Babylon Berlin e il fascino di Weimar

È impossibile trovare una serie ambientata in un contesto storico più stimolante rispetto a quello di Babylon Berlin, di cui abbiamo appena finito di vedere su Sky Atlantic la sedicesima e ultima (ma non ultima, si spera, visto che i libri da cui la serie è tratta arrivano al 1934) puntata. Parliamo della Berlino del 1929, in piena Repubblica di Weimar e con la fragile Germania dell’epoca che avrebbe potuto andare in tante direzioni: il consolidamento della democrazia liberale, il ritorno del Kaiser, un governo industriale-militare, una rivoluzione comunista, il nazismo. Inutile ricordare la direzione poi presa, ma proprio per questo la Berlino dell’epoca fa ancora di più meditare sulle possibilità perdute. Insomma, questa serie tedesca è partita con buonissime armi (…) in mano.

Protagonista Gereon Rath, commissario che da Colonia viene mandato a Berlino per indagare su un ricatto a luci rosse di cui è vittima il borgomastro di Colonia (cioè Konrad Adenauer, proprio il futuro fondatore della CDU e cancelliere della Germania Ovest), ma che presto viene fagocitato dagli intrighi e dalle personalità incredibili che in quel momento sta producendo la Germania. Un paese umiliato dal Trattato di Versailles, dove l’esercito si sta in segreto riorganizzando a prescindere da Hitler (anzi, la contrapposizione Hitler-esercito ci sarà sempre) e con la fattiva collaborazione di Stalin. Un paese la cui capitale è probabilmente al massimo della sua storia culturale, da Brecht a Billy Wilder. Il ricordo della Grande Guerra è ancora vivo in tutti, soprattutto in chi l’ha combattuta come Rath, che in trincea ha perso un fratello (il dolore non gli ha impedito di mettersi con la vedova) e guadagnato una malattia nervosa che lo costringe a strafarsi di medicinali.

Per quanto riguarda la storia, il punto di forza sono i personaggi molto caratterizzati: il poliziotto ‘deviato’ Bruno, l’intraprendente Charlotte, la pseudocontessa Sorokina, il questore ebreo Benda (nostro personaggio preferito), il trotzkista Kardakow, l’industriale Nyssen e tanti altri. Punti deboli le scene di azione, goffe e fumettistiche oltre i confini del ridicolo (Kardakow sembra Gatto Silvestro), ma anche certi collegamenti e certe coincidenze da romanzetto, tipo che nella stessa pensione si ritrovino a risiedere il commissario, il giornalista di denuncia e il sovversivo russo. Non ci è piaciuto nemmeno il modo in cui la serie è stata promossa, come se l’aspetto peccaminoso e dissoluto delle notti berlinesi fosse centrale. Rimane il fatto che il contesto storico vinca su tutto: quella Berlino del 1929 è il prodotto della sconfitta militare, di Versailles, della rivoluzione spartachista e della relativa restaurazione, del tentato colpo di stato di Kapp, della costituzione liberale di Weimar, del maggio di sangue prodotto da istinti rivoluzionari di segno diverso. Inevitabile l’effetto dottor Zivago: tutti sappiamo che Lara non si girerà, ma continuiamo a sperarci. Tutti guardiamo quella Germania andare verso il nazismo e ci chiediamo come sia possibile. La strada verso il 1933-34 è ancora lunga, comunque. Per lo meno nella fiction.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 10.0/10 (5 votes cast)
Babylon Berlin e il fascino di Weimar, 10.0 out of 10 based on 5 ratings

2 commenti

  1. T

    viste ieri le prime 4 puntate della prima stagione: il pilot è fulminante e ti tiene incollato davanti allo schermo.
    spero che anche il prosieguo non deluda e scada nel romanzetto o nel cartoon: kardakow come gatto silvestro è geniale, dallo scampato assalto alla tipografia, con annesso rifugio nel water, alle peripezie per tornare a casa è in effetti qualcosa che assomiglia tanto a mr. bean. i vari personaggi sono tutti tratteggiati bene e tutti con qualcosa di sordido da celare; ma quello che mi ha colpito di più dei primi episodi è lo spessore tecnico di questa produzione. foto, colonna sonora, montaggio, costumi, resa del momento storico, scene di massa e resa dell’ambientazione storica sono ai livelli delle migliori produzioni ammerigane. le scene ambientate nei locali da ballo con annesso bordello sono uno spettacolo per gli occhi e per le orecchie. io ci ho visto anche tanta similitudine politica e sociale con i nostri giorni.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 5 votes)
  2. G

    Stefano Olivari, lo sai già che qualsiasi cosa abbia questa ambientazione con me ha vinto in partenza. Einer muß der Bluthund werden, come diceva il saggio.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)

Lascia un Commento

Close
Ti piace Indiscreto?
Seguici anche sui Social Network per essere sempre aggiornato sui nuovi contenuti
Social PopUP by SumoMe

Questo sito utilizza cookie tecnici per consentire la fruizione ottimale del sito e cookie di profilazione di terze parti per mostrare pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi