Commovente monologo (Karamoh è da Inter)

ll giorno dopo Inter-Bologna è un lunedì come tanti altri, per lo meno al Champions Pub. Dove nessuno comprende perché i giornalisti del Novecento si appassionino agli scontrini dei Cinquestelle mentre liquidano in poche righe il fatto che il Papa incontri allegramente un persecutore di cristiani come Erdogan. Essendo Bergoglio cristiano, almeno all’ultimo conteggio… Giornalisti che trovano normale un commissario tecnico della Nazionale scelto non da un dirigente che ci metta la faccia ma da un opinionista tivù che come allenatore ha fatto 14 partite nel Mantova. Giornalisti che vedono hacker russi dappertutto, che vorrebbero più commoventi monologhi di Favino sui migranti ma si indignerebbero se ce ne fosse uno in memoria di una diciottenne fatta a pezzi. Giornalisti che per non sembrare snob prendono sul serio Sanremo, su cui fino a qualche anno fa avrebbero sputato, e non vedono l’ora che sia incriminato il gioielliere napoletano che ha ucciso uno dei quattro che lo stavano rapinando puntandogli addosso una calibro 9. Giornalisti che credono la democrazia in pericolo perché qualcuno è entrato nel database del PD fiorentino, ma non si preoccupano se mezzo milione di persone prende la pensione da più di 37 anni, e nemmeno se nonni e genitori hanno truffato nipoti e figli prendendo pensioni con valore anche triplo rispetto ai contributi versati. Facendo anche il gesto di aiutarli (bella forza, fra poco crepano) a prendere un merdoso bilocale, a patto che non sia a più di un isolato di distanza e questi ormai ex giovani semidisoccupati possano in pochi minuti correre a fargli la spesa e cambiargli il catetere.

(NdR: invitiamo, senza metodi coercitivi ma soltanto per il poco rispetto che ormai ci rimane verso noi stessi, chi non ha intenzione di comprare il libro ad interrompere qui la lettura)

Qui da noi, nel trumpiano paese reale, si sta per fortuna discutendo soltanto del 2-1 con cui la squadra di Spalletti ha battuto quella di Donadoni, tornando a vincere dopo due mesi di rara tristezza e ridando un senso alle vite di Budrieri, del Gianni, del Franco e del Walter, che hanno seguito tutto dal loro solito secondo anello rosso, a pochi metri di distanza da una tribuna stampa in cui un infoiato Max stava scrivendo per SuperMegaInter.com le pagelle più sciatte nella storia del sito, copiate ovviamente poi dalla Fede con tanto di 8 a Brozovic (“Riconquista San Siro unendo qualità e quantità, uscita dal campo con standing ovation. Bravo Spalletti nel motivarlo”). L’inviata di Nerazzurrecontaccododici.net, che sogna un giorno di condurre il Festival di Sanremo cambiandosi 15 vestiti a sera e forse ci riuscirà anche, si è disiscritta da Tinder e si è avvicinata ai Cinque Stelle, facendo quindi un passo indietro. Ylenia l’ha convinta a fare campagna elettorale per il fratellastro Danny, candidato alla Camera grazie a 7 preferenze raccolte sulla piattaforma Rousseau (la sua, quella di Ylenia e della Fede, più quelle di quattro amici culturisti, di cui tre impotenti). Il sogno nemmeno tanto segreto è quello di portare i Cinquestelle su posizioni pro-Olimpiadi e quindi di iniziare la corsa per Roma 2032, quando finalmente Malagò avrà la consacrazione internazionale che un uomo così schivo merita. Così anche oggi nella periferia ovest di Milano il parlare di calcio è l’unica opzione sensata che rimanga a un uomo o presunto tale, insieme alla disdetta di ogni abbonamento televisivo: anche Netflix, dopo il documentario sulla Juve.

Sono le due del pomeriggio e Paolo-Wang sta servendo caffè ristrettissimi, in pratica solo lo sporco della tazzina, a dipendenti della Tuboplast speranzosi nelle 28 ore alla tedesca che un Tosoni distratto ha interpretato come 28 ore al giorno (le 4 in più le deve fare un parente). Il barista trader ha l’occhio fisso sul grafico intraday del VIX, e non sa più come ricostruire un rapporto con il collega ed ex amico. A dividerli soprattutto le posizioni sul free trade e sui dazi. Ma al di là di questo Zhou ha sempre tanta rabbia dentro. Per placarla non gli basterebbe nemmeno ammazzare un fuoricorso abruzzese criptogay che con in mano un Cosmopolitan ti spiega il concetto di resilienza, un esperto di internet for things, un architetto Feng Shui al quale la sua Viterbo sta stretta, un guidatore che fa manovra usando il palmo della mano, un’ambiziosa segretaria di Azzate che vorrebbe saperne di più sulla blockchain, un impiegato part time che legge solo For Men e si vanta di conoscere il posizionamento degli autovelox di mezza Lombardia, ma soprattutto (facendolo a fette, alla nigeriana) un cinquantaduenne milanese con la maglia dei Celtics.

In casa Budrieri la tutta la famiglia si è riunita per cinque sere consecutive davanti a Sanremo, con Budrieri che ha televotato 5 volte per la Vanoni. Con la quale negli anni Sessanta ci fu qualcosa più di una semplice simpatia: la freschezza e la virilità di quel giovane aspirante tranviere le fecero dimenticare Strehler e Gino Paoli, non diciamo di più per non banalizzare una storia molto delicata. Certo è che alla Vanoni via Novara è rimasta nel cuore e ci torna ancora spesso, quando vuole farsi derubare o desidera pestare la merda di un cane, che in certi giorni non riuscirebbe a evitare nemmeno Hirscher. Il senso civico di noi piccolo borghesi non ha fatto passi avanti negli ultimi decenni, l’unica speranza era che l’immigrazione di massa avvenisse dalla Danimarca ma questo scenario non si è esattamente verificato. Meno delicato è stato il sabato pomeriggio di Budrieri, da Macerata a Milano insultato dai manifestanti sedicenti antifascisti. Gente che odia l’Italia, l’Occidente e il riformismo liberale alla Budrieri (in un altro contesto storico sarebbe stato il nuovo Turati, non è una boutade), ma non il fascismo che anzi le è funzionale: il fatto che Traini in casa oltre al Mein Kampf avesse anche alcune foto di Budrieri non significa niente, probabilmente un depistaggio dei servizi deviati. Un pomeriggio di slogan pro foibe e pro immigrazione incontrollata, con una significativa partecipazione di africani specializzati in Dybala e Karamoh mask, che addirittura inneggiavano a Michele Padovano e alla Christillin: sinceramente non capiamo perché a questo punto la polizia non abbia caricato.

Intanto la bellissima e triste Lifen, con un occhio tumefatto perché i vecchi Tong sono rimasti delusi che nel recente terremoto a Taiwan siano morte soltanto una trentina di persone, spiega ai pochi che li chiedono che l’emissione degli scontrini sarà temporaneamente sospesa per tutelare la salute della clientela: da uno studio condotto dall’Ecology Center di Ann Arbor, Michigan, è infatti emerso che gli scontrini fiscali spesso contengono sostanze nocive come BPA e BPS. Non è una cazzata inventata per la rubrica, sottolineatura che vale per molto altro… Con il fisco non hanno mai avuto problemi Ibrahim, Nabil e gli altri spacciatori maghrebini, che presidiano la zona dei videopoker: non hanno infatti mai pagato un centesimo di imposte, ritenendole un’invenzione cristiano-giudaica per sottomettere l’Islam moderato che loro e Tariq Ramadan ben rappresentano. Va detto che ne hanno pagate poche anche gli italiani lì dentro, che quindi non procureranno danni a Padoan quando saranno sgozzati dai sopracitati maghrebini, magari mentre analizzano le differenze in fase di spinta fra Ghoulam e Mario Rui. Di sicuro dopo lo sgozzamento halal i maghrebini non andranno al Museo Egizio di Torino, che ha ideato l’entrata gratis per le coppie arabe: per loro tutti i Faraoni di tutte le dinastie valgono meno di uno stop a seguire di Rugani. Insomma, la polemica della Meloni è fondata davvero sul nulla: nessuno spacciatore e nessun immigrato clandestino, per non parlare degli italiani (qualcuno ci va in gita o per sembrare più intelligente agli occhi di una figa mentre su Livescore di nascosto controlla Siviglia-Las Palmas), ha mai desiderato saperne di più sugli Egizi. Il vero problema è semmai quando nei centri di accoglienza manca Sky, come accaduto qualche giorno fa nel veronese: uno si fa tutto questo viaggio dal Gambia e poi nemmeno gli permettono di vedere Bucciantini, Mister Condò e Diretta Gol Bundesliga, imponendogli Varriale e Amedeo Goria. Questo sì che è fascismo, ben oltre i confini del suprematismo bianco.

Budrieri sta sfogliando la Gazzetta sul bancone della Sammontana, indifferente allo sci di fondo olimpico che sta trasmettendo Eurosport. E pensare che lui è stato una grandissima promessa di questo sport, stella della selezione ATM, umiliando più volte De Zolt nella 50 chilometri disputate in mezza Europa (in particolare gli dava la paga a Oberstdorf). Fra l’altro Budrieri fu uno dei primi ad adottare il passo pattinato, a inizio anni Ottanta, prima che Siitonen gli rubasse l’idea e che lui abbandonasse il fondo perché l’Erminia aveva subito molestie dallo ski-man della nazionale norvegese: questa almeno la versione della moglie, dopo che Budrieri aveva trovato lo scandinavo nell’armadio tarmato della loro camera d’albergo. In sottofondo sente discorsi copiati pari pari dai giornalisti da storytelling, tipo ‘linguaggio del corpo’ e ‘situazioni di palla scoperta’ e non riesce davvero più a trattenersi. Quegli invertebrati, i tipici italiani che trovano simpatico Peppe Vessicchio e non comprendono l’orrore di tutti i duetti fatti da Baglioni (quelli con Biagio Antonacci e Pelù hanno rivalutato Den Harrow), menti acute che passano le giornate a discutere del VAR, davvero non si meritano uno come Budrieri. Un uomo che  ha visto giocare con la maglia nerazzurra Di Sauro e Barollo non dovrebbe mettersi a discutere con chi è convinto che Icardi a luglio sarà ancora dell’Inter, ma alla fine anche i grandi a volte si abbassano.

“Nella gara a chi crolla prima forse la Lazio crolla prima di noi, speriamo perché all’Inter c’è davvero poco. Il resto ce lo mette la società: un presidente inesistente che non vede l’ora di uscirne, una proprietà a cui di vincere frega zero, un ex presidente lì tutti i giorni a gufare. In proporzione a quelli che ha a disposizione Spalletti sta facendo come Mourinho, se i milanisti sono contenti di essere dieci punti sotto questa squadraccia lasciamoli essere contenti, in fondo è nella loro natura. Rafinha si vede che viene da un ambiente dove saper giocare a calcio è obbligatorio, chissà se troverà la forma in tempo utile. In una squadra piatta, l’unica al mondo con una sola punta di ruolo nella rosa, una scheggia impazzita come Karamoh è utile. Non al punto di dire che Candreva è da buttare, anzi recuperarlo ci può aiutare a fare punti contro le piccole… però un Karamoh, con tutti i suoi limiti, è necessario quando si ha un centrocampo incapace di creare e anche di fare filtro, con Borja Valero oltre l’impresentabilità, perché anche con lo scadente Bologna ci siamo cagati addosso. Karamoh non diventerà magari nessuno, ma è da Inter. Intendo da questa Inter”.

(26 – continua: la versione completa di questa puntata, di cui lasceremo online solo il 10%, sarà pubblicata sul libro in uscita a maggio 2018)

Tutte le puntate rivedute e corrette della stagione 2016/2017 di ‘Non è da Inter sono in ‘Non è da Inter – L’anno di Gabigol’ insieme all’inedito capitolo finale. 378 pagine, prezzo intorno ai 17 euro e unico mezzo per sostenere questa rubrica, il libro è in vendita presso Amazon, la Libreria Hoepli e tutte le librerie italiane che lo abbiano ordinato, dalle Feltrinelli alle altre: per quelle interessate il nostro distributore in esclusiva è Distribook. La versione eBook, al prezzo di 9,99 euro, è disponibile sia per Amazon Kindle sia per tutti gli altri tipi di eReader

P.S. Avvertenza per nuovi lettori della rubrica: ‘Non è da Inter’ è un’opera di fantasia che si ispira alla realtà, ma non è la realtà. Si può tranquillamente non leggere. Idee e cazzeggio quotidiano a tema Budrieri sono sulla pagina Facebook di ‘Non è da Inter‘.

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 8.9/10 (8 votes cast)
Commovente monologo (Karamoh è da Inter), 8.9 out of 10 based on 8 ratings

25 commenti

  1. M

    Sarebbe banale sottolineare le diverse perle, mi limiterò a dire con grande tristezza che
    io non riuscirò mai ad arrivare ad un livello così alto di scrittura. 🙁

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 10 votes)
  2. U

    “che vorrebbero più commoventi monologhi di Favino sui migranti ma si indignerebbero se ce ne fosse uno in memoria di una diciottenne fatta a pezzi.”

    Game
    Set
    Match

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 15 votes)
  3. C

    Quando ho letto la notizia della ragazza uccisa a Milano da un tranviere dell’ATM il primo pensiero è andato a Budrieri…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 7 votes)
  4. C

    Siamo in due! Cmq mi sono rotto le scatole dei msg del direttore che mi ricordano che la sbadatezza non è una buona ragione per la pezzenteria e ho ordinato il libro su Amazon. Ai sodali indiscretini suggerisco di fare altrettanto magari entro domani, così diamo una botta al libro e lo facciamo salire nelle classifiche di Amazon!

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  5. m

    Puoi comprarlo e annullare successivamente poi il pagamento… forse il libro sale ugualmente.
    A proposito: Il corriere di fiducia mi racconta questa storia: ogni giovedì porta un libro Amazon ad una signora, residente in un paesino dell’alta Versilia. Ogni lunedì successivo la signora prenota il corriere per il reso. Il simpatico corriere rottosi il cazzo, di perdere 4 ore solo per quel fottutissimo pacchetto, affrontava l’argomento con la simpatica signora, probabilmente una pensionata ante 1980, che spiegava: Giovedì arriva, lo leggo e lunedì lo rendo. Italiani brava gente.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +17 (from 17 votes)
  6. M

    su amazon il reso non sempre è gratuito dipende cosa scegli come motivazione e cmq dopo un certo numero di resi si viene bannati

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  7. Grazie! Meno 49 copie al punto di pareggio, per quanto da asteriscare (calcolati solo costi industriali e di distribuzione, lavoro valorizzato a zero alla Tosoni)…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 3 votes)
  8. C

    Ma wordpress non gestisce un pop-up che tutte le volte che posti un commento ti chiede se hai già comprato “Non è da Inter”?

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  9. m

    La visibilità, devi considerare la visibilità.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  10. Budrieri non mancherà di sviluppare l’argomento, con una durezza per lui insolita (tranne quando si critica Ambu)

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +9 (from 9 votes)
  11. M

    Il nome di Ambu è personalmente legato ad un episodio particolare ed indimenticabile del campionato 80-81.
    Era una domenica sera, io ero nella mia camera, in alto sul mio letto a castello con le gambe penzoloni a guardare sulla rai un tempo di una partita di serie a. Quella sera la partita prescelta era il secondo tempo del derby d’Italia, Juve Inter.
    Ho ripescato in rete le immagini del match https://www.youtube.com/watch?v=dtTD9J45qI8, probabilmente il servizio di Domenica Sprint affidato a Carlo Nesti e alla sua studiata prosa.
    Nel primo tempo Juve prorompente e incontenibile sul piano del gioco, con buona pace di Bearzot (rip) e Inter che per supplire alla domenica pensionistica di Altobelli e Muraro, soffocati dalla morsa Cuccureddu-Osti, si affida a sornione manovre a centrocampo e rapide puntate in profondità. Marocchino imponeva a Mozzini le sue volate e Fanna frastornava Canuti, costretto a manovre straordinarie per non naufragare di fronte ai guizzi rabbiosi del rivale. Brady e Tardelli sancivano il divario di inventiva e incisività tra le due squadre, e quest’ultimo rispolverava cadenze antiche (???). Il primo tempo si chiude sullo 0-0. Nella seconda frazione, quella che trasmisero in tivù, inizia con un rigore fischiato da Michelotti a favore della Juve al quarto minuto per atterramento di Cabrini.
    Per inciso, mi piace sottolineare come, scorrendo i commenti al video di youtube, se ne trovi uno a nome 75funk75 postato 5 anni fa – quindi 33 anni dopo quella partita – secondo il quale Cabrini si tuffa.
    L’Inter cerca di reagire, ma il podismo di Marini e Oriali non sottraeva la regia di Prohaska ad uno splendido isolamento. Intanto Brady recitava il copione di maggior prestigio, rispondendo da par suo alla genialità di Prohaska, colpendo la traversa con una fucilata dal limite. Sul pallone si avventava il grande Scirea (rip) che ribadiva in rete per il meritato 2-0. A questo punto il sergente di ferro Bersellini (rip) tentava il tutto per tutto sostituendo alla mezz’ora uno spento Muraro con il nostro eroe, Claudio Ambu. Ed ecco che accadde l’impensabile: al 34esimo le immagini in bianco e nero sul mio Telefunken (il Grundig a colori – 8 canali + telecomando – è nel salotto) cominciano a saltare, la voce del telecronista crepita (chi sarà stato, Nando Martellini (rip)? Ennio Vitanza?) e prima che possa scendere dal letto per regolare i manopoloni della frequenza, una spinta poderosa mi scaglia giù per terra. Mi rialzo a fatica perché il pavimento ondeggia come un’altalena. Erano le 19.34 del 23 novembre 1980, era appena iniziata una scossa di terremoto, incontenibile e prorompente come la Juve, un minuto e mezzo di durata, magnitudo 6.9, 11esimo grado della scala Mercalli (rip), la più forte del dopoguerra in Italia. Non capisco più un cazzo, sono frastornato come Canuti, solo che nel mio caso non c’è Pierino Fanna a guizzare, ma le pareti del mio appartamento al quarto piano. Mia sorella e mia madre urlano, mio padre (rip) interrompe la sua domenica pensionistica all’Altobelli e cerca di tranquillizzarci: ci impedisce di fuggire giù per le scale e ci raduna sotto uno dei muri portanti di casa. Dall’esterno provengono due rumori di natura diversa, entrambi spaventosi: le urla di centinaia di persone dai palazzi vicini e, ancora più agghiacciante, un cupo, sordo brontolio, come un tuono che però non calava dall’alto, ma saliva dalle viscere della terra, imponendosi come Marocchino su Mozzini. Avvinghiato a mio padre, come Cuccureddu a Spillo, trascorsi quell’interminabile frazione di tempo sperando che la scossa terminasse, ma niente da fare, cazzarola!, continuava, continuava, continuava…
    Per non soccombere al terrore guardai la tv: la cosa assurda è che le immagini non erano saltate, c’era sì qualche strisciata d’interferenza, ma nel caos e nel terrore generale mi riuscì di intravedere Ambu al 34esimo minuto che ripagava la fiducia del mister inventando un gol difficile, con la disinvoltura dell’esecuzione più facile.
    Sì, proprio mentre l’Irpinia sprofondava uccidendo circa 3000 persone, io non potevo far altro che guardare il gol del 2-1 di Claudio Ambu.
    La scossa continua, io sono estenuato, spento come Muraro, quasi perdo l’equilibrio, mi gira la testa, mi lascio cadere sul letto senza che Michelotti sanzioni il giusto rigore contro il sisma. Chissà cosa direbbe 75funk75 se potesse rivedere le immagini del mio abbattimento.
    La scossa finalmente terminò, e di lì a qualche minuto anche la partita senza che il risultato cambiasse; il mio palazzo e quelli intorno avevano resistito, con cautela uscimmo di casa rispolverando cadenze antiche (???) per raggiungere gli spazi aperti, al riparo da eventuali crolli.
    Oggi, 38 anni dopo, mi diverte pensare che mentre qui la terra tremava, a 800 km di distanza un già maturo Budrieri davanti alla tv fremeva per il gol del suo rincalzo preferito.
    Quella notte quasi tutti i condomini restarono all’aperto, dormendo in auto. Solo in pochi rientrarono in casa – noi tra quelli. Attorno alle 22,30 ero di nuovo nella mia camera, ora immobile come Zoff sul tiro di Ambu.
    Giusto in tempo per la Domenica Sportiva.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +27 (from 31 votes)
  12. s

    potrei fare lo stesso racconto. identico, tranne per il rientro a casa. mentre ambu carica il tiro, urlo a mio cugino di smettere di muovere il divano e mentre lo dico mi accorgo che il divano va allegramente per i fatti suoi nella stanza. gran goal tra l’altro.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 9 votes)
  13. M

    Wikipedia mobile mi segnala tra i calciatori correlati ad Ambu il grandissimo Carlo Trevisanello

    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Carlo_Trevisanello

    In questa foto aveva 24 anni…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 4 votes)
  14. E

    Caratteristiche tecniche: “Era un giocatore di temperamento”. Altro che diagonali e fare densità e 4231.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 3 votes)
  15. m

    Ricordiamo che ad Ambu dobbiamo la carriera di Walter Zenga:
    http://www.ilgiornale.it/news/i-50-anni-zenga-bullo-viale-ungheria-che-divent-cigno.html

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  16. C

    @ Direttore: esco allo scoperto, non ho accolto la moral suasion ma mi sono permesso di proseguire la lettura.

    Perché? Perché ho acquistato quasi tutti i suoi libri oltre ad invitare diversi conoscenti (con buoni risultati) a farlo e perché il “Non è da Inter” è da apprezzare nella contingenza e a piccole dosi.

    Volesse scalare le classifiche di Amazon scriva il proseguo di “Notizie da Cialtronia”, farei di sicuro un acquisto in doppia cifra per diffondere il verbo anche tra gli amici 🙂

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  17. Niente è meno obbligatorio dell’acquisto di un libro, vale per Dostoevsky e a maggior ragione per Non è da Inter. Era solo la sottolineatura, che giustamente hai interpretato come moral suasion, che dietro a ogni puntata, anche la meno riuscita, c’è una giornata di lavoro a tempo pieno (sommando le ore di tre giorni diversi). In ogni cosa applico però il principio dello stop loss, quindi a maggio si chiude…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  18. Io sono tra i meno interessati alla rubrica, ho però accolto l’invito acquistandolo solo per finanziare un’iniziativa che pare molto gradita dal gruppo.
    Con tutti i soldi che butto via in cazzate, se posso aiutare il club di cazzeggio colto a restare aperto ben venga…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)
  19. I

    Va detto che ne hanno pagate poche anche gli italiani lì dentro, che quindi non procureranno danni a Padoan quando saranno sgozzati dai sopracitati maghrebini, magari mentre analizzano le differenze in fase di spinta fra Ghoulam e Mario Rui.

    direi che il problema principale parte da questa frase che definirei emblematica
    Pamela chi?

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  20. C

    @ Direttore: corretto. Lo stop loss è la strategia più razionale.

    Non avevo invece capito, per mia disattenzione, che la vendita avrebbe finanziato la rubrica online. Ho quindi provveduto all’ordine di una copia per Kindle (vale lo stesso?).

    A costo di fracassare i cabasisi: e un nuovo libro di Notizie da Cialtronia? 🙂

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  21. No no, la vendita finanzia solo i soldi che ho già dato a stampatore e grafico. Ma tanto avevo già dato quei soldi per persi… A Cialtronia penso spesso, perché ci sarebbero storie per farne dieci e quello che mi aveva prodotto la casa editrice di Morandotti (esattamente il Ricky ex nazionale di basket) era andato molto bene. Il problema è solo ideologico, perché una critica (che mi sarei fatto anche io) è che citare nomi di fantasia non è esattamente giornalismo: è insomma troppo facile, uno potrebbe inventarsi qualsiasi cosa gli passi per la mente. Del resto con i nomi veri non potresti dire la verità nemmeno se avessi alle spalle 28 avvocati…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  22. A

    Cialtronia 2 lo considero già nella mia wish list mentale
    Come scritto altre volte, purtroppo posso partecipare poco ma mi siete di grandissima compagnia, se ogni tanto posso mettere un misero deca per supportare la comunità e lo sbattimento per tenerla in piedi lo faccio più che volentieri.
    Per inciso, il bello di Cialtronia erano i nomi di fantasia, tanto qui sopra vennero smascherati in un amen. Al limite andrebbero più che bene quelli usati sul Muro (Capra, Conducador, Prevosto, Presidentissimo più Presidentissimo fra tutti i Presidentissimi dei Presidentissimi, la Mano i migliori all-time)

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  23. C

    Di Notizie da Cialtronia ho due copie (una comprata in viaggio senza accorgermi che alcune pagine erano rovinatissime, sarà stato Strongman) e ne ho regalate altre 2, quindi rinnovo l’invito a dare un seguito.

    Su Non è da Inter, da tossico quale sono mi permetto due osservazioni: (1) non è obbligatorio avere un capitolo dopo ogni partita, meglio meno puntate ma di qualità più alta; (2) nelle ultime evoluzioni della rubrica il magnifico piccolo mondo antico di via Novara si è un po’ cristallizzato e quella meravigliosa coralità di personaggi in continuo divenire si è un po’ persa. Mi piacerebbe fossero recuperati un po’ di personaggi vecchi, o che ne entrassero di nuovi (vedrei bene un aspirante trapper, un finto startuppista di quelli che conosce su Tinder la fede, un cinese neoassunto eliminato al primo turno di Masterchef alle prese con le insalate per i dipendenti Turboplast…), e vedere un po’ dove vanno a parare queste vite inutili sulle quali spicca l’astro luminoso di Budrieri…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  24. m

    Cialtronia nella top ten di sempre.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  25. Non a caso…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)

Lascia un Commento

Close
Ti piace Indiscreto?
Seguici anche sui Social Network per essere sempre aggiornato sui nuovi contenuti
Social PopUP by SumoMe

Questo sito utilizza cookie tecnici per consentire la fruizione ottimale del sito e cookie di profilazione di terze parti per mostrare pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi