Vasco o Ligabue?

Il concerto di Vasco Rossi al Parco Ferrari di Modena, sabato 1 luglio 2017, è stato battezzato Modena Park, sarà trasmesso da Rai Uno (diretta con Bonolis) in forma ridotta e in molti cinema in forma integrale. Gli spettatori dal vivo, come si sta scrivendo da giorni, dovrebbero essere circa 220.000. Non il concerto con più pubblico di sempre, perché la concorrenza di eventi gratuiti (dai 3 milioni e mezzo di Rod Stewart a Copacabana al mezzo milione di Simon & Garfunkel a Central Park) è imbattibile, ma di sicuro quello con più pubblico pagante di sempre visto che il record attuale è detenuto dagli A-ha, 198.000 persone al Maracanà nel 1991. Questo evento è un mero pretesto per un ‘Di qua o di là’ di attualità, perché Vasco non batterà soltanto il record mondiale dei mitici norvegesi ma anche quello italiano di Ligabue stabilito a Campovolo 2005: 165.264 biglietti venduti. I più accorti avranno già intuito dove vogliamo andare a parare, anche perché forse (non ce lo ricordiamo) è un sondaggio già proposto, ma come diceva Franco Rossi “Niente è più inedito di ciò che è stato già scritto”. Al di là delle evidenti analogie, prima fra tutte un certo celodurismo da megaconcertone che rende insopportabili alcuni loro fan, il confronto è fra due diverse vie italiane al rock, fra due diversi percorsi di vita e due diverse percezioni di sé. E andiamo: Vasco o Ligabue?

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76 commenti

  1. Belisario: guarda c’è sempre come alternativa quella di fare musica come si deve, eh?! Vasco non è esportabile perché non è all’altezza, punto.

    Gatto: i tg Mediaset hanno aperto con quello, eh niente tra ieri e oggi si vede che nel mondo non è successo nulla di più importante…

    Eros: di puro culto la citazione del ghostdirector di Ligabue, come abbiamo capito tutti guardando il film…

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  2. P

    Tralascerei per entrambi l’aspetto puramente musicale: nessuno dei due ha mai avuto la minima intenzione (e nemmeno la capacità) di fare qualcosa di musicalmente nuovo, diverso, denso, interessante. Più o meno vengono dagli stessi ascolti giovanili, amano il rock, buttano lì basso batteria chitarre e un po’ di tastiere, ogni tanto il pezzo lento con una melodia magari più interessante di quella americana media. Ma poi finisce tutto lì.

    Quindi ce la giochiamo sulla poetica. Quella di Vasco è semplice per non dire semplificata. Più divertita e ironica nella fase “tossica” della carriera, poi inizia una deriva alla ricerca della massima filosofica che si risolve inesorabilmente nel ritrovamento di frasi da bacio Perugina (o da tatuaggio: VR è il più citato sull’epidermide degli italiani). In questo senso, decine di cantautori italiani gli danno tre giri. Penso che lo stesso Vasco, che tutto è tranne scemo, ne sia consapevole e non se la tira da gran poeta. Ha il talento naturale di entrare in relazione col pubblico attraverso, appunto, i suoi testi semplici: talmente semplici che ognuno se li leviga a piacimento per adattarli alla propria sensibilità. Quel che mi fa incazzare è che le sue goffe metafore e immagini siano reputate dei capolavori poetici dal vascorossiano medio. Mi fa incazzare tanto e mi mette a disagio.

    Ligabue paroliere: quasi “dialettale”, nel senso che parla e scrive davvero come un ragazzo della Bassa. Ha un grandissimo difetto, anzi un peccato capitale: si prende sul serio veramente di brutto. Peccato, perché dietro la sua fitta coltre di “cazzo vuoi, sono poeta scrittore regista e quindi adesso scrivo le canzoni politiche sociologiche che sembrano qualunquiste ma io so che invece sono profonde” traspare sempre un’insopprimibile, amara ironia padana (soprattutto nei primi tre o quattro lavori: la creatività non è eterna, e questo vale per tutti). A Ligabue riconosco un po’ più di varietà nella scrittura: lo apprezzo quando inventa storie, bozzetti, ritratti; lo trovo insostenibile quando tenta altre strade (“Buonanotte all’Italia” sembra il mio gattino quando tenta di arrampicarsi sulle mie gambe e casca col culo a terra dopo tre secondi, laddove Liga è il gattino e io sono il De Gregori di Viva l’Italia).

    In mancanza di meteorite, voto Ligabue, vincitore per 1-0 al 93′ in mischia su calcio d’angolo.

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  3. Date una cattedra a quest’uomo!…

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  4. E

    PAOLO JEFF D.F.

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