Serravalle o Camusso?

Serravalle o Camusso?

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Per sabato 15 e domenica 16, Pasqua, i lavoratori dell’outlet McArthurGlen di Serravalle Scrivia dovrebbero scioperare per protesta contro le condizioni di lavoro nei giorni festivi. Tutti i lavoratori o una parte? Non è ancora chiaro, mentre scriviamo queste righe, ma la sostanza dello sciopero proclamato dai sindacati, con in testa la CGIL di Susanna Camusso, è chiara: non è solo un problema di soldi, che comunque contano. Per loro l’apertura della grande distribuzione, ma in generale anche del piccolo commercio, nei giorni festivi deve essere fortemente limitata. Ognuno può avere in materia la sua opinione, basata anche su premesse di valore e non soltanto sulla convenienza personale (infatti il nostro ‘Di qua o di là’ riguarda proprio questo punto), ma l’unica certezza è che si parla di lavoro nei festivi soltanto per alcune categorie. A nessuno e in particolare a nessun sindacato interessa se alla domenica o a Pasqua lavorano senza lamentarsi (se non dello stipendio) poliziotti, camerieri, giornalisti, casellanti, medici, pompieri, sportivi, eccetera, come è da ben prima della vittoria del cosiddetto neoliberismo, mentre altre categorie per mere questioni di numero (e quindi di voti) vengono in qualche modo tenute al riparo dal mercato. Una cosa senza senso, visto che tutti rivestiamo tutte le parti in commedia: il bancario che lavora da lunedì a venerdì avrebbe più tempo e voglia di fare spese nel fine settimana, mentre il commesso può andare in banca anche il martedì mattina, se non è di turno, senza che nessuno si senta sfigato. La società è cambiata, ma non necessariamente in peggio. McArthurGlen è diretta da stupidi che tengono aperto la domenica nonostante i negozi siano vuoti? Sottolineiamo che non abbiamo alcuna simpatia per l’outlet di Serravalle (tristissimo, come tutti i centri commerciali) e per la grande distribuzione, di pelle preferiamo sempre pagare un po’ di più (basta che non si entri in zona furto) nel negozietto che andare all’outlet. Ammettiamo poi di avere una visione del mondo deformata dallo sport: perché Inter-Milan non si gioca il venerdì alle quattro di pomeriggio in modo che Icardi e Bacca abbiano il tempo di fare le spese per il pranzo di Pasqua? Il ‘Di qua o di là’ prescinde comunque dall’utilità personale dell’apertura nei festivi (è chiaro che come consumatori saremmo più per l’apertura e come lavoratori più per starcene a casa nostra) ed è puramente ideologico: Serravalle o Camusso?

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Serravalle o Camusso?, 9.8 out of 10 based on 4 ratings

44 commenti

  1. r

    Se nel 2017 in italia ci si pone ancora questo problema è ora di chiudere serranda sì, ma come nazione

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  2. t

    CGIL da nuclearizzare, anche un avvocato/medico/professionsita che deve fornire una prestazione lunedi’ lavora la domenica.

    Pero’ non ho capito perche’ sia diffusa l’abitudine di definire i centri commericali e i frequentatori come tristi.

    Andare al cinema a vedere l’ennesima cagata di hollywood e’ meno triste? Andare in trattoria a farsi spennare per cibo mediocre? Andare a messa? Andare a vedere una mostra con l’8000 esima madonna col bambino rivisitata in chiave rock tipo Buffa del periodo di Lincoln?

    Se piove e mi servono dei vestiti vado al centro commericale, a meno che mi serva il vestito elegante su misura.
    Se c’e’ il sole magari vado a fare una passeggiata in montagna, se c’e’ una fiera vicino casa magari ci passo, ecc…

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  3. I

    sono le piazze davanti alla chiesa dove ci si incontrava con gli amici quando ero più giovane….
    sono più tristi nel senso, secondo me, che si comunica molto meno

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  4. I

    CGIL da nuclearizzare
    scatta immediato l’applauso e anche la standing ovescion (che fa molto populismo)

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  5. Era un giudizio in parte mirato, nel senso che a Serravalle ci sono stato e l’ho trovato più triste di centri commerciali dove ci sono categorie merceologiche più varie, non quasi soltanto abbigliamento. Poi detesto anche il ruolo ormai assunto dal centro commerciale in generale, cioè il fatto che molte persone ci vadano per noia. Magari chi sta sei ore a valutare gli sconti di Loro Piana trova triste che io guardi Lorenzi-Quinzi del torneo di Marrakech, non dico di no.

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  6. A

    come già detto più volte su queste frequenze, il mio credo progressista (con relativo manuale che divideva il mondo in buoni e cattivi) ha subito lo sgretolamento appena visto che nel mondo del lavoro il sindacato aveva una concezione iniqua di diritti e doveri. mi son sempre domandato in quale maniera venissi tutelato io, puntuale per natura e martoriato dal senso del dovere, verso qui colleghi che invece arrivavano in ritardo e passavano le giornate alla macchinetta del caffè.

    voto serravalle, anche se non dovessi mai metterci piede in un qualsiasi giorno.

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  7. G

    La domanda è: i dipendenti di Serravalle che lavorano la domenica godono della retribuzione maggiorata del 30% prevista dal contratto per le giornate festive? Secondo me no.

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  8. r

    Giovanni come accennato dal direttore il problema è che i sindacati hanno spostato la lotta dal sacrosanto dovere da parte del datore di rispettare i contratti di lavoro e relative remunerazioni al diritto o meno di tenere aperta un’attività durante le feste cosa che in altre parti del.mondo accade da cinquantanni e in italia da almeno dieci. Vivono fuori dalle logiche del mondo del lavoro attuale.

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  9. f

    Si, e te lo dico con assoluta certezza

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  10. G

    Sono tristi nel senso che sono posti creati dal capitalismo per creare consumatori compulsivi. Andare in un centro commerciale per comprare una cosa di cui abbiamo bisogno non è triste: lo è andarci ogni sabato pomeriggio e domenica come fa qualcuno (e sono molti). Decisamente meglio un libro, una mostra o qualcosa che ci aiuti a pensare con la nostra testa. Altrimenti sarà solo smartphone e social, tristezza infinita.

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  11. C

    Il signor Giovanni Capitalismo, residente in Milano (per forza), Piazza Affari 1.

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  12. l

    Votato Serravalle. Tanti centri commerciali sono tristi è vero, è un fatto (soprattutto quelli tipo finto centro città come appunto quello di Barberino che credo sia della stessa catena di quello descritto dal diretto) dopodiché ha ragione transu e soprattutto chi guarda quinzi-Lorenzi (che guarderei anch’io intendiamoci) ha semplicemente, per dirla alla Mauro, un altro livello di tristezza!!! 😉

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  13. K

    Mi sono perso qualcosa forse, ma non c’era un tetto di ore a settimana che qualcuno puo’ lavorare (40? 48?) – era uno dei punti forti degli argomenti pro-brexit: noi vogliamo che il popolo lavori di piu’ (non sto scherzando), quindi se questi sono di martedi o di domenica, che cazzo cambia? Si fanno i turni poi nei negozi, quindi se una domenica devo andare ad un matrimonio o se ho figli (quindi con la scuola etc) il turno lo si puo’ fare solo durante la settimana. Maestra non capisco il problema, me lo puo’ ripetere?

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  14. E

    Direttore, non condivido il confronto con altre professioni (per me c’è differenza tra il tenere aperto un negozio di borsette e il pronto soccorso…) ma il discorso di fondo sì. Al di là di fatto che uscendo dal discorso outlet ed allargandolo ai negozi in genere reputo la situazione di una tristezza infinita in partenza (ma davvero c’è gente che la mattina di Pasqua va a comprarsi scarpe e mutande?!…), senza arrivare alla deriva di outlet e grossi centri commerciali (una delle aberrazioni della società moderna al pari dei programmi della De Filippi e i suv in doppia fila…), davvero non si capisce perchè ci debbano essere professioni esentate dal lavoro domenicale o pasquale.
    Una risposta c’è ed è la solita (poi arriverà Michael a scartavetrarmi la cornamusa del piano di mezzo…), ossia il feticcio del giorno santo, che chissà perchè resta santo anche per sindacalisti comunisti mangiapreti, quando in una società come quella di oggi ciò che dovrebbe contare sono i turni di riposo e non i giorni deputati.
    Mio fratello lavora normalmente a Natale, Pasqua, domeniche, etc. avendo un ruolo di responsabilità nel campo della sicurezza di computer e macchine digitali in uso nelle strutture ospedaliere. Al netto del discorso sulle domeniche (in cui preferisce lavorare ed usufruire di tale situazione cultural-religiosa, perchè pur da ateo ed antipapista come il sottoscritto gli permette di essere pagato di più…), mi chiedo se questi rivoluzionari sindacalisti ancora alle prese coi diritti dei lavoratori (dopo che negli ultimi 20 anni hanno venduto il culo dei lavoratori per una scrivania o un seggio…) sarebbero disposti ad avere la Pasqua libera e magari a ritrovarsi nella sala operatoria di un pronto soccorso con macchinari che fanno le bizze perchè medesimo diritto di festa è stato egualmente concesso a mio fratello e colleghi.
    No, perchè, al ritorno dal pranzo abbioccante a casa della suocera, è un attimo sbandare in curva con lo scatolone tidissiài….

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  15. m

    qualcuno mi ha chiamato?

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  16. K

    Premetto che:
    1)codio le festività siano esse laiche o religiose
    2) quando mi è possibile lavoro durante le suddette (lavorare senza un telefono che squilla per ogni menata è un paradiso)
    3) se mi chiedessero di barattare le domeniche libere con un paio di pomeriggi alla settimana da dedicare ai miei figli firmerei all’istante

    Di conseguenza non ci vedo niente di tragico nel lavorare la domenica e durante le festività.

    Resta il fatto che concordo con Dane quando dice che è aberrante pensare che ci sia gente che va a comprare scarpe e mutande la mattina di Pasqua (traduzione: veramente ha un “senso” economico tener aperto a Pasqua?!?!?!?) e vorrei sottolineare che magari qualche dipendente chiamato a lavorare potrebbe non avere a chi affidare i figli durante il turno pasquale o magari semplicemente da cattolico praticante (sì, ce ne sono ancora…) vorrebbe festeggiare la ricorrenza o magari semplicemente trascorrerla in famiglia (ebbene sì, non io, non voi ma magari qualcuno ancora c’è).

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  17. C

    Si va bene ti stanno sul cazzo le festivita’ ma il “…co dio” lo potevi evitare dai 😀

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  18. E

    AH AH AH AH AH !!!!!!!!! ……. 😀

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  19. C

    Outlet McArthur Glen fantastici, ci ho comprato una marea di roba perche’ mi piace vestirmi bene ma sono tirchio. Molto meglio dei centri commerciali normali, quelli si’ tristi, coi negozi dei cinesi. CGIL erano tra i maggiori utilizzatori di voucher, non penso serva aggiungere altro. Chi sparla di neoliberismo e affini andrebbe messo in un campo di rieducazione nordcoreano. Grazie.

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  20. m

    Un outlet aperto a Serravalle Scrivia in un festivo é di per un valore aggiunto.
    Voto contro la Camusso sulla fiducia anche senza entrare nel merito della questione.
    Se entro nel merito, un dipendente di un negozio all’interno di un centro commericiale fa quel lavoro.
    Non credo possa lamentarsi di lavorare il 24 Dicembre che deve andare a fare le compere.
    Se é retribuito secondo il contratto, non vedo lo scandalo né la necessità di questo scontro ideologico di retroguardia.
    Poi, personalmente anzichè andare al centro commericiale, perchè non ho nulla da fare, non faccio nulla.
    Ed é bellissimo. Ma sono fatti miei.

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  21. t

    Ahahah va all’outlet perche’ vuole vestirsi bene, LOL

    No, vai all’outlet perche’ vorresti essere Warren Buffet ma sei Matteo Cambi.

    Se voglio un abito come si deve vado in sartoria, lo faccio fare su misura e pago quanto costa, punto. Se sono un merlo che lavora in banca vado all’outlet credendo di comprare un Armani della stessa qualita’ di un Armani che costa 5 volte di piu’.

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  22. K

    “Se entro nel merito, un dipendente di un negozio all’interno di un centro commericiale fa quel lavoro.
    Non credo possa lamentarsi di lavorare il 24 Dicembre che deve andare a fare le compere.”

    Attenzione, nessuno, nemmeno i sindacati, si lamentano che certe categorie debbano lavorare il 24 dicembre o le domeniche di dicembre; nessuno, nemmeno i sindacati, protesta che debbano lavorare poliziotti, infermieri, vigili del fuoco o gente, come i camerieri, che nel giorno di Pasqua lavorano in attività che guadagnano quanto ottengono nel resto dell’anno (estremizzo ma fino ad un certo punto). Si parla se abbia un senso tenere aperte delle attività in un giorno festivo; ovviamente penso che non sia legittimo, sia sacrosanto, che un datore di lavoro possa decidere liberamente se ha un senso tenere aperto un esercizio; penso però che un dipendente abbia il diritto di poter dire “Ma perchè cazzo mi devi costringere a lavorare in un giorno festivo (magari senza corrispondermi la festività) per tre gatti sfigati che vengono a fare acquisti perchè hanno una vita di merda ed un incasso equivalente a tre caffè e ad un paio di mutande?”; in soldoni se ho il centro commerciale pieno posso anche dirti “Ok, non sono contento ma vengo a lavorare per Pasqua perchè ha un senso”, ma se devo venir lì per girarmi i pollici potrò anche dirti “Cazzo, ma no mi potevi lasciare a casa”? O no?

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  23. C

    Beh mi auguro che prima di pagare gli straordinari per il lavoro festivo il proprietario del negozio si faccia due conti.

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  24. j

    Nel meraviglioso Belgio, feste e domeniche significano la morte “commerciale”. Nemmeno a Bruxelles i negozi sono aperti se non per aperture eccezionali che si contano sulla punta delle dita durante l’anno. Baluardi del consumismo cinesi e pakistani, stoicamente aperti tutti i giorni tutto l’anno.

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  25. G

    Qui nella capitale europea del liberismo la Domenica di Pasqua, come il Natale e Capodanno, negoazi chiusi. Aperti solo gli off licence gestiti da pakistani/indiani.

    Per il resto dell’anno, le domeniche i grandi magazzini/supermercati sono aperti, in alcuni casi con orario ridotto.

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  26. K

    Quindi fatemi capire: nei Paesi Turbo(minchia)liberisti i negozi degli autoctoni sono chiusi però “Se nel 2017 in italia ci si pone ancora questo problema è ora di chiudere serranda sì, ma come nazione”?
    Ho capito bene?

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  27. C

    Però sono aperti il 26 dicembre e il lunedì di Pasqua. In Irlanda invece oggi non si vende alcool. Go figure…

    PS il liberismo o è turbo o non è, ti pare ci possa essere un liberismo aspirato? Almeno Neo!

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  28. j

    Venendo dall’Italia e da Milano dopo 4 anni non riesco a comprendere come si possa tenere chiusi tutti i negozi (tranne qualche supermercato di mattina che infatti è preso d’assalto) la domenica dopo che per tutta la settimana hai chiuso alle 18h massimo 18h30 (Bruxelles 19h max 19h30). Ma qua è una cosa normale. Poi i paki fanno 500.000 euro anno (dichiarati…………..) di fatturato con un cazzo di buco vendendo sigarette e alcool perchè alle 18 ti puoi suicidare se non vai da loro.

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  29. G

    In Italia veramente si parla di chiudere i negazi in TUTTI i festivi.

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  30. d

    @Giovanni Milione: “La domanda è: i dipendenti di Serravalle che lavorano la domenica godono della retribuzione maggiorata del 30% prevista dal contratto per le giornate festive? Secondo me no.”
    Se potessi metterti 10.000 +1 lo farei

    @redbejelit”i sindacati hanno spostato la lotta dal sacrosanto dovere da parte del datore di rispettare i contratti di lavoro e relative remunerazioni al diritto o meno di tenere aperta un’attività durante le feste cosa che in altre parti del.mondo accade da cinquantanni e in italia da almeno dieci.”
    Peccato che se un centro commerciale rimane aperto, TUTTI I NEGOZI devono rimanere aperti per contratto. Quindi il singolo datore di lavoro non ha la possibilità di poter tenere aperto o chiudere se vuole.

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  31. A

    Qui però non si considera che la protesta nasce dall’apertura del centro commerciale il giorno di Pasqua, Pasquetta già prevista insieme a tutte le altre domeniche dell’anno.
    Fino ad ora questi centri commerciali chiudevano il 25 dicembre, il giorno di Capodanno e quello di Pasqua.
    Magari non si festeggia la ricorrenza religiosa, ma un minimo di tradizioni vanno pur salvaguardate secondo me e la Pasqua in famiglia, nei limiti del possibile, è una di queste.

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  32. C

    Allora non avevo capito. Se erano già aperti a pasquetta direi che a Pasqua possono tranquillamente rimanere chiusi.

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  33. K

    “Allora non avevo capito”

    Tranquillo, non è la prima volta e conoscendoti non sarà nemmeno l’ultima… ;)))

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  34. C

    Incasso, ma mi ero limitato a leggere il post del direttore che parlava di chiusura in giorni festivi. Da nessuna parte era scritto che ha pasquetta erano già aperti.

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  35. K

    “CGIL da nuclearizzare, anche un avvocato/medico/professionsita che deve fornire una prestazione lunedi’ lavora la domenica.”

    Due piccole considerazioni in merito

    1) L’avvocato/medico/professionsita ha una “fortuna” che il dipendente non ha: può gestirsi l’orario di lavoro: se due avvocati devono lavorare la domenica ed hanno un figlio possono distribuire il lavoro in modo che almeno uno dei due possa dedicarsi al figlio, se due dipendenti di Serravalle hanno un figlio e non hanno nessuno che gli aiuta come fanno?
    2) L’avvocato/medico/professionsita non porta a casa 900 euro al mese (o almeno lo spero vivamente per lui perchè altrimenti è meglio che si butti giù dalla Torre di Pisa) quindi eventualmente in caso di assoluta necessità può permettersi di pagare qualcuno che gli tenga il figlio.

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  36. K

    “In Italia veramente si parla di chiudere i negazi in TUTTI i festivi.”

    Allora qui nel mio buco di culo (non Roma, non Milano, una città di provincia…) ci sono già adesso supermercati ITALIANI che tengono aperti anche a Natale, ci sono supermercati ITALIANI che già tengono aperti fino alle 21.00 che pensano di tener aperti 24h su 24. Quindi mentre qualcuno (stra)parla di chiudere i negazi in TUTTI i festivi (chi? La Cei?) altri vanno in direzione completamente opposta.

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  37. f

    “senza arrivare alla deriva di outlet e grossi centri commerciali (una delle aberrazioni della società moderna al pari dei programmi della De Filippi e i suv in doppia fila…)”
    Dane bisognerebbe aprire un altro filone di discussione (ma andremmo purtroppo OT): queste aberrazzioni hanno di fatto ucciso il commercio nei “centri storici”… Dalle mie parti cosa di una tristezza imbarazzante

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  38. Bravissimo Francesco1974! Centri storici che con monumenti, piazze storiche e relativi negozi locali son sempre stati personalmente il mio salottino preferito in ogni città. Invece ormai sono riempiti da franchising e McDonalds vari (quando non trovi file di serrande chiuse…) perché tutto si è spostato nell’omologazione dei prodotti da centro commerciale per lemmings che buttano via il weekend tra coda e folla…..

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  39. C

    Quanta retorica. Ci sono i negozi di quartiere che ti offrono veramente un servizio in più e infatti solitamente vanno bene, dal panettiere che ti intorta coi pani speciali al salumiere che ti fa trovare il prosciutto di Montagnana 24 mesi al libraio che ti conosce e ti consiglia cosa comprare al negozio di vestiti che ha quei marchi particolari… Poi c’è il panettiere che ti dà il pane di gomma, il salumiere che ti vende la roba del supermercato al 20% in più, il libraio che dispone i libri come dà indicazioni degli editori e il negozio di vestiti che vende roba che manco Zara. Poi ovviamente è anche una questione di disponibilità, ma guardando alla piccola provincia mi pare che se chi riesce a far percepire una qualità maggiore è un servizio “esclusivo” sopravviva…

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  40. Calvin i tuoi discorsi sono sempre analisi centrate, quelli degli altri vuota retorica.
    Non vorrei risponderti alla Krug, ma il discorso che stavamo facendo non riguardava i negozi di quartiere, dove comunque il valore aggiunto che descrivi è sempre più raro….

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  41. z

    Francesco74
    Tutto giusto, ma nel caso maceratese la politica locale ha messo molto impegno nel distruggere le attività commerciali del (fu) centro storico…

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  42. f

    In realtà il mio discorso era proprio su base nazionale (almeno per il “campione” in mio possesso) visto che per motivi di lavoro ho assistito alla moria di decine di negozi nei centri storici e alla contemporanea crescita del fatturato degli outlet.

    Andando OT sull’OT, quanto al caso della mia città, è un caso particolare visto che negli ultimi anni il centro si è di fatto trasformato in una sorta di campus universitario con tutti i pro e i contro del caso, di certo grazie a questo si può dire che siamo ancora vivi malgrado le ferite inferte dal terremoto

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  43. P

    Ma la Camusso c’è andata a fare il giro degli ipermercati Coop aperti la domenica di Pasqua? No? Strano.
    Forse perché l’Outlet puzza di ricco, e per i veterobolscevichi è un richiamo della foresta irresistibile. Chissene dei dipendenti.
    CGIL male assoluto.

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