Tutto bene a Casa Italia

Per la quinta volta consecutiva la conferenza stampa di Alfio Giomi, il presidente Fidal (Federazione italiana di atletica leggera), al termine di un grande evento (Olimpiade, Mondiale, Europeo) suonerà così: “Ai Mondiali di Londra 2017 sono solo mancati i grandi risultati, le punte, ma stiamo arrivando. I giovani sono molto forti…”. Frasi fatte, che potrebbero virare verso il trionfalismo per l’eventuale impresa di Tamberi o la possibile medaglia delle marciatrici. Il quadro generale però non cambia. Che fine hanno fatto i giovani emergenti del 2013, 2014, 2015 e 2016? Ve lo diciamo noi: svaniti nel nulla o con lo stipendio a vita nei gruppi sportivi militari, i veri tumori della nostra atletica. Anacronistici, deleteri, da abolire, servono solo a fare avanzare di grado i responsabili dei gruppi sportivi, a mettere una stelletta in più sulla loro divisa magari per una vittoria nella Coppa dei Campioni di club davanti a 20 paganti in Portogallo.

Eppure sarebbe così facile: basta copiare. Il modello francese, per esempio, per citare una realtà a noi vicina. Chi è davvero bravo va avanti, gli altri vanno a lavorare e fanno l’atletica per hobby. Perché devo pagare a vita come finanziere, poliziotto o carabiniere uno che fa 5 metri nell’asta? Meglio investire su chi fa 5,60, trovargli un tecnico valido, inserirlo in un programma di lavoro serio. Poi, se entro due anni non fa risultati, si accomodi alla porta. Così si vince o, meglio ancora, si lotta per vincere. Noi invece spendiamo soldi per Casa Italia, per far mangiare dirigenti e comitive al seguito. E anche qualche giornalista, che dopo pochi giorni a Londra già sente nostalgia del parmigiano reggiano e delle linguine al pesto. Non potrà raccontare i successi azzurri, il nostro inviato, ma scroccare un pranzo cucinato da Vissani è la sua vera medaglia. Una strana razza, i giornalisti sportivi. Vi ricordate la storia dei Whereabouts? Tutti in prima pagina, mezza Nazionale accusata di doping. Invece, alla fine, si è scoperto che era tutto un disguido, che la colpa di questo casino era del palazzo che non aveva nemmeno dei fax decenti, con i gruppi militari che nemmeno sapevano dove fossero i loro affiliati. Tutti assolti, dopo essere stati infangati: i presunti dopati più scarsi del mondo, guardando a tempi e misure.

Solo quando hanno beccato positivo Schwazer, per la seconda volta, era un complotto internazionale. E perché? Chi lo conosce al di fuori dell’Italia? Ma come? Chi rischia di fare il record del mondo nella 50 km di marcia dopo 4 anni di assenza è pulito e chi esce in batteria o nemmeno ottiene il minimo di partecipazione è sporco? Quanti punti di domanda, in un piccolo mondo mediatico che distribuisce patenti di buono e cattivo secondo la convenienza. Giuseppe Gibilisco si stava quasi ammazzando (non è un modo di dire) dopo la merda piovutagli addosso ingiustamente. Poi assolto dal Tas, dopo essere stato abbandonato da tutti, dalle Fiamme Gialle e anche dal suo allenatore, con una carriera di fatto interrotta da campione del mondo e bronzo olimpico. Donati almeno non ha lasciato solo Schwazer, questo in mezzo ai suoi difetti (il principale è che si tratta di un prodotto giornalistico) gli va riconosciuto. Che schifo questo articolo, ma non poteva essere altrimenti dopo aver visto l’Italia a Londra 2017, con i cosiddetti ‘nuovi italiani’ peggiori di quelli vecchi. Di sicuro l’atletica italiana ormai è morta, con tutto il rispetto per gli amatori quarantenni, oltre che votata all’autolesionismo. Chissà se riusciremo a rovinare anche Tortu e i pochi altri con una prospettiva, di sicuro fra due anni a Doha non mancherà Casa Italia.

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19 commenti

  1. risultati e situazione alquanto penosa…
    * chi ottiene medaglie od ottimi piazzamenti nelle categorie giovanili si perde tragicamente o scompare
    * si arriva immancabilmente all’appuntamento più importante fuori forma, il 90% non arriva nemmeno vicino al PB pur avendo attorno un livello qualitativo che dovrebbe portarti a raschiare il fondo del barile con le unghie e coi denti
    * nuovi africanitaliani, nuove cubaneitaliane di cui non si sentiva la mancanza se non segarsi per un primo posto al Meeting di Mendrisio

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  2. L’atletica ormai vive da anni sulla filosofia del “è inutile, i negri sono più forti”, con cui si giustificano continuamente i mancati superamento delle batterie di qualificazione.
    Ci pensavo l’altro giorno quando ho visto una olandese (bianca e bionda) ottenere il bronzo nei 100 metri.
    Già questo è un giudizio sul lavoro Fidal, direi…

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  3. G

    Il problema è che da noi anche i naturalizzati vanno piano!

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  4. Appunto! Segno che la genetica non c’entra ma è la Federazione che lavora di merda! Del resto il panorama era già stato descritto dal caso Apostolico, di cui si discusse anche qui dentro in merito ad un articolo del Direttore…

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  5. basta guardare i fratelli Ingebrigtsen e Warholm dalla Norvegia, a meno che il sangue di salmone sia the new sangue di tartaruga o tigre dei cinesi fosforescenti dei bei tempi passati

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  6. L’altro dogma, mutuato da calcio-volley-basket, è che ‘i nostri allenatori sono i più bravi del mondo’… poi l’asterisco gigantesco è che senza organizzazione all’atletica arriveranno, in Italia, sempre gli scarti degli sport di squadra con l’eccezione di di chi ha un genitore fanatico…

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  7. K

    “Ve lo diciamo noi: svaniti nel nulla o con lo stipendio a vita nei gruppi sportivi militari, i veri tumori della nostra atletica. ”

    Boh, io vorrei capire perchè per altri sport lo stipendio a vita non risulta essere un tumore; la Vezzali e con lei tanti schermidori o schermitrici, ha vinto fino a 40 anni pur rimanendo in un corpo militare; ok, uno mi potrebbe dire che il fioretto (e la scherma tutta) è uno sport di nicchia rispetto all’atletica… Allora parliamo del beach volley, Nicolai e Lupo (e prima Cicolari e Menegatti) hanno avuto notevole giovamento nel passare sotto i colori dell’Aeronautica Militare (copertura economica, strutture in cui allenarsi). Quindi verissimo che lo stipendificio andrebbe pesantemente modificato in favore di quelli che ottengono risultati di rilievo e penalizzando i “timbratori di cartellino” però sono più vicino alla posizione di Dandy, il vero tumore è ci siamo arresi alla presunta superiorità della gente di colore, salvo poi vedere atleti azeri (naturalizzati turchi) vincere i 200 metri, salvo poi trovare la Polonia seconda nel medagliere (almeno fino ad ora) e nazioni che fino a qualche anno fa non ci vedevano manco come Spagna e Grecia, piazzare gente almeno nelle finali.

    Sui quarantenni ribadisco che, visto che una riforma che porti seriamente lo sport nelle scuole è utopia, potrebbero essere invece una risorsa; molti quarantenni sono genitori, sono quindi un esempio ed un traino per i figli (conosco molti che hanno scoperto l’atletica a quarant’anni che indirizzano i figli all’atletica), hai visto mai che potrebbero contribuire add aumentare i numeri dei giovani votati all’Atletica?

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  8. j

    Aldila della retorica sulla nazionale multietnica (grazie a semimercenari mica ai Balotelli o Howe o El Sharawy) della squadra non resta un tubo. Ieri come già detto ha vinto un azero, con un tempo da qualificazione. E la nostra punta era un ventenne di belle speranze che per il suo bene si trovi un emiro che lo naturalizza al più presto.

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  9. t

    L olandese bianca (e figa) nel 2015 ha vinto l oro nei 200 con un tempo che é il vero record del mondo della specialita
    La fidal é disastrosa in termini dl:
    – reclutamento : mentre in molti sport l italia progredisce nell atletica é da almeno 10 anni che siamo in regresso continuo
    – allenamento e miglioramento/costruzione dell atleta
    – preparazione dell evento: con solo una minima parte degli atleti che fanno il loro miglior stagionale (per non parlare del personal best) nel grande evento
    – mentalita: atleti che gareggiano gia sentendosi sconfitti in partenza
    – settore medico: quasi tutti i pochi atleti azzurri di livello Internazionale (o almeno europeo) negli ultimi 20-25 hanno avuto la carriera costellata da infortuni se non addirittura interrotta del tutto o quasi dopo pochi anni di attivita

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  10. I

    e anche Tamberi fuori….anche se l’unico che può esser veramente giustificato
    che dire, una vera delusione, terribile
    quando andavo alle scuole media, facevano dei corsi di ginnastica con un po’ di atletica, niente di che, strutture veramente piccole, ma tanto bastava. I professori di ginnastica dopo la parte base, ti indirizzavano verso una specialità, per poi capire dove eri dotato. giochi della gioventù e altre cosette facevano emergere qualcuno che poi poteva continuare.credo che tutto quest struttura di base non esista più o molto poco e alla fine i talenti non possono emergere.

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  11. m

    beh direi che con la scarsissima simpatia che ho per Tamberi, già esserci era tanto, uscire a 2,29 era il massimo.
    Almeno partecipare alla finale sarebbe stato un bel premio.

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  12. G

    Bei tempi

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  13. F

    Usare la Schippers come pietra di paragone per l’atletica italiana mi sembra sbagliato.
    L’ olandese è un fenomeno con quasi più medaglie che anni compiuti, non c’entra nulla con l’atleta quadratico medio, soprattutto se italiano.

    Da profano mi chiedo per quale limite strutturale gli atleti italiani sembrino sempre arrivare ai grandi appuntamenti lontano dal proprio picco di forma. Abbiamo pessimi allenatori?
    Ascoltando Bragagna in telecronaca, parecchi atleti di (medio?) livello stranieri vengono o sono venuti in Italia ad allenarsi per periodi più o meno lunghi, quindi almeno le strutture saranno di buon livello.

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  14. G

    “nuovi africanitaliani, nuove cubaneitaliane di cui non si sentiva la mancanza se non segarsi per un primo posto al Meeting di Mendrisio”

    Mah, francesi e britannici con i figli delle ex(?) colonie ci fanno razzie di medaglie. Noi stiamo diventando il porto di primo approdo per centinaia di migliaia di persone provenienti dall’Africa, usarlo come vantaggio competitivo per cercare di tenersi quelli con piu’ potenziale (non solo sportivo, che molti dei grandi manager/imprenditori statunitensi sono immigrati o figli di immigrati) farebbe cosi’ schifo?

    Ma soprattutto, in tutto questo, Malago’ ci sta mettendo la faccia o e’ troppo preso a fare il piacione insieme al suo amico LCDM su qulache localita’ del litorale romano?

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  15. @Tiziamal: in quella specialità generalmente c’è da lustrarsi gli occhi, al secondo posto ad esempio è arrivato credo il culo più bello dei Mondiali…

    @Nicolussi: perdonami ma la Schippers è proprio l’esempio giusto invece e per i motivi che dici tu: arrivasse ai grandi appuntamenti fuori forma e mentalmente sconfitta secondo te riuscirebbe a vincere tutte quelle medaglie col solo talento?!

    @Gatto: che io sappia Malagò è il primo oppositore del presidente della Federatletica, almeno quanto lo è di quelli di Federcalcio e Federnuoto…

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  16. I

    una grandissima Schippers in una gran bella gara

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  17. K

    La tocca piano

    L’ex campionessa azzurra Fiona May, dall’alto dei suoi tre ori mondiali e due argenti olimpici, ha aspramente criticato l’atletica italiana dopo il Mondiale fallimentare di Londra, chiuso con una medaglia di bronzo.

    “Abbiamo toccato davvero il fondo. Una volta facevamo la corsa su Francia e Polonia, oggi non le vediamo più e siamo sistematicamente superati dall’Olanda e ora perfino dal Belgio. Mi piange il cuore, ma da quanto tempo ci diciamo sempre le stesse, identiche cose? Dieci anni? No, forse addirittura 15…”.

    L’attacco nell’intervista alla Gazzetta dello Sport è diretto agli atleti e alla Federazione: “Perché dobbiamo consentire a chi puntualmente si rivela mediocre di allenarsi dove vuole? È ora di finirla con questo atteggiamento, per diventare campioni bisogna essere disposti a fare i sacrifici che ho fatto io o che oggi vedo fare a mia figlia Larissa. Ci vuole più grinta, in pista bisogna mettere anche un po’ di palle. Me la prendo con gli atleti che vanno ai Mondiali e sono soddisfatti di aver superato un turno, arrivano alle interviste tutti sorridenti. È incredibile, io al loro posto mi vergognerei! Ma l’errore è di chi li fa andare ai Mondiali…”.

    Come resuscitare il movimento in Italia: “Hai talento per emergere? Ti seguo e ti sostengo, investo su di te. Non ce l’hai e nel passaggio da giovane a senior non migliori? Arrivederci e grazie. Se concentriamo le risorse sui migliori giovani che abbiamo, forse li aiuteremo a diventare dei campioni. O forse vogliamo continuare ad investire sui quarantenni che al massimo con un miracolo ottengono una finale? Nelle interviste loro sorridono, io mi vergognerei”.

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  18. M

    Stefiono Olivarmay 😁

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  19. j

    Mi sembrano delle tali ovvietà (nel senso buono del termine) che mi fa specie qualcuno si possa scandalizzare (e ci saranno sicuramente) che una pluricampionessa vada dritto per dritto mettendo tutti i puntini sulle i (avversari storici ormai anni luce da noi, nuovi avversari che ci hanno raggiunto dall’oltretomba, nostri atleti praticamente dei mantenuti falliti senza nessuna eccezione). Non dico di farla presidente FIDAL ma quasi.

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