L’eroe della Catalogna (D’Ambrosio non è da Inter)

Il giorno dopo Benevento-Inter è un lunedì come tanti altri, per lo meno al Champions Pub. Nell’ultima settimana i giornalisti rimasti nel Novecento sono stati obbligati a parlare dell’indipendentismo catalano, della strage al concerto di Las Vegas, di concorsi truccati all’università, della ‘ndrangheta che dilaga in Lombardia, del compromesso farlocco fra Fincantieri e Stx, ma si vede chiaramente che il loro cuore batte per il balletto fra Pisapia e MdP, per il dualismo Fico-Di Maio e per la posizione di Salvini sul Rosatellum. Qui nel trumpiano paese reale invece si sta discutendo del faticoso 2-1 contro la squadra giallorossa, un risultato che ha dato un senso alla domenica e forse anche alle vite del Gianni, del Walter, del Franco e di Budrieri, che hanno seguito tutto dal loro solito bar grazie alla scheda tarocca di Ping (tutti i canali Sky e Mediaset Premium, fra poco anche Inter Tv), mentre il Max chattava con la Fede convintissimo che stesse ormai per cedere al suo fascino di giornalista web sottopagato. Nel 2017 ci sono ancora uomini (per anatomia consideriamo il Max un uomo) convinti che le donne si commuovano per i perdenti e in generale per quelli che non se la tirano. Comunque il Max si è perso entrambi i gol di Brozovic, ma tanto le sue pagelle ragionate non saranno lette da nessuno dei 123 milioni di lettori (fonte: Sole 24 Ore) di SuperMegaInter.com.

Peccato per lui che l’inviata di Nerazzurrecontaccododici.net, che giovedì non era alla presentazione di Inter Media House perché aveva l’estetista, non avesse alcuna intenzione di dargliela e nemmeno stesse seguendo la partita, presa com’era dai messaggi spinti di un giovane, intrigante e cazzuto social media manager conosciuto venerdì su Tinder. Uno che in questo momento sta lavorando con il suo team sull’immagine di Miley Cyrus, Messi, Schiattarella e addirittura di Bucciantini. In realtà si tratta di un quarantanovenne di Rho che navigava da un internet point-money transfer sfruttando le schede non utilizzate da uno spacciatore liberiano per cui lavora part time fra la sede della Citterio e il cimitero, non lontano dagli studi della vecchia Telereporter. Va detto che la Fede ha sentito nominare la Cyrus giusto per Hannah Montana (un po’ anche le assomiglia, alla lontana), ma non ha la minima idea di chi siano Messi, Schiattarella e, a dirla tutta, nemmeno Brozovic. Nessuno poi sa chi sia Bucciantini e quindi almeno di questo non possiamo fargliene una colpa. Così anche oggi, mentre il mondo brucia e in Italia ci si preoccupa delle due Parodi insieme a Domenica In, nella populista periferia ovest di Milan il parlare di calcio è l’unica cosa che tenga attaccati alla vita insieme agli sconti 30% del Simply, al videopoker, al centro massaggi Tuina, al Nails Paradise, al credito al consumo, alle pizzerie egiziane che hanno brevettato il bordo bruciato, a miserabili eredità e alla regia di Borja Valero.

Sono le due del pomeriggio e Paolo-Wang pensando ai prossimi raid sul grey market londinese sta servendo i soliti immondi caffè al sapore di zolfo ad impiegati della Tuboplast che si trovano davanti al vuoto di due settimane senza calcio di club, che dovrebbero farli riflettere sulle loro vite. La digestione sarà pesante, le pennette ai quattro formaggi (sono in realtà tre, ma i 10.000 gradi di temperatura mascherano tutto) preparate da Zhou senza troppa passione non faranno comunque diminuire la produttività nel pomeriggio visto che si parte da zero e gli obbiettivi non ci sono: entro fine 2017 Tosoni vorrebbe chiudere e candidarsi con Forza Italia. Sogna di essere il nuovo volto dei moderati e sarà anche per questo che ultimamente la mano le cosce di Mariella la mette con moderazione (nelle ore di presunto lavoro), per non attirarsi accuse di sfruttamento del corpo delle donne e in generale di sessismo. Anche lui apprezza i formaggi forniti da Ping, che li ha definiti ‘eccellenze del territorio a chilometro zero’ e per una volta non ha mentito più di tanto, visto che arrivano dal frigorifero sbrinato (un mese fa) di un cinese clandestino residente in piazza Amati.

Max è disperato, ma non per il social media manager che sta puntando la Fede. Il problema è che l’uscita del primo numero di Hidegkuti è ancora incerta e Ridge Bettazzi sta diventano nervoso. Il cervello non in fuga di Pinarella di Cervia sabato sera dopo avere guardato religiosamente Genoa-Bologna, con il sottile e perverso piacere di esserne l’unico telespettatore, ha letto una decina di articoli sul videowall usato da Nagelsmann negli allenamenti. Poi è andato a letto, sognando cinque puntate di ‘Buffa racconta Pasculli’ e svegliandosi ispirato. È anche per questo che purtroppo ha mandato a Max 300mila battute dal titolo ‘Il sogno spezzato di Herbert Neumann’, scritte in stile Buffa del periodo di East Lansing. Bettazzi tira fuori i soliti Happel e Michels, in vacanza a Lignano Sabbiadoro, che mentre si lamentano per l’assenza della Calcagno dalla conduzione, un dolore paragonabile soltanto a quello di veder giocare Jongbloed, si chiedono chi fosse, nell’Udinese 1980-81 il miglior giocatore in rosa nel guadagnare un tempo di gioco. Litigi incredibili, ben descritti da Bettazzi, per poi trovare l’accordo sul nome di Fulvio Fellet. Un difensore avanti di almeno un trentennio, che non a caso piaceva moltissimo a Giagnoni e che sarebbe stato ben descritto da Senad Gutierrez se non fosse che il poeta cileno-bosniaco si è venduto al capitalismo (è in lista per fare l’ospite da Pardo) e quindi a Bettazzi non interessa più.

Hugh Hefner e alcune modelle di Playboy guardano Budrieri mentre si tuffa in piscina

La vita dei Budrieri scorre come al solito serena, anche se la morte di Hugh Hefner avrebbe dovuto intristire almeno un po’ il capofamiglia. Nei suoi tumultuosi anni Settanta Budrieri era infatti stato più volte stato ospite della Playboy Mansion, facendo passare questi viaggi all’amministrazione dell’ATM per aggiornamento professionale. Hefner era rimasto impressionato dal successo che l’aitante tranviere riscuoteva con le sue modelle ed elaborò una teoria: le donne cercano gli uomini con tanta personalità o con nessuna personalità, non le vie di mezzo. Chiaramente Budrieri faceva parte del primo gruppo, ma disse no alle tante offerte per rimanere in America perché era già nata Marilena e voleva seguire da vicino la crescita di quella bambina per la quale aveva grandissimi progetti. Non è che Hefner volesse coinvolgere Budrieri nell’editoria, ovviamente, ma era rimasto colpito dalla sua competenza calcistica e gli era venuta una mezza idea di rilevare l’Inter da Fraizzoli, nominando Budrieri presidente-manager. Durante un’orgia glielo disse anche con chiarezza: “Caro mio, non saprei dire se capisci più di calcio o più di figa”. Peccato che non ci sia stato un seguito.

Marino Basso

Bei tempi, senz’altro più spensierati di questi in cui Budrieri deve difendersi dalle accuse di suprematismo bianco, soltanto perché ogni tanto guarda Hazzard con D.J. John, e addirittura di secessionismo. L’Erminia ha infatti raccontato a Yannick di un vecchio episodio riguardante un ventottenne Budrieri, che nel settembre del 1973 era andato a Barcellona insieme a un gruppo ultras di Marino Basso, campione in carica dopo l’impresa di Gap, per il Mondiale di ciclismo che si doveva disputare al Montjuïc. A fine corsa Budrieri fu addirittura arrestato, perché secondo la polizia spagnola stava gridando slogan antifranchisti. La folla catalana vide questo italiano maltrattato dalla polizia e capì che la libertà si stava avvicinando. Ma lui era solo furioso per il ventisettesimo posto di Basso e stava in realtà litigando con un tifoso di Gimondi, da lui sempre definito un perdente. Ne nacque un caso internazionale e solo un intervento di Rumor, all’epoca presidente del Consiglio, riuscì a riportarlo in Italia. Certo è che per qualche mese diventò un’icona del separatismo catalano, al punto che qualche mese dopo Cruijff avrebbe voluto battezzare Budrieri il figlio nato durante la sua prima stagione al Barcellona, optando poi, dopo le insistenze della moglie Danny, per un più convenzionale Jordi. Tutto questo non per rivangare il passato ma per spiegare ai sedicenti esperti che affollano i salotti televisivi come mai ieri nelle piazze catalane si gridasse il nome di Budrieri.

Mentre la bellissima e triste Lifen, con il volto per una volta perfettamente levigato (i vecchi Tong sono allegri per la notizia dell’iPhone 8 plus che sarebbe esploso a Taipei), spiega che oggi gli scontrini non saranno emessi fino a quando il Governo non farà chiarezza sulla lotteria riguardante gli scontrini stessi, Budrieri cerca di leggere la Gazzetta sul bancone della Sammontana ascoltando in sottofondo il Gianni, il Walter e il Franco analizzare una partita che alcuni telecronisti di Sky definirebbero un instant classic ma che lui ha già visto mille volte. Intanto Ibrahim, Nabil gli altri spacciatori maghrebini, reduci da una rissa con un magnaccia moldavo favorevole all’utilizzo del VAR, hanno superato la delusione per lo stop della Juventus a Bergamo grazie alla bella notizia delle due ragazze sgozzate a Marsiglia da un algerino che gridava Allah Akbar e ridono dei preti convinti che lo ius soli favorisca l’integrazione: progettano di sgozzare loro per primi, quando sarà il momento, tenendosi per ultimi gli italiani del Champions Pub e facendogli anche la Dybala Mask mentre esalano l’ultimo respiro. Tanto quelli non scappano, presi come sono a discutere dell’utilizzo di Borini sulla destra.

Impossibile che quel che resta dell’Italia sia salvato da quegli esseri senza un’ideale o anche solo un’idea, gente che vive con il paraocchi e non riesce a vedere la luce emanata da uomini come Budrieri. Uno che ha visto e vissuto tutto, ma che a 72 anni (portati magnificamente, con il fisico definito dal maglione bordeaux infeltrito dell’ATM) è costretto ad ascoltare gente che parla con le frasi fatte dei giornalisti sportivi tipo ‘Squadra cinica e concreta’, ‘Importanza della catena di destra’ e ‘D’Ambrosio è una buona alternativa per Ventura’. Per questo getta a terra con rabbia la Gazzetta che titola ‘Solita Inter ma è seconda’, sporca di un surimi scaduto quando ancora c’era l’URSS, e di puro carisma affronta quegli insulti al genere umano. Menti acute che hanno passato l’ultima settimana a discutere del futuro di Ancelotti, ma capaci di trovare una situazione per la situazione catalana entro la ripresa della Liga, se soltanto Rajoy gli desse pieni poteri. Anche se lui che in nerazzurro ha visto giocare Zaglio e Solari non dovrebbe scendere allo stesso livello di chi pensa che l’Inter sia stata inventata da Sabatini.

“Altra partita buona soltanto per i tre punti, stavolta contro la peggior squadra del campionato.    La lentezza di Vecino e Borja Valero, presi insieme, è insostenibile, e soffriamo contro chiunque alzi il ritmo. Non mi piace citarmi, ma avevo detto che dietro a Icardi la soluzione meno peggio sarebbe stato Brozovic e i fatti mi hanno dato ragione. Per fortuna in serie A ci sono almeno 12 squadre impresentabili e c’è quindi il tempo per migliorare, però tanto meglio di così non può andare. Se Candreva e Perisic non sono in giornata, e ieri non lo erano, le cose si mettono male. Bene essere secondi con la Juve, fare punti è meglio che non farli, confermo che per il quarto posto ce la vedremo con Lazio e Milan. Questa Inter calerà, ma rispetto all’ultimo Mancini o a Pioli sono però convinto che non sbracherà: Spalletti almeno ha ancora la tensione alta, per quanto non da Inter si vede che ha voglia. Poi è chiaro che l’eroe di una partita quella dopo fa sempre pena, in una squadra che viaggia al limite funziona così: D’Ambrosio male in appoggio e malissimo dovendo contenere D’Alessandro, un altro che contro di noi sembra Maradona. A proposito, a Verdi il Pallone d’Oro l’hanno già dato? Il fatto che in questa Nazionale ci sia gente come lui, D’Ambrosio, Candreva, Eder e addirittura Gagliardini dice già tutto. Ma dove vogliamo andare con in porta una statua, Bonucci che fa due grossi errori a partita, Rugani che è di legno, De Rossi che fa il vigile e grandi promesse come Barella e Inglese? Se ci qualifichiamo ai Mondiali c’è da sbandierare. Comunque D’Ambrosio è un discreto giocatore, che ha coscienza dei propri mezzi. Però è chiaro che non è da Inter, non è colpa sua se l’hanno ingaggiato”. (fine della settima puntata 2017/18 – continua, forse).

Tutte le puntate rivedute e corrette della stagione 2016/2017 di ‘Non è da Inter sono in ‘Non è da Inter – L’anno di Gabigol’. insieme all’inedito capitolo finale. 378 pagine, prezzo intorno ai 17 euro, il libro è in vendita presso Amazon, la Libreria Hoepli e tutte le librerie italiane che lo abbiano ordinato: per quelle interessate il distributore in esclusiva è Distribook. La versione eBook, al prezzo di 9,99 euro, è disponibile sia per Amazon Kindle sia per tutti gli altri tipi di eReader

P.S. Avvertenza per nuovi lettori della rubrica: ‘Non è da Inter’ è un’opera di fantasia che si ispira alla realtà, ma non è la realtà. Si può tranquillamente non leggere.

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L'eroe della Catalogna (D'Ambrosio non è da Inter), 8.8 out of 10 based on 11 ratings

9 commenti

  1. T

    Stefano, io mi sto preoccupando per Ming. Tre anni fa, gli ho fatto un prestito (solo a 15%) per poter comprare la stamperia da me. Mi sembrava pronto per il grande salto e poi era uno serio. Boss, tu si che sei geneloso e umano- mi disse. Ti licoldelo semple come un glande uomo. Da quel giorno no lo vissi più. Ha preso i soldi, mi ha lasciato la stamperia ed è sparito. Dici che Budrieri mi potrà aiutare? L’ultima volta che l’hanno visto era alle primarie del PD

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  2. Non performing loans… Dovresti iscriverti tu al PD, magari riesci a scaricarli su di noi…

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  3. I

    “Anche lui apprezza i formaggi forniti da Ping, che li ha definiti ‘eccellenze del territorio a chilometro zero’ e per una volta non ha mentito più di tanto, visto che arrivano dal frigorifero sbrinato (un mese fa) di un cinese clandestino residente in piazza Amati.”

    “. Durante un’orgia glielo disse anche con chiarezza: “Caro mio, non saprei dire se capisci più di calcio o più di figa”. Peccato che non ci sia stato un seguito.”

    due camei in mezzo ad una puntata imperiale

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  4. F

    L’ex tramviere ha ormai la statura del superuomo, l’unico, gravissimo suo errore si chiama Erminia. Confido in un ultimo colpo di reni del campione, l’abbandono del tetto coniugale e l’inizio di una seconda giovinezza, tipo Bruce Willis in “La morte ti fa bella”.

    A “Budrieri Cruijff” son caduto dalla scrivania.

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  5. C

    Pensate cosa ci siamo persi: Budrieri Cruijff che segna contro l’Inter a San Siro davanti all’idolo di suo padre!!!

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  6. C

    Per la cronaca: Inter-Alaves 0-2
    22-02-2001, ottavi di finale coppa Uefa

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  7. A

    ma Budrieri l’avrà tirato anche lui il seggiolino o se ne sarà andato prima?

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  8. C

    Considerata la sua ingegnosità nel product placement (da intendersi nella sua accezione positiva) nella rubrica “Non è da Inter” mi stupisco che i due FBI non abbiano ancora richiesto a Budrieri la riserva anni 80 del Brut 33 di Fabergé per rimorchiare…

    Invece quello col giubbotto di renna (Walter?) per me è fortemente dipendente dal Grecian 2000

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  9. C

    A Menouno non piacciono i commenti su Budrieri.
    Per me Menouno e Yannick sono la stessa persona!!!

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