Pianigiani non si tocca, Proli nemmeno

Oscar Eleni mimetizzato da scarpa chiodata nella bottega fiorentina di Stefano Bermer in Borgo san Frediano. Incantato dalla storia scritta per Sportweek da Carlo Annese sul sessantenne attore inglese Daniel Day Lewis. Tre premi Oscar. Un gigante. Bello ritrovare uno che scriveva anche bene di basket nelle giornate fiorentine della Coppa Italia dove il motivo ricorrente per le favorite vergognosamente eliminate è quello del Barbarossa. “Passame er sale”. No, niente vino per chi ha disonorato maglie di cui se ne strafotte. Certo brave le avversarie che hanno smascherato questi soldatini di sventura, ma dopo aver fatto i complimenti alla bellissima Cremona del Meo Sacchetti, alla Torino peccatrice e rielaborata, ben diretta dall’esordiente Galbiati, dopo aver scoperto in Sodini l’allenatore dell’anno per il lavoro fatto su Cantù, dentro e fuori dal campo, lasciateci un attimo per trovare tutte le parole giuste che dovrebbero mandare al rogo Avellino, povero Pino Sacripanti diventato bersaglio, Venezia, ah Venezia, Milano, ohibò ragazzi Armani.

Questa rubrica anticipa ma non conclude il discorso sulla coppa che manda la classe operaia in paradiso. Lo faremo lunedì a giochi conclusi. Adesso occupiamoci dei peccatori e se non siamo stupiti dal rendimento di Avellino che già batteva in testa nelle ultime settimane, se non ci sentiamo sorpresi dal buco nell’acqua della Venezia impigliata nelle reti torinesi perché giocavano ben male da un po’ di tempo, vi dobbiamo dire che Milano ci ha sbalordito. Una squadra nata proprio per questo tipo di partite senza un domani, una società dove le sconfitte, fin troppe, portano quasi sempre ai licenziamenti, come si fa in azienda, con lo stile che ha fatto apparire le purghe staliniane momenti di riflessione a freddo, si è sbrodolata i calzoncini troppo lunghi e troppo larghi.

Tutti a disperarsi per Giorgio Armani che impassibile guarda i campioni ingaggiati dal trust di cervelli messo al servizio della gloriosa Olimpia 1936. Vero. Guai se si stanca lui. Avete visto cosa succede quando escono i grandi. Da Treviso a Pesaro, alla Bologna che, almeno in casa Virtus, ci ha messo un po’ per trovare l’uomo della provvidenza. A Milano bosco verticale sapete come è andata dopo i Gabetti. Da sentir freddo ancora oggi. Giusto preoccuparsi, non per i soldi che spende Armani, cosa volete che sia per il suo impero, un investimento che negli anni ha dato 2 scudetti, 2 coppe Italia dietro la spesa non certo comune di oltre 120 milioni di euro? La paura è che questa sua creatura che non ha quasi mai i colori che gli piacciono, non è fatta con il velluto che ama, diventi un peso per l’anima. Eh sì, è una squadra da giorno della marmotta. Da quando è stata presa in gestione da re Giorgio abbiamo letto sempre le stesse cose: inizio sgargiante, tutti in passerella. Col passare del tempo dichiarazioni di affetto per gli uomini scelti. Almeno fino a primavera. Anche dopo, Anche dopo qualche successo fisiologico.

Adesso siamo di nuovo davanti alla curva che più di tutte avrebbe ragione di cantare “Passame er sale” piuttosto che stonare un Mia bela Madunina come fa spesso. Come sempre l’inverno europeo ha portato un’aria cupa su una rosa troppo ampia se gestita con questo paternalismo, cercando di giustificare il tutto con infortuni che in confronto a quelli degli altri, degli avversari, sono raffreddori temporanei. Questa squadra che era sotto di 14 con Brindisi impegnata a salvarsi, che ne ha prese tante anche da avversarie di peso inferiore, in Italia e in Europa, questo gruppo di leoni malandrini che ha incassato la stangata con l’emoticon vergogna scritto in faccia, senza neppure la rabbia di Robert Shaw quando lo fregavano Newman e Redford, questa squadra da oltre 20 milioni di euro ha preso 105 punti dai ragazzi del Cantuki che non sanno neppure dove si nasconda il loro proprietario che vive in esilio.

Era destinata all’estinzione, se non fosse arrivato un cireneo (purtroppo poi pentitosi) in tempo non si sarebbe neppure iscritta, la sua presidentessa è squalificata. Sul campo di Firenze non poteva presentare per infortunio il capocannoniere Culpepper e il lungo Crosariol che nel suo placido trottare era pur sempre presenza importante sotto canestro. Quando Pianigiani doveva fare un cambio mandava dentro calibri da 90 come Bertans, Jerrells, Gudaitis, il Pascolo rimpicciolito e confuso, il Cincia capitano credente davvero, magari il bistrattato Abass, usato solo nel terzo quarto come a Brindisi nella rimonta, avendo lasciato in tribuna M’Baye, Tarzewski e Kalnietis, mentre Cantù doveva affidarsi a Maspero, Parrillo e persino Tassone. Insomma altro che Davide contro Golia. Questi dell’ Armani avevano la spada e pure la fionda, oltre ai sassi che, purtroppo si sono visti tirare indietro. Come spesso d’inverno, sovente a primavera, molte volte anche in estate la fine dell’avventura viene liquidata così da chi dirige la baracca: ”Pianigiani non si tocca”. Lo aveva detto pure per Bucchi, Scariolo, forse per Banchi prima che i serbiss della casa intervenissero nel nome del massimo egoismo, sicuramente per Repesa dopo la giusta denuncia pubblica alla fine di una partita vinta a Torino subendo anche troppo. “Dobbiamo vergognarci (ndr: s’el custa?), io per primo. Armani e tifosi scusateci”. Il minimo, anche se è inquietante leggere ancora sull’allenatore: ”Ho visto come ha preparato la partita e non è stato fatto nulla di quello che ha detto (ndr: ohibo!). Inaccettabile che giocatori con esperienza e stipendi come i nostri non producano la minima reazione. Squadra senz’anima che ha tradito società e tifosi”.

Tutto quasi vero, ma perché una squadra non rispetta gli ordini della panchina? Siamo sempre alla storia del pesce che puzza dalla testa mentre il coro canta Passame er sale. Prodigioso per le ferite, ammesso che qualcuno ammetta di essere stato almeno ferito da Robin Hood Sodini.

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Pianigiani non si tocca, Proli nemmeno, 9.8 out of 10 based on 6 ratings

21 commenti

  1. t

    Davvero impensabile il fallimento dell’emporio eh, chi l’avrebbe mai detto? (…)
    Vediamo se il buon Eleni aggiorna i pronostici scudetto.
    Colpa dei giocatori che non hanno eseguito il piano partita, già..

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  2. U

    Ale’
    Ale’
    Ale’ Cantu’

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  3. t

    La squadra non è altro che lo specchio della società: senz’anima appunto

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  4. Ora, io capisco che forse Armani non ha la giusta competenza di basket e quindi fatichi a fare luce, però visto che ha deciso di abbinare il suo nome ad una storica eccellenza sportiva cittadina ma anche nazionale per motivi di puro marketing, mi chiedo come possa il più noto marchio di moda al mondo sopportare di inciampare in Italia e collezionare figure di merda in Europa.
    Io non sono più competente di lui ma non è possibile che ogni anno sia sempre colpa dell’allenatore che sbaglia (passi per Pianigiani che è contemporaneamente il Marcello Lippi, l’Arrigo Sacchi, il Roberto Mancini, il Massimiliano Allegri del basket, ma su quella panchina da anni passan tutti per fessi, da Scariolo a Repesa, il prossimo da bruciare sarà Messina?!) o dei giocatori che non seguono il coach (adesso, eh?!…).
    Noto due paralleli col Milan di Berlusconi, uno identico ed uno inverso. Il primo è quello del Milan gallianizzato, in cui cambiavano allenatori e giocatori ma mai il responsabile accentratore che aveva fatto fuori tutto gli altri dirigenti. Il secondo col primo Milan, quello in cui Berlusconi volle il meglio sul mercato nazionale e quando non fu sufficiente volle il meglio sul mercato internazionale:
    “Galderisi non basta, qual è il miglior centravanti al mondo?!…”
    “Ce ne sono tre: Careca, Rush, Van Basten. Il primo si sta accordando col Napoli, il secondo va verso i 30, il terzo è un po’ giovane…”
    “Perfetto, prendiamo il terzo così ci dura di più…”
    Avessero fallito anche sto giro, pure qualche dirigente sarebbe saltato, invece (con un po’ di culo…) cominciarono a vincere e il responsabile del mercato resto lì finché portò Weah (prima che Galliani cominciasse a fagocitare tutto l’organigramma…).
    Re Giorgio quanto ci mette a convocare un briefing direttivo e tirar fuori una di quelle urla che tante volte gli ho sentito esibire nel backstage delle sfilate?!…

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  5. R

    La SOCIETA’ Olimpia, bilanci alla mano, è gestita in modo eccellente e Proli, magari sarà anche il responsabile del prossimo temporale in città, ma è un eccellente manager. Nessuno proprietario, dinnanzi ai risultati economici che ha portato, si sognerebbe mai di metterlo in discussione. Questo è l’assioma da cui si deve affrontare l’aspetto sportivo.

    Purtroppo per l’Olimpia però, a distanza di anni, ancora non ha capito che il basket è uno sport logico per gente intelligente (cit.) ma, soprattutto, che a Milano non sentiamo molta deferenza con chi viene in città a indottrinarci pensando che qui si giochi solo al Pavoniano o alla Forza e Coraggio la domenica mattina. O peggio portando in palmo di mano gente che ogni volta che vede una vettura dei Carabinieri sotto casa trattiene il respiro.

    Proli però è stato coerente, bisogna ammetterlo. E’ andato avanti contro tutti e tutto, altezzoso e ignorante (nel senso di chi non conosce) nel perseguire le proprie convinzioni.

    Pianigiani ne è stata la conferma definitiva. La scelta caparbia e immotivata di chi al pacchetto porta il pallone e decide chi gioca. Sicuro che Papà Giorgio mai lo avrebbe rimproverato o disapprovato.

    Mi rifiuto di pensare che Portaluppi (l’unico in società al quale non è necessario spiegare cosa sia l’OLIMPIA MILANO) possa aver avvallato la decisione. Ma Portaluppi paga ancora quell’anno storto in cui a capo c’era lui da solo e poi è stato retrocesso ma tenuto in società.
    Se il tuo numero 2, quello che dovrebbe spiegarti gli aspetti che non conosci, è sotto ricatto di riconoscenza, puoi essere certo di due cose: ti darà sempre ragione e non ti dirà mai quello che pensa veramente.

    Frates, almeno, ha avuto le palle di dire quello che pensava e si è fatto cacciare.

    L’uscita con la Gazza, quella dove comperate paginate di pubblicità, è la dimostrazione del vuoto manageriale che c’è in Olimpia dal lato sportivo. Dire “Pianigiani non si tocca” è una frase da bar sport di provincia.

    Chi va a vedere basket a Milano, i clienti, sono anche quelli che non passano 40 minuti a chattare, aspettando magliette o in estasi per un gioco di luci “copiato” dai bimbiminkia oltreoceano. Invece di vedere le partite dal tunnel, Proli dovrebbe sedere vicino a Gamba, Faina o Cappellari e farsi spiegare cosa sia il basket e poi cosa sia Milano e l’Olimpia. E dopo agire di conseguenza, da manager con un obiettivo chiaro e un piano triennale per raggiungerlo.

    Con la morte nel cuore per la persona, oggi avrebbe dovuto segare Portaluppi, sputtanare professionalmente Pianigiani e obbligarlo a prendersi tutte le sue responsabilità (che sono molte più delle tue e di Portaluppi sommate) e fare uno shampoo a metà di quei mangiahamburger che erano sul treno per Firenze ieri. Basterebbe chiamare Eleni per farsi spiegare cosa avrebbe fatto Rubini in una situazione del genere. Oddio, magari non sa chi fosse Rubini?

    Invece cosa fa Proli? Chiami la fida Gazza rilasciando la velina di rito.

    Corsi e ricorsi storici: a luglio dello scorso anno hai chiamato Zappelloni e il Corriere (http://www.corriere.it/sport/17_luglio_12/ho-sofferto-colpe-sono-mie-833f0bc8-666a-11e7-99cd-8ba21567bad4.shtml) aveva fatto la stessa cosa, spiegando come rimediare e con chi.

    Otto mesi dopo siamo nella stessa identica situazione e Proli, ancora un volta, si assume le colpe sapendo che i giornali di oggi serviranno a incartare il pesce da buttare domani. Troppo facile così. In azienda si sbaglia una volta sola in una posizione come la sua poi si viene cacciati o, se si è professionisti con un minimo di etica professionale, si rassegnano le dimissioni.

    Magari Armani le avrebbe respinte (anche quelle sono logiche aziendali) ma almeno avrebbe dato un segnale vero e ne avrebbe guadagnato la sua credibilità professionale.

    Personalmente, da semplice ex ancora oggi affezionato cliente dell’All Basket dello scantinato del signor Basilio, mi limito a dire: basta Proli e Portaluppi!

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  6. t

    Perfetto: i risultati economici sono buoni, di quelli sportivi non frega a nessuno ai piani alti.

    Penso a una roba del tipo: “…la collezione autunno-inverno Olimpia Milano non sta andando benissimo..” “vabbè dai, magari con la collezione primavera-estate faremo meglio”

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  7. L’Olimpia ha una rosa ottima per costruirci qualcosa, essendo piena di giocatori europei (i tre lituani, Bertans, Micov, M’Baye) o europeizzati come Theodore, insomma gente che non ha alcuna chance di NBA garantita e nemmeno offerte da alta Eurolega. Un allenatore decente e un dirigente che tenesse insieme lo stesso gruppo per due anni, non si dice venti, basterebbero per dominare in Italia dove tutti giocano a fare la parte dei poveretti (Venezia ed Avellino senz’altro non lo sono e anche loro parte del budget l’hanno speso alla cazzo) e dove la bassissima qualità media dei giocatori disponibili, per motivi in minima parte dipendenti dall’Italia (7 squadre NBA più che negli anni Ottanta, una lega di sviluppo seria, tanti paesi nel mondo in grado di intercettare i talenti mentre una volta erano due), rende tutto più equilibrato. Non è che se paghi mille un giocatore che a Cantù chiederebbe novanta il giocatore si trasformi, anzi… Un principio che non è del tutto chiaro a Proli, che da 10 anni ripete sempre gli stessi errori (più quelli hors categorie, tipo ritenere Minucci un grande), buttando via il buono che in ogni stagione c’è stato. Non puoi dire cose come ‘Melli sarà sempre uno dei nostri’ se non hai fatto di tutto per tenerlo.

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  8. SCUsate ragazzi, ma dei risultati economici fotte sega ad Armani, non è uno di quei pezzenti che prendono le squadre di calcio per guadagnare con plusvalenze, mercato di bidoni e la bagnina di denaro sporco, altrimenti avrebbe preso una squadra di calcio, appunto.
    Ha preso l’Olimpia come veicolo cool e per un numero 1 mondiale collezionare figure di merda in Italia e in Europa non è cool, manco per niente!
    Quindi che Proli non possa essere in discussione perché i conti sono a posto non ha senso, credo piuttosto che Armani non riesca a capire dove stia il problema.
    Insomma, siamo alla circonvenzione d’incapace…

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  9. t

    Non penso, GA è presente a tutte le partite (c’era anche ieri).
    Si vede che gli va bene così

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  10. Beh, non è che uno sta a casa finché le cose non sono perfette, son mica tutti come Berlusconi…

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  11. R

    @Dane
    1) Credo anch’io che ci siano alcune minime differenza tra Armani e uno Zamparini qualsiasi.
    2) Siccome l’Olimpia è controllata dalla holding e Proli deve rispondere del rispettivo centro di costo, dubito che i risultati finanziari siano marginali visto che sono voce a bilancio. Al massimo potremmo cominciare il discorso proprio da qui perché ogni azione ha conseguenze…
    3) Proli, dopo 10 anni, ha dimostrato di non capire ancora nulla di basket, di muoversi come un elefante in un negozio Rosenthal e di circondarsi solo di persone “condizionabili”, in primis Portaluppi.
    4) La squadra è assemblata pensando a Pianigiani e alla sua mentalità cestista? Benissimo, allora significa che hai avvallato le sue richieste in tema di arrivi e, soprattutto, partenze e gestioni. Non basta dire “chiedo scusa”. Devi dare delle spiegazioni e metterti in discussione, magari andando in via Borgonovo 10 a prenderti un cazziatone memorabile che ti fa rimpiangere di non aver accettato quell’offerta della famiglia Bertelli.
    5) Prendi un “chief of basketball operations” – in inglese fa più scena – e gli metti in mano tutto quello che si fa in società con ai piedi un paio di Nike Mid. E tu non dici una sola parola, nemmeno un’intervista ai tuoi rosei asserviti di fiducia.
    6) Lasci al tuo GM la scelta del coach e la valutazione sul roster che hai, le conferme, i tagli e gli acquisti. E sul modo in cui intende giocare e impiegarli, visto che li paghi tu (con i soldi di Armani). Perché alle figurine, soprattutto quelle usate che arrivano da Siena, ci si gioca a 10 anni.
    7) Ammetti di non saper capire, nel bene e nel male, le persone e di decidere solo in base al tuo ego smisurato al di fuori delle tue competenze. Qualche esempio? Scariolo, Frates, Banchi, Repesa, Minucci, Danesi, Hackett, Trinchieri, Melli, Gentile padre, Gentile figlio, Djordjevich, Dragic, Fontecchio, Datome, vado a memoria…
    8) Capisci finalmente che il basket è uno sport logico per gente intelligente e, quindi, al di fuori della capacità intellettuale fi uno che al massimo ha letto un Bignami sulla materia.
    9) Hanno anche dovuto spiegarti chi fosse Kenney. Trovamene uno solo tra tutti quelli che sono passati da Milano in tutta la gestione Armani a te affidata che, tra 30 anni, si possa solo paragonare al grande Art e quello che ha detto su Milano.
    10) Bogoncelli ha convinto D’Antoni a giocare a Milano con tre giacche su misura fatte dal suo sarto personale. Tu, al massimo, puoi scegliere gente che porti via con un paio di jeans o di occhiali (rigorosamente fatti su licenza) dopo averli richiesti in azienda!

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  12. RavEn, ma hai presente quanto sposti l’Olimpia nei conti della Holding?! Al massimo ad Armani può andar bene che sia in attivo invece che in rosso, toh, ma ripeto: non ha preso l’Olimpia per fare soldi.
    Quindi che sia soddisfatto così delle figure di merda perché tanto non ha dei bilanci tipo Milan di Galliani non ci credo nemmeno se me lo dice lui.
    Quindi mi meraviglio che non abbia relegato sto Proli a fare il ragioniere informandosi su quale altro dirigente “tecnico” possa risolvere la questione, non mi resta che pensare che sia così poco competente da non comprendere dove stia lo scempio ed attribuisca il filotto di figure di merda alla sfortuna.
    E mi viene comunque difficile crederlo per come conosco io il signor Giorgio Armani, di cui tra l’altro mi sembra strano che (a proposito di conti) non gli sia venuto in mente di confrontare il budget investito con quello della concorrenza più stretta…

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  13. P

    Il bilancio Dell olimpia è all interno della voce “media” e al di là dei risultati sportivi OVVIAMENTE fallimentari il resto non solo non è così male ma è altamente positivo. Se si spera che all interno del gruppo si faccia prima o poi una valutazione negativa di queste spese (non investimenti) ci si sbaglia di grosso perché una identica visibilità del marchio costerebbe con altre forme almeno il doppio.. Fidatevi che è così… Quanto agli equilibri interni al gruppo riguardo al basket non si pensi che ci sia unanimità di visione e di intenti, ci sono i contrari a priori, quelli favorevoli e quelli che sgomitano per avere una ribalta che fa gola a tutti ma che il capo non è molto disposto a mollare, nemmeno a LP.
    Riguardo la società assente e il manico molle ok, avete ragione da vendere ma poi vedo Cantù col presidente al confino, la massaia sovietica al comando, gli sputtanamenti via web, I soldi che mancano, oppure guardo la gestione delirante di Torino e mi chiedo se il ruolo della “società” non sia un po troppo mitizzato, mica lo ha deciso LP di giocare small ball con a disposizione i due centri sorpresa Dell intera euroleague…

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  14. R

    Ecco, io avrei proprio qualche dubbio su quello che ha voluto giocare piccolo contro Cantù!

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  15. Aridaje col bilancio positivo…..niente, non riesco a farmi capire, eh ma la visibilità che in altre forme costerebbe di più…GIORGIO ARMANI!!!
    Avete scambiato Armani per un Campedelli o un Cairo, mi arrendo…

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  16. R

    Ok parliamo di basket e lasciamo perdere LP, GA e i bilanci della holding, la fondazione, le strategie di comunicazione e anche quello che farà la nipote in via Bergognone. 🙂

    Theodore è una combo battezzabile da fuori. Non ha capacità di playmaking, non sa leggere le difese e fa fatica a mettere in ritmo i tiratori o innescare il lungo dopo il P&R. Va dentro bene, quasi sempre solo a destra grazie alla velocità del primo passo ma non ha l’altezza e la forza per uno scarico dinamico ma solo come ripiego alla chiusura della difesa.
    In difesa non ha tecnica e capacità di reggere il confronto sul perimetro: supplisce alla mancanza di tecnica difensiva con la grinta ma contribuisce drammaticamente alla carenza di difesa perimetrale della squadra, esponendola alle rotazioni difensive e contribuendo a caricare di falli il centro. Sui cambi non tiene il primo passo spalle a canestro del lungo che gli si oppone.

    Goudlock guardia tiratrice dal palleggio. Tiratore mortifero in giornata, ferma sempre il pallone ed è sempre il primo colpevole della rottura dei giochi. Intoccabile nel credo cestistico di Piangina, è un pessimo difensore e, in coppia con Theodore nello stesso quintetto una tassa da cui molto spesso partono i parziali.

    Micov Intelligenza cestistica slava, indolenza difensiva slava. Farlo giocare da 3 significa esporlo a gente molto più veloce e reattiva di lui. Giocando 4 trova gente più grossa. Però ha tiro e grandi fondamentali. Risente della composizione dei quintetti dove è inserito.

    Pascolo Un mistero quest’anno. Conseguenze dell’infortunio? Probabile, ma un 4 senza tiro da fuori, almeno in Eurolega, è un lusso che non ci si può permettere. Discorso diverso in campionato. Pianigiani non lo vede, probabilmente perché potrebbe spiegargli basket. Sulla linea di fondo e nei tagli dal lato debole è micidiale, basta saperlo. In difesa invece non va sotto e si sbatte. Forse l’unico, con Cerella, che ha capito come si dovrebbe giocare a Milano.

    Bertans Il tiratore migliore che hai in situazione dinamica e un più che buon difensore (l’unico che riusciva persino a tenere il primo passo di Shved prima che Piangina lo panchinasse duro). Per me è da quintetto o arma tattica per spaccare le partite, per Piangina un cambio nelle rotazioni lunghe da mettere nel secondo quarto. Di sicuro non è un 3, se non in emergenza.

    M’Baye Studia ragazzo, studia che devi mangiarne di michette! La palla rubata alla fine della partita con la Stella Rossa metre si aspetta il 10 spiega tutta la sua intelligenza cestistica.

    Abass Quello che ti darebbe fisico e tiro in spot 3. E che sa difendere anche su gente più grossa o veloce. Basta crederci e farlo crescere. Il campionato sarebbe ideale per farlo.

    Cusin Boscaiolo da campionato (detto in senso positivo). In Eurolega superfluo con i due centri. Buon cambio in campionato, diligente e intimidatori. Movimenti ridotti in attacco e rimini sui blocchi sull’arco da migliorare. Ma quello lo si fa insieme alle guardie perché è un lavoro da fare in due (in allenamento con gli assistenti).

    Cincia Un buon cambio e tante palle… perse. Però si sbatte e suona la carica, altrimenti con quello seduto sempre in panca con la mano sulla bocca sarebbe uno spettacolo. Le guardie di Eurolega sono troppo per lui; giocatore da campionato di buon livello. Mi riesce difficile pensare che sia peggio di Poeta, Filloy, Ruzzier o De Nicolao.

    Goudatis e Tarcisio Hai pescato due jolly: tieniteli stretti prima che si scazzino perché non vedono un pallone dentro nemmeno pregando in ginocchio. Fuori il nome di chi li ha presi: se è stato Portaluppi, ecco il lavoro da fargli fare. Pensa che voleva anche Trinchieri!

    Kuzminskas. Presto per giudicarlo. Giocatore potenzialmente fantastico in Europa. Hai un 3 grosso e un 4 dinamico: quello che manca è il coach della Lituania.

    Jerrells Incapace di giocare poco? Vuole palla in mano sempre? Mistero totale. Forse quello che meno si adatta al metodo PIangina a Milano. Lo hai preso al posto di chi? Kalnietis?

    Kalnietis Rovinato dal dover giocare con un coach che non concepisce il fosforo. Rende se corre e con due rimbalzasti com quelli che hai è dura non correre. Curioso che sia l’unico capace di dare un pallone dentro, ma ha il grande difetto di palleggiare alto. Peccato che lo faccia perché è 2 metri e nasconda la palla. Gli hai cancellato la fiducia completamente: non era facile riuscirci.

    Young Chiamate la Sciarelli, presto.

    Menzione speciale per Fontecchio, Simon e Dragic. Un mistero darli via, specialmente lo sloveno. Ma io sono di parte perché considero il basket uno sport che deve essere giocato da gente intelligente. Tutti pretoriani di Repesa? E Mcvan? E Mclean? Li hanno già tagliati tutti dove sono andati?

    Assistenti La dizione “mangia pane a tradimento” li identifica al meglio. A meno che non siano lì per fare il coro a uno che decide sempre da solo perché è gellato dal Signore.

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  17. R

    “Abbiamo commesso un grave errore costruendo questa squadra, che è cambiata rispetto all’anno scorso molto più di quanto originariamente avremmo voluto: guardare più al talento offensivo dei giocatori che alla loro compatibilità, e attitudine difensiva. La squadra è risultata fin dall’inizio estremamente carente proprio nei due aspetti del gioco imprescindibili per giocare di squadra e competere al massimo livello: il passaggio e la qualità difensiva”.

    Dichiarazione di Sergio Scariolo dopo la risoluzione consensuale del contratto con l’Olimpia. Maggio 2013

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  18. t

    @Paolo, però non è che il nostro target debba essere Cantù o Torino… altrimenti vale tutto

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  19. P

    Non intendevo di fare la corsa su Cantù e Torino ma solo evidenziare che se in campo ci vanno giocatori messi bene da chi sa metterli bene la presenza di una società solida è comunque relativa o comunque non è dalla assenza di certe figure che derivano certe figure di m…. Per inciso mi sono veramente rotto di certe figuracce, (quest’anno ho seguito la squadra a Tel Aviv e Barcellona oltre che in un po di trasferte nazionali e venerdì ho girato la macchina a Piacenza sentite le news x radio con hotel e biglietti già pagati fino a domenica)… Qui non va confusa l assenza dell’uomo di basket, x me ripeto relativa, da una certa tendenza che però era tipica degli anni scorsi di scavalcare la Società per andare direttamente a piangere da Re Giorgio o alla sua corte più ristretta.. Perché per motivi diversi ma Hackett, Gentile, Melli ce li siano giocati proprio così…

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  20. P

    Non intendevo di fare la corsa su Cantù e Torino ma solo evidenziare che se in campo ci vanno giocatori messi bene da chi sa metterli bene la presenza di una società solida è comunque relativa o comunque non è dalla assenza di certe figure che derivano certe figure di m…. Per inciso mi sono veramente rotto di certe figuracce, (quest’anno ho seguito la squadra a Tel Aviv e Barcellona oltre che in un po di trasferte nazionali e venerdì ho girato la macchina a Piacenza sentite le news x radio con hotel e biglietti già pagati fino a domenica)… Qui non va confusa l assenza dell’uomo di basket, x me ripeto relativa, da una certa tendenza che però era tipica degli anni scorsi di scavalcare la Società per andare direttamente a piangere da Re Giorgio o alla sua corte più ristretta.. Perché per motivi diversi ma Hackett, Gentile, Melli ce li siano giocati proprio così…

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  21. R

    Annunciata panolada a Olimpia – Efes domani.

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