Il primo comandamento di Sacchetti

Oscar Eleni in fuga dalla demagogia FIBA, dai castelli in aria dei venditori di bufale cestistiche, per guardare il mare dalle colline irlandesi del Connemara dove abbiamo trovato la reincarnazione di Romeo Sacchetti. Sì, in terra gaelica, ascoltando musica celtica, ci siamo imbattuti in Brendan Gleeson, grande attore e autore del teatro e del cinema irlandese, lo avrete visto in Ritorno a Cold Mountain, nei vari Harry Potter, protagonista di un film meraviglioso premiato a Berlino: Un poliziotto da happy hour. Sembra davvero la storia del nuovo allenatore della nostra nazionale di basket. Orsi meravigliosi questi gigantoni, diversa ironia, ma non si può avere tutto allenando una squadra come l’Italia del basket. Sacrificare tutto per la verità, prendendo a calci l’ipocrisia. Quando Messina disse alla FIBA fottetevi con le vostre finestre invernali non si sapeva chi sarebbe stato il sostituto. Sondaggi fuori frontiera, tormentoni interni con saluti negati, facce truci. Finalmente Sacchetti. Tanto per traghettare, celiava il mondo intorno a Petrucci che cercava ispirazione, ancora una volta, finalmente ancora una volta, nelle visioni di Boscia Tanjevic, il capo di una setta dei poeti estinti di cui il basket e lo sport farebbe bene a non dimenticarsi mai, mandando al diavolo gli invidiosi. Bella coppia. Se lavoreranno davvero insieme forse vedremo un mare meno cattivo anche dalle colline del Connemara.

Intanto l’erede dei Sachet, come il poliziotto Gerry Boyle, ha subito preso per le orecchie le belle gioie in Azzurro stinto che giocavano con sufficienza. Liberi, magari non belli, ma scazzati mai. Primo comandamento. Poi, assorbita la quasi rimonta della Romania che ha rubato al povero Iannuzzi un esordio sognato, ecco la trasferta in Croazia. Un tempio. Una grande storia. Pellegrinaggio da brivido sentendo Cosic che racconta le meraviglie di Drazen Petrovic nel campionato degli angeli ribelli, lassù dove i bulli di oggi, che giochino ad Oklahoma o a Madrid, non troverebbero posto. Per i passi di bimbo della sua Nazionale liofilizzata, senza i “grandi” che non ci hanno portato né all’Olimpiade né oltre la frontiera dell’ottavo posto in Europa, serviva capire chi erano quei giovanotti dallo sguardo truce per spaventare le pulci dentro di loro.

Presa la sberla iniziale, 16-4, superato lo choc del Croazia 20 Gentile 10, è venuta l’ora di parlarsi sul serio. Tu, col piumino, tu che cerchi la sorpresa nel pallone e non lo molli mai, vieni a sederti in panchina. Dentro i pirati e gli artisti, ammesso che questi ultimi abbiano anche voglia di essere qualcosa di meglio e di più del viaggiatore goloso. Partita ribaltata, prima fase di qualificazione sulla via della seta superata anche senza aspettare le finestre di febbraio o gli esami di riparazione a fine giugno. Sacchetti esce bene dalla mischia. Ora li conosce un po’ di più, certi giocatori. Faranno strada e a parte Melli non ci sembra che ci sia bisogno di nessun altro dei rifugiati oltre la cortina di ferro Fiba. Sì, un Datome sereno servirebbe, ma cerca riposo. Come Belinelli. Hackett? Ha bisogno di recuperare da infortuni seri.

Chi resta fuori dal giro? Gallinari, accidenti. Quello che ci ha fatto sapere via Gazza degli orgasmi che ha patito moltissimo il silenzio della Patria. Dal presidente federale ai compagni. Avrete capito che la NBA e i grandi contratti ribaltano un po’ tutti i concetti dell’esistenza. Tu sbagli, tu danneggi, tu vai fuori e poi pretendi che gli altri si facciano vivi. Per dire cosa? Sarebbe un po’ come se De Rossi, che gli avversari chiamano de rissa, pretendesse le scuse di quelli che ha menato e che lo hanno fatto espellere. Certo che la frattura ha fatto diventare una cazzata il peggiore degli autocanestri, ma, accidenti, la vittima non è stato lui.

Mentre il mare mosso dello sport cerca quello che non si trova in nessuna tavola rotonda dove tutti mostrano il distintivo, sono abili nelle chiacchiere, ma poi con i fatti sembrano topolini in fuga, noi andiamo sbirciare nella grande crisi. Atletica non pervenuta. A Milano, dove si corre, si paga e ci si scusa sempre dopo per la cattiva organizzazione avevano promesso una pistina indoor al XXV Aprile. Chimera. Sarebbe già tanto avere la pista all’aperto e spogliatoi non peggiori dei bagni al Forum. La Milano Europea che ogni tanto bofonchia pensando alle Olimpiadi del 3000 non si vergogna ancora di essere finita sotto le macerie del Palalido e del Pala San Siro. Ora sembra che tutti pensino al bene del calcio. Risveglio tardivo mentre ci prendono tutti in giro per stadi cloaca, per bande ululanti che si alimentano con il razzismo e la paura, facendo urlare le sirene della demenza per ogni VAR non digerito. Ci si picchia sempre. Si minaccia sempre. Si va avanti a spacciare e questo anche prima di Tavecchio e Ventura. Purtroppo, si teme, anche dopo, ammesso che si arrivi al dopo ora che tutti fanno le vergini dai candidi manti come se le risse fra genitori nei campionati giovanili fossero l’eccezione, bestie ce ne sono ovunque e non stanno tutte nelle stalle, e non la regola, soprattutto italiana, di chi ha sempre considerato lo sport bandiera da sventolare in assenza della carta igienica.

Chiusura dal museo Petrovic, dalla collina Cosic, dando i voti ai sequestrati FIBA rubati allo splendore del “sano” professionismo, gli alfieri del nuovo che non avanza.

SACCHETTI 7: Ci ha messo un po’ prima di capire i suoi “ragazzi”, ma quando si è reso conto che erano in troppi a confondere la maniera amichevole di approccio, quando ha fatto capire che da ex grande giocatore conosceva le sue mascherine, allora tutto è andato meglio. Bel lavoro anche in pochi giorni. Adesso questa idea dello stage per giocatori di A2. Vuoi vedere che lui e Tanjevic cambieranno davvero uno spicchio del nostro basket?

ABASS 6: La cura panchina in casa Armani non gli ha tolto il gusto per cercare un po’ meglio dentro se stesso. Monocorde con la Romania, quasi bravo con i croati.

ARADORI 5: Un passo indietro, uno di fianco, ma sempre modesto. Capitano con le gambe pesanti e di fronte non ha mai avuto grandi avversari. Ora non dite che è stato il gioco libero di Azzurra a penalizzarlo.

BILIGHA 6.5: Benedetto ius soli del basket, certo deve lavorare ancora tanto, ma questa sembra l’unica cosa che non lo spaventa. Certo gli mancano centimetri per stare al centro, ma l’energia serve sempre come direbbe l’Harris del CSKA che non è un gigante, ma tira sassate che fanno male.

BURNS 6.5: Sarebbe stato utile utilizzarlo così anche all’Europeo, perché avrà tanti limiti, ma non gli manca generosità e voglia di battersi, anche a costo di sbagliare cose che sembrano facili. Mister utilità.

CROSARIOL 4: Fantasmino al centro coi rumeni e i croati. Peccato, pensavamo fosse maturato meglio.

DELLA VALLE 7: Come i toreri spontanei di Pamplona quando vede il toro giusto sa essere bravo e anche divertente. Certo non sarà sempre cipria croata, o pazienza sacchettiana come contro i rumeni, ma intanto ci fa sapere che chi non lo vedeva in passato sbagliava.

FILLOY 7: Voto alto anche con alta percentuale di errori per uno a cui non è stato dato mai il tempo di rifiatare. E’ il nostro Che nella ricerca di una squadra che sia libera dal pregiudizio.

FONTECCHIO 4: Sarà la frustrazione del limbo dove è stato confinato a Milano, sarà anche colpa di chi lo sta facendo arrugginire, togliendogli autostima, ma sembra proprio un soldato da deserto dei tartari.

A.GENTILE 6.5: Quando può giocare alla sua maniera gli altri spariscono, o forse li fa sparire lui. Siamo sempre davanti allo stesso dilemma. Figlio del tempo che privilegia l’individuo nello sport di squadra o vittima della cattiva coscienza di chi non sa più insegnare?

IANNUZZI ng: Sfortuna nell’epilogo contro la Romania. Speriamo abbia altre occasioni come Gaspardo e Giuri.

POLONARA 5: Pochi progressi, sperduto nel mare della sua incompletezza tecnica e davanti non c’erano avversari così importanti da mandarlo in corto. Peccato.

L.VITALI 5: Rivisto superbone quando pensavamo che Brescia avesse trovato la sua vera natura di creativo con licenza di fare un errore in difesa ogni due azioni. Non si è mai sintonizzato con un basket che in attacco lascia spazio soltanto al pronto cassa.

B. SACCHETTI 6.5: Quello che aveva è riuscito a darlo, certo sbagliando anche cose facili, ma in campo non è andato un raccomandato. Si è meritato minuti e spazio.

VOTI OLTRE LE FINESTRE FIBA:

0 A FIBA ed Uleb, la NBA se ne fotte anche se le dai 0, perché queste finestre sono aperte sull’abisso dell’incomprensione fra invidiosi e non diteci che da una parte ci sono gli eletti, c’è la legge, e dall’altra chi pensa solo agli affari. Stessa medaglia, cara gente.

1 Alle NAZIONALI famose che fanno figuracce come RUSSIA e CROAZIA

2 Alla POVERTÀ di risultati veri che ha fatto titolare il successo sulla Croazia come una impresa.

3 Al GALLINARI amatissimo, bravissimo che però non può passare per vittima e lamentarsi di non aver avuto telefonate da nessuno dei compagni e dal presidente.

4 Al BAGATTA presidente senese se pensa che la gente se la sia presa con la squadra soltanto perché lui, incautamente, aveva promesso lo scudetto in tre anni.

5 A BONICIOLLI perché avrebbe meritato 0 come la sua Fortitudo, ma se uno, a Bologna, ha il coraggio di ammettere che squadra ed allenatore sono stati inaccettabili, insomma hanno fatto schifo perdendo un + 28 al 28′, allora vuol dire che è ancora una persona seria, onesta a cui dare fiducia.

6 A SKY se un giorno, come altre televisioni che ora danno il basket, potesse confessare che ha spostato una puntata di serial importanti, in questo caso Gomorra, per un partitone tipo Napoli-Juventus.

7 A TORINO per come ha accolto la Nazionale. Ora si ripeterà contro l’Olanda a febbraio, ma certo fa tristezza che in Italia ci sia soltanto una città così coinvolta con i destini di Azzurra.

8 A Stefano EVANGELISTA per il tempismo nella pubblicazione de “Il basket a Firenze”, cento anni di storia nell’ anno in cui la Lega porterà le finali di coppa Italia nella citta dei gigli infranti.

9 A ZAGABRIA per averci mostrato come si onorano i campioni, come si vive una crisi, come ci si può abbracciare anche su sponde diverse e le lacrime di Tanjevic di fianco a Novosel nel ricordo dei grandi sono state il momento sublime di una domenica dove si dovevano fare i conti con tanta mediocrità.

10 Ai BOSTON CELTICS perché nel volgarissimo mondo dell’uno contro tutti, dei Westbrook che fanno i bulli contro i Durant, si rivede una squadra che, come San Antonio, prova piacere a giocare insieme, da squadra appunto. In Italia qualcuno capirà?

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32 commenti

  1. m

    E con l’ultimo giudizio dimostra o di non essere in buona fede oppure di non aver mai visto gli Warriors degli ultimi 4 anni…

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  2. 25 squadre su 30 nella NBA giocano alla cazzo di cane, nonostante nella lega ci siano 99 dei primi 100 giocatori del mondo, però chi lo scrive è ignorante o in malafede. Spero che tu voglia scusarti con Oscar Eleni.

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  3. m

    E’ in malafede quando dice che solo gli Spurs giocano così.
    Anche l’anno scorso ha affermato che i Warriors giocano da solisti.
    L’unico motivo è non averli mai visti.

    E comunque se fosse ignorante non sarebbe in malafede, ma visto che ci capisce…

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  4. Malafede: atteggiamento o comportamento rivolto consapevolmente a far supporre o ad accogliere come veri fatti in contrasto con la verità.

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  5. m

    Esatto, consapevolmente…

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  6. Per quale ragione dovresti perdere tempo a leggere articoli scritti in malafede? Per quale ragione sto perdendo tempo a risponderti? La risposta è la stessa: nessuna.

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  7. m

    Io leggo un po’ quello che mi pare e sfrutto il mio tempo un po’ come mi pare..
    E se lo leggo è perchè lo ritengo (ritenevo) valido.
    Così come sono libero di commentare un punto su cui lui continua ad insistere.
    Non c’è bisogno di perdere tempo con me, meglio dedicarlo a cose più piacevoli e redditizie.

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  8. Quindi leggi un giornalista che non ritieni valido. Rimane il mistero.

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  9. m

    Lo leggo perché mi piace il basket e perché me lo ricordo quando scriveva anni fa.
    Mi infastidisce quando si arrocca su posizioni radical chic per partito preso (tipo nba merda a prescindere) ancorato ad un gioco che non c’è più e che non tornerà più, ma so che in fondo il basket gli piace ed è stata buona parte della sua vita ed ogni volta mi piace vedere cosa scrive.
    Non sempre si deve leggere ciò che ci trova d’accordo, ci sono sempre spunti anche nelle divergenze, non vado mai alla ricerca del confimation bias.

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  10. M

    Direttore faccia pure che 28 su 30 giocano alla cazzo di cane 🙂
    Mi verrebbe da dire due cose e cioè che nessuno sport più del basket mette da parte gli schemi
    e le giocate fatte in allenamento per ripiegare su un “palla a Tizio e speriamo che entri”. Mentre agli Spurs
    devo riconoscere di aver visto parecchie volte applicare lo schema all’ultimo secondo, come se fossero a metà partita.
    Cosa che non posso dire di aver sempre visto fare agli ( o ai) Warriors, emblematici gli ultimi tre possessi
    in gara 7 contro Cleveland nei quali palla a Curry, palleggio e spiccionata che a volte spesso entrava ma quel giorno
    non è entrata, regalando ai Cavs la più grande impresa cestistica di tutti i tempi e la vittoria che ha consacrato il Re come
    un top 3 all time.
    Poi se appunto la stampa e chi legge e commenta ci parla del miracolo Curry che fa canestro fuori ritmo e vince l’mvp unanime grazie
    a questa sua prerogativa bè, che non mi si venga a parlare di trionfo del gioco di squadra perchè un minimo di ragione Eleni
    ce l’ha pure eh.

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  11. l

    Secondo me il re è un top 1 alltime, e l’anello con Cleveland è l’impresa sportiva di tutti i tempi, roba che, per restare alla sola nba recente, il titolo di Dallas contro quello lì, wade e la sua cricca di strapagati, era una mera formalità. 😉

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  12. m

    Guarda che hai quasi trovato da solo la risposta.
    Il gioco di squadra ha portato GSW dov’è, quando deraglia e prova a giocare individualmente perde.
    Così come ha deragliato San Antonio l’anno scorso, una volta perso Leonard gioco appoggiato solo a Aldridge e attacco bloccato.

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  13. M

    Non sono d’accordo, il basket è uno sport nel quale se hai 4 mostri in campo su 5 al 90% vinci le partite
    anche con un normalissimo “palla in mano a “. Ti direi di provare a rivedere anche le finali dell’anno scorso
    nelle quali non si contano neanche le situazioni in cui a Durant sono capitate palle in mano in cui in totale fuori ritmo
    ne ha messe quattro o cinque di seguito. E questo è il più classico dei “bravo lui”, senza andare a scomodare
    una qualità del gioco che per quanto evidente in molti frangenti non è sempre la chiave delle vittorie
    dei Warrios. Curry quell’anno tirava da fermo e fuori ritmo ed entrava qualsiasi cosa e giustamente Kerr cavalcava questa sua dote. Ma ripeto, tutto era in quei momenti tranne che gioco di squadra. Me li ricordo ancora oggi i commenti
    relativi alla storia che ci passava sotto al naso perchè l’mvp uinanime faceva ciò che voleva e metteva a canestro qualsiasi
    cosa. Solo che a volte anche loro perdevano e non era di sicuro perchè si affidavano al singolo. Altrimenti ti porto partite in cui Curry ha messo 50 punti con tiri insensati e nelle quali hanno vinto proprio grazie a quei tiri e cioè grazie al singolo.

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  14. m

    Se hai 4 mostri e gli altri nessuno vinci di sicuro, altrimenti giocando uno contro tutti (a turno perchè poi i mostri si incazzano se non giocano) non vai da nessuna parte.
    Guarda OKC quest’anno, quando giocano di squadra fanno bene, quando fermano la palla e vanno 1vs1 forzando prendono parziali da paura.

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  15. Secondo me fare cose da squadra non significa eseguire il compitino tattico, ma avere un’idea comune da portare avanti. In modi diversi ce l’avevano sia quei Cavs che gli Warriors… scendendo sulla terra, Sacchetti che ieri pomeriggio approva un tiro da tre punti in transizione di Della Valle, senza nessunissimo azzurro a rimbalzo e oltretutto sbagliato, non è che approvi scelte strampalate ma ritiene che scelte veloci fatte dai giocatori di maggior talento siano funzionali e accettabili dal resto della squadra, senza che nessuno sbuffi: rapportato al contesto e al fatto che giocassimo con la Croazia 3 il paragone Curry-Della Valle ci sta. Poi è chiaro che un allenatore che fa vedere la sua mano soprattutto sulla difesa, anche senza essere Maljkovic, sembra più ‘allenatore’ ma non sempre è così e la semibollitura di Messina, scoperta fuori tempo massimo, lo dimostra. Il giocare alla cazzo di cane della maggior parte delle squadre NBA io lo riferisco soprattutto alla mancanza di obbiettivi, al punto che toglierei i primi tre quarti dalle statistiche, più che al non essere allenate: anche perché è vero il contrario, ci sono assistenti per qualsiasi cosa, è soltanto che la lega è dei giocatori e il copione prevede il confronto machista nel finale.

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  16. m

    Ecco, se mi parli di troppe squadre NBA che iniziano l’anno con il solo obiettivo di andare alla lotteria mi trovi d’accordo. Purtroppo questo è dovuto alle regole salariali in cui ti trovi ad un certo punto a ricostruire e spesso questo passa attraverso il draft.
    L’unica eccezione da questo punto di vista sono gli Spurs, che dal 1998 hanno avuto sempre sopra il 50% (sono stati solo 48 giorni dal 1997 con record negativo, una cosa pazzescamente assurda) e sono sempre stati ai playoff grazie ad ottime scelte in posizioni basse del draft ed alla capacità di creare giocatori molto validi dalla “spazzatura”.
    Il fatto di giocare leggeri nei primi tre quarti è dovuto anche alle 82 partite, che sono tantissime ma contribuiscono a portare i soldi che mantengono la baracca.

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  17. r

    non passa mai…

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  18. U

    Secondo me il re è quel signore li nella foto

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  19. M

    Mi aspettavo che qualcuno desse dell’inqualificabile qualcun altro ma evidentemente ha perso l’appalto
    per i giudizi di inqualificabilità 😀
    Però sappiatelo tutti, siete inqualificabili, anche se vi qualificate. Anzi, prima qualificatevi 😀

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  20. E

    E’ bellissimo Indiscreto perchè è quell’oasi ultraterrena dove puoi scoprire che nello sport del collettivo per eccellenza invece si vince giocando a cazzo perchè conta solo il “palla a”, dove puoi scoprire che la squadra che più ha fatto sciorinare articolesse retorica e vocabolari appositi in merito al proprio collettivo a livelli di tiqui-taqua del Barça nel calcio o l’handling degli All Blacks nel rugby in realtà gioca a spara-spara, dove puoi scoprire che una squadraccia che gioca cazzo perdendo permette all’avversario di compiere la più grande impresa di sempre ed essere quindi il più grande di sempre.
    Comunque, visto che sono ignorante in materia (difatti fatico a capire perchè Eleni sia più o meno l’unica penna di Indiscreto che abbia per il Direttore l’aurea dell’intoccabilità) vorrei che mi spiegaste voi competenti questa:

    girone c — Venerdì: Italia-Romania 75-70; Croazia-Olanda 68-61. Oggi: Croazia-Italia 64-80; Romania-Olanda 75-68.
    23/2/18 Italia-Olanda; Croazia-Romania; 26/2 Romania-Italia; Olanda-Croazia. 28/6 Italia-Croazia; Olanda-Romania. 1/7 Olanda-Italia; Romania-Croazia.
    Classifica: Italia 4; Olanda, Romania 2; Croazia 0.

    (fonte: http://www.gazzetta.it/Basket/26-11-2017/basket-qualificazioni-mondiali-croazia-italia-64-80-show-della-valle-230903336872.shtml?refresh_ce-cp)

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  21. R

    Toc, toc, posso?

    1) I Warriors giocano un passing game incentrato per sfruttare al meglio i tagli dal lato debole (dalla linea di fondo, all’uscita dai blocchi, fino ai triangoli in post che aprono sia il pallone sotto, sia il P&R con Curry a rollare fuori, sia il P&P).
    2) Il loro sistema di gioco non prevede di arrivare ai 24″. Se i giochi si rompono scatta il “palla in mano a…”. Il problema è che ne hanno 3 (a mio parere persino 4 con Green) in grado di metterla anche a giochi rotti. Tutti gli altri al massimo 1 o 2. Difendere contro di loro dopo 15 secondi alla morte è quasi sempre impossibile se non si difende di squadra. E qui si apre un altro discorso.
    4) Stevens è un genio soprattutto in difesa. I Celtics quest’anno senza la palla in mano sono al limite della perfezione per il momento (Irving compreso) e l’anno scorso Kerr si è preso una lezione di basket con i controfiocchi (soprattutto sulla baia)
    5) Gli Spurs giocano un sistema sempre e comunque e sono l’unica squadra NBA a cercare di finire i giochi sempre. E’ un sistema perfetto che l’anno scorso è saltato per il problema Leonard e la ruota dentata andava in accoppiamento con un dente in meno. Gli Spurs non sanno giocare di isolamento perché proprio non lo concepiscono da quando… ha smesso Gervin.
    6) Poi se hai Ginobili con 3 anni di meno tutto diventa più semplice.
    7) A proposito di Nazionale. Una volta l’avrebbero chiamata “sperimentale” e, tolti Filloy, Burns e Biliga che la mettono sulla garra, gli altri sono di questo livello. Compreso Della Valle MVP ieri e tagliato due volte dal piano superiore dove non basta metterne 25 ma bisogna anche tenere un palleggio! Dane ti ho risposto?
    8) Il Signore (S maiuscola assolutamente voluta) nella foto deve dimostrare di saper allenare a un livello superiore. Io ho qualche dubbio, ma spero tanto di sbagliarmi. Non fosse altro perché è una persona che si merita ogni bene.
    9) OKC 17/18 e basket sport di squadra sono un ossimoro
    10) Chissà se vedremo mai il Re giocare in una squadra allenata davvero prima della fine della sua carriera? Così cominciano a contare gli anelli che avrebbe potuto mettersi alle dita.

    Beli scatena pure l’inferno 🙂

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  22. E

    Per carità, a me va bene qualsiasi risposta, purchè si resti nell’ambito della coerenza.
    Mi restano da capire tabellino e classifica della Gazza ma va beh……

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  23. r

    En Rav, guarda che è proprio lui che non vuole giocare in una squadra allenata davvero….da altri 😉

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  24. R

    Hai ragione, ma a me piacerebbe tanto vederlo almeno un anno. 😉

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  25. U

    RavEn
    Manca il punto 3 pero

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  26. E

    E’ l’ultima frase del punto 2… 😉

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  27. R

    @Gobbo

    3) Quando un grande tiratore incontra una squadra ben allenata che gioca insieme, il grande tiratore è un uomo con una L in più nel tabellino!

    Ovviamente da leggere con la musica di Morricone in sottofondo 🙂

    P.S. Grazie Dane!

    Ma erano davvero Croati gli altri? O 12 ragazzi in visita al museo dell’immenso Drazen?

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  28. r

    era la Croazia D ……

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  29. r

    Dane c’è un errore in quella grafica: la Croazia ha perso 68-61 con l’Olanda, non vinto

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  30. m

    La RS ogni anno peggiora.. è veramente agghiacciante e stupefacente come dice giustamente il direttore visto ch ci sono tutti i migliori e dei coaching staff infiniti.
    Ogni anno è una rivoluzione per metà delle squadre… ogni anno il 75% delle partite è inutili. E nel 90% si difende se va bene nel 4/4.

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  31. RavEn: è che i ragazzotti croati sono mediamente molto alti, quindi basta che una scolaresca entri in un palazzetto perché vengano scambiati per una squadra di basket…

    Ricca: appunto, non sul cartaceo eh?! Sul web, a fronte di decine di commenti di scherno poi cancellati (i commenti, non il refuso…).

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  32. U

    Da Tavcariano estremista pronto a farsi saltare per aria in gara7 della finale Nba per assicurarsi il paradiso con 72 (o 78? Boh..) pivot che non schiacciano ma appoggiano al canestro,non posso che appoggiare la teoria di eleni.

    Al tempo stesso pero se chi e contento di vedere sta roba lo critica anche pesantemente (non mi pare l’abbiano insultato),non vedo il problema.
    Siamo su Indiscreto,non sulla gazzetta.

    E si legge anche chi si disprezza magari..proprio per controbattere

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