The Americans quinta stagione, soltanto possesso palla

Nelle serie televisive l’idea di base e l’ambientazione valgono spesso di più delle storie ed in generale della sceneggiatura, il caso di The Americans lo dimostra ancora una volta. La quinta stagione, in Italia appena terminata su Fox, ha riproposto i soliti personaggi ma lo sviluppo della trama è arrivato al suo minimo storico, con trovate indegne anche di Incantesimo (tipo il campione di hockey che decide di diventare informatore FBI). Protagonisti i sempre più tormentati e sempre meno cazzuti (anche se lei ha qualche guizzo di cattiveria, come quando ammazza la presunta ex collaborazionista dei nazisti) coniugi Jennings, alle prese con le missioni a volte assurde assegnategli dal KGB ma soprattutto con la gestione dei due figli adolescenti, l’idealista Paige e il concreto Henry, passato da nerd sfigato a sorta di Alex Keaton che cerca di entrare in scuole di prestigio. La ragazza è a conoscenza della loro doppia identità, forse pensa anche di ereditarne il lavoro come una volta era da noi in banca e tuttora accade nel mondo universitario, ma non sembra così vogliosa di trasferirsi in Unione Sovietica come meditano invece di fare i Jennings con l’obbiettivo di tornare Misha e Nadezda.

Tutti danno segni di stanchezza, oltre ai protagonisti: il vecchio Gabriel, il loro referente negli Stati Uniti, Oleg che nonostante il padre ministro tollera sempre meno le logiche sovietiche, Stan che addirittura vuole avere ruoli meno operativi nell’FBI, il pastore Tim che se ne va in Argentina accettando un’offerta ispirata da una onlus teleguidata dall’URSS. Tutti i personaggi sono alla ricerca di qualcosa di indefinito e quindi preda per corsi motivazionali e suggestioni religiose, staccati dalla trama quasi tutti sono interessanti. Nonostante il creatore della serie, Joe Weisberg, sia un ex agente della CIA le sottostorie propriamente di spionaggio sono una più improbabile dell’altra, al di là dell’assurdità per i Jennings di riuscire a gestire cinque o sei identità contemporaneamente (e dovendo trombare in almeno quattro di queste vite), con distanze geografiche notevoli, nell’era pre-smartphone.

Nella quinta stagione i grandi eventi sono stati appunto una delle nuove identità di Philip ed Elizabeth, pilota e hostess con un figlio vietnamita adottato e a sua volta agente del KGB (ma più duro e puro di loro, alla fine addirittura parla di ‘autocritica’), utile per agganciare Pasha, il figlio di uno scienziato russo espatriato, poi le indagini di Oleg sulla corruzione nel settore alimentare sovietico, le lezioni di autodifesa che Elizabeth dà a Paige, con alcuni momenti molto intensi come il matrimonio ortodosso fra i due protagonisti e le rivelazioni sul passato in un gulag della madre di Oleg. Il contesto storico, siamo ormai arrivati a metà anni Ottanta in pieno reaganismo e alla vigilia della perestrojka di Gorbaciov, e molti personaggi, su tutti Paige, sono sempre molto forti e quindi abbiamo accettato 13 puntate di possesso palla in attesa di una verticalizzazione. Sembra probabile, almeno a noi fan, che tutto sarà drammaturgicamente deciso non dalla voglia dei Jennings di rimanere negli USA, ma da uno scontro finale fra i loro figli. Dal punto di vista ideologico la tesi della serie rimane la stessa, affascinante e fondata: ‘quegli’ USA e URSS erano con la loro guerra fredda base della stabilità mondiale, sia pure sulla pelle soprattutto degli europei dell’Est, ed erano anche entrambi espressioni diverse di qualcosa di genericamente occidentale, tanto è vero che non ci sono buoni e cattivi in base al passaporto.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 2.0/10 (1 vote cast)
The Americans quinta stagione, soltanto possesso palla, 2.0 out of 10 based on 1 rating

5 commenti

  1. b

    Tanti guizzi e meriti: scritta e musicata mediamente bene, girata/interpretata benone, ottimamente “costumata” per un’epoca affascinante del 900.
    Però non mi ha mai preso del tutto, sia perchè hanno esagerato con le storie/sottostorie perse per strada, sia per la totale carenza di azione di questa stagione (e sta pure arrivando Gorbaciov) tranne il primo memorabile episodio (l’assassinio di Hans è terribilmente efficace nel descrivere la dedizione alla causa di Elisabeth).
    Mi aspetto molto dalla sesta stagione, in cui prevedo una brutta fine per i Jennings.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  2. A

    stagione interlocutoria, è vero, ma io mi sto innamorando sempre di più di keri russell. e la sua dedizione alla causa la iscrive nel mio olimpo dei buoni come una sorta di tony soprano al femminile.

    mai come in questa stagione ho notato la tendenza, tipica delle serie americane, dello spiegone: ok, il pubblico ammeregano non sarà raffinato come l’Uomo Indiscreto europeo che si innamora e apprezza tutte le sfumature di woody allen e ken loach ma non credo che servisse virare così tanto al grigio per far capire “ehi, amici, questa scena è ambientata nella tristissima unione sovietica”.

    saranno stati oppressi e poveri – e, soprattutto, cattivissimi – ma per dio avranno avuto anche loro un maglione giallo o una giornata di sole! per coerenza pure la residente della referente negli states ha la parete col muro scrostato e non imbiancato…

    io mi son sempre chiesto se, vista la gestione di tutte queste identità, la residentura fosse un edificio istituzionale o, più probabilmente, un concessionario d’auto multimarca…

    comunque improponibile anche il collaboratore di stan alla FBI (ancora un po’ e li rappresentano come i boy scout che aiutano la vecchietta ad attraversare la strada): sbaglio o è cleveland de i griffin?

    anche per me alte aspettative per la stagione sei: temo che anche elizabeth ceda al capitalismo (la scena in cui osserva le scarpe nell’armadio…), ma la chiave di svolta saranno sicuramente i figli.

    comunque avranno pure dato uno schiaffone ai suoi sogni di grande amore, ma il fidanzatino di paige non si poteva proprio vedere.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 3 votes)
  3. Situazioni esaltanti anche Oleg passato da playboy americanizzato a grigio bamboccione che vive con i genitori, Henry da lobotomizzato videogiocatore a genio conteso dalle migliori scuole, Tuan da ragazzino poco convinto a ultras leninista. Da sballo il travestimento di Philip quando deve circuire Kimmy…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  4. b

    Mi sbaglierò, ma a me sembrerebbe che invece Elisabeth, quando squadra l’armadio e le sue stanze, inizi a temere di essere spiata.
    La immediata e ingiustificata scomparsa dell’agente della CIA che guarda storto i Jennings vicino casa dei russi sarebbe un buco narrativo troppo grosso per poterlo tollerare: mi pare più facile che stiano iniziando a stringere il cappio agli illegali.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  5. A

    guarda, anche secondo me quella scena è volutamente ambigua: come faccio a rinunciare alle scarpe? che modello di vita assurdo seguono questi? mi stanno spiando? resta che lei è meravigliosamente affascinante.

    è la nuova fidanzata di stan è dei nostri oppure no?

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
Close
Ti piace Indiscreto?
Seguici anche sui Social Network per essere sempre aggiornato sui nuovi contenuti
Social PopUP by SumoMe

Questo sito utilizza cookie tecnici per consentire la fruizione ottimale del sito e cookie di profilazione di terze parti per mostrare pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi