Gomorra 3, non dovevano ammazzarci Ciro

Fuori tempo massimo abbiamo terminato di vedere su Sky la terza stagione di Gomorra, recuperando gli arretrati con un binge watching che fa riflettere sulla crisi dell’Occidente o, più modestamente, sulla nostra assenza di vita sociale. Ne scriviamo il giorno dopo avere visto Marco D’Amore fra i protagonisti della serata di Rai Uno dedicata alla danza, una specie di Roberto Bolle & Friends che ha fatto storcere il naso ai puristi della parrocchietta ma che di sicuro ha fatto del bene alla diffusione della danza: nessun bambino privo di pay-tv chiederebbe di giocare a tennis, non avendo quasi mai visto Federer e Nadal. Ecco, vedere Ciro Di Marzio parlare in italiano, con tutto che noi Gomorra lo seguiamo con i sottotitoli, ci ha steso almeno al pari della morte di Ciro stesso, per mano di un Genny Savastano costretto dalle circostanze a mettere fine all’esistenza dell’ex luogotenente del padre Pietro (fra le altre cose ammazzato da Ciro alla fine della seconda stagione, con l’assenso di Genny… del resto Ciro aveva fatto fuori anche donna Imma, moglie del vecchio boss e madre di Genny), ex suo maestro di camorra, ex nemico mortale e ed infine amico-alleato pieno di tormenti interiori.

La stiamo tirando in lungo per non dire con dolore (rimane pur sempre una delle poche fiction italiane guardabili) che la terza stagione di Gomorra è stata ai confini del ridicolo, con personaggi improponibili a Napoli come a Göteborg, a Siviglia come a Pechino. Cosa può essere passato per la mente di Saviano o degli altri autori quando hanno pensato alla figura di Enzo ‘Sangue Blu’, il camorrista perbene (per gli standard di un camorrista) con barba in certe puntate da hipster e in altre da De Rossi-Casa Pound? Personaggio centrale della stagione, anche lui come Genny soggiogato dal carisma di Ciro. Solo il suo amico Valerio lo supera, come livello di improbabilità. E vogliamo parlare di tutti i boss, da Scianel a O’Stregone, che si muovono senza scorta facendo ovviamente una brutta fine? L’unica puntata con un po’ di cuore e di senso è stata quella di Ciro in Bulgaria, poi è stata tutta una rimasticatura con i difetti delle prime due stagioni (la politica quasi inesistente, come se la camorra fosse soltanto una questione militare) e nessuno dei pregi, a partire dai personaggi monumento. I fratelli Capaccio messi insieme non valgono un’unghia di Salvatore Conte, altro uomo tormentato.

La serie è ormai un brand di successo internazionale, oltre i livelli della Piovra, e di sicuro ci sarà un’altra stagione. Però con questo schema ha già detto tutto. E la morte di Ciro potrà anche essere una scelta artistica, per non venire incontro allo spettatore medio (uno degli autori ha questa teoria), ma rimane il fatto che ha privato Gomorra di un personaggio fortissimo senza il quale la trama sarà obbligata ad andare al di là di napoletani che si sparano e si incontrano nei sotterranei delle chiese. Non puoi mostrare Napoli come se fosse Beirut e poi dimenticarti, anche se è fiction, che esisterebbero un prefetto, un questore, un sindaco, duemila altri politici o magistrati. La sensazione è che per l’estero si sarebbe potuto mettere di tutto, ma in Italia in linea con la filosofia (anche nello sport) di Sky si sono soprattutto volute evitare rogne.

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Gomorra 3, non dovevano ammazzarci Ciro, 8.0 out of 10 based on 4 ratings

13 commenti

  1. c

    La roba più ridicola è che O’Stregone viene ucciso a casa sua di notte, come se fosse un anziano che abita da solo e che è andato lui ad aprire la porta.
    Ecco, manca un po’ la politica, ma temo di capire come mai non ve ne sia traccia. A riveder le stelle.

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  2. t

    L’introduzione di nuovi personaggi e’ di solito il de profundis di una serie.

    Direttore ok il cuore ma Ciro che non sa manco l’italiano impara il bulgaro, anche quella puntata e’ improbabile.

    Valerio mi sembra realistico, anche se la bella gioventu’ che diventa criminale e’ piu’ una cosa romana.

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  3. T

    dovevano chiuderla alla prima stagione. vero, si rasenta il ridicolo su tutto quasi come in suburra la serie. poi ‘sto fatto dei dialoghi che sembrano conversazioni tra socrate, platone e aristotele e invece dicono sempre le solite e stesse 4 stronzate (ca nun s camp, ca s mor e bast, i savastano non si toccano, mo ce ripigliamm’ tutt’ chell che è ‘o nuost, ecc), ha francamente rottoercà.
    p.s. a prosito di binge watching festivo consiglio vivamente, a chi piace il genere, mindhunter: eccezionale

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  4. La ricerca della frase memorabile e cazzuta è in effetti tremenda, da far rimpiangere ‘Ti spiezzo in due’. Con tutta la stanchezza e ripetitività che mostrando dando le serie americane, va detto che è un errore che gli americani non fanno quasi mai. Lasciano che la partita venga verso di loro, come MJ

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  5. j

    Molto meglio suburra aldilà di certe forzature veramente inutili oltre che ridicole. Ormai nessuno cerca una storia lineare credibile ma emozionante, si cerca l’occhio della madre, la carrozzella….

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  6. P

    3 stagioni è veramente la lunghezza ideale, altrimenti si sbrodola e si saltano gli squali ma in Gomorra pare che abbiano cominciato addirittura prima a non avere più nulla da dire… meglio ritirarsi a 32 anni come Michel Platini che trascinarsi come Walking Dead…..
    in queste settimane ho scoperto pure Amazon PrimeVideo, segnalo un paio di serie non malaccio in mezzo a tanta fuffa, Goliath e Startup.
    Al momento, in attesa della ripresa di Westworld credo che Peaky Blinders (Netflix) sia il top…

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  7. t

    Peaky Blinders bene le prime due stagioni poi declino. Quarta stagione ridicola, meta’ del girato sono slow motion di camminate da fighi e l’italo-americano di Adrien Brody e’ osceno (lo stuzziccadente e’ un’idea presa da Johnny Stecchino???).

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  8. M

    Avrei potuto coprire di insulti la spoilerata insita nel titolo. Avrei, appunto. Non fosse altro che avevo già iniziato a storcere il naso dalla fine della prima, mollato a metà della seconda e deciso di non vedere il resto. Bò, secondo me Gomorra in tutto ciò che viene “proiettato”
    dalla fine dell’ottava puntata della prima serie in poi pè una cagata pazzesca. Avevo già detto del fatto che solo in Italia si vedono serie in cui tra la prima e la seconda passano tre anni e che dovendo dare continuità al racconto si ritrovano personaggi che da un giorno all’altro
    sono ingrassati, hanno perso i capelli o sono appunto invecchiati di tre anni.
    La cosa inizia a scadere quando il numero dei morti è di sette-otto volte superiore al numero di puntate trasmesse. Ok che la camorra uccide ma con 40 morti in tre settimane anche lo Stato italiano interverrebbe per cercare di calmare gli animi. Invece lo Stato è totalmente assente o comunque polizia etc appaiono in maniera a dir poco marginale.
    Prodotto buono per essere venduto all’estero in cui se non siamo macchiette non vendiamo nulla.
    pensavo che Roamzno criminale mi avesse deluso per aver mandato tutto a mignotte nelle ultime quattro puntate della seconda
    serie ma questi hanno fatto peggio, molto peggio.

    ps: Direttore, chiedo a gran voce un pezzo su Roberto Bolle (e allora butta la pasta) e sul grido di giubilo collettivo che ha accompagnato l’esibizione di ieri sera al motto di “viva la qultura! Finalmente servizzio pubblicco!”. Meglio di niente ma sentire queste grida da parte di un popolo che non legge manco la lista della spesa…

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  9. Bolle l’ho seguito a metà con Via col vento (spero sempre che Diletta non muoia, per non dire della vittoria dei Confederati), mi è sembrata una pavarottata con ospiti di status inferiore a quelli di Pavarotti (per quanto alcuni fenomenali, come Virginia Raffaele) ma rispetto alla solita prima serata di Rai Uno è stata una ottima trasmissione. Cultura è tutto, di sicuro è stata una grande promozione per la danza che avrà fatto storcere il naso a quelli della parrocchietta. Del resto proponendo più di dieci minuti di Schiaccianoci il 21% di share non lo si faceva di certo.

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  10. j

    Dai, chi cazzo e Roberto Bolle su. Fa più cultura la Clerici alla prova del cuoco e annamo

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  11. M

    Per me la cultura è altro, non un eccezionale ballerino, per quanto eccezionale. Poi tutto è relativo. C’è chi considera cultura
    anche un tatuaggio. Chi sono io per dire che un tatuaggio o Roberto Bolle non siano cultura? Probabilmente se Roberto Bolle si facesse un tatuaggio avremo brandelli di cervelli sparsi ovunque per la troppa cultura infusa tutta in una volta. Mi fa ridere che l’italietta abbia definito cultura lo show di Bolle tralasciando le centinaia di cose culturali che ogni anno passa la tv , anche quella di stato ma che siccome non sono mainstream non gliene sbatte un cazzo a nessuno.

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  12. t

    Considerazioni varie
    1) il successo estero di gomorra é presente anche in svezia dove sulla rai svedese é trasmessa piu volte la prima serie
    2) che si erano fatti prendere troppo la mano, e che il declino della serie era diventato irreversibile, lo si era gia capito negli speciali dove introducevano/presentavano i nuovi personaggi
    3) altra cosa che stona, collegata all assenza totale dello stato e della politica nella serie, é che tutti i guadagni, e le attivita in genere, dei vari clan vengono solo da ambiti totalmente crimanali in senso stretto (droga) e non da altre fonti di guadagno (come esempio appalti e monnezza) collegate al tessuto politico
    4) parlando di serie tv , questa settimana in svezia parte la quarta serie di Bron, serie che consiglio e che é probabilmente la serie tv principale/piu importante degli ultimi anni

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  13. C

    Gomorra cavalca la fama guadagnata con una prima serie spettacolare, con un gruppo di personaggi in continua evoluzione che però sono stati fatti fuori uno dopo l’altro per mantenere alto il ritmo lasciando la storia un po’ a corto di sottotrame. Giocato male come notato ovunque anche il ruolo delle forze dell’ordine – in fondo l’arco narrativo migliore si svolge con don Pietro al 41 bis – e completamente dimenticato l’aspetto “politico” (Genny “si ricorda” del politico che aveva fatto eleggere solo a 3a stagione inoltrata). Già alla fine della 2a stagione ero abbastanza scarico, questa 3a mi ha fatto completamente passare la voglia. Peccato.

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