Il braccialetto di Amazon siamo noi

Negli ultimi giorni si è parlato molto del braccialetto che Amazon potrebbe mettere al polso dei suoi dipendenti nel settore della logistica, per monitorare e per così dire ottimizzare i loro movimenti. A quanto sostiene l’azienda è soltanto una possibilità futura, per quanto resa più credibile dal deposito di un brevetto (da leggere l’articolo originale di GeekWire), uno scenario che in ogni caso nei vari paesi dovrà rispettare la legge locale in materia di privacy. Vedremo, ma il punto non è questo: che si rispetti la legge ci sembra il minimo, soltanto a Cialtronia questo aspetto sembra trattabile.

Il punto è che la reazione mediatica e popolare istintiva, di disgusto e rimpianto per i bei tempi andati, è in direzione esattamente contraria ai nostri comportamenti reali. Come di recente abbiamo ricordato con Roberto Gotta, in questi giorni da seguire obbligatoriamente per i suoi servizi da Minneapolis sul Super Bowl e non solo, abbiamo scritto parole commosse e commoventi per la chiusura di Sportspages ma poi già da anni compravamo su Amazon alcuni di quei libri che dal 1985 fino a fine millennio riuscivamo a trovare soltanto in quella libreria di Charing Cross (biografie di Clive Allen, annuari del West Ham, cose del genere che ancora infestano le nostre case) chiusa nel 2006. E stiamo parlando del 2006, quasi un secolo fa…

In altre parole, l’ottimizzazione dei movimenti ottenuta attraverso il bracciale wireless e altri metodi è volta alla conquista di un consumatore che dà al prezzo un valore superiore a tutti gli altri elementi da prendere in considerazione in un acquisto. Se non diamo valore a quei 3 euro (esempio concretissimo, per l’ultima opera prodotta da Indiscreto sta andando esattamente così: 18,90 contro 16,07 euro) in più che un libro costa in libreria invece che su Amazon allora qualsiasi centesimo risparmiato rendendo più efficiente la distribuzione diventa un fattore determinante di successo. Il servizio, al di là dei consigli del libraio inteso anche come piacere di fare un acquisto in un ambiente gradevole e non davanti a uno schermo, vale 3 euro? Forse sì, forse no: ognuno ha il suo cervello per rispondere. Nel caso dell’edicola, ad esempio, la nostra risposta personale è certamente no (l’edicolante è molto spesso un automa che nemmeno sa cosa vende), mentre per librerie e negozi di dischi la pensiamo all’opposto: il piacere di entrare e di acquistare lì vale il pagamento della relativa inefficienza. Il problema non è quindi Amazon che costringe alla chiusura i nostri amati negozietti, ma siamo noi che compriamo su Amazon. Magari, come fanno in tanti, dopo avere visitato il negozio fisico.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 9.4/10 (15 votes cast)
Il braccialetto di Amazon siamo noi, 9.4 out of 10 based on 15 ratings

25 commenti

  1. A

    Comprerò fino all’80% degli acquisti mensili su Internet. Ho sempre inteso il mezzo elettronico per risparmiare tempo, i 3 €uro dell’esempio nel mio caso possono essere il giusto prezzo di tempo guadagnato per svolgere altre attività, dallo sport, al visitare una mostra o semplicemente poltrire sul divano in una giornata di pioggia. Prima spesso capitava che l’alternativa era tra dover andare fino al determinato negozio o le attività di cui sopra. Però trovando pure piacevole lo shopping tradizionale ho alcune colonne d’ercole invalicabili come la spesa al supermercato (al massimo qualche volta in giornate particolari il clicca e ritira), il periodo dei saldi o durante le ferie in negozi non presenti nelle vicinanze di casa. Tra molti acquisti online le visite al negozio fisico sono diventate un lontano ricordo, con l’avvento di tantissimi servizi di reso facile, spesso a costo zero, negli ultimi 3 anni mi sarà capitato 2 volte per oggetti particolari dei quali non avevo ampia conoscenza e non mi era facile comprendere la scelta migliore tra i vari modelli.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -1 (from 5 votes)
  2. A

    Nell’articolo si è citato il caso dell’edicola. L’edicola ai tempi della new economy con gli acquisti su Internet avevano la possibilità di riconvertirsi verso servizi a valore aggiunto. Purtroppo come ha scritto il direttore a causa dell’edicolante automa che non sapendo cosa vendeva è difficile che potesse capire per non dover chiudere di allargare il ventaglio del proprio business, questa riconversione l’ho notata in pochissime attività.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  3. G

    Diciamo pure che in un Paese dai salari ridicoli (quando ci sono) uno compra su Amazon anche per risparmiare. Come chi prende i libri scolastici alla Conad perché un 30% lo riprende in spesa. Personalmente, preferisco comprare in libreria ma capisco chi fa la scelta opposta. Meno se lo fa per indolenza. Detto questo, sulla logistica (non solo Amazon) e i diritti ci sarebbe sa aprire un capitolo lunghissimo. Saluti.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +6 (from 6 votes)
  4. t

    I consigli del libraio dati dal commesso diciottenne? Le librerie non sottopagano?

    Anche su amazon ci sono le review. Amazon offre un servizio superiore a costo zero e comodita’ infinita’. Punto.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -1 (from 15 votes)
  5. C

    Ovvio che in un paese di cattocomunisti pauperisti faccia scandalo il presunto braccialetto della multinazionale Kattiva mentre gli stipendi in nero delle botteghe tradizionali passino in cavalleria. Multinazionale kattiva che in base a quello che dicono quelli che ci lavorano, paga più della media del settore. Italia…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 19 votes)
  6. N

    Nelle ditte di trasporti e logistica c’è già una buona percentuale che controlla i propri lavoratori automuniti con dispositivi simili.
    E per legge tra poco diventerà obbligatorio per tutti avere simili dispositivi a bordo (e.g. tutte le connected cars sono tracciate).
    Questo ulteriore passo non mi stupisce.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 7 votes)
  7. A

    Purtroppo Amazon a livello nazionale per i sindacati e una parte della nostra politica sta diventando quello che a Milano ha rappresentato per anni l’Esselunga di Viale Papiniano. Una battaglia semplicemente ideologica nella quale si perdeva sovente il senso della misura e molto spesso il fatto scatenante era un pretesto che ben presto diventava quasi secondario nella discussione.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 7 votes)
  8. M

    I salari bassi secondo me incidono poco
    visto che le nazioni che si sfondano maggiormente di acquisti su quella piattaforma sono proprio quelle con salari migliori di quelli italiani tipo Inghilterra, Germania, USA etc. È che proprio alla gente piace sfondarsi di acquisti e riempirsi la casa e la vita di cose inutili, cosa per me inconcepibile, oltre al non avere voglia di muovere il culo. Per questo preferisco fare i miei pochi acquisti dal vivo ed in generale mettere il becco fuori da casa. E dal vivo si beccano delle gnocche niente male.
    Poi chiaro che non è che tutto si possa beccare uscendo a fare un giro in città .

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +7 (from 9 votes)
  9. C

    Certo che se un dispositivo del genere venisse applicato ai frequentatori, nonché lavoratori che bazzicano su questo sito, credo che per Indiscreto si potrebbe tranquillamente parlare di “Chiesa e marmista”… :DDD

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +12 (from 16 votes)
  10. Però se venisse applicato ai dipendenti statali la Germania diventerebbe una regione autonoma italiana tipo Val d’Aosta.
    Se serve il sacrificio di Indiscreto ci sto, pur con tutto il bene che voglio al Direttore.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -5 (from 11 votes)
  11. m

    Campatelli, ti darei anche uno dei miei rari più-uno, se girassi la cosa alla prima persona plurale: se un dispositivo del genere venisse applicato a noi frequentatori, nonché noi lavoratori (perché io ci credo che tu sia un lavoratore) che bazzichiamo su questo sito … eccetera eccetera.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 5 votes)
  12. C

    michael gilhaney, no no, non cambio proprio nulla del mio intervento.
    Al di là del fatto che sono diventato un frequentatore abbastanza sporadico di questo sito ( dall’inizio di quest’anno avrò scritto 10 commenti), anche in passato mai e dico mai ho postato mentre ero al lavoro…è materialmente impossibile seguire le discussioni, figuriamoci partecipare attivamente, rispondere e contro rispondere e rispondere ancora.

    Non me lo sono mica inventato io che su Indiscreto l’80% dei commenti, se non di più, viene fatto in una precisa fascia oraria che va dal primo mattino sino al tardo pomeriggio, dal lunedi al venerdi.
    Sabato e domenica e dalle 18 in poi, i commenti si riducono drasticamente, tranne rarissimi casi (partite, eventi particolari).

    Questo è. Ognuno tragga liberamente le sue conclusioni.

    Se domani mattina mi dicessero “dobbiamo riempirti di braccialetti per monitorare ogni cosa che fai al lavoro, anche la qualità delle tue urine”, io non avrei problemi ad accettare perché non ho nulla da nascondere.

    Quando ho letto la cosa del braccialetto, mi è piaciuto immaginare la situazione che ho descritto ieri , aggiungendo 3 😀 😀 😀 per ovvie ragioni…

    Quindi, concludendo, se venisse applicato a voi, o a loro, se non ti senti parte in causa, forse per Indiscreto occorrerebbe chiamare il marmista, se venisse applicato a me, non cambierebbe una beata mazza, perché io dal lavoro non seguo né Indiscreto né altri siti.

    Tutto qui.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 6 votes)
  13. m

    e niente: non abbiamo lo stesso concetto di “frequentatore”

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  14. Ha ragione Campatelli, un conto è fare l’impiegato seduto ad una scrivania davanti ad un computer da dove si può sbirciare in continuazione la pagina e un conto è essere l’uomo delle pulizie che deve ramazzare il pavimento e quindi fa più fatica a spippolare con lo smartphone…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 4 votes)
  15. C

    Acchiudderre Indiscreto!?! NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

    Indiscreto per sempre.

    Viva i lavoratori di Indiscreto.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +11 (from 13 votes)
  16. Per me si può chiudere anche domani, il pensiero di un insegnante che corregge i compiti in aula al pomeriggio col braccialetto elettronico e lo sguardo sospirante verso l’orologio in attesa della sirena dell’ottava ora mi fa ingrifare come manco Christina Hendricks in Mad Man…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -1 (from 5 votes)
  17. C

    Da domani!? E Sanremo??!

    Cazzo, posticipate almeno, sennò fate la fine del tizio che viene mandato per 6 mesi nello spazio…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 3 votes)
  18. Sanremo è un’apprezzata rubrica sulla mia bacheca FB, i post su Indiscreto eran solo dei mirror…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -2 (from 2 votes)
  19. Discorso articolato, con molti punti.

    1) l’efficienza sul lavoro la vogliono tutti, ci si lamenta del braccialetto ma gli operatori dei call-Center c’è l’hanno già benché virtuale.
    Aziende che pretendono che tu stia al posto di lavoro invece che alla macchinetta del caffè a commentare la Giuve che arrubba o Maria De Filippi che è sempre molto elegante, aaaahhhh signora mia, dove andremo a finire!…

    2) come dice l’articolo il problema sta tutto in quei 3€ di risparmio. Stesso motivo per cui la gente indossa tarocchi, di cui i mercatini Facebook sono pieni (li chiamano “modelli paralleli” o “cloni ufficiali”, e la Finanza mmmmuta!…).
    Io non riuscirei ad indossare un tarocco, mi sentirei sporco, imbarazzato, mi sentirei tutti gli occhi addosso ma evidentemente c’è gente contenta del proprio wannabe a fronte del risparmio. Inconcepibile per uno snob come me che da discepolo del Dogui preferisce pagare di più e si vergogna di chiedere lo sconto ma non tutti siamo uguali.
    L’importante è non pretendere di continuare a comprare su Amazon per i prezzi concorrenziali ma tuonare perché Amazon conceda ai dipendenti cazzeggio e stipendi di giada.

    3) in tutto questo ovviamente il ridicolo è raggiunto dai sindacati, ormai corporazioni a difesa di privilegi. Io sono sempre contro i sindacati, anche quando hanno torto…

    4) si, il fascino della bottega, il consiglio del negoziante, il piacere di girare per negozi a vedere tante cose (io e la mia bella siamo malati di shopping, ieri siamo usciti a far 4 passi prima di cena e siam tornati a casa con 900€ di parka…), etc. ma chi?! Dove?! Nell’ambito ciclistico ci sono alcuni negozi che sono veri e propri club: passi anche solo per chiacchierare, trovi altri come te, scambi pareri ed esperienze, ricevi e dai dritte e consigli, etc. Questo valore aggiunto vale più di qualsiasi sconto su Amazon, ma quanti ce ne sono di negozi così, tra commessi che ti rispondono distratti “se non è lì non c’è” e titolari che sgranano gli occhi e sfogliano perplessi il catalogo?!
    Tempo fa ero in un negozio di dischi, genere di nicchia, parte una canzone dalla radio in diffusione, al primo accordo penso ad alta voce “ZION TRAIN!” Il (giovane) negoziante mi guarda e sorride “la conosci?!…”
    Io “ma scherzi?! Album Uprising, 1981, ultimo album in vita…” un gruppo di ragazzini coi dreadlocks e i vestiti sporchi mi sfida “e poi?!”
    Registrato al Tuff Gong Studios di Kingstone, Jamaica, prodotto da Eddy Blackwell per Island Récords, etc…
    Il negoziante “minghia oh, sei uno troppo da Sarabanda!…”
    E tu sei da McDonalds…

    5) da scrittore di fantascienza fallito e quindi frustrato immagino un futuro di negozi solo online, con negozi fisici tematici atti alla mera esposizione dell’articolo senza acquisti e con pochissimo personale. Vai, guardi, provi, e poi acquisti sul web.
    Normalmente nella mia cabina armadio ci sono sempre almeno 5 paia di Vans (ognuno dei quali mi dura circa un paio d’anni…), mia scarpa preferita per il tempo libero estivo: non una di queste negli ultimi 10 anni è mai stata comprata in negozio fisico, e non solo per questioni di risparmio (30-40€ contro 70-80…) ma soprattutto per comodità: i modelli sono continuativi, i colori standard, il mio numero è sempre quello e non cambia da modello a modello, le ritiro direttamente dal portinaio in pausa pranzo. Chi me lo fa fare di andare in negozi a litigare con adolescenti brufolosi che mi pestano i piedi, mamme agitate che sgomitano e commessi svogliati o irritati da clienti maleducati?! Calcolando che da snob odio mischiarmi alla folla (quando prendere il potere organizzerò appositi quartieri fantasma dove due volte l’anno i negozianti si trasferiranno per concentrarvi i saldi. Quartieri ovviamente fuori città, molto fuori città: praticamente appena prima di nevi e mufloni…).
    Appena vedo che un paio si sta un po’ usurando, 5 minuti di click e via. Peccato non valga sempre, ad esempio con oggetti non continuativi e roba mai provata…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -17 (from 27 votes)
  20. Meno Uno, che c’è?! Shockato per il parka?! Era in saldo, come potevamo non approfittarne?!

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -6 (from 10 votes)
  21. m

    Ah, ma 900€ non era la somma di tutti quelli che avevi comprato? 😀

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 3 votes)
  22. Ma va’!….Cerca su Google Wild Artic modello Fiorella e confronta i prezzi! 😛

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -3 (from 3 votes)
  23. m

    Se è per te è sobrio….

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 5 votes)
  24. K

    Ma cos’è, il costume di carnevale del Tenerone?

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)
  25. Merdmann: ma nooooo, per la mia bella, no?!…

    Krug: non ha preso il modello rosa, troppo inflazionato…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -2 (from 2 votes)

Lascia un Commento

Close
Ti piace Indiscreto?
Seguici anche sui Social Network per essere sempre aggiornato sui nuovi contenuti
Social PopUP by SumoMe

Questo sito utilizza cookie tecnici per consentire la fruizione ottimale del sito e cookie di profilazione di terze parti per mostrare pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi