Orgogliosi di Ugo Bologna

Siete orgogliosi, come italiani, dell’arbitraggio di Rizzoli in Germania-Argentina? Non sappiamo proprio cosa dirvi, allora, qualcosa abbiamo scritto sul Guerin Sportivo ma senza la pretesa di esaurire l’argomento. Come italiani ci sentiamo orgogliosi di Ugo Bologna, piuttosto. Il pretesto per parlare del grande attore e doppiatore milanese ci viene dall’aver rivisto ieri notte per la millesima volta Sapore di mare, uno dei tantissimi film in cui ha lavorato: con tutto il rispetto per gli immensi Christian de Sica e Jerry Calà, le battute da leggenda dei due Sapore di Mare le ha pronunciate Bologna, che nel primo episodio (quando dice a Calà, a proposito di Karina Huff: “Uei Caino, ma questa qui non se la ciulava tuo fratello?”) interpreta la parte del padre industriale di De Sica e Calà e nel secondo senza i due miti si limita a strapazzare l’autista Maurino Di Francesco (“Uei servo, le ventimila te le devi guadagnare!”). Forse non tutti sanno che Bologna, morto nel 1998, prima di fare l’attore fu insegnante elementare ma soprattutto ufficiale (classe 1917, aveva frequentato nel 1939 la scuola allievi ufficiali di Pola) dei bersaglieri nella campagna di Russia: fu uno dei non molti italiani ad uscire vivo dalla più folle (si stringe ancora adesso il cuore nel vedere l’equipaggiamento) iniziativa militare di Mussolini, con una grave ferita (nella battaglia di Kaliningrad, se non ricordiamo male: purtroppo abbiamo perso il ritaglio relativo e su Wikipedia è riportata un’altra località) e una medaglia di bronzo al valore. Dopo aver vissuto queste tragedie, o forse proprio per averle vissute, la forza di lasciare il posto fisso nella scuola e di buttarsi nel mondo dello spettacolo che aveva sempre sognato. Sempre in giro per l’Italia, con un amore particolare per Bolzano (dove aveva conosciuto la moglie Ada, sposata poi a Milano) e per il teatro, nonostante la grande popolarità gli sia arrivata dal cinema. Impossibile elencare tutti i suoi successi come attore (lo ricordiamo in diversi episodi di Fantozzi, fra l’altro, con l’ultima apparizione in pellicola in I mitici-Colpo gobbo a Milano dei Vanzina, in cui è un indagato per tangenti) e come doppiatore, di sicuro uno vero e non a caso poco celebrato. Con la morte sul campo a 81 anni, non in uno sperduto paese della Russia ma sul campo che si era scelto: al Valle di Roma, un infarto recitando insieme all’amico Ernesto Calindri.

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12 commenti

  1. T

    la maschera del cumenda milanese prima dell´arrivo del Dogui…non sapevo della sua vita antecinema e mai avrei pensato che si fosse svolta in quel modo

    ps;vedere sapore di mare con la versilia protagonista, a me, che vengo da 40-50km di distanza da quei luoghi (e con legami ancora piu vicini), fa sempre uno strano effetto

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  2. V

    MALE, PER DIO!

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  3. B

    campagna di Russia alla quale aveva partecipato anche Peppino Prisco.

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  4. A

    https://www.youtube.com/watch?v=91lPn2FxO1k

    può chiamarmi solo Otto
    no mi permetta, almeno 9
    10!
    11!
    12!
    *alla fine la spuntò fantozzi!*
    30 e lode! TIE’!

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  5. Se non ricordo male c’era anche una sua apparizione in un film-trash-cult “Arrivano i gatti” in cui impersonava il commendator Bonivento impresario di cinema a cui Smaila leccava il culo spudoratamente.
    Massimo rispetto per i reduci dell’Armir

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  6. Scena del “Uei Caino, ma questa qui non se la ciulava tuo fratello?” colonna del cinema italiano, inizia con una sua faccia epica che Calà interpreta riferita all’orgia in atto e invece era dovuta all’uso improprio della sua pipa e finisce con l’anatema di Calà “stasera la mamma si diverte”…vista l’altra sera (ero poco interessato alla finalina tra olandesi e buffoni…) e ancora rido tutte le volte che la vedo…

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  7. M

    Peccato che Bologna e Nicheli nel film non si sfiorino. Sarebbe stato un Pacino / De Niro:)

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  8. M

    Comunque direttore. Se vuole trash puro DEVE assolutamente vedere Il conto Montecristo, uno sceneggiato di Ugo Gregoretti, col povero Corso Salani nei panni di un Edmondo Dantes nella Milano anni 80. L’hanno dato su Rai Tre nel 1996 e all’epoca ci trovavamo con gli amici e facevamo gli after hour per vedere 3/4 puntate consecutivamente

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  9. @Tiziamal: La grandezza di Sapore di Mare è anche che in Versilia furono girate poche riprese in esterno, la lavorazione fu quasi tutta a Fregene… @Dane: Io ogni volta che vedo un motoscafo penso al Riva del commendator Carraro… @MV: Mi manca assolutamente! Ma dubito ne abbiano fatto dvd…

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  10. @MV: De Niro /Al Pacino (una roba tipo “Heat – la sfida”) rende benissimo l’idea…

    @Direttore: idem! Le racconto questa: una volta eravamo in Grecia, anni dell’Accademia (credo non avessi ancora dato la tesi), con mio fratello simpatizziamo con tre sorelle olandesi sulla spiaggia giocando a beachvolley. Ci lasciamo a ora di cena con l’idea di rivederci nei giorni seguenti per una gita in barca (noi avevamo un gommone), la mattina dopo vengono a svegliarci presto per invitarci ad una gita in barca coi loro genitori.
    Arrivati al molo vedamo padre e madre che ci aspettano e il legno rosso dell’imbarcazione non mente: è un Riva! Mio fratello subito esclama “cazzo, uguale a quello del Cumenda!” al che cominciamo a ridere come due scemi, il padre bofonchia qualcosa in olandese che una delle figlie ci traduce in inglese: “Certo che dovete avere una barca ben grossa per ridere del mio Riva, da noi in Olanda è considerato un simbolo di Made in Italy piuttosto quotato…”
    Al che abbiam cercato di spiegargli l’equivoco ma a distanza di anni conservo ancora il dubbio di non esserci riuscito… 😛

    p.s.: due note: 1) tempo fa in edicola vendevano un modellino di Riva da costruire, ovviamente mio fratello non se l’è fatto scappare. 2) Su Riva e la sua azienda la Rai ha mandato in onda qualche anno fa un bellissimo documentario sulla storia dell’azienda e sul successo mondiale di quel motoscafo. La storia delle viti che nei primi modelli si arrugginivano e il motoscafo perdeva i pezzi è una roba troppo da Indiscreto…

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  11. @Meno Uno: cià cià, dai, vai a noleggiarti il pattino, barbone!…

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  12. F

    onore al glorioso commendator Carraro…

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