Sinistra senza Spacey (Eder non è da Inter)

Il giorno dopo Inter-Torino è un lunedì come tanti altri, per lo meno al Champions Pub. Nell’ultima settimana i giornalisti del Novecento, nostalgici di Nicolazzi e Pajetta, sono riusciti ad ammorbare i loro lettori piccolo borghesi con improvvisazioni sull’Isis, scenari post elezioni siciliane e molestie sessuali risalenti appunto al Novecento. Piccole concessioni pop soltanto per le 170 donne di Ignazio Moser e per un po’ di populismo sugli scrutatori siciliani che scrutano dal giorno dopo le elezioni, con calma, rivalutando gli hacker russi. Qui nel trumpiano paese reale si sta comunque discutendo soltanto del pareggio nerazzurro con la squadra di Mihajlovic, un uno a uno che rende difficile valutare la domenica pomeriggio e in generale le vite del Gianni, del Walter, del Franco e di Budrieri, che hanno seguito tutto dal loro solito secondo anello rosso, a poca distanza dalla tribuna stampa dove il Max cercava di guadagnarsi le attenzioni di una Fede che però stava chattando con un rich kid californiano, questa volta pare reale, vicino di casa di Elon Musk a Bel Air (non che la Fede sappia chi sia Elon Musk, ma vale anche per Eder). Così anche oggi, mentre il mondo brucia, nella populista periferia ovest di Milano il parlare di calcio è l’unica cosa che tenga attaccati alla vita insieme alle gelaterie che ancora hanno il puffo e la stracciatella, agli sconti 30% del Simply, al videopoker, al centro massaggi Tuina, al Nails Paradise, al credito al consumo, ai money transfer, alle svendite per fine attività, alle pizzerie egiziane con la cultura del bordo bruciato, a invendibili appartamenti avuti in eredità, alle sigarette elettroniche, al vicino di pianerottolo che non ti saluta e alla regia di Borja Valero.

Sono le due del pomeriggio e Paolo-Wang sta servendo caffè dal sapore di bruciato ad impiegati della Tuboplast che hanno trascorso la loro pausa pranzo (pausa non si sa rispetto a cosa, pranzo inteso come fascia oraria) analizzando il piazzamento di Szczesny sulla punizione di Ciciretti. Quegli invertebrati hanno perfezionato nel tempo una faccia di circostanza e quindi Tosoni a volte pensa che lo stiano ad ascoltare. L’amministratore delegato più innovativo e anticonformista d’Italia, astro nascente del PD (l’unico in grado di ricostruire un rapporto con MdP e con la società civile) con la mano destra ben piantata fra le cosce di Mariella in segno di protesta contro le molestie sessuali negli Stati Uniti, ha annunciato l’intenzione di diversificare entrando in maniera pesante nel settore dolciario. L’obbiettivo è mettere le mani sulla gloriosa Melegatti, da mesi in difficoltà mentre ancora più in difficoltà sono i suoi dipendenti e fornitori. Il piano di rilancio di Tosoni prevede di continuare a non pagarli, ma di trasferire la produzione a Locri per beneficiare dei fondi europei per imprenditori africani Under 25 (come prestanome sarà utilizzato Yannick, ufficialmente minorenne e in grado di sfruttare il know-how senegalese riguardo ai pandori) e nel contempo assumere alcuni giovani di grande prospettiva segnalatigli da un amico del cavalier Brambilla da anni residente a Corsico, il paese (lo diciamo per i non milanesi e i non calabresi) in cui alle tre del pomeriggio è già buio.

In casa Budrieri l’armonia regna sovrana, nonostante il freddo calato sulla città e soprattutto sulle sue periferie abbia portato il cesso a temperature che impedirebbero di cagare anche a Michele Strogoff. D.J. John dopo essersi fatto una sega grazie al calendario allegato a For Men si è sentito più lucido e ha avuto una bella idea per arricchirsi, visto che recitare (senza troppe difficoltà nell’immedesimarsi) la parte del barbone alle feste per alunni del San Carlo sta diventando troppo pericoloso: nell’ultima lo hanno cosparso di cherosene e gli hanno dato fuoco, pisciandogli poi addosso e mettendo tutto su You Tube con un miliardo di visualizzazioni in mezz’ora. In pratica il dee jay pugliese rivelerà a Verissimo (ha mandato una mail alla redazione, ma ancora non gli hanno risposto) che nel 1984 Kevin Spacey lo ha molestato. L’allora venticinquenne attore americano, che ai tempi faceva quasi solo teatro, si trovava a Taranto per una replica degli Spettri, insieme a Liv Ullmann, con cui due anni prima aveva avuto un discreto successo a Broadway. La Taranto degli anni Ottanta impazziva per Ibsen e applaudì il giovane Spacey, che fra l’altro stava preparando la sua entrata nel mondo del cinema. Frequentando lo Iacovone ci fu la scintilla per una sceneggiatura sulla vita di Frappampina, un musical criptogay in cui il difensore avrebbe evitato la retrocessione in C1 vincendo una gara di ballo in coppia con Sgarbossa e poi con il premio avrebbe regalato Maradona al Taranto. In tutto questo D.J. John, che si era spacciato come interprete grazie a un disco mix di relativo successo (‘Fuck your body, fuck your soul’ arrivò al 367esimo posto nella classifica di Sorrisi & Canzoni riferita alla sola Puglia), entrò nelle simpatie di Spacey che però con lui parlava soltanto degli schemi di Toneatto e non gli fece mai avance. Poco importa: questo è il momento giusto e D.J. John ha già pronta e credibile la faccia da ex giovane molestato.

Mentre la bellissima e triste Lifen, con il volto segnato dalle botte dei vecchi Tong inferociti per i 75 anni di relazioni diplomatiche fra Taiwan e Vaticano (non che la politica estera di Bergoglio dipenda da una cassiera di via Novara, ma che le donne non vadano picchiate è una fissazione occidentale), spiega che sugli scontrini fiscali si fa troppa demagogia alla Report, Budrieri sfoglia senza entusiasmo la Gazzetta sul bancone della Sammontana ed evidentemente maneggiata fino a pochi minuti prima da un meccanico della Arrows. Intanto Ibrahim, Nabil e gli altri spacciatori maghrebini dal passaporto variabile sono preoccupati: davvero non capiscono perché il governo Crocetta, che sapeva coniugare in maniera perfetta accoglienza di clandestini islamici e sbiancamento anale a carico dello Stato, abbia affossato la sinistra in Sicilia. Leggono Repubblica e La Stampa, seguono le inchieste di Sky Tg 24 sui migranti, potrebbero citare a memoria tutte le analisi della Botteri e di Rampini, sono quindi più informati (va detto che per esserlo basterebbe un arretrato di Zagor) degli italiani del Champions Pub ma esattamente come loro non capiscono cosa stia succedendo. La differenza è che agli italiani importa soltanto delle convocazioni di Ventura e che non ci sarà nemmeno gusto a sgozzarli mentre discutono su chi abbia più mentalità internazionale fra Conte e Allegri (i maghrebini, attenti telespettatori di Sky, dicono Conte). Quegli invertebrati che vorrebbero regalare alle figlie l’iPhone X, ovviamente la versione 256 GB, in modo che possano chattare meglio con chi le stuprerà, sono tifosi di squadre di calcio ma se ne sbattono dell’Italia e se potessero andrebbero in pensione a 27 anni di età con 4 mesi di contributi, scaricando tutto sui propri figli (del resto i loro genitori hanno fatto proprio così). Non si meritano uomini come Budrieri, visto che si esprimono con suoni gutturali ed espressioni come ‘L’ingresso in campo di Eder ha dato vivacità’. Per questo fa bene Budrieri a gettare a terra con forza la Gazzetta che titola ‘Mezzogiorno di gioco’, e affrontare, armato solo del proprio carisma, quelle menti acute che passano le giornate a valutare le condizioni psicologiche di Dybala ma saprebbero rilanciare il PD in Sicilia entro gli spareggi mondiali se soltanto Renzi gli cedesse il posto di segretario. Anche se lui che in nerazzurro ha visto giocare Recchi e Mezzano non dovrebbe scendere allo stesso livello di chi pensa che l’Inter sia stata inventata dal fiuto di Sabatini.

“Una buona partita, anche se voi popolo bue la giudicherete soltanto per il risultato. Di solito a Icardi basta mezza occasione, delle cinque che ha avuto ieri, per segnare, ma non è sempre festa. Miranda pessimo, Borja Valero meglio del solito. Poi impazzisco quando vedo voti dati in base a un gol che avrebbe segnato anche mia nonna: Eder è un bravo ragazzo, uno che sta al suo posto, ma non è che a tutti i bravi ragazzi venga regalato un contratto milionario. E poi quei geni di Sabatini e Ausilio avevano paura che ce lo rubassero, così ecco il prolungamento fino al 2021. Significativo che la nazionale italiana abbia avuto bisogno di naturalizzare uno così, del resto se i nostri ragazzini ingrassano davanti alla playstation alla fine devi farti andare bene anche Eder. Sarà da Italia, ma non è da Inter”.

(12 – continua: la versione integrale della puntata sul libro che uscirà, se mai uscirà, nel giugno 2018).

Tutte le puntate rivedute e corrette della stagione 2016/2017 di ‘Non è da Inter sono in ‘Non è da Inter – L’anno di Gabigol’ insieme all’inedito capitolo finale. 378 pagine, prezzo intorno ai 17 euro e unico mezzo per sostenere questa rubrica, il libro è in vendita presso Amazon, la Libreria Hoepli e tutte le librerie italiane che lo abbiano ordinato, dalle Feltrinelli alle altre: per quelle interessate il nostro distributore in esclusiva è Distribook. La versione eBook, al prezzo di 9,99 euro, è disponibile sia per Amazon Kindle sia per tutti gli altri tipi di eReader

P.S. Avvertenza per nuovi lettori della rubrica: ‘Non è da Inter’ è un’opera di fantasia che si ispira alla realtà, ma non è la realtà. Si può tranquillamente non leggere. Idee e cazzeggio quotidiano a tema Budrieri sono sulla pagina Facebook di ‘Non è da Inter‘.

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9 commenti

  1. l

    A proposito ma perché il banner mi pubblicizza dei pantaloni da jogger che avrebbe remore ad indossare anche kevin spacey dopo 8 birre durante un festino con le salme di Michael Jackson e Robin Williams?

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  2. L

    Jogger, miglior cosa capitata nel mondo della moda (maschile) dopo il pantalone a vita bassa

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  3. l

    Sì ma magari grigi….

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  4. C

    Michele Strogoff e il cesso di casa Budrieri: altra perla da aggiungere alla collezione!

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  5. I

    (come prestanome sarà utilizzato Yannick, ufficialmente minorenne e in grado di sfruttare il know-how senegalese riguardo ai pandori)
    capolavoro assoluto, di una cattiveria apocalittica, che approvo i toto

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  6. L’importante è non pagare dipendenti e fornitori, tanto in Italia al debitore seriale non accade niente. Al di là della legge, non c’è nemmeno un numero significativo di creditori incazzati ad aspettare i cialtroni sotto casa.

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  7. “…con la mano destra ben piantata fra le cosce di Mariella in segno di protesta contro le molestie sessuali negli Stati Uniti…
    …questo è il momento giusto e D.J. John ha già pronta e credibile la faccia da ex giovane molestato…”

    Minchia, le lacrime!…

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  8. S

    I magrebini osservatori politici più profondi e acuti di Panebianco & co.

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  9. m

    Lifen é per la digitalizzazione. Aspetterà che entri in vigore lo scontrino telematico obbligatorio.

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