’è il Palermo, Appiano colma di giornalisti, mi sembra solo molto imbarazzato, si scusa una, due, tre volte. Sì, sì, ripete, con il presidente mi sono chiarito e con la squadra sono quattro giorni che ci stiamo chiarendo. Figo? Non chiederò nessuna multa, sono stato anch’io giocatore e so che in certi momenti non c’è lucidità sufficiente per capire cosa stia succedendo, l’allenatore ha in mente certe soluzioni per la squadra, il giocatore pensa alla sua situazione personale e magari ha una reazione sbagliata. Quindi se lo mando in tribuna non sarà per rancore. Mancio più alla mano, guarda in faccia chi gli fa la domanda, risponde, arrossisce, sta continuamente pensando che ha detto una cazzata, ma ormai l’ha detta.

Estratti del libro ‘Aspettando Moratti – Vent’anni di Inter e giornalismo‘, di Claudio De Carli (editore Indiscreto). In vendita in formato cartaceo (434 pagine, a 16 euro circa) presso Amazon, Hoepli e tutte le librerie che lo abbiano ordinato al nostro distributore Distribook. Disponibile anche in versione eBook, per Kindle e tutti gli altri eReader a 9,99 euro. Recensioni sono state pubblicate sul Sole 24 Ore, su Tuttosport, sul Corriere dello Sport e sul Giornale.

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