L’ora più buia, Churchill fra guerra e pace

È molto raro che un film storico possa piacere ai cultori del dubbio, sia nella sua versione a tesi sia in quella cosiddetta condivisa, che porta diritti alla fiction con Beppe Fiorello. L’ora più buia (Darkest hour) è una lodevolissima eccezione, perché mette in scena uno Winston Churchill sospeso fra patriottismo vero e retorica patriottarda (la scena della metropolitana è di un populismo che imbarazzerebbe Salvini e Di Battista), fra intelligenza e fortuna, fra senso di responsabilità e cinismo assoluto, fra orgoglio e pregiudizio.

Siamo nel maggio 1940, sono i giorni che precedono Dunkerque e tutto ciò che Dunkerque ha significato per l’Inghilterra e la storia del mondo: il primo ministro Neville Chamberlain, l’uomo che con la sua ingenuità a Monaco aveva dato a Hitler la certezza di poter conquistare l’Europa in scioltezza, è costretto a dimettersi e i conservatori devono giocarsi la carta Churchill. Poco amato dai vertici del partito e meno ancora dal re Giorgio VI (il padre della regina Elisabetta), ma con buone sponde fra liberali (di cui per vent’anni aveva fatto parte) e laburisti: insomma, l’uomo giusto per quello che oggi chiameremmo governo di unità nazionale o governissimo. Joe Wright mette in scena un Churchill (Gary Oldman) pieno di sfaccettature e la sua segretaria, la Lily James già da noi piccolo borghesi che sognavamo l’Inghilterra (semicit. Cremonini) ammirata in Downton Abbey, come rappresentante del popolo: affascinata dalle intuizioni di Churchill ma in parte sconvolta dal suo cinismo, ha nel film il compito di non far perdere al primo ministro il polso del paese. La capacità di sintonizzarsi sul sentimento popolare, cosa tutt’altro che scontata considerando la struttura della società inglese del 1940 (Churchill non aveva mai preso un mezzo pubblico, ma almeno se ne rendeva conto), fu alla base della straordinaria resistenza inglese al nazismo nonostante in alcuni settori politici e nobiliari Hitler fosse abbastanza amato ed il vero nemico in definitiva fosse ritenuto il bolscevismo.

La chiave del film, quella che secondo noi lo eleva dal rango di opera media e ben fatta, è la contrapposizione ideologica fra Churchill e il Lord Halifax, ministro degli esteri nel governo di Chamberlain e suo (di Chamberlain) aspirante successore. Churchill rifiuta qualsiasi ipotesi di tregua con la Germania, mentre Halifax lavora per una pseudo-pace che consenta di salvare almeno i soldati intrappolati a Dunkerque. Tanti particolari storici sono piegati alle esigenze cinematografiche (Churchill metteva Mussolini su un piano diverso rispetto a Hitler e in realtà provò fino all’ultimo ad evitare l’entrata in guerra dell’Italia, per non parlare del dopo: sui loro carteggi sono stati scritti libri), ma la forza della domanda rimane: la Germania nazista si poteva combattere meglio di come fece Churchill? Cioè, in estrema sintesi, mandando giù il boccone amaro di una pace obbligata per poi aspettare, organizzarsi meglio e combattere dopo avere coinvolto gli americani? Materia pregiata per gli appassionati di storia controfattuale, ma purtroppo quesito valido se la validità di una scelta si misura in vite umane sacrificate. Una guerra, pur atroce, della durata di due anni sarebbe stata diversa da una guerra di cinque: adesso è bar della storia, all’epoca un’opzione sul tavolo che non dispiaceva al re, poi folgorato da Churchill e desideroso di far dimenticare le simpatie naziste del fratello. Amaro in ogni caso è constatare che la mitica gente, quella che di fatto aveva permesso a Churchill di scavalcare il suo stesso partito, alle elezioni del 1945 voltò le spalle ad uno dei più grandi leader della storia del mondo libero.

Film inglese e orgoglioso di esserlo, c’è anche Kristin Scott Thomas nella parte della moglie di Churchill. Film anche sull’oggi, con riferimenti chiari: sull’attualità del concetto di nazione, sulla capacità delle democrazie di reagire agli assalti, non solo militari, degli stati totalitari, sulla pace che a volte si può scegliere ma a volte no e che, punto fondamentale, a volte è un qualcosa di apparentabile alla vigliaccheria. Senza alcuna certezza che il nemico poi non ti faccia la guerra in un secondo tempo, oltretutto. Un equilibrio fra un’Europa centrale tedesca o tedeschizzata, con Italia e Spagna alleate, più il Regno Unito e l’URSS, quanto sarebbe potuto durare? Forse anche molto, per non dire moltissimo, con tanti saluti ad ebrei e zingari. La tentazione di farsi gli affari propri è trasversale a ogni orientamento politico, per questo la sanguinosa scelta di Churchill, poi rinforzata dalla strepitosa e commovente operazione Dynamo, fu in ogni caso una scelta coraggiosa.

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L'ora più buia, Churchill fra guerra e pace, 9.9 out of 10 based on 7 ratings

41 commenti

  1. Di fronte a quello che sta avenendo oggi in Europa, e nel Mondo in generale, e in chiara assenza di un Churchill, in quale direzione andremo?

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  2. M

    Sono quesiti ai quali è difficile rispondere . Però ci tengo a dire che l’estrazione sociale di Churcill (veniva da una delle famiglie più ricche d’Inghilterra) e la sua ascesa repentina non ne facevano di sicuro un soggetto “vicino” al popolo inglese. Il suo ritorno sulla scena poi non era molto prevedibile dopo la disfatta di Gallipoli in cui imprudentemente e stupidamente M andó al massacro decine di migliaia di soldati inglesi in una disfatta che per molto meno portó qualche altro politico ad appendersi ad una trave.
    Non so, ho sempre visto in lui un figlio del nazionalismo spinto di quei tragici decenni, uno troppo veloce nel prendere decisioni che comportassero spese enormi in termini di vite umane . Anche il suo approccio nei confronti della Germania (impegnata già in dispendiosissime battaglie su altri fronti) per quanto vincente non sapremo mai se sia stato o meno il migliore che si potesse tenere ; soprattutto alla luce dei successivi interventi delle altre grandi nazioni contro Hitler…

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  3. Di sicuro Churchill non era uno del popolo e nemmeno della piccola borghesia, come del resto nessun primo ministro inglese fino a Heath, quindi si parla già degli anni Settanta. In termini calcistici il risultato ha legittimato le sue scelte del 1940, ma se a Dunkerque non fosse andata di lusso (in rapporto alle premesse) per l’Inghilterra sarebbe stato un disastro paragonabile a mille Dardanelli. Comunque parte della storia non ancora ben scritta nonostante il milione di libri scritti, dai giorni di cui parla il film almeno fino all’anno dopo, al volo di Hess.

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  4. s

    il mistero di Dunkerque è perchè i tedeschi si fermano, salvo poi riprendere quando era troppo tardi. quello è il what if più conosciuto. Quello proposto dal post mi è nuovo.

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  5. In realtà è abbastanza storicizzato:

    1) sottovalutarono la possibilità di evacuazione degli inglesi
    2) traccheggiarono per non infierire sugli inglesi in vista di un possibile accordo
    3) ritenevano che avendo ormai chiuso all’angolo il perimetro di Dunkerque avessero ormai quelle truppe in pugno e potessero prendersi un momento di calma per riorganizzarsi e risparmiarsi in vista della seconda campagna di Francia contro un nemico ormai allo stremo, disorganizzato e disarmato.

    Tutto ciò per decisione dei vertici ultimi dell’esercito (a partire da Hitler stesso), mentre i generali di campo avrebbero preferito proseguire. Accortisi dell’ “emorragia” i crucchi rilanciarono l’azione e (soprattutto con la Lüftwaffe) infusero molte perdite e fecero prigionieri gli ultimi francesi a difesa della ritirata ma senza riuscire a fermare l’Operazione Dinamo.

    La vera domanda quindi è: i tedeschi devono mangiarsi le mani?!

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  6. s

    questo è il riassunto, non il perchè. Oggi la storiografia tende a rigettare la vecchia tesi del gesto di magnanimità di hitler per facilitare la pace con quello che considerava un popolo fratello, e si concentra sui rapporti interni allo stato maggiore (c’era chi temeva di esser preso sul fianco, vista la corsa fatta in precedenza) e tra hitler ed esso vedendo nello stop un modo di affermare il suo comando su un gruppo di generali fin li molto indipendenti. poi c’è il ruolo di goering. fin’ora però nulla di conclusivo. Devono mangiarsi le mani? mah, difficile a dirsi.

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  7. No, non è il riassunto, è il perché. Non ho scritto cosa è successo (lo sappiamo tutti), ho dato tre motivazioni e le ho pure numerate per facilitare la comprensione.
    La barzelletta del gesto di ripicca di Hitler mi rifiuto di considerarla, quella sulla paura di esser presi sul fianco poteva essere una riflessione di tutti tranne che di Hitler, siamo seri, e comunque non ci fu nessun gesto di magnanimità e nessun popolo fratello.
    Noto che come al solito in Italia si analizza sempre la storia come un fenomeno inevitabile, e non piuttosto fatto dagli uomini con la loro personalità…

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  8. s

    ok. quando pubblichi il libro fammi un fischio che l’argomento m’interessa.

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  9. Dandy
    È un fatto che durante l’avanzata i generali delle corazzate minacciarono le dimissioni irritati dalla prudenza dello stato maggiore

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  10. @Spike: siamo a “sono stato Azzurro di Storia…” (quasi-cit.)

    @Leonto: stiamo discutendo del perché, i fatti non sono in discussione. Non uscire fuori tema che Spike si irrita…

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  11. Può anche essere
    Ricordiamoci che il piano di invasione della Francia non aveva previsto un successo così repentino , tanto che vi furono momenti di tensione fra i generali delle truppe corazzate che volevano sempre andare avanti , e gli alti comandi che gli ordinavano di fermarsi per non rischiare l’accerchiamento
    Solo che i francesi pur avendo carri superiori non avevano la tattica per adoperarli , l’unico A farlo fu l’allora Colonnello (se non erro) de gaulle che concentro i carri e lancio un contrattacco che fece sudare freddo i tedeschi
    Fu un mix di cose , al di là del fatto che come disse Churchill le guerre non si vincono con le evacuazioni

    Ps:occhio che ai Dardanelli se non erro fu massacrato principalmente l’ANZAC

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  12. Bruciato da spike

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  13. “Fu un mix di cose“

    Il Giro di Dane in 80 post, quanto tempo!…

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  14. R

    Poi ci sarebbe il ruolo discretamente decisivo di Sir Downing

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  15. R

    Meno 1 è parente di Göring?

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  16. Ho dei meno 2 che mi feriscono
    Allora aizzo
    Se Churchill fa la pace con Hitler col cavolo che un anno e mezzo dopo gli usa si fanno bombardare pearl harbor
    E arrivò a dire che forse l’olocausto Sarebbe stato intiepidito
    Di sicuro ci sarebbe stato lo scontro Germania urss

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  17. s

    preferisco il what if su carzano 1917 (avevamo una autostrada per innsbruck). qui sono con krug, difficile a dirsi. ecco magari non ci sarebbe stata el alamein, ma non credo che i tedeschi avevano la marina per sbarcare in UK e togliere la testa di ponte per l’arrivo degli USA.

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  18. Leonto, mi chiarisci il collegamento tra Churchill e Pearl Harbor?!

    Spike, guarda che io non ho proposto tesi certe in merito…

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  19. K

    “occhio che ai Dardanelli se non erro fu massacrato principalmente l’ANZAC”

    Non erri ma che c’entra?

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  20. Krug
    Non erano inglesi , al di là dello scacco militare , forse lascio meno ferite di quelle che potevano essere sui britannici

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  21. K

    Mah, erano pur sempre Wasp (ovviamente è un termine fortemente improprio ma è messo lì per far capire il concetto), quindi sentiti, se non come britannici, come parenti stretti.

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  22. K

    “i tedeschi devono mangiarsi le mani?!”

    Difficilissimo da dire, praticamente direi di no, la battaglia decisiva si svolse nei cieli d’Inghilterra (e poi a Stalingrado), psicologicamente boh, non sapremo mai cosa sarebbe successo nell’opinione pubblica se quelle migliaia di soldati inglesi fossero finiti in un campo di concentramento tedesco invece che in patria.

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  23. La mia domanda più che altro verteva su “se la Germania non avesse rallentato, li avrebbe facilmente spazzati via?!”
    Il Direttore con la metafora della legittimazione in base al risultato suggerisce una delle due opinioni imperanti, la storiografia contraria si basa sul fatto che nella ritirata gli inglesi lasciarono li il grosso delle armi e degli equipaggiamenti (semplifico barbaramente) che testimonia come per quanto in difficoltà la resistenza inglese sarebbe stata accanita.
    A parte che bisognerebbe decidere cosa si intende decisiva (per la guerra in generale o per gli inglesi?!), in ogni caso tu suggerisci un elemento pesante (la battaglia nei cieli) che fa propendere per un’ipotesi, ne aggiungo un altro in direzione opposta: a Dunkerque si salvarono tantissimi ufficiali che poi poterono rientrare in gioco, e molti di essi (i vertici più alti) ebbero un grande peso nel prosieguo della guerra.
    Che è poi il motivo per cui i generali di campo tedeschi insistevano nell’avanzare, anche se per loro era più una questione di far fuori più soldati possibili mentre io mi concentro sui gradi più alti (differenza tra braccia e menti…).
    Per quanto riguarda l’aspetto psicologico invece è forse la cosa su cui ho meno dubbi: con un massacro a Dunkerque è chiarissimo dove si sarebbe spostata la lancetta dell’inerzia psicologica…

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  24. Meno Uno impegnatissimo nel dar ragione a Montanelli. Che non a caso scriveva per lui…

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  25. M

    Solo per dire che la storia ed i suoi eventi sono per molti storici , filosofi e per molti scrittori (vedasi Tolstoj che assomma tutti e tre i ruoli in un’unica persona ) inevitabili ed autonomi rispetto alla volontà del singolo quando le dimensioni degli eventi e il numero di persone coinvolte raggiunge una certa soglia. A parte le piccole scende personali del singolo nonostante anche di questi non si possa dire che la percentuale di “autonomia” degli eventi sia del 100%.

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  26. CVD.

    Ps: Mussolini è entrato in guerra perchè non poteva non farlo…

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  27. K

    Mica tanto d’accordo.
    Se non poteva non farlo è perchè si è messo lui nella situazione di non poterlo non fare.

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  28. e

    Sono l’unico che è uscito dal cinema insoddisfatto?

    Spiego brevemente: io ho visto il personaggio di Churchill – al di là di alcune forzature scenografiche come Winston in metropolitana (tralaltro, 20 minuti per fare una fermata! Manco esistesse il diretto Comasina-San Donato), o di alcune inesattezze storiche, vedi il rapporto con Mussolini e con gli USA – poco profondo, piatto, quasi macchietta nelle suoi vizi e banalissimo di ragionamento. Churchill era davvero “tutto qui”? Io non creto (cit.)

    Sbaglio io?

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  29. Ma che te frega?! È stato sentenziato che la storia è un evento ineluttabile che non può essere condizionato dagli uomini, l’ha detto anche Tostoi, eh!…

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  30. M

    Se mi posso permettere e non con l’intenzione di trollare diciamo che il fatto di aver vinto la guerra
    è un ottimo lasciapassare “storico”. Mentre i suoi continui cambi di rotta su nazismo e fascismo , l’assenza di una vera e propria ideologia politica e di un background in tal senso, i suoi numerosi scivoloni a livello militare, tutte cose reperibilissime sul web, non ci portano a dire che fosse “tutto qui” ma che la figura vada sicuramente ridimensionata.

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  31. A

    Gli inglesi sono molto bravi a scrivere le loro sconfitte come vittorie .
    Consiglio Blitzkrieg legend di un generale tedesco per sapere come quella offensiva ebbe successo e sopratutto le forze in campo .
    Ricordiamo due cose l’inghilterra di dunkirk ha 100 volte le navi dei tedeschi che non possono passare la manica senza navi , è la nazione piu’ potente al mondo con molte altre riserve da buttare dentro in guerra .
    La luftwaffe in Francia era stata gravemente danneggiata dai combattimenti e non aveva capacità antinave .
    La Francia era ancora viva, la zona presa era uguale a quella priam guerra mondiale nel 14, metà dei carri erano fermi o in riparazione. I carri tedeschi erano per la maggior parte carri leggeri impotenti contro i carri francesi ed inglesi , infatti i tedeschi usavano gli 88 antiaeri per sfondare i carri francesi pesanti.
    Gli inglesi si erano lasciati tutti i caccia moderni in patria, i tedeschi avevano pochissimi aerei che arrivano in inghilterra. Non avevano una aviazione ideale per il bombardamento .
    L’unica cosa che fecero gli inglesi fu minacciare l’italia e tagliargli i rifornimenti di carbone .

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  32. R

    Il problema più grosso per i tedeschi era la scarsa autonomia dei ME 109 che lasciavano “soli” gli Heinkel 111 attaccati dalla caccia inglese per poter tornare in Francia senza fare il bagno.

    Credo che solo gli Junkers 88 potessero montare siluri all’inizio della guerra. E infatti, nel Mediterraneo, era un compito lasciato ai SM 79 della Regia.

    L’altro problema spesso sottovalutato è stata la mancanza di piloti, più che di apparecchi, inglesi che venivano buttati in combattimento spesso facendo persino fatica a portare giù un Hurricane (gli Spit arrivano in massa dopo l’inizio della Battaglia d’Inghilterra nella versione IV con i motori RRoyce ma vado a memoria di letture passate).

    Sull’argomento il libro migliore (penso introvabile e, se ben ricordo, edito da Mursia da noi) è ancora quello scritto dal mancato cognato (per ragioni di stato!) della regina Elisabetta

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  33. s

    anche li ci sono una serie di what if niente male. passando dal campo storico a quello tecnico, molti considerano un errore aver puntato sullo spit, bellissimo ma inferiore, soprattutto nel motore, ai bf 109 e costoso in termini di materia prima e tempo di costruzione rispetto agli hurricane.

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  34. A

    i tedeschi avevano una aviazione forte per l appoggio a terra gli ju 87 erano ottimi , il me109e aveva una autonomia limitata ma sufficiente , in inghilterra ci poteva sta 20 minuti fino a londra poi tornava indietro. il loro problema è che si fidarono dei bf 110 ( zerestorer o distruttore) che era il loro caccia a lungo raggio ma era troppo lento anche per gli hurricane . il loro migliore aereo antinave era lo stuka che deriva da un modello americano per via dei freni che gli permettavano di fare picchiate micidiali. Rudel affondo una nave russa nel 41 con uno stuka. Gli aerei americani di midway che distrussero le portaerei giapponesi erano avengerche erano la versione navale degli stuka . I tedeschi avevano problemi orrendi con i siluri fino a metà del 40 , usavano i siluri prodotti a trieste per gli aerei . non ebbero un aerosilurante decente fino al 42. gli ju 88 che poi furono ottimi tanto da essere usati anche come caccia notturni, ebbero dei problemi iniziali perchè Udet li voleva fare diventare dei tuffatori , che poi risolsero riducendo l’angolo di picchiata.

    i tedeschi nel maggio del 40 avevano vinto al superenalotto distrutto 2 armate francesi tra cui quella meglio Francese. Ma come tutti si aspettavano un altra prima guerra mondiale e di dover combattere sulla somme duramente.

    Esiste un solo personaggio che determino’ la fine della francia ed è guderian che applico’ il piano di von manstein sfondando le linee e andando con tutto quello che aveva avanti a tagliare in due la francia del nord.

    Gli inglesi si salvarono a Dunkirk anche perchè la 1 armata Francese si fece ammazzare a Lilla difendendo la sacca ed attirando la maggior parte delle truppe tedesche .

    Ripeto chi guarda le navi capisce come la battaglia di Londra fosse molta coreografia e sopratutto una vendetta per l’attacco a Berlino.

    Lo spitfire con il motore Merlin è uno dei migliori aerei della seconda guerra mondiale . Gli hurricane sono molto piu’ lenti di un 109e

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  35. s

    . quando si parla di macchine complesse e così spinte, non è agevole dire quale sia la migliore e andrebbe sempre aggiunto in quali condizioni, innanzitutto quota, si fa il raffronto. lo spit incorpora un autentico colpo di genio, l’ala ellittica, ma il merlin aveva un grosso tallone d’achille nell’alimentazione a carburatore che, leggendoti appassionato, saprai bene quali grosse limitazioni nelle manovre comportava. il DB invece con la sua iniezione diretta non aveva questi problemi, anzi e l’effetto si vedeva eccome e pesò molto. per questo alcuni ritengono che puntare sull’hurricane sarebbe stato più efficace, perchè avrebbero potuto mandare molti più aerei in volo compensando il gap col numero. ma anche qui sono speculazioni. paradossalmente nel prosieguo questo vantaggio tecnologico, si trasformò in un handicap perchè l’iniezione necessitava di un intervallo di manutenzione e qualità di lavorazioni e materiali, più elevati cosa che col collasso del sistema industriale venne rapidamente a mancare.

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  36. G

    Qualcuno Di voi ha visto Dunkirk Al cinema? Qui ne hanno parlato molto bene, anche se ai BAFTA s è stato trombato.

    “Gli inglesi sono molto bravi a scrivere le loro sconfitte come vittorie”

    Perfetto. C’è da dire che I britannici, specialmente quando si parla delle due guerre mondiali, hanno in senso Della loro storia e di appartenenza che noi ce lo sogniamo.

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  37. s

    a me è piaciuto molto, errore tecnico a parte nella scena finale ma è troppo bella è va bene così.

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  38. C

    Concordo con Dane che la storiografia italiana è viziata dal concetto di”ineluttabilità” e “battaglia decisiva”, quasi mai corrispondenti ad una analisi storica approfondita dei fatti.
    Alcuni spunti per fomentare la discussione:
    – La Germania nazista non aveva interesse in una guerra contro le potenze occidentali (anche se quando si presentò la possibilità di legnare i Francesi certo i Tedeschi non si tirarono indietro): il conflitto bramato da Hitler fin dalla stesura di Mein Kampf era la conquista dell’est europeo con la definitiva risoluzione della partita tra Tedeschi e Slavi nei territori ad est dell’Oder/Neisse.
    I nazisti offrirono la pace al Regno Unito non meno di tre volte, la prima già dopo l’invasione della Polonia.
    – Lo stato maggiore tedesco teneva molto in considerazione dei report preparati dall’ambasciata tedesca a Londra, che sostenevano come dopo il 1918 l’impero britannico non fosse in grado di sopravvivere ad un’altra “guerra totale”, per il progressivo avanzamento dei movimenti di decolonizzazione (esempio in India) e per la crescente aggressione economica degli Stati Uniti. Chamberlain, venuto a conoscenza tramite controspionaggio di questi report, ne condivideva l’analisi; Churchill invece li considerò “bullshit” e preferì lo scontro totale.
    La storia dopo il 1945 ha dato ragione all’analisi sull’Impero Britannico di cui lo stato maggiore tedesco si fidava, ma i nazisti non ne trassero alcun beneficio.

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  39. t

    Tutto molto bello e interessante, pero’ basta guardare una mappa e i dati della produzione industriale USA e USRR per capire che Dunkuerque, il D-Day, ecc sono eventi periferici buoni per Hollywood. Dal momento che Washington non accetta un’ Europa tedesca la guerra e’ segnata.

    Concordo che l’apparato militare tedesco era stato sviluppato per far la guerra ai sovietici, non agli occidentali. Non aveva nessuna speranza ne’ di conquistare Londra ne’ le colonie in Africa.

    “Un equilibrio fra un’Europa centrale tedesca o tedeschizzata, con Italia e Spagna alleate, più il Regno Unito e l’URSS, quanto sarebbe potuto durare?”

    Direttore, e cosa avremmo nel 2018 se non proprio questa situazione???

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  40. E

    @Krug: ah, non si è capito che ero sarcastico?!

    @Belisario: se fosse un allenatore si direbbe “un buon motivatore fortunato nei momenti decisivi”…

    @Baccetti: perfetta l’analisi tecnica sull’aviazione, i mitici Stuka (non dimenticare il sistema anti-svenimento in cabrata, una sorta di antesignano del l’ilota automatico 😛 ), erano un po’ come quei giocatori di calcio o basket che fanno tanto spettacolo ma con cui difficilmente vinci trofei…

    @Cobram: ecco perché insisti nel dire che il traccheggiare di Hitler nei confronti degli inglesi non era dettato da simpatia per un popolo fratello ma mero progetto.

    @Transu: tornando a l de-colonialismo citato da Cobram, gli USA sostituirono nel XX secolo la Gran Bretagna come più grande potenza (anche commerciale) del mondo ma temo che gli inglesi non se ne siano mai accorti…

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  41. A

    @dane Sulla luftwaffe di Udet- Goering ci sarebbe molto da dire . LO Ju 87 è un aereo del 34 molto maneggevole ma lento 350km/450 km un bersaglio facile per la maggior parte dei caccia , aveva bisogno di una potente scorta ebbe il suo culmine nel 41 in russia . Ma rimase in produzione fino alla fine perchè non avevano un sostituto all’altezza. Sul piano degli aerei i tedeschi fecero molte cazzate progetti molto avveniristici ma molti errori furono voluti. Udet che il numero 1 della Lutwaffe ( goering aveva una quantità di cariche sconfinate) per la progettazione si era innamorato di un aero americano e tento’ di farsi che tutti i bombardieri potessero picchiare , cio’ blocco lo ju 88 e lo ju 177. L°’idiozia di fare del me 262 un bombardiere appartiene ad adolf…

    Per le navi ripeto il livello era fuori categoria la royal navvy ebbe anche un regalo dalla U S navy 50 cacciatorpedinieri revisionati , i tedeschi ne avevano persi 10 in norvegia , il bremen era affondato , la gsenau e l hipper danneggiati , la bismark era ancora da finire. A livello era juve vs benevento davanti ai tedeschi c’erano usa , giappone, francia ed italia per numero di navi pesanti.

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