Fedeli agli insegnanti (del Sud)

La scuola è un tema sempre molto amato e discusso, anche su Indiscreto, non fosse altro perché tutti ai loro tempi sono andati a scuola (non io, ma ero esentato in quanto gatto). Questo al di là della situazione dei loro figli nel presente, comunque peggiore di quella dei genitori. Subito la notizia, letta nei giorni scorsi: nell’anno scolastico in corso i maestri e i professori che hanno cambiato cattedra sono stati oltre 250mila. Secondo il dossier pubblicato da Tuttoscuola il 78% dei docenti che hanno ottenuto il trasferimento è nato nel Sud (che nell’analisi del sito comprende anche la Sardegna). Non significa che siano tutti trasferimenti da Nord verso Sud, ma la percentuale fa comunque impressione. Dato da incrociare a quello strettamente demografico: negli ultimi vent’anni le scuole del Sud hanno perso il 14% degli studenti mentre quelle del Centro-Nord (Tuttoscuola suggerisce che dipenda anche dalla maggiore presenza di immigrati) hanno guadagnato il 20. È quindi evidente che qualsiasi discussione su buona (o cattiva) scuola, algoritmi, deportazioni, ministri con lauree tarocche, riforme, malattie immaginarie, part time, vacanze, eccetera, scompaia di fronte a studenti che si trovano senza insegnanti e insegnanti che non hanno studenti: insomma, mancano proprio i presupposti umani per fare scuola. Non può matematicamente esistere, nell’Italia di oggi, una coerenza geografica fra chi intraprende la carriera di professore e chi quella di studente e la situazione non ha ancora causato rivolte di piazza, al Nord, perché si è ormai abituati a classi monstre e spesso si ha la fortuna di trovare supplenti più preparati e motivati dei titolari. Secondo noi ci sta tutto, al di là del liberismo e della flessibilità da scrivania, che un quarantenne con famiglia non abbia tutto questo desiderio di spostarsi a mille chilometri da casa (a me viene l’ansia appena vedo il trasportino). Ma il punto è che si può fare altro nella vita, non esiste soltanto la scuola e non è che sia obbligatorio fare lo stesso lavoro tutta la vita: soprattutto quando questo lavoro non è una vocazione, ma una fuga dalla disoccupazione. La vera riforma, che proprio perché vera scatenerebbe la rivoluzione, sarebbe quindi fare i concorsi su base regionale o addirittura provinciale, al Nord come al Sud. Così nessun vincitore sarebbe costretto ad allontanarsi da casa, a meno che non lo desideri. Per il momento si continua ad andare avanti a toppe, visto che la Fedeli da brava ex sindacalista ha preferito scaricare il problema sulla collettività: proprio a fine dicembre, infatti, è stata raggiunta fra il ministro dell’Istruzione e i sindacati l’intesa che di fatto depotenzia uno dei provvedimenti più intelligenti della Buona Scuola renziana, cioè quello dei minimo tre anni di permanenza prima di poter chiedere un avvicinamento. Almeno per quest’anno, poi si vedrà. In pratica, se non abbiamo capito male, un accordo sindacale ha superato una legge dello Stato. Complimenti alla Fedeli, merita un diploma (ad honorem).

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65 commenti

  1. l

    E vai di superclasico…

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  2. M

    Rumble in the jungle!

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  3. s

    “La vera riforma, che proprio perché vera scatenerebbe la rivoluzione, sarebbe quindi fare i concorsi su base regionale o addirittura provinciale”

    perchè limitarsi? concorsi comunali subito!

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  4. j

    Tu scherzi ma andrebbe fatto veramente cosi: alla fine fare un concorso su base nazionale con gente che poi si da fuoco in piazza perchè non lavora vicino casa è folle.

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  5. L

    ma alla fine i numeri della deportazione si sono saputi? quandi si sono dovuti spostare oltre i 10 (o 100 o 1000) chilometri?
    la buona scuola era una riforma nella direzione della meritocrazia, con spunti molto interessanti, è stata affossata dallo spirito immobilistico italico.

    bene così.

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  6. I

    Biro, ma dai sindacalisti cosa aspettarsi? quelli mendaci poi
    io quella parte della buona scuola l’avrei portata a 5 anni minimo, per esempio

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  7. m

    Io non concederei il trasferimento nemmeno dopo 30 anni.
    Se trovi impiego nel privato o ti trasferisci oppure lasci il posto.
    Nella scuola se concedi il trasferimento ti ritrovi con tutto il personale al sud e posti liberi al nord, come nelle ferrovie…poi nuovi concorsi per posti che dopo 3 anni saranno liberi ancora…

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  8. E

    Da insegnante, dico (e ripeto) che sono queste le notizie che rendono il mio nobilissimo mestiere così difficilmente difendibile. E io, di conseguenza, parlo solo per me e non mi azzardo mai a difendere o a lodare la categoria (ma nemmeno ad attaccarla populisticamente). Se il concorso è nazionale, le graduatorie saranno nazionali e le assegnazioni nazionali. Punto. Certo, come fanno tante altre categorie (dai carabinieri ai magistrati ai ferrovieri), nulla osta a richiedere un trasferimento a norma di legge, con tempi e modalità che devono essere analoghe a quelle di tutti gli altri mestieri. E poi, vedere classi di trenta studenti a Brescia e di diciannove a Barletta è un insulto ad ogni logica educativa e di buon senso.

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  9. m

    Il tuo mestiere rimane nobilissimo.
    Di non difendibile c’è l’atteggiamento di chi usa questo mestiere pensando ai propri comodi e alla propria pensione già dal primo giorno.
    Vogliamo parlare di questo?
    http://www.corriere.it/cronache/17_gennaio_11/i-l-prof-congedo-0828f7bc-d77e-11e6-94ea-40cbfa45096b.shtml

    Giusto dire che in questo momento il concorso è nazionale e i trasferimenti possibili a norma di legge, è altresì corretto dire che questo andazzo non può continuare e devono essere riviste le regole.

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  10. N

    Chiedo: gli stipendi nelle varie regioni per gli insegnanti sono uguali per tutti, o variano in funzione di parametri oggettivi sul costo della vita?

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  11. m

    Essendo una carica statale lo stipendio non dipende dalla regione in cui si lavora.

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  12. N

    Allora fare concorsi nazionali non ha nessun senso.

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  13. t

    Il concorsone nazionale é qualcosa di assolutamente fuori da ogni logica piu elementare .
    In svezia gli insegnanti (dall asilo alle superiori) vengono assunti dai singoli comuni o a volte dalle singole scuole, infatti sul mio contratto il datore di lavoro é il comune dove lavoro, e scelt / assunti senza concorsi vari ma attraverso normali annunci di llavoro

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  14. L

    Ma avete il mitologico “posto fisso” da statale ini Svezia?

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  15. s

    sai cosa si è scatenato qui quando il governo fece una norma che andava in questa direzione?

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  16. A

    ma quindi perché esiste il concorsone nazionale? per i motivi che penso (dare più posti ai meridionali)?

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  17. TUTTA COLPA DEI SAVOIAAAAA!!!!!!…….
    AH AH AH!!! Grande Direttore che mantiene le aspettative, adesso me lo rileggo che mi sganascia più di “Non è da Inter”…

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  18. L

    il punto è : se fanno un concorso su base regionale in lombardia e veneto avranno classi con 48 studenti, in campania con 16.

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  19. m

    Si potrebbero trasferire gli studenti…

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  20. c

    Se fanno concorsi su base regionale o provinciale, io posso pure fare un pensierino a fare l’insegnante. Se o’concuorzo è fatto su base nazionale, manco mi ci metto. Quindi i pochi del nord e i molti del sud sono determinati anche dalla metodologia di concorso.

    Discorso annuncio di lavoro versus o.concuorzo: in Italia, se metti un annuncio di lavoro, verranno assunti gli amici e gli amici degli amici; se fai o’concuorzo nazionale, sai già come va a finire. Direi che è il sistema italiota che lascia scampo, figuriamoci in un periodo di vacche così magre.

    Conseguenze: a tutta velocità verso l’efficienza borbonica con tanti cari saluti agli asburgos. Ovvio, colpa dei Savoia!!!

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  21. t

    Ma e’ semplicissimo, ogni scuola X di ogni regione Y bandisce un concorso per un numero Z di insegnanti che garantisca classi di max. 20 alunni (o quanti ne volete).

    Chiunque puo’ far domanda indipendentemente dal luogo di residenza.

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  22. L

    ecco, questa soluzione è convincente.
    poi ci sarebbero la marea di richieste di trasferimento, appoggiate dai sindacati, con relativi ricorsi al TAR.

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  23. t

    Che richiesta di trasferimento????? Sei assunto dalla scuola X, se vuoi trasferirti alla Y fai un concorso independente li’.

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  24. L

    lo sai come siamo fatti in italia: fatta la legge trovato l’inganno.
    tu sei troppo anglosassone ormai!

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  25. j

    Nel momento in cui il concorso e la scuola fosse gestito da un ente regionale il trasferimento non esisterebbe di fatto. E risolverebbe veramente una marea di problemi quantomeno logistici. Non è che se sono assunto dal Comune di Milano mi posso trasferire al comune di Palmi. Sempre se si vogliono risolvere i problemi, se invece si vuole continuare a speculare sul lavoro (sindacati e politici) assumetevi quantomeno le pernacchie di chi questi ghirigori burocratici li schernisce.

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  26. S

    Certo che dal Comune di Milano puoi trasferirti nel Comune di Palmi. Però devono esserci i presupposti: cioè la capacita per il comune di pagarti, il posto in pianta organica e la disponibilità nel piano assunzioni. Quindi, assegnare la scuola ai comuni potrebbe essere una soluzione, fermo restando che bisognerebbe farlo bene (delocalizzare, in Italia, fa rima con sprecare). Dopodiché, uno Stato che ha abdicato al proprio ruolo di Ente assistenziale, declinando ai parenti degli infermi (attraverso la Legge 104) l’obbligo di accudirli (è solo un esempio), si ritrova poi in queste situazioni. Senza contare la mancanza di strutture per i bambini (se non hai i nonni, lavori per pagare la baby sitter o il nido privato), e una deregulation nel settore privato che fa sì che non vi siano alternative credibili, per molti, soprattutto al Sud, rispetto all’impiego pubblico. Una situazione imbarazzante dove, in fondo, lo Stato datore di lavoro è solo uno degli attori. Anche se il principale

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  27. j

    Cioè quindi mi posso muovere dal Comune di Milano al Comune di Palmi attraverso dei passaggi interni, complicati quanto si vuole, ma sempre interni? Grazie non lo sapevo. Posso dire che è una roba assurda senza alcuna logica se non quella dell’impiegato pubblico praticamente immortale? Che connessione lavorativa ci puo essere tra il Comune di Palmi e il Comune di Milano?

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  28. S

    Jer, in questo caso si tratta di una mobilità esterna, paragonabile al passaggio diretto tra aziende. Il trasferimento è subordinato alla disponibilità del Comune di Palmi ad assumerti, e a quello di Milano di lasciarti andare, oltre agli altri presupposti che indicavo sopra. Io, comune di Palmi, ho (per esempio) il vantaggio di assumere un impiegato già esperto, oltre al risparmio delle spese di concorso. Connessione lavorativa? Che differenza c’è (per esempio) tra una biblioteca di Palmi, e una di Milano, a parte il diverso posizionamento geografico? Se devo andare a rilevare dei divieti di sosta, per esempio, la segnaletica è uguale a Milano e Palmi, così come l’attività di un ufficio tecnico, o della Ragioneria comunale

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  29. G

    Il problema in parte sarebbe risolto elimindando i TAR…

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  30. j

    I TAR sono dei bizantinismi che solo in un paese come l’Italia possono avere credibilità

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  31. Vogliamo parlare dei giudici di pace?! Che nemmeno sono giudici togati?! E che infatti vengono guardati dall’alto in basso dai magistrati?! Una roba paragonabile alle posse del Far West…..

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  32. I

    tar i cui i giudici sono : Jeremy, inga e biro

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  33. Ma cos’è, il TAR belga?

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  34. j

    Biro ama moules et frites tra una sentenza e l’altra….

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  35. “Essendo una carica statale lo stipendio non dipende dalla regione in cui si lavora.”

    Il giochino è quello. Fanno un concorso e ottengono stipendio statale per un posto in una città dove con 250mila euro ti compri un bilocale in periferia. Poi chiedono il trasferimento dove con quella cifra ti costruisci una villa di tre piani.
    Il nord che fa i soldi sfruttando il sud, capisci?!…

    “ma quindi perché esiste il concorsone nazionale? per i motivi che penso (dare più posti ai meridionali)?”

    RAZZISTA!!! LEGHISTA!!! FASCISTA!!! NAZINGARO!!! MILANISTA!!!

    “il punto è : se fanno un concorso su base regionale in lombardia e veneto avranno classi con 48 studenti, in campania con 16.”

    E perchè?! Ogni regione fa il concorso in base ai posti vacanti, come si fa coi notai…

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  36. A

    MILANISTA!!!

    Direttore la prima querela del 2017 la faccio io contro Dane
    tutto ma milanista no eh
    ma forse nella banda le controversie si risolvono in altro modo

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  37. t

    Dandy: i Savoia al Sud sono un po’ come gli imperi coloniali in Africa. Ah la Napoli-Portici, ah la rumble in the jungle.

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  38. Ma infatti, oltre che i sindaci come chiede Saviano dovremmo importare dall’Africa anche i Ministri della Pubblica Istruzione. Finalmente liberati da governi africani corrotti dal giogo occidentale, queste risorse culturali sì che saprebbero mostrare tutta la propria lungimiranza progettuale…….

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  39. C

    Come fatto notare da qualcuno, se proponi l’assunzione diretta della scuola come fanno i turbo-libberisti da anni parte subito la dietrologia del preside che fa lavorare solo gli amici suoi. In fondo in tutte le aziende private italiane lavorano solo raccomandati, no?

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  40. Una leggera differenza però c’è, e cioè che l’azienda privata poi viene giudicata per i risultati e se non arrivano poi paghi.
    Per dire, anche Stella McCartney sollevò un polverone perchè da inesperta neodiplomata venne messa da Gucci alla scrivania che per anni era stata del numero 1 al mondo (Tom Ford) solo perchè figlia di un ex-Beatles. Poi però i risultati hanno convinto l’azienda ad avvicendarla.
    Nella scuola invece i parenti sarebbero a carico di Pantalone, a meno che……a meno che non ci fosse una riforma in cui anche i presidi fossero chiamati a rispondere del proprio operato.
    Pronti a scendere in piazza?! Dai che il 10 giugno poi è un attimo che arrivi senza che ce ne accorgiamo…..

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  41. c

    Non sono d’accordo: se io metto nella mia azienda privata un mio amico incompetente, alla fine i soldi ce li smeno io. Se il preside mette un insegnante senza competenze, il preside mica smena soldi suoi. E’ tutta qua la differenza.

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  42. s

    l’azienda privata può tranquillamente assumere l’amico incompetente. un po’ di cig , un bel fido dalla banca del territorio che non parla inglese, un po’ di urla contro chi vorrebbe rendere meno conveniente il non investire gli utili nella propria azienda rispetto al debito bancario, una campagna a favore del salvataggio pubblico della banca di cui sopra e alla fine della fiera i soldi li smena il contribuente

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  43. C

    Certamente per concorsi a base regionale/provinciale/comunale pur con la tristissima certezza che finirebbe come per i forestali.
    Dead nation walking

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  44. G

    Ecco, io mi chiedevo, ma se poi su base locale non si riescono a trovare gli insegnanti? Perche’ se il concorso e’ locale ma poi, ad esempio, lo stipendio viene definito su base nazionale, mi sembra scontato che al nord si presenteranno due gatti, magari neanche tanto qualificati…

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  45. j

    Si chiama selezione: se vuoi lavorare fai il concorso in un’altra regione, se vuoi continuare a grattarti le palle lascia il posto a qualcuno più disposto. La questione stipendio non esiste visto che qualsiasi lavoro ha una sua contribuzione indipendentemente dal luogo dove si svolge. Non è che un dipendente comunale di Milano prenda il doppio di quello di Casalpusterlengo. Quindi al Nord si presenteranno tutti quelli che vogliono lavorare, come detto, e che non si fanno problemi a trasferirsi in maniera teoricamente definitiva. La base locale eviterebbe che qualcuno possa pretendere trasferimenti più vicino casa che di fatto non esisterebbero piu.

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  46. j

    Che poi comunque la stragrande maggioranza va a lavorare e al trasferimento non ci pensa nemmeno. Ma ovviamente si sentono di più i rompicoglioni perchè i sindacati campano con questi mica con la gente che pensa a lavorare.

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  47. “MILANISTA!!!

    Direttore la prima querela del 2017 la faccio io contro Dane”

    Ricordati che io l’avvocato non lo pago, eh?! Ti ubriaco di rinvii fino alla prescrizione, sappilo…

    “tutto ma milanista no eh”

    Scusa, c’hai un nick che pare uno dei soprannomi che da il Brlusca ai figli, e fai il prezioso?!…

    “ma forse nella banda le controversie si risolvono in altro modo”

    Ci vediamo dietro l’ippodromo…

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  48. M

    Lo sapevo che il megasuperclasico non mi avrebbe deluso. Il tutto nell’attesa dell’accensione
    dei forni e apertura dei lager per professori ed affini. Soluzione (copiata ovviamente) finale 🙂
    Niente, uno non può neanche fare una cosa che non comporta alcuna spesa per il contribuente privato
    unico e vero lavoratore italico e cioè rompersi il cazzo perchè magari ha famiglia
    e lo mandano a 800 km da casa. Niente, magari accetta ma non può neanche dire che un po’ la cosa
    gli rompe le balle. D’altronde da quando hanno inculcato l’idea dei privilegiati a 1200 euro al mese , lol e stralol.
    Fossi nel direttore correrei anche a registrare le parole “questione settentrionale”, nata su Indiscreto,
    sito che è l’ultimo baluardo che si oppone all’annoso sfruttamento del sud nei confronti del nord.

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  49. Cosa c’è di sbagliato nell’assumere insegnanti residenti (o disposti a risiedere) in zone dove ci sono i ragazzi ai quali insegnare? Non è nemmeno federalismo, ma logica. Fare l’insegnante (il giornalista, il panettiere, il medico) dove non c’è bisogno di insegnanti non è un diritto, anche se in Italia lo è diventato.

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  50. t

    La soluzione che ho proposto non e’ particolarmente geniale, di sicuro ci hanno pensato anche i vari ministri. Il problema e’ l’inapplicabilita’, come dimostrato dal post di Belisario, che denuncia inconsapevolmente di essere fuori dalla realta’.

    Non riesce proprio a concepire che uno puo’ anche dire “se mi trasferite allora cambio lavoro”, che le famiglie si possono muovere, che non esiste il diritto divino d fare quel che si vuole dove si vuole a spese di altri.

    E’ inutile prendersela con la Camusso finche’ la gente ragiona cosi’.

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  51. j

    Transumante, sconfortante credo sia l’aggettivo corretto

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  52. V

    Di fatto nella sanità funziona già così. Le assunzioni sono a concorso nella singola ULSS (sub-provinciale!!!). I trasferimenti sono estremamente rari.

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  53. V

    Aggiungo che se c’è una cosa prevedibilissima è il numero degli studenti futuri, per lo meno nella scuola elementare e media.Non si capisce perchè non si possa fare un minimo di programmazione. Ma si sa che la scuola è fatta per chi ci lavora e non per chi ci studia.

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  54. io farei un concorso nazionale ogni 5 anni , Chi ottiene un puntegigo minimo al concorso è iscritto ad una sorta di albo degli insegnanti da cui i presidi possano scegliere, previo colloquio individuale, gli insegnanti per la loro scuola.
    Chi viene assunto si impegna a non andar via prima prima di compiere un ciclo scolastico (i 5 anni delle elementari ad esempio), pena l’esclusione dall’Albo fino al termine non rispettato.
    Chi è iscritto all'”Albo è tenuto ogni 10 anni a effettuare una prova che confermi la sua idoneità.
    Chi è in lista e non è assunto sa che nel frattempo dovrà trovarsi altro da fare

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  55. j

    Credo sia più o meno così già oggi se non hai una cattedra

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  56. m

    http://www.corriere.it/cronache/17_gennaio_11/i-l-prof-congedo-0828f7bc-d77e-11e6-94ea-40cbfa45096b.shtml

    Non vorrei però alimentare troppo l’odio di classe verso i prof.
    Più che altro il senso della norma che impedisce di richiamare il supplente mi sfugge.

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  57. m

    Credo sia una norma per far far supplenza a turno a tutti.
    Chiaro che questo caso sia molto particolare.

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  58. N

    A chi interessa
    In Inghilterra credo esista una specie di provveditorato regionale (county) che assegna i bambini in base alla disponibilita’ di posti nelle varie scuole e in base alla residenza dei bambini al momento della assegnazione.
    Le scuole credo assumano in maniera indipendente gli insegnanti (il preside e’ in pratica il CEO della scuola) e credo abbiano un budget indipendente (che possono “arrotondare” con donazioni dei genitori o vendite, mercatini, etc… che per esempio useranno per acquisti di portatili extra, tablet extra, etc…).
    Ogni scuola viene controllata da una commissione governativa che assegna un voto da 1 a 4. Come conseguenza, visto che se non ottieni buoni punteggi ai vari test, non puoi’ accedere ai migliori licei e alle migliori universita’, le case vicino a scuole con alti punteggi hanno dei prezzi altissimi visto che il parametro piu’ importante per assegnare un bambino alla scuola e’ la sua vicinanza ad essa.
    I presidi diventano figure fondamentali, i genitori pretendono che gli insegnanti siano bravi e spingono le scuole a migliorare.
    Lato negativo: c’e’ un enorme competizione dei genitori a spingere i bambini fin da piccoli ad essere i migliori a scuola (tradotto: prendere tutor a partire dagli 8-9 anni di eta’).
    I costi delle scuole private sono proibitivi, e non sempre accettano bambini che possano rovinare la “media” degli alunni che hanno gia’. Le loro tariffe si basano sui voti degli alunni agli esami.

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  59. Belisario, ma perchè invece di trollare di getto non leggi con calma gli articoli?! Questo poi era meglio di “Non è da Inter” visto che conteneva se possibile ancor più perle.
    Quella che ti chiude la bocca comunque era questa: “non è che sia obbligatorio fare lo stesso lavoro tutta la vita: soprattutto quando questo lavoro non è una vocazione, ma una fuga dalla disoccupazione”

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  60. K

    Dunque, “questione settentrionale” dice Belisario…

    Anno Domini 200x, mi faccio due settimane di cicloturismo nel Lazio e finisco nella città dello Schiaffo dove dormo in un B&B di proprietà di una professoressa che lo fa gestire, nei 9 mesi in cui fa la supplente di lettere, ad un suo amico.

    La mattina a colazione si chiacchiera, mi racconta che è supplente, che nell’ultimo anno ha insegnato in una media città del nord e che ora ha la possibilità di scegliere (eravamo ai primi di settembre…) fra un anno nell’Urbe ed un anno nella media città del Nord: io ingenuo le dico “Immagino sceglierà l’Urbe (un’ora di auto da casa ndr)” risposta “Fossi matta, vado nella media città del Nord: all’inizio è stata dura superare i loro preconcetti ma poi quando hanno capito che questo mestiere lo facevo per passione ed hanno visto che nonostante fossi “terrona” (termine usato da lei ndr) lavoravo bene mi sono sentita apprezzata: e poi lì la scuola ancora funziona ed ha un senso insegnare, nelle mie precedenti esperienze nell’Urbe (aveva quasi 40 anni e circa 15 di supplenza alle spalle) mi veniva voglia di mollare tutto”

    Dovrò dirle che la permanenza al nord l’ha fatta diventare razzista…

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  61. K

    “l’azienda privata può tranquillamente assumere l’amico incompetente”

    Quando avete voglia mettetevi comodi che di storie simili ne ho bizzeffe da raccontare…
    E non parliamo (solo) di ipermega aziende che l’incompetente lo mette in un ufficio periferico a non far danni eh…

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  62. A

    solo per cronaca: il caso padovano finito anche sui quotidiani nazionali (il professore di diritto che da inizio anno, a colpi di congedo, si è presentato solo il 23/12) vede oggi la presa di posizione del sindacato.

    davvero imprevedibile: non bisogna demonizzare i singoli (nella mia azienda – e allora ero iscritto anche io – ho visto difendere quello che passava il tempo dando da bere ai fiori di plastica e quello che il giorno dopo la tripletta a calcetto era in malattia), ma la colpa è della riforma e dei tagli.

    credo esistano poche cose come i sindacati nel mondo del lavoro capaci di dissolvere in poco tempo gli schemi di un adolescente progressista che credeva che i buoni fossero tutti da una parte e i cattivi dall’altra.

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  63. Eh ma non bisogna demonizzare un’intera categoria….

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  64. j

    Conosco i sindacati belgi come quelli italiani: vi assicuro che FTGB non ha nulla da invidiare alla CGIL per assenza di contatto con la realtà spazio-temporale in cui si trova.

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  65. K

    “A chi interessa
    In Inghilterra credo esista…”

    A me una situazione del genere trapiantata in Italia metterebbe i brividi (e sinceramente credo che qualche grosso limite ce l’abbia pure in Uk).

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