Homeland sesta stagione, disinformazione democratica

Ci sono serie, anche geniali, che si trascinano stancamente fino a quando i tossici si azzerano, ed altre che sanno invece rinnovarsi pur rischiando e sacrificando alcuni protagonisti: Homeland è una di questa e la sua sesta stagione, in Italia terminata lunedì scorso su Fox, è riuscita a cambiare ancora una volta livello pur avendo sullo sfondo sempre il terrorismo. La protagonista, Carrie Mathison, è tornata a vivere a New York e si occupa della difesa di musulmani americani oggetto di discriminazione, sempre con i soldi del miliardario tedesco progressista, genere Jugend Rettet, che da lei ha ricevuto un due di picche. Inutile raccontare la storia a chi non l’ha seguita (e quindi non gli interessa, comunque c’è Wikipedia) e a maggior ragione a chi l’ha seguita, ma interessante notare come Homeland faccia riflettere sfruttando le suggestioni e le rappresentazioni della realtà più che la realtà stessa. La presidente degli Stati Uniti, Elizabeth Keane, ha infatti poco in comune con Trump: è donna, è presumibilmente democratica (è infatti nel mirino dei media per così dire populisti), è contro gli interventi militari americani nel mondo, crede nell’informazione tradizionale e non nella semplificazione da social network. Superato il disorientamento da teledipendenti, perché l’attrice che interpreta la Keane è in House of Cards uno dei rivali dei coniugi Underwood, il suo personaggio diventa più interessante della solita schizzata Carrie, del triplogiochista Dar Adal (il solito superbo Murray Abraham) e dei tanti altri ben disegnati dagli sceneggiatori. Non a caso nel finale, scampata a un attentato, la presidente svela il suo tratto autoritario con una sorta di colpo di stato giudiziario che rischia di trasformare gli USA in una dittatura. Con il risultato che i servizi che in Italia definiremmo ‘deviati’ sembrano quasi l’unica via di salvezza per contenere il potere dato da una democrazia che è strettamente legata alla possibilità (e alla voglia) di essere informati dei suoi cittadini. Grande stagione, a dispetto delle sue parti politicamente corrette e dell’inutile morte di Quinn, con la settima e l’ottava già sicure.

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Homeland sesta stagione, disinformazione democratica, 6.0 out of 10 based on 3 ratings

6 commenti

  1. P

    L’unico antidoto alla crisi del terzo anno che colpisce tutte le serie è il rinnovarsi con un quasi-reboot come ha fatto homeland. Si evita di saltare gli squali e di sbadigliare come purtroppo è ormai prassi con Americans e House of Cards. Si mantengono alcuni personaggi per il “family feeling” ma le storie sono tutte nuove con l’unico rischio, inevitabile, del “ma tutte a lei succedono”?
    Quasi OT in tema di serie mi permetto di consigliare The Handmaid’s Tale, davvero superbo.

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  2. C

    Io consiglio Fouda, su Netflix, serie israeliana.

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  3. b

    Direttore porca zzzozza, gli avvisi di spoiler!
    Ero alla sesta puntata…..
    Comunque, amo il genere spy, quindi Homeland continua a piacermi ogni stagione, tra alti e bassi. Avevo trovato interessante pure quella in Germania, per molti la peggiore del lotto.

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  4. Peter Quinn sarà sempre nella mia Hall of Fame dei personaggi da telefilm 😊

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  5. A

    io evitato di leggere il pezzo subito perché ero alla puntata 11 e, rompendo una tradizione familiare, non ho seguito l’ultima “in diretta”.

    raramente ricordo un finale di serie così bello, con i cerchi che si chiudono (ho adorato i sopranos, ma è troppo facile finire una serie con lo schermo si spegne…) e contemporaneamente nuovi fili da sviluppare nelle stagioni successive.

    da buon progressista rimango affezionato al buono saul berenson, molto più credibile di bersani e pisapia per un ticket con il pd governativo…

    su quinn mi stava per scendere la lacrima.

    stagione della consacrazione per dar adal.

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  6. a

    stagione fiacca, salvata solo da grandi interpretazioni…con la minaccia del simil alex jones semplicemente ridicola.
    Spero che nella prossima stagioni si abbandonino i temi progressisti per tornare a zone di guerra…già temo ad un “carrie contro i suprematisti bianchi che vogliono difendere le statue di colombo”..

    In tema di consigli …Patriot su amazon. Spy story geniale, personaggi stupendi e grandissima regia

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