Gomorra terza stagione, la nostra classifica dei morti

A novembre su Sky Atlantic tornerà Gomorra, alla sua terza stagione dopo il grande successo anche internazionale delle prime due. Ne siamo diventati super-appassionati dopo un inizio faticoso, per l’ostinazione di non usare i sottotitoli: poi ci siamo arresi e prendendo il ritmo anche il napoletano è diventato comprensibile. Di Gomorra conquistano non la violenza, che c’è in mille altre serie oltre che nella realtà, ma fondamentalmente due cose: che ogni personaggio faccia onestamente i propri interessi, al limite ammazzando anche i propri familiari, e che non ci sia quella sociologia del disagio, con buoni e cattivi, che alla fine deve sempre far passare un messaggio positivo in stile Rai 1 (o Tg1). Una narrazione che secondo noi fa uno scarto rispetto al percorso indicato da Saviano (o meglio, dai cronisti campani sul campo ai quali lui si è ‘ispirato’), al punto che nel Gomorra televisivo i politici praticamente non esistono, nemmeno sottoforma di politici corrotti. Quando compaiono sono poco più che marionette locali, diretta emanazione dei boss.

In ogni caso è bene non appassionarsi troppo ai singoli, nemmeno agli ancora per miracolo vivi Ciro (Marco D’Amore), Genny (Salvatore Esposito), Scianel (Cristina Donadio) e Patrizia (Cristiana Dall’Anna), perché morire è un attimo. Per questo in attesa della terza stagione vogliamo proporre una nostra personalissima classifica dei defunti delle prime due, nata dalle discussioni con altri appassionati di Gomorra. Dal decimo al primo posto questi i dieci morti, fra i tantissimi (in certe puntate siamo in zona Tex), che ci hanno più colpito: 10) Lelluccio, il figlio di Scianel, cornuto, violento e succube della madre, una morte quindi strameritata; 9) Danielino, archetipo del ragazzo manovrabile da un adulto sgamato grazie a quattro regalini; 8) Immacolata Savastano, magistrale donna del Sud purtroppo non vendicata adeguatamente; 7) Zecchinetta, capo di un quartiere ed emblema delle belle spartizioni di una volta, la morte ce l’aveva scritta in faccia; 6) Deborah perché non è così scontato essere uccise dal proprio marito anche se il marito è Ciro; 5) Franco Musi, il banchiere milanese che ricicla i soldi dei clan ma li ricicla alla cazzo di cane, come tutti gli investitori ingenui merita la morte (o di comprare le azioni da Zonin); 4) Pietro Savastano, il padre di Genny, boss con i controcoglioni, paziente e duro anche con sé stesso, averlo fatto uscire dalla serie è un delitto nel delitto; 3) Rosario detto ‘o Nano, figura ipertragica vittima di un equivoco, certo fosse stato un collezionista di francobolli avrebbe avuto meno possibilità di essere ammazzato; 2) Gabriele, in arte ‘O Principe, per la sua illusione di potersi imporre con il solo cervello: grande classe e grande amore per gli animali, un mito; 1) Salvatore Conte, il boss religiosissimo, quasi un sosia di Marcelo Rios, innamorato di un trans e con molti conflitti irrisolti dentro di sé (ricchione, suggeriscono dalla regia senza troppe sfumature). Menzione d’onore per ‘o Track, forse il più gomorriano di Gomorra.

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18 commenti

  1. Direttore
    Fra i miracolati vanno inseriti di diritto O’Cardillo ma soprattutto Capaebomba

    Nella lista manca Tonino Spiderman e soprattutto sul podio non può mancare don Pietro

    Quanto dura Malamore?
    Scena in cui bacia la collanina da 10 Oscar

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  2. ‘o Cardillo e Capaebomba mi sembrano ancora vivi, mentre Tonino non mi ha colpito… non vedo un grande futuro per Malammore, ma è così viscido che può anche arrivare alla quarta stagione…

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  3. Direttore aveva fatto una minilista di miracolati e ci stavano dentro
    Scampati alla mattanza della galleria e a tutta la seconda serie
    Degni di nota 🙂

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  4. C

    Non posso credere che non hai messo nella classifica la figlia di Ciro, forse uno dei pochi momenti all’altezza della seconda stagione. Seconda stagione che ha avuto un calo qualitativo pauroso, con linee narrative che vanno a cercare l’esagerazione in lungo e in largo, personaggi che passano da reietti a potentissimi (e viceversa) nell’arco di una puntata, e in generale personaggi molto più lineari e meno interessanti rispetto alla prima stagione (anche se lì era per lo più merito dell’evoluzoine di Genny). Vediamo cosa ci sarà da vedere a novembre, delle prime due stagioni ho comprato il BR ma alla stato attuale ho perso molta motivazione.

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  5. U

    Malamore,tra l’altro attore per hobby,che ricevetti insulti su facebook dopo la famosa scena

    L’estinzione è vicina

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  6. G

    Concordo con il giudizio di uncalo onotevole nella qualita’ fra prima e sconda serie. Secondo me la dovevano chiudere li’.

    Invece sto guardicchiando 1993 e devo dire che mi sta ‘crescendo’ a poco a poco, nonostante certi personaggi siano caratterizzati al limite della parodia (tipo l’intellettuale di sinistra con barba d’ordinanza del quale si innamora la Leone) .

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  7. C

    Direttore, si è scordato uno dei primissimi morti…forse quello che ha fatto la fine più cruenta, ammazzato a mani nude da Don Pietro: il fedelissimo Bolletta.

    Grande scena…la moka nella cucina spoglia…Bolletta che si difende dai sospetti dicendo “ma come? con tutte le guerre che abbiamo fatto insieme?”…era davvero un dipendente legato all’azienda…peccato

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  8. C

    L’omicidio della figlia di Ciro è la roba più angosciante che si sia vista in tv da anni.
    Giustamente fuori classifica, metà spettatori hanno voltato lo sguardo, metà hanno dimenticato pietosamente un minuto dopo.

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  9. C

    messi in panchina dal Direttore ma prontissimi a subentrare grazie ad alcuni dettagli interessanti

    Parisi, giovane strafottente boss di Casavatore, ucciso in un motel dove era stato localizzato solo perchè ci portava tutti i venerdì “la sua rumena”

    l’americano ostaggio dei narcos con Genny in Honduras, che il giovane Savastano in un momento davvero coming-of-age racconta alla madre di aver tagliato “piezz a piezz”

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  10. s

    ehm, Saviano è uno degli sceneggiatori della serie quindi se mai Saviano farebbe uno scarto dalla sua narrazione (non lo so, mai vista nemmeno una puntata)

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  11. Saviano mette il marchio Gomorra ma la sceneggiatura (alla luce del sole, non ci sono in questo caso negri) è di Stefano Bises e di altri, non so se alternandosi fra le varie puntate o sempre in team. Fra l’altro il libro di Saviano è centrato sugli aspetti economici della camorra e sulle colpe della politica, mentre nella serie tutto questo è ridotto e al servizio delle singole storie. Saviano ha invece in prima persona collaborato alla sceneggiatura del film di Garrone, che però ha tutt’altri personaggi rispetto a quelli della serie.

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  12. t

    D’accordo con Calvin, seconda stagione molto inferiore alla precedente.
    Poche idee e trama quasi meccanica: grossomodo ogni puntata doveva morire uno del clan, e spesso era scontato chi (es. la morte del principe).
    Vero ‘crimine’ l’uscita di scena prematura di Salvatore Conte, personaggio di culto della serie.

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  13. E

    La morte della figlia di Ciro è hors categorie, Coffee non poteva dirlo meglio, al punto che forse il Direttore ha pudicamente preferito non parlarne. Per intensità drammatica ed efficacia narrativa la morte di Salvatore stravince su ogni altra, ma il modo in cui Gennaro ha fatto uccidere quel soldato dall’ufficiale ha toccato un vertice di crudeltà e di intelligenza davvero diabolica mai viste prima in una serie italiana. Riguardatevi il momento in cui il povero militare vede il proprio superiore e per una frazione di secondo gli si illuminano gli occhi di speranza.

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  14. C

    Grazie per la solidarietà, evidentemente quella che non ho ricevuto da Menouno, che guardava gli episodi strafatto di coca sentendosi affascinante come O Mulatto e potente come O Cardillo.

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  15. e

    Mi spiace per la morte di Salvatore Conte, mi sarebbe piaciuto vedere come si evolveva il personaggio (e le sue contraddizioni, perchè no) nella terza serie, soprattutto in un contesto così chiuso e maschilista.

    Mi spiace inoltre che nel mondo “reale” ci siano tanti Franco Musi, ma pochi (o nessuno?) facciano la sua fine… chissà, il sistema B2C bancario potrebbe guadagnare un po’ di etica…

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  16. E

    Dimenticavo. Una morte certo minore ma che ha fatto capire di che pasta fosse il “nuovo” Genny è quella di quel suo vecchio amico ora cameriere che durante un incontro di “lavoro” osa richiamare alla memoria dei colleghi di Genny alcuni episodi di giovinezza. Genny si alza da tavola, dice “scusate un attimo” e lo fa fuori.

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  17. t

    fra le morti piu significative segnalo anche quella di Attilio a inizio serie, che é l´evento che crea il Ciro di marzio antagonista dei savastano

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