Un volo a Planai

A Schladming, dopo l’apice culturale della discesa, il valhalla austriaco, è tempo dello zenith agonistico. La Planai non è solamente lo stadio naturale dei trentacinquemila indiani urlanti, ma l’arena perfetta degli slalom. Un pendio micidiale, caratterizzato da pendenze estreme, su una superficie talmente compatta da sembrare vetro: l’optimum, in presenza di condizioni di aria secca che consentono più grip all’azione. Un premio maggiore per chi osa, attacca, e soprattutto ha le doti per farlo: dunque un campione.

In questo frangente storico sono tre i fuoriclasse dello sci alpino mondiale e se uno è un velocista, il vichingo Svindal, gli altri due rappresentano l’ultimissimo stadio evolutivo, il più avanzato, delle discipline tecniche. Marcel Hirscher e Ted Ligety si sfideranno venerdì e domenica nell’ennesimo rendez vous stagionale; uomini e storie differenti ma con punti di contatto significativi. Hirscher è nato con l’ossessione (paterna) del campionismo; ha addosso l’arroganza e l’urgenza – la voglia di vincere – che si perdonano unicamente ai fenomeni come lui. In Stiria deve sopportare una pressione pazzesca, l’attesa di una nazione che vive per lo sci. Se Marcel è nato campione, per ambizione e rango, Ted si è scoperto tale, divertito, col passare del tempo. Ligety è dello Utah, di Park City, ed è americano tanto quanto il Super Bowl e The Big Bang Theory. Guascone, bizzarro, con un modus vivendi comune agli statunitensi che, stranieri in una terra straniera, vivono nomadi in Europa, sulle Alpi, durante l’inverno di Coppa. Quel distacco gioioso, malgrado tutto, dissimula la sua ferocia competitiva negli appuntamenti importanti.

Eppure entrambi, la strana coppia, condividono un’interpretazione unica del gesto tecnico, qualcosa che li accumuna anche nelle polemiche. Peter Schrocksnadel, il boss della federsci austriaca, ha accusato lo yankee di barare coi materiali. Difatti, con le norme che impongono sci più lunghi e stretti, dal raggio d’azione più ampio, l’incredibile carvata di Ligety in gigante è diventata un’arma totale. E Hirscher, sempre al limite perchè sopra al palo, con alcune quasi inforcate ha generato discussioni sulla liceità della sua sciata nello speciale. Atleti comunque dalle doti neuromuscolari straordinarie, addirittura feline nel caso del prodigio di Annaberg-Lungotz. Ted, come testimoniano gli ori di questi giorni, è sempre più sciatore evoluto; cioè in grado di utilizzare quel pattern di entrata e uscita dalla curva a velocità superiori rispetto al passato. Pare dunque finalmente maturo per l’assalto alla Coppa generale, opposto proprio al gatto (..) salisburghese. Che ha una tecnica altrettanto rivoluzionaria: infatti acquista velocità evitando (quasi) sempre la rotazione del busto. E’ come se avesse abolito, col suo dinamismo, il concetto della curva… Pure Ligety ha stravolto, ma tra le maglie larghe, le vecchie convenzioni: esegue linee più lunghe rispetto agli avversari, ma le conduce senza disperdere la velocità acquisita. Ha un momentum della sciata, nel tempo morto, meno costoso e più redditizio. Tutti e due, o i loro suggeritori, hanno compreso bene l’importanza dello studio dei materiali; Hirscher ha un rapporto privilegiato – e remuneratissimo – con l’Atomic, Ligety quest’estate ha lasciato i Volkl per la Rossignol. Una scelta, alla luce dei risultati del 2013, felicissima.

Quello di domenica, sul percorso più bello del circuito, è uno specialissimo: Hirscher sarà sfidato da Neureuther junior, Pinturault, Myhrer, Kostelic, ovvero una serie di interpreti sopraffini del palo stretto. Non mancheranno i motivi d’interesse nemmeno nella contesa di venerdì, un Ted Ligety contro tutti. I rivali? Innanzitutto lo stesso Hirscher, poi Simoncelli, Dopfer e ancora Neureuther. Comunque vada, sarà spettacolo vero.

(Pubblicato sul Giornale Del Popolo il 14 Febbraio 2013)

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Pubblicato da il 14 febbraio 2013. Nelle categorie Sci. Puoi seguire ogni risposta a questo articolo attraverso il RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o fare un trackback di questo contenuto

29 commenti per Un volo a Planai

  1. Leonto

    14 febbraio 2013 alle 19:26

    Simone
    E noi?
    Nelle discipline veloci abbiam fatto bene (fatico a ricordare una nazionale di discesa più forte di quella che abbiam schierato nella corrente stagione) , nel gigante credo non abbiamo possibilità , ma penso che nello slalom finalmente qualcuno dei nostri potrebbe indovinare due manche , e non solo una….
    Razzoli e un caso a parte poi , per me c’è lo ritroveremo sul podio a Sochi

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  2. GoogleUser28

    14 febbraio 2013 alle 20:57

    @Leonto:hola.

    Anch’io penso che sia una delle nostre migliori nazionali di velocità.
    Quella di metà Novanta aveva un fuoriclasse,Ghedina,e un bel gruppo di atleti:la concorrenza però era differente.
    Il Wunderteam era fortissimo e c’erano Alphand e i norvegesi.
    Oggi l’Austria è in un periodo di transizione e la Svizzera ha avuto una serie impressionante di disgrazie.

    Innerhofer è uno sciatore evoluto,non so se sia da corsa a tappe ma è di sicuro da classica,e Paris è il nuovo Ortlieb.

    La Planai,terribile,ha le condizioni ideali.
    Difatti la scuola tecnica italiana è più performante sul ghiaccio vivo,il vetro,piuttosto che sul “sapone” di inizio rassegna iridata.
    Il problema sono gli altri:non abbiamo Hirscher e Ligety ma nemmeno Pinturault e Neureuther.
    Però un Blardone,un Simoncelli,potrebbero fare il colpo…

    Sochi?
    Hanno il mare a sessanta chilometri dalla montagna che ospiterà le gare.
    Si rischia la lotteria.

    Simone Basso

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  3. spike

    14 febbraio 2013 alle 21:03

    mai digerito lo slalom, solo velocità. discesa uber alles.

    Quest’anno veramente ottimi, mi sa che c’entrano pure i materiali ma Simone ne saprà sicuramente più di me.

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  4. Leonto

    14 febbraio 2013 alle 21:14

    Simone
    Ma perché a Vancouver e a Nagano non si è rischiata la lotteria?
    Sono le Olimpiadi bellezza
    Se mette a posto la schiena la ci ritroviamo Razzo sul podio , a Vancouver col pettorale alto nella prima manche ha fatto un numero assoluto
    Si , discesa libera nell’alpino
    Biathlon e slittino nel mio olimpo invernale
    Poi oh , se ci sono le olimpiadi digerisco anche l’incomprensibile pattinaggio di figura

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  5. GoogleUser28

    14 febbraio 2013 alle 22:01

    @Spike:i materiali sono sempre importanti.
    Ancora di più nella velocità.
    A Schladming Ligety ha vinto il supergì per gli attrezzi e,soprattutto,il numero di partenza.
    Dai a Svindal il dieci di pettorale,su quel manto a faldoni,invece che il ventidue…

    @Leonto:la bellezza di Schladming 2013 è che chi trionfa negli slalom fa un’impresa.
    Come se facessero la velocità sulla Streif o la Stelvio.
    Oggi Worley ha fatto un numero eccezionale.
    E’ uno scalpo che non può essere confuso con altri contesti tecnici,meno validi.
    Le olimpiadi(e i mondiali)sono divertenti ma talvolta premiano il Carneade(Cretier,Ceccarelli,etc.).
    Per Sochi il pendio più affidabile sembra quello veloce,anche fin troppo:Feuz e Kostelic hanno accusato la tracciatura di Russi per i loro infortuni…

    P.s.
    Morioka 1993 fu un’odissea tragicomica.
    A un certo punto i tecnici si arresero all’evidenza:il risultato delle discese dipese solo dal caos,e il caso,meteorologico del luogo.

    Simone Basso

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  6. Leonto

    14 febbraio 2013 alle 22:22

    Simone
    Johnson e Magoni
    Anche Sarajevo ci regalo i suoi carneadi….
    E restando alla libera il Tommy Moe di Kvitfjell?
    Ricordo Girardelli dopo aver visto la pista di Nagano
    “Kvesta pista per portare pampini imparare sci”

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  7. GoogleUser28

    14 febbraio 2013 alle 22:52

    @Leonto:ho consultato l’almanacco per curiosità e in effetti ricordavo,a Sarajevo,pure Debbie Armstrong in gigante.
    Forse l’oro di sci alpino più improbabile di tutti.
    Furono Giochi fagiolata,lo slalom di Paoletta fu caratterizzato da un nebbione “milanese” che si mangiò la neve.
    Mi sfugge se fosse la Hess,una campionissima,che commentò più o meno così:”Si è allenata sul Monte Stella!”

    Se il Gira fosse rimasto austriaco avrebbe vinto ancora di più…
    Anche ad Albertville contro il Tomba,per me il gigante olimpico più bello di sempre,pagò caro la scelta dei materiali.

    Simone Basso

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  8. Leonto

    14 febbraio 2013 alle 23:01

    Simone
    Approfitto di te…
    Si , ricordo quelle olimpiadi
    Ricordo la discesa parallela fra il carabiniere e il grande Marc riproposta col commento dell’insopportabile (ma competentissimo ) Mario Cotelli
    Mostrava sovrapponendo le immagini come a pochi metri Gira fosse ancora avanti e poi disse …è adesso ecco i materiali , con Tomba che passa
    Ma l’insopportabile fa più comparaste televisive? In appartamento universitario Obiettivo Sci con lui e Fabio Guadagnini era religione

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  9. GoogleUser28

    14 febbraio 2013 alle 23:43

    @Leonto:hai una notevole cultura sull’argomento…
    Il punto “tennico” del Cotelli era un must:mi riferivo proprio a quella comparazione.
    Spero che il Mario sia sdoganato in occasione di Sochi 2014.
    Lingua biforcuta,vis polemica e una capacità unica di leggere i temi delle gare.
    D’altronde era il cittì della Valanga Azzurra…

    P.s.
    Ho acceso la tivù e c’era una pianista classica che eseguiva Chopin.
    A Sanremo.
    E’ comunque l’anno dei Maya…

    Simone Basso

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  10. spike

    15 febbraio 2013 alle 10:08

    @GoogleUser28:

    occhio che c’è anche malachia. vista la pioggia di meteoriti? avesse ragione kazzenger? :) .

    RispondiRispondi
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  11. Leonto

    15 febbraio 2013 alle 10:46

    Simone
    Macché cultura, tuttologia da tivù , messo su tre volte gli sci in vita mia
    Nel punto “tennico” l’altra frase cult
    “I nostri non sanno curvare”

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  12. Leonto

    15 febbraio 2013 alle 14:32

    Bronzone per Moelgg dietro i due mammasantissima

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  13. Leonto

    15 febbraio 2013 alle 14:54

    Dane
    Gordillo e nella lista e non era un marcatore!!
    Su Marzolini :vero , infatti per quello manco lo conoscevo
    Unico della lista per altro
    Lascia stare il mio augello , e qua restare in trincea e una necessità

    Vero stasera un asteroide dovrebbe sfiorare la terra e Zaccardo esordire in maglia rossonera
    Temo che il meraviglioso e mai soporifero Parma stasera voglia far fare bella figura al suo allenatore
    Speriamo nel taaac

    RispondiRispondi
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  14. Leonto

    15 febbraio 2013 alle 14:55

    Ineliminabile sorry sciatori

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  15. Art

    15 febbraio 2013 alle 15:02

    Marzolini immagino sia una via di mezzo tra la Marzola e il mitologico alitalia vitalini.

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  16. Leonto

    15 febbraio 2013 alle 15:12

    Il mitologico quella volta a Kitz fece la barba al pilone della funivia…

    RispondiRispondi
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  17. Dane

    15 febbraio 2013 alle 15:41

    Ma come fate a sbagliare pagina quando postate?! Me lo son sempre chiesto…

    RispondiRispondi
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  18. Leonto

    15 febbraio 2013 alle 15:49

    Perché lasciò aperte le pagine di mio interesse nel telefono scemo in più finestre
    Capita , nella scarsa attenzione , di non leggere l’intestatazione e di scrivere fuori posto
    Con l’aifon nn si cancella più poi

    RispondiRispondi
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  19. Dane

    15 febbraio 2013 alle 16:01

    Vabbè, ma uno di solito posta subito dopo aver letto ciò a cui intende rispondere, oppure prima leggete tutte le pagine e poi tornate indietro a rispondere?!

    RispondiRispondi
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  20. Leonto

    15 febbraio 2013 alle 16:07

    Dane
    Perché leggo sulla mail
    Poi salto dentro su una delle pagine aperte

    RispondiRispondi
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  21. GoogleUser28

    16 febbraio 2013 alle 17:43

    @Leonto:Moelgg primo degli esseri umani.
    L’aspetto più inquietante è che le tracciature austro italiane dovevano limitare la velocità in curva di Ligety.
    Buonanotte.

    Tra l’altro,con le condizioni di oggi dello slalom rosa,si modifica qualcosa per domani.
    Neve morbida,meno aggredibile.
    Gara ancora più infida…

    Non che sia un segreto,basta vederla scendere in pista:la Shiffrin,nelle specialità tecniche,è qualcosa che passa una volta ogni quarto di secolo.
    Se la dea Fortuna l’assiste,firmerà un’epoca.

    P.s.

    “…Ligety quest’estate ha lasciato attrezzi comunque vincenti,divenendo uomo Head.
    Un pò come fece,nel 2006,quando cambiò i Volki per la Rossignol…”

    Il correttore(?)si era mangiato una riga.

    Simone Basso

    RispondiRispondi
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  22. Leonto

    18 febbraio 2013 alle 13:54

    Simone
    Leggo di bilancio deludente per i nostri , rei di essere andati a podio “solo” tre volte e di non aver mai vinto
    Non sono d’accordo…

    RispondiRispondi
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  23. GoogleUser28

    18 febbraio 2013 alle 18:56

    @Leonto:sai che siamo un paese di sottocultura pallonara.
    Il calcio viene vissuto come un flipper divino.
    Quindi conta il risultato,non le variabili che l’hanno determinato.

    Sono stati Mondiali di altissimo livello,soprattutto nelle discipline tecniche.
    Il bronzo di Moelgg,dietro a due “mostri”,vale quanto una vittoria di Coppa.
    Anche il settore velocità ha fatto il suo dovere,considerando anche le condizioni sfavorevoli del supergì.
    Nadia Fanchini ha invece salvato il bilancio delle pupe,altrimenti – come preventivato – piuttosto mediocre.

    L’ho scritto ieri,per oggi,ma molti non comprendono che il confronto con Austria e Stati Uniti è impietoso.
    Per i biancorossi lo sci alpino è tutto,un fatto sociale e culturale.
    Domenica c’erano centomila spettatori.
    Lo slalom di Hirscher sulla Planai è stato un momento leggendario quanto la discesa di Klammer a Innsbruck 1976.
    Gli States racimolano(..)25 milioni di dollari per allestire lo squadrone dei Miller,Ligety,Vonn,Shiffrin,Mancuso…
    Le altre nazioni “tradizionali” devono inseguire senza copiare quei modelli irraggiungibili.
    Più qualità,meno quantità.

    Simone Basso

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  24. Leonto

    18 febbraio 2013 alle 19:14

    @GoogleUser28: bilancio nostro che se ripetuto l’anno prossimo sarebbe da sottoscrivere col sangue

    RispondiRispondi
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  25. GoogleUser28

    18 febbraio 2013 alle 20:48

    @Leonto:confermo anch’io.
    Il guaio è che il Coni non vuole distinguere tra le discipline di valore consolidato,con una partecipazione qualificatissima,quali lo sci alpino o il biathlon,e le altre.
    Anzi,è molto più semplice costruire e vendere una medaglia in una specialità “povera” di concorrenza.

    Simone Basso

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  26. Leonto

    18 febbraio 2013 alle 20:59

    Simone
    Ma quante volte siam tornati con più i tre medaglie da un olimpiade nell’alpino?
    A mente a Lillehammer e a Albertville forse…
    Due Olimpiadi fotoniche per gli sport invernali azzurri
    Sul Biathlon concordo , disciplina sportiva che racchiude una somma di valori difficilmente riscontrabile….è comunque nella staffetta donne abbiam battuto un buon colpo ai mondiali mi sembra….
    Nel programma invernale dei giochi olimpici vedo ben poche discipline “povere” o con “poco peso” se permetti comunque .Direi il curling a mente , e stop…
    Spero non ti riferisca allo shorttrack , spettacolarissimo e globale

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  27. GoogleUser28

    18 febbraio 2013 alle 21:23

    @Leonto:infatti il mio riferimento è allo stillicidio dei giochi estivi.
    Però ogni federazione porta voti…

    Ho controllato perchè non ricordavo bene la ripartizione nei Settanta.
    Ci furono tre medaglie nel 1972 e quattro nel 1976.
    Cinque nel 1992 e tre nel 1994,però con due specialità in più(supergì e combinata).
    Penso che almeno Thoeni,miglior polivalente dell’epoca,avrebbe aggiunto altri allori.
    Qualitativamente era meglio la Valanga Azzurra,nei Novanta avevamo due mammasantissima.
    La differenza in quelle rassegne lo fece lo sci nordico,anche se – con l’eccezione di quel fenomeno della Belmondo – la gloria era parallela all’uso smodato di un grande farmaco con un piccolo nome.

    Simone Basso

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  28. Leonto

    18 febbraio 2013 alle 21:31

    Simone
    Di Albertville infatti dimenticavo la lotteristica doppietta Polig Martin
    E pensare che Runggaldier (più sfigato di Ghedo , ma forte forte per me) per me sulla Face de Bellevarde avrebbe potuto fare sfracelli, il ginocchio purtroppo lo impedì….

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  29. GoogleUser28

    18 febbraio 2013 alle 23:39

    @Leonto:Runggaldier è nato nell’epoca sbagliata.
    Con le tracciature delle discese di oggi,che girano di più e limitano le curve à bloc,avrebbe vinto molto di più.
    Aveva già la base tecnica dei velocisti di oggi.

    Simone Basso

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