Lo strano dei Giochi a Milano

Eravamo a favore della candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2024, siamo a favorissimo di quella di Milano per il 2028. La prima era concreta, al di là dell’essere pro o contro, la seconda soltanto allo stadio del bar Malagò-Maroni-Sala e comunque legata al fatto che nel 2024 si gareggi a Los Angeles e non a Parigi. Al di là di questi fattori esterni e dell’essere probabilmente sede della sessione CIO del 2019, manca ovviamente tutto il resto in un contesto dove in sei anni non si è riusciti a rifare il Palalido nemmeno con i soldi (un terzo, ma qualche tempo fa ce li avrebbe messi anche tutti e adesso è scappato) di Armani. Per fortuna della ipotetica candidatura manca anche una reale opposizione politica a quella sorta di pensiero unico milanese che è stato ben sintetizzato dal ballottaggio Sala-Parisi.

Di base si andrebbe più lisci con un governo cittadino di centro-sinistra anche in futuro: qualche allacciamento gratuito ai centri sociali, qualche slogan inclusivo (una fiera da strapaese come l’Expo, peraltro ottenuta grazie a Letizia Moratti, è stata passata come decisiva per il futuro del pianeta), qualche copertura culturale e il consenso sarebbe assicurato in un luogo dove i Cinque Stelle sono marginali e la gente non si arrabbia quasi mai, anche perché non esiste più la gente ma solo lobotomizzati ufficialmente produttivi del semicentro che scaricano app e mantenuti che in periferia vegetano davanti a Sky Sport e Mediaset Premium. L’unica strada che vediamo praticabile è quella di una candidatura portata avanti totalmente da privati, che riesca a vendere al popolo l’idea di Giochi a costo zero. Sarebbe comunque una ventata di aria fresca, perché i luoghi in cui non c’è niente da preservare abbondano.

Milano è stata in corsa per i Giochi del 1908, quelli che poi sarebbero andati a Londra dopo averli soffiati a Roma (l’Italia si ritirò a causa dell’eruzione del Vesuvio del 1906 e della conseguente ricostruzione) e a metà, nel senso che la candidatura morattiana fu ritirata prima ancora di essere presentata, per quelli del 2000. Il vantaggio rispetto al passato è che i paesi democratici che vogliano organizzare questi mega-eventi sono sempre di meno. Quindi forza Los Angeles e forza Trump (ma questo vale sempre).

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49 commenti

  1. U

    Basta col NO a tutto!

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  2. E

    Il bello è che il più contrario dei tizi in foto è Malagò………

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  3. l

    Diciamo NO ai giochi olimpici!

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  4. e

    Direttore, cosa direbbe Zhou dei giochi olimpici a Milano?

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  5. Favorevole, li avrebbe voluti già nel 1908.

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  6. G

    NO A TUTTO.

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  7. M

    Direttore faccia qualcosa per la sua misantropia.
    A Milano ma più in generale nel mondo c’è ancora gente che sorride, lavora, si impegna, addirittura è felice di passare del tempo con amici e famigli…. e soprattutto se ne sbatte la ciolla di Sky e Premium 🙂

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  8. E

    MV, il Direttore sarà anche misantropo (e forse pure io…) ma la fotografia che fa di Milano direi che è quanto di più azzeccato.

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  9. K

    Ocio che essendo milanese nella foto ci sei anche tu, eh… ;)))))

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  10. E

    Impossibile: detesto i centri sociali, sono contro le giunte radical-chic, non parlo per slogan, non ho pay-tv, abito in un’enclave del centro spostato in periferia, e sono sempre incazzato.
    Non sono fuoricampo, sono alle spalle del fotografo…

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  11. K

    Che tieni il flash per illuminare meglio la scena… ;)))

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  12. M

    Bah. Dissento.
    Due settimane di volontariato magari in Croce Verde o nei reparti di oncologia infantile e impari a mettere le cose al posto che meritano.
    Oltre a conoscere una quantità enorme di persone a cui andrebbero intitolate delle vie 🙂

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  13. Probabilmente è vero, ma queste persone non le conosco. Frequento soltanto startupper e persone che parlano di calcio, ma è anche vero che loro frequentano me. Non potremmo vivere in altro modo…

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  14. Il riassunto è brutale ma rende l’idea
    Comunque c’è crisi, da Sky e Mediaset molti sono passati a Top calcio 24

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  15. G

    Chi mi ha messo +1 o ha capito la mia vena ironica o e’ un inguaribile nichilista…

    ps In ogni caso una Olimpiade in Italia avrebbe senso solo a Napoli. Magari senza De Magistris….

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  16. K

    Ooooh là, ero già preoccupato di avere un’edizione dei Giochi Olimpici senza una candidatura italiana.
    Fiùùù, meno male…

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  17. A

    è una regola del CIO, non si fanno le Olimpiadi senza una candidatura italiana

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  18. E

    @Krug: argh!!!! No, sono contrario al flash!!!

    @MV: non scherziamo, tu parli di eccezioni ed eccellenze, qui si parla di una città intera. Poi i volontari delle croci, lasciamo perdere, un passatempo utilizzato per consocere gente, fidanzarsi, e litigare (generalmente a causa di fidanzamenti incrociati). Nun me fa’ parla’….

    @Axel: esatto, credo sia stata ratificata ai tempi di Samaranch…

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  19. M

    Dane non sono eccezioni. Non è la regola ovvio, ma di gente che va oltre il proprio naso e parla solo del Milan e della figa ce n’è eccome.
    La tua associazione del vigo ne è un’esempio.
    Ma è pieno di realtà partecipative molto partecipate che ti fanno sperare che il mondo non sia poi un posto di merda e basta

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  20. M

    Ti porto un esempio.
    Un mese fa è andata a fuoco la sede dell’associazione dei pescatori della cava Aurora al parco delle cave (mio papà è nel direttivo)
    Non una cosa dolosa, ma comunque non è rimasto in piedi nulla.
    Bene, a parte la raccolta fondi abbastanza generosa al momento, domenica mattina c’erano più di 150 persone, molti NON soci, andati a vedere se potevano aiutare (tradotto pulire, ramazzare, fa andaá i man)
    Talvolta basterebbe alzare il culo dal divano per vedere che il mondo è diverso dai nostri pregiudizi 🙂

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  21. MV, perdonami ma qui a Milano (e ripeto MILANO) io il culo dal divano lo alzo da 20 anni per tutta una serie di impegni civici che ti risparmio.
    Adesso sono in pausa proprio durante una di queste assemblee, per discutere di come presentare al Comune idee che migliorerebbero la vita anche di quel milione di cittadini a cui non gliene frega un cazzo e che in questo momento sta ruttando davanti a Roma – Lyone.
    Ma io non sono Milano, come non lo sono quei 150 volontari del parco delle Cave.

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  22. M

    Ma infatti mica ce l’ho con te 🙂
    Anzi parlo con te proprio perché so quale è il tuo impegno

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  23. Eh ma come ti ho detto siamo in pochissimi e non siamo la città…

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  24. M

    Comunque Olimpiadi MAI
    Questi costruirebbero anche in duomo a dargli il la.
    E per questi intendo questi di adesso

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  25. Ti sbagli! Decreterebbero l’edificabilità di p.za del Duomo, per poi fare ricorso al TAR contro il vincolo come monumento del Duomo per poterlo abbattere e costruirci l’ostello olimpico, la pista per dressage e salto ad ostacoli e la moschea per gli atleti stranieri (di chiese è piana la città, che cazzo rompete i coglioni?!).
    Poi solo DOPO le Olimpiadi allora edificherebbero in p.za del Duomo…

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  26. m

    Buongiorno.
    Sono Michael Gilhaney e sto in un enclave della periferia dislocata in periferia. Con l’età frequento sempre meno i centri sociali ma non per questo riesco a detestare le persone che ci ho conosciuto (consumisti come gli altri, se gratti appena sotto la superficie; ma, ultimamente “persone” che stanno sulla mia stessa barca); sarei contro le giunte radical-chic ma voterei per qualunque candidato sindaco, anche radical-chic o anche fascista, che proponesse nel suo programma l’eliminazione del traffico privato dal territorio comunale. Non ho il telefonetto e non ho la TV, così non vengo nelle foto … pensa te quanto sono misantropo!
    In quanto tale, semplifico dividendo i passatempi in atti a staccare il culo dal divano (“vigo” e impegni civici che ci vengono risparmiati; capanne dei pescatori al Parco delle Cave; reparti di oncologia infantile e croci verdi, che lo faranno anche solo per broccolare senza accorgersi dei casini che combinano broccolando, non per migliorare la vita del milione di concittadini menefreghisti, ma chissene … saranno poi fatti loro, intanto il culo dal divano lo hanno sollevato), e inadatti allo scopo (app da scaricare, skysport & mediasetpremium).
    E penso NO alle Olimpiadi a Milano perché mi sembrano far parte di questa seconda categoria. Un po’ come la fiera strapaesana dell’anno scorso: un enorme, collettiva app da scaricare, un devastante abbonamento a skysport & mediasetpremium che si pagherà tutti insieme. Ma sono ben disponibile a lasciarmi convincere del contrario, con i dovuti modi.
    E, Dane, non ti sto attaccando: è solo che mi piace giocare con le parole che trovo già bell’e pronte e quindi, anzi, grazie perché mi hai aiutato a dipanare quello che penso in proposito.

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  27. Esatto, tu giochi con le parole per il solito editoriale moralista alla Gramellini.
    Ma ormai ti conosciamo…

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  28. m

    Sì, sì, Dane, proprio così: come nei deliri plotiniani di Agostino di Ippona; il quale scriveva che il suo amico immaginario lo conoscesse meglio di quanto egli stesso si conoscesse. Tu sì che mi conosci, anzi, tu sì che mi conoscete.

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  29. M

    Se sei bravo con la ramazza o la zappa come con le parole, i pescatori dell’Aurora ti aspettano domenica mattina.
    Ingresso da Baggio, lato via Broggini

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  30. m

    Ehm, la domenica mattina lavoro, every bloody given sunday, e a domeniche alterne anche i pomeriggi.
    Però ti metto un bel + perché lo spirito è quello giusto.

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  31. M

    Io invece ti ho messo meno perché ormai ci contavo

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  32. m

    Ah, e buona festa di San Patrizio a tutti/e (quelli/e che la festeggiano)!

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  33. San Patrizio è la festa dei milanesi che si mettono una maglietta verde per andare a ubriacarsi, giusto?!

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  34. m

    Già. E non solo: i Milanesi non lo so, ma oggi, con la stessa maglietta sporca del vomito di ieri, festeggio pure san Braulio di Saragozza, vescovo del VII secolo ma soprattutto patrono di tutti gli hangover.
    Ma il moralista sono io.

    Ma poi, che t’avran mai fatto i Milanesi!

    Comunque, non è solo alcool: alla Fabbrica del Vapore c’è l’unico grande schermo in città dove oggi danno tutte le tre partite del 6N.

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  35. No, beh, chiaro, il moralista sono io, ovvio…..i milanesi non mi han fatto nulla, è proprio questo il problema: non fanno nulla…..salutami Frate Tuck….

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  36. m

    Bah. «I milanesi non fanno nulla» mi sembra sentenza un po’ ingenerosa, quantomeno.
    Già MV el diez ha spiegato come non sia produttivo fare di tutta l’erba un fascio.
    Però adesso non mi interessa difendere i Milanesi come gruppo umano; o indagare se la tua non sia una figura retorica da stampare su una maglietta.
    Mi interessano altre due cose.
    Sentiti libero di non rispondere; non vorrei incappare di nuovo nell’accusa di voyeurismo. Dopo che giusto ieri mi hanno definito, da un’altra parte, come uno che non sa cosa sia la buona educazione.
    Primo, a livello più sociologico. Esiste tutta una narrazione sulla intraprendenza milanese, «capace di innovare includendo», su «Milan cunt el cör in man», sul «prevalere, in politica, di un approccio pragmatico», eccetera eccetera … Ma, secondo te: è una narrazione che è sempre stata falsa, oppure è Milano che ultimamente ha, tra virgolette, perso la sua anima?
    Secondo, a livello più esistenziale. Sinteticamente: chi te lo fa fare? Chi te lo fa fare di sbatterti per 20 anni? Mi spiego: a noi “moralisti con impegni civici” può capitare, all’inizio, di indignarci perché «gli altri non fanno niente». Ma funziona solo all’inizio. La mia esperienza è che, col passare degli anni, se non sei sostenuto/a da una qualche forma di “passione”, o quantomeno di empatia, per le persone per cui ti sbatti, molli il colpo. Come fai a darti da fare per quel «milione di cittadini a cui non frega un cazzo» se non vuoi un po’ loro bene … se, al contrario, a te di loro frega qualcosa, non delle migliorie alla città ma dei cittadini proprio?
    Grazie.

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  37. E

    Michael,

    1) mi ricordi (anzi, ci ricordi…) quel film in cui il protagonista (mi pare Paolo Villaggio ma non son sicuro) va al quiz di Mike Bongiorno che gli chiede gli spettatori di una partita di calcio e lui ne indica nome e cognome in ordine di fila: si sta descrivendo una tendenza, citare un “orientamento minore” entrando nel particolare è del tutto pleonastico ai fini del discorso, e l’avevo già chiarito (anzi, avevamo).

    2) La narrazione a cui fai riferimento (quella per cui Montanelli, diventato Direttore, diceva “non sono milanese ma è grazie a Milano se sono diventato quello che sono”. Qui il copione prevede l’intervento di Krug: “E vantatene pure!…”) riguarda una Milano che non c’è più, una Milano oggi descritta benissimo dal Milanese Imbruttito, una Milano in cui le marachelle politiche non hanno nemmeno l’effetto collaterale di un lancio di una città, una Milano in cui l’apparire non è figlio dell’essere bensì sua alternativa, una Milano brutalmente ma efficacemente sintetizzata con quel provocatorio riassunto dal Direttore, una Milano perfettamente simboleggiata dalla filosofia di Duccio Pirella (“Divido le cose in cose che mi riguardano e cose che non mi riguardano. Mi occupo solo delle prime, dividendole in cose in cui ci guadagno e cose in cui ci perdo. Spreco le mie energie a favore delle prime e per combattere le seconde……”), una Milano perfetta per quel coglione di Meno Uno a cui non par vero di dar ragione a qualsiasi contetsatore del sottoscritto al grido di “tiè, così impari!” senza nemmeno prendersi la briga di ragionare sul merito (e per questo motivo ovviamente seppellirà di meno anche questo mio post).

    3) Il motivo dell’impegno civico?! Il mondo è da sempre trainato da una minoranza, anche quando a beneficio della maggioranza. Un po’ come quando dai le verdure che contengono ferro o le medicine ai figli, loro storcono la bocca ma tu ti imponi perchè sai che è per il loro bene e (indirettamente) anche per il tuo. Del resto, quando i Medici finanziavano il Rinascimento mica si aspettavano che poi i contadini di Fiesole lo ringraziassero per aver fatto loro conoscere il plasticismo di Michelangelo o le luci caravaggesche.
    Al netto del carattere da rompicoglioni, questo mi ha portato (anzi, ci ha portato) a battagliare per impedire l’abbattimento del Vigorelli, per impedire lo scempio delle vie d’acqua per Expo, per difendere Area C messa in pericolo da un parcheggiatore (come se ad inizio ‘900 i proprietari di carrozze avessero ottenuto di vietare per legge l’autombile…), per tutelare il Museo Alfa che la FIAT voleva liquidare in un mercatino, per portare avanti le istanze sulla mobilità sostenibile, etc.
    Nessuno mi (ci) ringrazierà, nè ci si potrà vantare d’aver cambiato il mondo, ma oltre ad essere un modo per limitare i danni è un modo (per chi non crede a quelle puttanate delle religioni) per avere una scusa per alzarsi dal letto al mattino.

    Alla faccia di Meno Uno.

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  38. E

    Ah, giusto per tornare sul discorso della narrativa legata al passato, ecco un esempio di oggi.
    Assessore all’Urbanistica che come ultimo atto del proprio mandato decreta l’edificabilità dei terreni ex-ippodromo, decisione che ovviamente decuplica il valore commerciale di quei terreni. Opposizione dei Beni Culturali per motivi ovvi, ricorso al Tar del proprietario dei terreni, e chi difende il proprietario dei terreni?! Lo studio legale di cui è socio l’assessore, che (come tanti, troppi…) è avvocato. Dice “bèh, ma essendo l’assessore avvocato, il proprietario dei terreni avrà scelto lui come legale perchè essendo l’autore della ratifica consocerà bene l’argomento”. Nì, perchè ad un attento controllo pare che il proprietario dei terreni fosse già cliente di tale studio legale quando l’assessore ha varato quella decisione che portava così ad un aumento del valore di un oggetto di proprietà del suo cliente, ma sarà sicuramente un caso, del resto abbiamo imparato che il conflitto d’interessi è un problema che riguarda solo Berlusconi.
    Dice “eh, allora?! Ma sai ai tempi dei socialisti quante ne hanno fatte?!” Ecco, bravo, il parallelo è perfetto! Ai tempi della Milano da Bere c’erano sti qui che ai convegni blateravano di socialdemocrazia e liberalsocialismo, si chiamavano Compagno Bettino e Compagno Bobo, poi il tutto si risolveva nell’accumulare tangenti e spartirsi gli appalti tra comitati d’affari. Oggi è uguale, questi sono stati sostituiti dai radical-chic di sinistra dell’alta borghesia milanese, che si assicurano il voto tuonando contro l’avanzata di fascisti e speculatori, la Milano rinnovata, la ciclabilità, la riapertura dei Navigli, e poi abbattono monumenti, si spartiscono beni pubblici, cementificano a cazzo per far favori agli amici, fanno lingua in bocca col terrorismo islamico, non escono mai dal centro e lasciano che il resto della città diventi una latrina, fanno i fighetti all’aperitivo ma chiudono i locali dove si fa musica dal vivo perchè disturba, e se ti permetti di dire “bèh!” arrivano la puttanella col talleurino di cachemire o il barbone da Centro Sociale a dirti che non ti stanno pisciando in testa ma è innocua pioggia, e che insomma da tanto tempo volevano una giunta di sinistra e adesso che c’è non mi sembra il caso di lamentarsi troppo.
    La differenza?! La differenza è che allora Milano aveva le tre agenzie pubblicitarie più importanti d’Italia mentre oggi il titolare di una delle tre folleggia con Lapo e scrive al Corriere per rivendicare il diritto alla doppia fila in Montenapoleone, un quotidiano che rappresentava l’eccellenza critica di un paese e che oggi è solo la bacheca di un comitato d’affari, un polo televisivo che avrebbe costretto all’angolo la RAI obbligandola a darsi una mossa mentre oggi è un’arma di distruzione (di cervelli) di massa, gente che guardava al futuro mentre oggi si fa finto futuro basandosi su un lontano passato, banche che facevano credito alle imprese e che oggi alle 15,45 si rifiutano di darti il bancomat provvisorio quando si è smagnetizzato il tuo perchè “sa, alle 16,30 chiudiamo e quindi ci portiamo avanti chiudendo materiale come questo nel caveau” (!!!), si costruivano tram che poi ci venivano comprati dalla città di San Francisco mentre oggi si progettano Jumbo Tram che poi vengono eliminati perchè troppo grandi per le strette vie del centro (geniale!), etc.
    Poi certo, basta uscire da Milano (a me è bastata una settimana a Roma ad aprile…) per capire che il resto d’Italia è terzo mondo o quasi, resta il fatto che oggi Milano non è più Milano ma una finta Milano che recita la parte di Milano.
    Piaccia o non piaccia a Meno Uno o agli ingenui entusiasti di natura….

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  39. E

    Manca solo che arrivino i due minus habens a dirmi che la verità è che io sono tifoso della città di Torino!….

    p.s.: o Firenze, o Parma, una qualsiasi a scelta….

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  40. m

    OK, Dane, tutto molto esaustivo.
    Ma vedi che per un certo verso confermi la mia supposizione: l’esempio dell’essere papà era quello che avevo in mente quando ieri ti ponevo la questione; appunto, per impegnarsi a lungo serve una qualche forma di PASSIONE per quelli/e per cui ti impegni? Se educo i miei figli a mangiare la verdura certo sono condotto da motivazioni “della mente” (per semplificare): le verdure fanno bene. Ma ultimamente è “il cuore” (per semplificare) che comanda: ultimamente non lo faccio per l’ideale salutista o per quello “politico” di «limitare i danni», lo faccio perché voglio loro bene.
    C’entra più, forse, col tuo discorso di “minoranza trainante”, l’esempio dei Medici.

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  41. a

    Buongiorno a voi, Buongiorno Michael Gilhaney … non avrai il telefonetto (come dici tu) ma hai il telefono; non avrai il televisore ma hai il pc e quindi sei come coloro che ce l’hanno, non ne sei dispensato: ciò che vedi in TV lo vedi anche via web: sei come noi, non sei un’eroe! Ti dichiari “misantropo”, ma forse non sai che la misantropia può assumere a volte forme di arroganza culturale che portano l’individuo a sentirsi superiore mentalmente agli altri: sembri tu, da come scrivi…. Forse è il caso di fare un passo indietro, che dici? E’ sufficiente un salto dal gradino su cui sei posizionato e tac… il gioco è fatto … ma mi raccomando: un salto a scendere, non a salire 🙂 ciao

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  42. m

    Ma BENARRIVATA, cara! (uff, ‘sto blog di cialtroni! La Banda, la Banda e poi tocca sempre all’ultimo arrivato dei trollatori fare i convenevoli!)

    Brava, mi hai sgamato!
    Due curiosità, «piiicole, per paserottiini»:
    Primo, perché in così tanti, in genere, notate la storia della TV e del telefonetto e mai nessuno che si ricordi dell’eliminazione delle auto da Milano città?
    Secondo, perché quell’accento svedese?

    Amooore! Che tenero quell’apostrofo rosa che mi hai lasciato tra le parole “un” ed “eroe”!

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  43. a

    Buongiorno e bentrovati 🙂
    Wow, il tuo rispondere, caro Michael, conferma la mia teoria sulla tua misantropia: poveri noi!
    Vorresti far credere ora, fino a prossimo sgamo, che non possiedi neppure l’auto? Nah, nessuno ci crederebbe.
    Troppo assorto dal supervalutare il tuo “EGO”! A quanto pare anche oggi sei salito di un gradino, proprio non ti riesce scendere!
    Le tue curiosità? Fino ad ora Er Dandy ti ha sempre tenuto testa, tanto di cappello a lui, al suo impegno, ai suoi ideali, molto esaustivo su tanti argomenti… Una domanda: tu dici ” Ma ultimamente è “il cuore” (per semplificare) che comanda: ultimamente non lo faccio per l’ideale salutista o per quello “politico” di «limitare i danni», lo faccio perché voglio loro bene”: mmmhh! Interessante l’idea di un cuore che pulsi in uno come te, ma a chi vorresti bene, mi sorge il dubbio? Non credo tu abbia figli.
    Ciao Er Dandy anche io credo molto in quello che faccio ed ogni mattina mi alzo consapevole che nel mio piccolo posso battagliare per qualcosa in cui non solo io credo; certo, come dici tu “Nessuno ci ringrazierà” “né ci potremo vantare d’aver cambiato il mondo”, ma vuoi mettere la gioia del cuore di aver fatto felice tante persone?
    ciao

    Che fai Michael, ci provi? :-))

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  44. K

    “Poi certo, basta uscire da Milano (a me è bastata una settimana a Roma ad aprile…) per capire che il resto d’Italia è terzo mondo o quasi”

    Praticamente l’EA7 delle città italiane; cazzo duro in patria e figure di merda all’estero…

    PONZI PONZI POPOPOM…

    Triste però che l’unica (potenziale, ormai?) città di livello europeo che abbiamo si sia ridotta così… Al netto che alcune (sempre di meno, purtroppo…) città di “provincia ” italiane (no, non la mia…) hanno degli standard di qualità per la loro categoria di livello assoluto.

    “un polo televisivo che avrebbe costretto all’angolo la RAI obbligandola a darsi una mossa mentre oggi è un’arma di distruzione (di cervelli) di massa”

    No, pian, era un’arma di distruzione (di cervelli) di massa anche negli anni Ottanta, solamente che allora avevano gente che sapeva imbellettare il prodotto molto bene e che magari aveva ancora un cervello e stimoli sufficienti a creare qualcosa che si facesse guardare con piacere.

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  45. Michael, non hai capito molto mi sa e stai deviando dal discorso iniziale.
    Al netto del fumo…

    Aura, la cosa più esilarante di questa città è che se poi fai notare il tuo impegno ti accusano di tirartela e rinfacciarlo. Egoisti, individualisti e fancazzisti, ma non vogliono che glielo si sbatta in faccia, nemmeno inavvertitamente.
    Basti vedere com’è nata sta discussione…

    Krug, l’esempio di EA7 è perfetto.
    Il discorso qualità della vita è pretestuoso, com’è sempre in una metropoli. Io ne faccio una questione di servizi, a partire dalla schiavitù dell’auto (con tutti i difetti di Milano non riuscirei a vivere in un posto in cui devo prendere l’auto per fare la spesa).
    Sulla televisione risparmiami il discorso moralistico sulla stupidera berlusconiana perché parli con uno del mestiere che ne faceva una questione puramente tecnica: con tutti i suoi difetti la TV Fininvest degli anni 80 era innovativa e costrinse peraltro la Rai a fare un salto (altrimenti saremmo ancora lì coi TG con la scenografia col fondale marrone…). Pochi sanno, ad esempio, che fu Canale 5 ad avere la prima rete di fibra ottica in Italia, oggi faticano a trasmettere in chiaro l’HD (per non parlare della porcata del DT messa in piedi per far guadagnare un paio d’amici con qualche apparecchietto). Al netto di tette&culi…

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  46. m

    Sì, sì, tranquillo, era fin dall’altro ieri una deviazione dal discorso iniziale. Potevi inoltrarti in questo altro sentiero o potevi non farlo.

    Ma era deviazione dal solito cazzeggio colto indiscretino a colpi di: «Ah, signora mia, che tempi! Che tempi!» «Eh, cara. Che schifo questi politici … tutta colpa degli insegnanti … gli Italiani sono brutta gente (mediamente) … i giornalisti sono prezzolati … che brutto mondo là fuori … meteorite! Eccetera!». O, per dirla col secondo più grande ciclista italiano di tutti i tempi (col primo che non si chiamava Fausto ma Alfredo): «Tutto sbagliato, tutto da rifare».

    Alla prossima.

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  47. See, vabbeh…

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  48. K

    “Sulla televisione risparmiami il discorso moralistico sulla stupidera berlusconiana perché parli con uno del mestiere che ne faceva una questione puramente tecnica”

    Dane che la televisione Fininvest fosse anni luce avanti non solo la Rai ma al 99% delle televisioni europee non ho difficoltà ad ammetterlo; per gli 80 anni di Berlusconi mi sono imbattuto nell’ormai consueto programma di celebrazioni berlusconiane; nonostante tutto si è rivelato interessante con i vari “vecchi storici” (o almeno quelli rimasti tra noi) a ricordare le origini in strutture fatiscenti e/o abbandonate trasformate con artifizi di ogni tipo in un paese delle meraviglie che facevano sognare un pubblico abituato al massimo alle scenografie del Teatro delle Vittorie o all’Ariston del Festival di Sanremo; e da quanto risultava nel programma uno dei massimi innovatori, da profondo conoscitore dei media americani, fu Mike Bongiorno.
    Ho tirato fuori il discorso “moralista” semplicemente perchè hai tirato fuori tu il discorso del “lavaggio del cervello”; lavaggio del cervello che c’era pure allora ed anzi proprio perchè fatto in maniera molto più professionale ed innovativa risultava alquanto più efficace; ora arrivi su Mediaset e pensi di essere finito in un incubo…

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  49. Ho spiegato appunto che il mio discorso sul lavaggio dei cervelli era puramente tecnico e andava al di là del discorso sulla TV spazzatura. Non è che le merendine di una volta siano sempre meglio, Drive In era più cretino di Zelig, per dire, però dal punto di vista tecnico-artistico era fantascienza per l’epoca.
    E secondo me si, anche la tecnica (soprattutto in ambito artistico) è cultura: scenografie, registi, autori, etc.
    Ai tempi si faceva comunque arte, oggi è una catena di montaggio perché ciò che conta è mettere in video due che litigano per far sbavare gli spettatori.
    Ai tempi l’arte televisiva era in continua evoluzione, oggi è ferma, c’è tutta una questione sul linguaggio televisivo che non può essere banalmente riassunta in “anche allora Canale 5 faceva programmi spazzatura per fare il lavaggio del cervello ai telespettatori”…

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