Cosa penserà Boateng di Robert Griffin III e di Rob Parker? Una curiosa storia di razzismo, ben lontana da Busto Arsizio, con tutti i protagonisti ed il 90% dei commentatori peraltro della stessa razza. Ne parliamo, anche se è vecchia di un mese, perché invece è fresca l’operazione al ginocchio di Griffin dopo l’eroico, eroico in quanto giocato da consapevole infortunato, wild card game (l’ottavo di finale dei playoff NFL, anche se il tabellone non è completo perché 4 squadre sono già qualificate ai quarti: e domenica sapremo chi andrà al Super Bowl…) disputato con i suoi Washington Redskins contro i Seattle Seahawks il giorno dell’Epifania e da noi televisto su Espn America. Leggendo dell’operazione e dei lunghissimi tempi di recupero di Griffin ci è venuta in mente la polemica di metà dicembre letta un po’ dovunque (tranne che ovviamente sul sito della Espn), partita dopo le critiche fatta dal giornalista Espn Rob Parker proprio a Griffin. Nel video qui sotto un estratto.
Nostra arbitraria traduzione-sintesi: “La mia domanda è questa: Griffin è un fratello? Non del tutto. Sì, è nero e fa cose da nero, ma non si sente realmente nero. Non è uno di noi, non è il tipo di nero di cui noi vorremmo essere amici. Ha una fidanzata bianca, ho sentito gente che dice voti repubblicano…”. Mah… Di sicuro Griffin ha avuto una stagione da rookie straordinaria in un ruolo, quello di quarterback, dove i neri sono una minoranza. Altra caratteristica da bianco, il ruolo, se vogliamo seguire Parker nel suo ragionamento. Il tono non ci sembrava scherzoso, ma il seguito è stato peggiore. Social network scatenati contro Parker, la Espn che lo sospende e la discesa in campo di tutta quella serie di associazioni ricattatorie che in questi casi trovano un palcoscenico perfetto e che con il Tom Wolfe del Falò delle vanità hanno anche aiutato la grande letteratura. Abbiamo scoperto ad esempio dell’esistenza della National Association of Black Journalist, che non è esattamente come dire l’Ordine dei Giornalisti lombardo o pugliese, che ha tirato fuori argomentazioni da Ku Klux Klan al contrario. Ma abbiamo trovato anche sensato il tweet di Parker, con cui ha tentato senza riuscirci di chiudere la vicenda: “I blew it and I’m sincerely sorry. I completely understand how the issue of race in sports is a sensitive one and needs to be handled with great care”. Il resto del messaggio, postato dal suo account @RobParkerLocal4, è una pietosa presa di distanze anche da sé stesso, con l’obbiettivo dichiarato di mantenere la collaborazione con Espn. Obbiettivo non raggiunto, perché l’emittente ha annunciato che non gli rinnoverà il contratto. Non siamo d’accordo sul merito dell’intervento di Parker (Griffin può comportarsi come vuole, la razza è uno dei mille parametri che identificano una persona e questo concetto è incomprensibile sia al razzista che all’antirazzista militante), ma nemmeno sul fatto che ci siano per una persona, a maggior ragione per un giornalista, argomenti tabù o da trattare solo con frasi di circostanza.
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Poli
16 gennaio 2013 alle 16:07
Molto meglio il football giocato decisamente…chissà se i Championships ci regaleranno emozioni a go go come i Divisionals, lo spero, verra manna per noi appassionati…
Un soldo per una finale Patriots – 49ers…
ricca
16 gennaio 2013 alle 16:35
Direttore in grande forma. Il capoverso finale è una lezione di civiltà.
Luca Giorgini
16 gennaio 2013 alle 18:35
???
sul fatto che ci siano per una persona, a maggior ragione per un giornalista, argomenti tabù o da trattare solo con frasi di circostanza.
Nel caso specifico credo che il giornalista abbia denunciato anzitutto la propria stupidità. E credo che dovrebbe essere un tabù, soprattutto nel giornalismo.
alessandro
16 gennaio 2013 alle 18:40
argomenti tabù no, poi dipende da cosa si dice riguardo l’argomento trattato e in parte anche dal modo
Dane
16 gennaio 2013 alle 18:52
Appunto, il taboo è la stupidità, non l’argomento…
spike
17 gennaio 2013 alle 09:39
ma poi perchè il quarter non sarebbe ruolo da neri?
Stefano Olivari
17 gennaio 2013 alle 10:15
Il tabú é in questo caso proprio l’argomento razza, non solo il modo in cui é stato trattato. Il giornalismo vive di stereotipi positivi (bellissima cittá, simpaticissima gente, nobile professione), che peró implicitamente sul piano logico aprono la strada a quelli negativi. Se qualcuno per mere questioni razziali é considerato piú veloce, é chiaro che altri saranno considerati pregiudizialmente piú lenti. Se qualcuno per mere questioni razziali é considerato piú intelligente, altri aranno pregiudizialmente considerati piú stupidi (discorso quarterback, ma non solo).
Lorenzo Zanirato
17 gennaio 2013 alle 10:22
non e’ per fare il pesante, ma…razza ? Razza umana non basta ?
Jack Torrance
17 gennaio 2013 alle 10:28
dibattito interessante.
ma il giornalista ha risposto a una domanda? o se ne è venuto fuori di punto in bianco con le sue affermazioni (cioè con la sua “question”)? No perché quello che io trovo assurdo, al di là della questione razziale, sono queste critiche a uno sportivo sulla base di comportamenti personali. Non che non si possano fare, per carità, ma se le si fanno poi è ovvio che se ne pagano le conseguenze.
Tanto più se le critiche sono a base di “he’s not a bro’” in un paese (gli USA, ma in Italia sarebbe stato lo stesso) che ha fatto del politically correct un abito giornalistico, televisivo e di vita.
spike
17 gennaio 2013 alle 10:59
@Lorenzo
hai perfettamente ragione. Non esiste la razza. Tutti i genestisti di livello sono concordi nel dire che non c’è una differenziazione in razze, ma ce n’è una sola.
spike
17 gennaio 2013 alle 11:04
cmqe il tipo s’è “suicidato” in diretta e dopo il cumulo di sciocchezze che ha sparato il minimo era la cessazione della collaborazione.
Dane
17 gennaio 2013 alle 11:51
@Direttore: sì, intendevo dire che il tabù DOVREBBE essere la stupidità delle argomentazioni e non l’argomento in sè…
@Spike: sì, però quella dei genetisti mi è parsa tanto una convenzione politically correct, nel senso che lo sappiamo benissimo cosa intendiamo per razza umana: ce l’abbiamo davanti agli occhi…
D’accordo invece sul suicidio del tizio, sia profesisonalmnete che filosoficamente: anche perchè vista l’impostazione del suo discorso mi è parso non accorgersi che così facendo presupponeva lui stesso una sorta di inferiorità dei neri…
spike
17 gennaio 2013 alle 13:16
@Dane:
è la posizione ufficiale della scienza. Ora vabbè che trovi pure il professor tal dei tali che sostiene che il Grand Canyon ha 6000 anni, ma fino a che qualcuno non dimostra in maniera inoppugnabile il contrario, la risultanza delle ricerche in quel senso è che c’è una sola razza. Metodo scientifico non politically correctness.
the31matrix
17 gennaio 2013 alle 19:08
ma questo è un genio: http://deadspin.com/5976517/manti-teos-dead-girlfriend-the-most-heartbreaking-and-inspirational-story-of-the-college-football-season-is-a-hoax
Dane
18 gennaio 2013 alle 12:35
Spike, ed io posso dire che la posizione della scienza mi pare un po’ una convenzione?! Esattamente come considerare varie razze è una convenzione anch’essa e starci sopra a cavillare mi pare un po’ pretestuoso. Pensa ai riconoscimenti della polizia durante le indagini, ad esempio: per capirsi non dovrnano più dire “è di razza caucasica, è di razza orientale, etc…” ma dire “è di aspetto caucasico, etc…”?!
Come si distingue tra pastore tedesco e rottweiler si distingue tra indio e scandinavo, niente di scandaloso…
p.s.: poi che si venga tutti dalla Valle dell’Omo lo sanno anche i sassi…
spike
18 gennaio 2013 alle 13:10
@Dane:
“Come si distingue tra pastore tedesco e rottweiler si distingue tra indio e scandinavo, niente di scandaloso…”
il punto è proprio questo. pastore tedesco e rott.sono due razze perchè hanno precise caratteristiche codificate, indio e scandinavo no.
Da un punto di vista meramente genetico, uno scandinvao potrebbe essere più vicino a un bantu rispetto ad un iberico. Faccio parlare uno che se n’intende, credo il n°1 nel suo campo Cavalli-Sforza:
” Egli ha dimostrato che tutti gli stereotipi diffusi su cui si basa la classificazione razziale (colore della pelle, colore e aspetto dei capelli e dei tratti facciali) riflettono differenze superficiali costituitesi in tempi recenti e dovute a fattori climatici o forse alla selezione sessuale, ma che non trovano riscontro nei caratteri genetici. Anzi – questa è la conclusione decisiva – vi è una grande eterogeneità genetica tra individui, quale che sia la popolazione di origine. «Questa variazione – afferma Cavalli-Sforza – è sempre grande in qualsiasi gruppo, sia esso quello di un continente, di una regione, una città o un villaggio, ed è più grande di quella che si trova tra continenti, regioni, città o villaggi». In altri termini, vi può essere più distanza genetica tra due abitanti di un paesino italiano che tra uno di essi e un abitante di un lontano villaggio africano.”
Dane
18 gennaio 2013 alle 15:10
Spike, dopodichè sarebbe il caso di fare esempi specifici su queste vicinazne o lontananze genetiche (penso alle fibre muscolari dei centometristi, ad esempio…), perchè appunto i discorsi che si leggono sono sempre generici.
Anche il San Bernardo se non erro è un Molossoide, quindi più vicino al Mastino che non al Pastore dei Pirenei contrariamente a quanto direbbe l’aspetto.
Facciano esempi pratici per spiegarci le relative differenze…
Gatto Gattoracca
18 gennaio 2013 alle 15:35
Direttore canaglia! Vedendo la foto del post pensavo in un pezzo di Gotta sulla post season, e invece no!
Salto a pie’ pari il dissorso scivolosissimo sulla ‘razza’, anhe se a occhio mi pare ci sia piu’ differenza fra un Chihuahua e un Alano che fra un nigeriano ed uno scandinavo.
Penso che il caso-Parker si riferisca a stereotipi, che possono anche essere fuorvianti (e non dovrebbero mai sfociare nel pregiudizio), ma hanno anche una base di vero. Avendo vissuto per 8 anni a londra posso dire che di pregiudizi e’ piena anche quella citta’, e personalmente posso dire che anch’io non ne sono immune. Dicamo che mentirei a me stesso se dicessi che, dovessi cercar casa, non prenderei in considerazione il tipo di vicinato. D’altro lato, penso ad una mia collega Jamaicana (Jamaicani e ‘West Indians’ (Caraibici) non sempre brillano per spirito civico, e io stesso li ho torvati talvolta fastidiosi o piuttosto moltesti) che sia sul lavoro che nella vita sembrava quasi una tedesca, e cio’ mi basta e avanza per non avere pregiudizi.
Stesso si puo’ dire, probabilmente, degli afroameriani. Da una parte c’e’ il modello Iverson/Vick (tamarro para-gangster arricchito con lo sport), ma bisognerebbe anche pesare le responsabilita’ delle high schools e dei college che dovrebbero formarli ma sovente li sfruttano solo come atleti. Dall’altro il modello RGIII (ma anche i Robinson).
Concordo su chi dice che Parker ha fatto involontariamente un discorso auto-razzista sottintendendo quasi un (suo) presunto complesso di inferiorita’ dei neri verso i bianchi.
Finisco con una chiosa su RGIII. Spero che l’offensive coach dei Redskins lo convinca a modificare il suo gioco limitando le corse, senno’ rischia di finire la carriera presto.
spike
18 gennaio 2013 alle 15:49
@Dane:
che è come dire “questo einstein faccia esempi concreti perchè sono solo esempi generici”
Dane quello che espone CS è quello che asserisce la scienza. per farlo ci sono anni di ricerche studi paper analisi revisioni ecc.ecc. insomma metodo scientifico che è pieno di casi concreti. Finchè non arriva un altro che con solide prove sottoposto a review ecc.ecc., dimostra qualcosa di differente, per la scienza le razze non esistono.questa è un’affermazione non contestabile, altrimenti si potrebbe tranquillamente affermare la terra è piatta.
Purtroppo, e non mi riferisco a te sia chiaro, il linguaggio comune e il senso comune fanno a cazzotti con la scienza e questo è un problema. Sentenza L’Aquila docet.
Dane
18 gennaio 2013 alle 15:49
“Salto a pie’ pari il dissorso scivolosissimo sulla ‘razza’, anhe se a occhio mi pare ci sia piu’ differenza fra un Chihuahua e un Alano che fra un nigeriano ed uno scandinavo.”
E tra un Pincher e un Dobermann?! E tra un Samoiedo e una Volpe Polare?! E tra un Pastore tedesco e un Coyote?! E tra un pigmeo e un Watusso?! E tra un maya e un vichingo?!…
Oh, non sto portando avanti teorie di nessun tipo, intendiamoci, ma se ci spiegano genericamente ed astrattamente che le differenze esteriori (dimensioni, colore, etc..) non c’entrano niente ci facciano esempi pratici che ci aiutino a comprendere le specifiche su distanze e vicinanze genetiche…
Gatto Gattoracca
18 gennaio 2013 alle 15:53
@Dane: Che poi a me i cani manco mi stanno simpatici…
ricca
18 gennaio 2013 alle 15:59
Spike, Sentenza L’Aquila docet. ?????
spike
18 gennaio 2013 alle 16:13
@Dane:
basta prendere una delle tante pubblicazioni in materia. vai diretto al capofila che ha scritto molti libri divulgativi al riguardo.il sunto ce l’hai nell’incipit della frase che ti riposto
“riflettono differenze superficiali costituitesi in tempi recenti e dovute a fattori climatici o forse alla selezione sessuale, ma che non trovano riscontro nei caratteri genetici”
Dane
18 gennaio 2013 alle 16:17
Spike, a parte che mi verrebbe facile replicarti che la scienza appunto per secoli ha ritenuto che la terra fosse piatta (a proposito di condizionamenti imperanti…) oppure che il cuore fosse depositario dei sentimenti (concetto che prosegue oggi, seppur ormai solo in senso figurato), dopodichè chiedo solo che spieghino la cosa nello specifico.
Cavallo e asino sono due razze diverse o è la stessa razza?! E quarter e Prezwalsky?! E lupo e coyote?! Pastore tedesco e pastore belga?! Volpe e samoiedo?! Tigre e leone?! Soriano e siamese?! Pigmeo e scandinavo?! Inuit e aborigeno?!
Leopardo e pantera nera so già che sono la stessa razza, per gli altri mi mettano una crocetta e mi spieghino il perchè, solo questo sto dicendo.
Non sto contestando una teoria a favore di un’altra, chiedo solo spiegazioni scientifiche che non abbiamo il sapore religioso del “è così e basta”…
Dane
18 gennaio 2013 alle 16:25
“riflettono differenze superficiali costituitesi in tempi recenti e dovute a fattori climatici o forse alla selezione sessuale, ma che non trovano riscontro nei caratteri genetici”
Appunto, è quello che dicevo anch’io, tra l’altro replicando a Gatto sul pretestuoso esempio di chihuahua e alano. Ma questo vale per ogni ceppo animale, quindi le varie razze canine non esistono, posto che il cane (semplifico barbaramente…) è una razza unica (la razza cane, appunto), differenziatasi nel corso degli anni, e discendente da un antenato comune con lupo e coyote (più o meno come uomo e scimmie), o no?!…dov’è il paletto che separara le razze e come viene posizionato?!…
Mi spieghino questo approfondendo il tema, che la filastrocca sulle differenze superficiali indotte dai condizionamenti climatici mi era chiara già in terza elementare quando lessi sul sussidiario della Valle dell’Omo ma vorrei andare oltre e capire poi perchè ci raccontino che la polizia riesce a risalire all’identità di un uomo attraverso campioni di tessuto umano che danno indicazioni sull’etnia…
spike
18 gennaio 2013 alle 16:26
@ricca:
vogliamo aprire un altro fronte? ok.
Sgombriamo subito il campo da equivoci alimentati dai media e dalla prima parte della requisitoria del pm (oh yes l’ho letta tutta). Non è un processo alla scienza ne tantomeno sulla capacità di predizione dei terremoti.
Il punto è che secondo l’accusa le dichiarazioni della Commissione, il verbale pubblicato dopo le dichiarazioni tv di alcuni membri (uno) e di alcuni politici, hanno tranquillizato la popolazione inducendo una variazione di comportamento in alcuni (prima scappavano, poi no) che ha causato la loro morte. molte dichiarazioni di quelle che erano percepite come tranquillizzanti, in realtà non lo erano. Vado a memoria e ce n’era una che riguardava rotture fragili, che sono estremamente pericolose mentre nel senso comune se parli di fragile lo associ a materiali di poco conto e non usati nelle case. e così altre.
C’è un evidente problema comunicativo tra il mondo scientifico e tecnico e la gente comune.
ricca
18 gennaio 2013 alle 16:34
Bene, le comunicazioni sono state fatte male e forse superficialmente.
Vogliamo per questo attribuire la responsabilità delle morti, e condannarli per omicidio (colposo), a loro e non al terremoto e a chi ha costruito palazzi e ospedali con la sabbia!!!????
spike
18 gennaio 2013 alle 16:35
@Dane:
terra piatta ecc. sono tutte affermazioni pre Galileo che è il fondatore del metodo scientifico. azzardato parlare di scienza.
per il resto chiedi di fare un mini trattato di genetica. fai prima a comprarti un libro
Dane
18 gennaio 2013 alle 16:46
Spike, se mi fai l’esperto sul tema deduco che tu hai avuto modo di informati e capire meglio, quindi a te mi vien naturale chiedere un esempio: il pigmeo sta allo scandinavo come la tigre al leone?! O come il siamese al soriano?! O nessuno dei due esempi?!
Poi non so se non hai capito la mia domanda, non hai le basi per rispondere o non vuoi rispondere (mi è venuto il dubbio con la supercazzola su Galileo: le reazioni scandalizzate alle teorie Darwiniane sono prima o dopo Galileo?! E la scoperta che l’amianto è cancerogeno?! No, per dire…), non è un problema.
Solo che questa cosa che una questione come la razza relativamente semplice (visto che per qualsiasi altro animale si è arrivati a risposte certe e indiscutibili da decenni) venga risolta solo “ieri” dopo “anni di ricerche studi paper analisi revisioni ecc.” (in un periodo poi “caldo” dal punto di vista socio-culturale…) mi lascia un po’ perplesso e mi piacerebbe avere una delucidazione.
Perchè sarà anche vero che il “metodo scientifico che è pieno di casi concreti”, però quando cerco testi in merito di questi casi concreti non me ne viene offerto mai uno.
Sono curioso per natura, e detesto restare nell’ignoranza ma non è problema tuo, ci mancherebbe.
Discoso chiuso, come non detto…
spike
18 gennaio 2013 alle 16:48
@ricca:
l’avvocato sei tu
quando uscì la sentenza, oltre al malloppo del pm, lessi pure un po’ di dottrina che spiegava perchè si poteva applicare l’omicidio colposo. Non m’azzardo a dire se era o meno corretta.
Il difetto di comunicazione vale sui due lati:
la Commissione, un membro in particolare, sapeva benissimo quale è lo stato degli edifici in Italia e sapeva benissimo i possibili effetti di una scossa tipica di quella faglia. Avrebbe potuto dire più chiaramente : Signori c’è una probabilità diversa da zero che ci sia una scossa sui 6 di magnitudo, in questo caso ci sono molte probabilità che alcuni edifici crollino. In linguaggio tecnico hanno detto non è probabile una scossa violenta (i 7 M di cui si parlava all’epoca), e non c’è stata perchè la scala è logaritmica, non abbiamo motivi di preoccupazioni aggiuntive rispetto alla norma, che è il terremoto M6 ma questo le persone non lo sanno. I politici hanno fatto il resto e la frittata è fatta.
spike
18 gennaio 2013 alle 16:58
@Dane:
tigre e leone sono due specie diverse se si accoppiano la prole, se c’è,è sterile.
pigmeo scandinavo no.
sul resto il bosone l’hanno scoperto ieri quindi?
La genetica risale a Mendel, ma il DNA l’hanno scoperto negli anni 50.Per uno studioso dell’ottocento sarebbe stato difficile giungere alle conclusioni attuali, mancando i mezzi che i “pezzi” scoperti successivamente.
ricca
18 gennaio 2013 alle 17:00
spike io sono solo UN giovane avvocato, per cui nella scala gerarchica dei giuristi sono alle ultime posizioni…
detto questo ti chiedo: è possibile prevedere se arrivera un terremoto? quando arriverà? quanto forte sarà?
Secondo te, ogni volta che c’è uno sciame sismico dovrebbero avvertire che sta per arrivare il terremoto? a quel punto via agli sgomberi di massa ( e se succede a roma, sposti 2 mln di persone?) e poi non succede nulla…che si fa? Li denunci per procurato allarme?
Da ignorante, quindi forse mi sbaglio, mi sembra che si attribuisca, ad Organismi come quello in oggetto, capacità che in realtà non hanno. Rivolgersi ad essi per sapere se una zona è più o meno sisimica è un conto, ma chiedere lumi per sapere se è il caso di sgomberare per l’arrivo di un terremoto è un’altra. Lo si può anche fare per avere un consiglio ma il grado di certezza della risposta non potrà mai essere così alto. Per questo poi attribuirgli una responsabilità di quel livello mi sembra del tutto sproporzionato.
spike
18 gennaio 2013 alle 17:22
@ricca:
La condanna si basa sulla rassicurazione non sulla mancata previsione. Rassicurazione-> modifica comportamenti-> vittime. Questo è il flusso.
Aggiungo che, casi della vita, uno dei membri fu al centro di aspre polemiche negli anni 80 per aver fatto evacuare una zona della toscana, se la memoria non fa cilecca, per una situazione analoga.La scossa forte non ci fu.
Parlo di problema di comunicazione perchè l’insieme della comunicazione NON è rassicurante in senso stretto, ma è oggettivamente percepito come tale.
Sul Pollino da più di un annetto è in atto uno sciame sismico, preoccupante per molti motivi. Ho letto le comunicazioni della CGR a cavallo della sentenza, sul problema. Un listato di probabilità tecnicamente, e immagino giuridicamente, ineccepibile. Che se ne fa un sindaco di questo?
C’è una evidente difficoltà di comunicazione, da ambo i lati, che investe tutti i campi (pensa all’economia) ed è un problema.
ricca
18 gennaio 2013 alle 17:33
Rassicurazione-> modifica comportamenti-> vittime
ok, questa è la struttura logica della sentenza.
A te torna, soprattutto il passaggio tra il secondo ed il terzo elemento? Ci vedi un nesso di causalità? Io no.
Il discorso stesso sui problemi di comunicazione, che mi sembra centrato, mi sembra che finisca per togliere responsabilità e colpe, almeno a livello penale, all’Organismo in questione, al di là dei singoli casi o dei singoli membri.
Ripeto, e poi la smetto: mi sembra più una questione di aver indotto (ma di chi è la colpa??) nella gente un eccessivo affidamento sulla natura e l’affidabilità (intesa anche come capacità di rassicurazione)di questo tipo di responsi e comunicazioni. E’ un reato aver creato questa aspettativa? forse, ma che c’entra quello di omicidio colposo?
Dane
18 gennaio 2013 alle 17:35
@Spike: quindi il paletto (o uno di essi) è la sterilità della prole, era un’esempio che chiedevo.
Poi certo, lo scoprono oggi (vabbè, ieri…) per l’uomo mentre per gli altri animali valeva da tempo…boh…
@Ricca: credo che il problema risalga al fatto che (soprattutto in Italia…) certe categorie tendano a parlare a sè stesse. E’ un discorso di parrucconismo che spiegò benissimo Montanelli, e che rinfaccio ogni tanto anche agli amici avvocati che hanno il vizio di parlare in avvocatese anche quando escono di studio e vanno all’aperitivo.
In sostanza, lo scienziato non deve fare la supercazzola in scientifichese, ma dire semplicemente se c’è la possibilità che arrivi una scossa capace di far crollare un palazzo non costruito con norme antisismiche oppure no.
Già la “probabilità diversa da 0″ di Spike la trovo al limite…
spike
18 gennaio 2013 alle 19:48
@Dane:
occhio che quelle sono specie. ho letto ora che chiedevi anche sulle razze. è nella frase di CS
campionano una popolazione, supponiamo i bianchi, e confrontano la variabilità genetica con un campionamento degli uomini. Non c’è una differenziazione minore. ripetono lo stesso procedimento per un continente, una regione una città idem. anzi si trovano pure differenziazioni maggiori. Ci fosse una razza avresti dovuto sempre trovare una varietà genetica minore all’interno del campione razza, rispetto a quello popolazione umana. da questo si deduce che c’è una sola razza e che quindi le caratterizzazioni esterne sono dovute ad adattamento e selezione sessuale.
Nei cani, invece, c’è una minore varietà genetica tra gli alani, rispetto a quella che c’è tra i cani nel complesso.
Sulla comunicazione agreed, ma il sistema educativo deve anche fornire l’abc per comprendere certe cose, soprattutto in ambito protezione civile, e non è così
spike
18 gennaio 2013 alle 19:58
@ricca
il secondo passaggio è quello che mi fece balzare dalla sedia e mi spinse a leggere il “mattone” del pm.
ha dimostrato che una trentina di persone ha modificato il comportamento a seguito delle dichiarazioni di CGR (prima scappavano, poi no)questo tramite testimonianze di parenti e amici delle vittime. Resto dell’avviso che la causa della morte sia il crollo, ma il pm ha citato una serie di sentenze della cassazione che precisavano il reato di colposo anche nel senso di comportamenti susseguenti a indicazioni|rassicurazioni poco comprensibili o errate.
Personalmente capisco il punto ma trovo che sia un terreno scivoloso.
Se avessero detto “c’è la possibilità ecc.ecc, nel caso ci saranno crolli” che succedeva? non è una cosa banale, fatto sta che ci sono vittime e che almeno fino a settembre scorso la CGR pare comunicare via tabelle di probabilità. cosa se ne faccia il sindaco di mormanno non lo so.
spike
19 gennaio 2013 alle 02:15
toh -1 si diletta anche di scienza
Deckard
19 gennaio 2013 alle 15:26
verso la scienza in senso ampio c’è anche una diffusa tendenza a considerarla una sorta di arte magica che tutto deve sapere e tutto risolvere; da questo le reazioni della gente diciamo “comune” del tipo “ma come non sanno nemmeno prevedere i terremoti e avvisare la gente per tempo”. Sicuramente un atteggiamento che deriva da carenze nel campo dell’istruzione, anche se qui sembra quasi un vanto dire che a scuola non ci si capiva niente di matematica…
Dane
19 gennaio 2013 alle 15:31
D’ora in poi segnalerò tra parentesi ogni battuta (battuta).
Deckard
19 gennaio 2013 alle 15:42
Dane
. Con la frase sulla matematica volevo riferirmi ad un atteggiamento più ampio che porta molti a non voler nemmeno tentare di capire certi argomenti solo perchè apparentemente troppo “complicati” o perchè bisognerebbe dedicarci un pò di tempo
se ti riferivi a me ti dico che io non mi riferivo a te
Dane
19 gennaio 2013 alle 15:58
Ma no, su quello sfondi una porta aperta, un atteggiamento insopportabile. Basti vedere la deriva che ha avuto la tv italiana (che ha cominciato insegnando gli italiani la lingua italiana ed ha finito insegnando che spingere la propria figlia nel letto di un capostruttura è curarsi del suo futuro…) o tutti quegli ambiti in cui “facile è meglio”.
Detto questo nessuno chiede allo scienziato di possedere la sfera di cristallo, ma allora sarebbe il caso di spiegare anche questo in italiano corrente. Che uno debba prendersi una laurea in geologia per compendere la supercazzola di un sismologo lo trovo aberrante, così come trovo offensivo l’avvocato del solito inquisito che mi spara massime latine intervistato al telegiornale.
Poi se ogni cliente è convinto di esser stato fregato dal proprio avvocato o la gente pensa che il sismologo sia un veggente con poteri paranormali non ci lamentiamo, perchè spesso la colpa sta nei professionisti stessi (chissà perchè mi viene in mente l’esempio degli allenatori…) che non so quanto involontariamente non si fanno capire.
Poi sicuramente il cittadino medio (soprattutto in questo paese) dovrebbe sforzarsi un po’ di più ad erudirsi, per il proprio bene inanzitutto (sono sempre stato per una mentalità da “protestante” più che da “cattolico”), noto però che ogni volta che parta un’iniziativa atta ad illuminare le masse subito i parrucconi si rivoltano: “Non si può banalizzare così certi argomenti…”
Penso a come gli storici italiani (non a caso i peggiori al mondo…) abbiano sempre visto con spocchia la figura del giornalista (vedi polemica sulla Storia d’Italia di Montanelli…) o come certi scienziati rodano a vedersi scippare il monopolio della divulgazione scientifica ad opera della tv (penso all’astio che raccoglie tra i colleghi uno come Tozzi, per dire…).
Come suggeriva indirettamente Spike ci sono due elementi che faticano a comunicare tra loro per troppa rigidità, e ci rimettono tutti…
Deckard
19 gennaio 2013 alle 16:36
allora siamo d’accordo. Odio quando si banalizzano argomenti complessi ma sicuramente gli aspetti che interessano il “grande pubblico” andrebbero comunicati (non arrivo a dire spiegati) con un linguaggio meno da iniziati. Ma sembra che ognuno abbia il suo briciolo di potere, anche miserabile, da proteggere e usare per sentirsi migliore degli “altri”: se questi capissero troppo delle cose che dico magari mi toccherebbe scendere di un paio di spanne. Poi non importa se sono un cialtrone, basta che sulla targhetta ci sia scritto avv., ing., dott., pres. etc etc (in Italia tra l’altro basta che tu sia stato presidente di qualcosa anche per un paio d’ore che puoi pretendere di essere chiamato così per il resto della vita, anche se ora presiedi a malapena le tue chiappe)
Dane
20 gennaio 2013 alle 02:02
Hai centrato il punto, l’Italia è divisa in due: da una parte i Marchesi del Grillo che giocano a fare gli iniziati e dall’ altra i Gasperino er carbonaro che si crogiolano nel “ma che ce frega ma che c’emporta”.
E quando sconfinano di categoria è pure peggio…..
Gatto Gattoracca
20 gennaio 2013 alle 10:38
E io che pensavo di aprire un flame sulle mie opinioni sui Caraibici…
Dane
20 gennaio 2013 alle 12:42
In effetti avevo pensato di raccoglierlo, anche se si fa sempre la figura dei razzisti col fenomeno che ti viene a ricordare com’erano gli italiano quando cominciarono ad emigrare all’estero.
Al momento io ce l’ho coi cinesi che sputano sui marciapiedi e i magrebbini che urlano al cellulare…