Freddezza per Federer

La recensione della parte tennistica dell’ultimo libro di Rino Tommasi, a grandissima richiesta. La seconda metà di Maledette classifiche – Tra boxe e tennis, vita e imprese di 100 campioni è nettamente inferiore alla prima, per cura e qualità storica delle considerazioni. Non possiamo evitare di dirlo anche se Tommasi rimane nel nostro personalissimo Pantheon di giornalisti con qualcosa di interessante da dire. Iniziamo dalla cura, cioè dalle statistiche e dai riferimenti che sono sempre stati un vanto dell’ex campione di salto in alto del liceo scientifico Vittorio Veneto (noi ultimi nel peso, 35 anni dopo). Leggere che Guga Kuerten ha vinto i suoi secondo e terzo Roland Garros nel 2001 e 2002 (in realtà nel 2000 e nel 2001) o che Mats Wilander ha vinto tre volte gli Australian Open sull’erba (nella terza occasione, quella della storica finale con Cash, si giocava già sul cemento di Flinders Park) è tollerabile in un articolo, figlio spesso della fretta e delle scadenze, ma non in un libro. Rispetto alla parte pugilistica, dove l’autore mescolava valore sportivo e importanza storico-divistica, dando (secondo noi giustamente) eguale peso ai due parametri, in quella tennistica sfugge il criterio di selezione ed il fatto che gli albi d’oro del tennis siano credibili solo dall’inizio dell’era open, quindi dal 1968, non giustifica scelte come il terzo posto assoluto (dietro a Laver e Borg) di Jack Kramer, di fatto in pista solo per due stagioni o il peso diverso, numero 25 contro numero 50, a parità di albo d’oro (due Us Open), dato a Pancho Gonzalez, che il meglio l’ha dato nel semiclandestino cricuito pro degli anni Cinquanta e Sessanta, rispetto a Pat Rafter che i suoi tornei li ha vinti in un’era in cui c’erano tutti. Ma questi sono già giudizi, quindi per loro stessa natura opinabili. Quanto alla qualità storica delle considerazioni, è evidente il maggior calore nei confronti della boxe mentre per quanto riguarda il tennis si va molto sull’aneddoto personale quando non direttamente sulla simpatia (inspiegabile la freddezza nei confronti di Federer: il quarto posto ci può stare, la sufficienza no). La parte all time riguardante le donne, giustamente ridotta a 25 contro i 50 di quella maschile, è invece decisamente più ‘storica’ come contenuti, pur avendo il sapore del già letto e già sentito. Inevitabile, per noi cultori di Tommasi, visto che non è che si possa cambiare idea ogni giorno solo per sorprendere i lettori. Recensione globale? 8 alla parte pugilistica, 6 a quella tennistica comunque piena di spunti interessanti. Fra le righe si intuisce che Tommasi avrebbe in canna una grande libro sul giornalismo, come in parte era Da Kinshasa a Las Vegas via Wimbledon: non vediamo l’ora di leggerlo. E non solo per le critiche all’attuale e calciocentrica (ma senza Real Madrid e Barcellona) gestione di Sky Sport.

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Pubblicato da il 17 dicembre 2012. Nelle categorie Libri,Tennis. Puoi seguire ogni risposta a questo articolo attraverso il RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o fare un trackback di questo contenuto

36 commenti per Freddezza per Federer

  1. murillo

    17 dicembre 2012 alle 13:47

    pat rafter è stato uno dei miei giocatori preferiti.
    Sono contento del 50° posto.
    Federer è il miglior giocatore di sempre, non ci sono storie.
    I primi due li conosco solo per gli anedotti di tommasi e clerici, e per cui non potrei giudicare.
    Borg davanti a Federer non si può sentire.
    Non è che anche tommasi è scivolato nel più classico dei “ai miei tempi era tutto migliore..?”

    detto da un suo estimatore quasi devoto
    edberg dove l’ha messo?

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  2. Andrea

    17 dicembre 2012 alle 14:20

    Italiani c’è solo Panatta?

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  3. Krug

    17 dicembre 2012 alle 14:32

    @murillo:
    Borg davanti a Federer è opinabile, non si può sentire che non si possa sentire; bastano i numeri 17 slam contro 11 con lo svedese che però in Australia non ha praticamente mai giocato e che si è ritirato a 27 anni. Inoltre per qualche anno Federer ha avuto contro il nulla o poco via, Borg ha avuto sempre avversari degni (Connors, McEnroe per citarne due).
    Come italiani non so chi ci sia ma per me il migliore di sempre rimane Nicola Pietrangeli, Panatta ha dalla sua solamente il fatto di aver fatto una grandissima stagione in epoca televisiva.

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  4. spike

    17 dicembre 2012 alle 15:39

    solo tra quelli visti

    1.federer
    2.federer
    3. sampras/connors

    solo tecnica

    1.federer
    2.mcenroe
    3.edberg

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  5. leo

    17 dicembre 2012 alle 16:55

    Federer a gusto personale si può mettere dietro Borg, non facciamo inutili scandali, anche perché Borg è stata un’icona mediatica oltre che un fenomenale campione, su Kramer invece pare andare solo sul personale. Però vogliamo la classifica…

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  6. Stefano Olivari

    17 dicembre 2012 alle 17:51

    Un punto di forza, in mezzo ai tanti di debolezza-banalità della parte tennistica del libro, è che non si presta al giochino del ‘chi avrebbe battuto chi’ perché la grandezza sportiva è misurabile solo sul presente di ognuno anche senza entrare nel merito dell’evoluzione dei materiali e delle superfici. Se no ripetiamo gli schemi calcistici dello ‘Ha vinto perché non c’erano avversari’. E come importanza storica Borg, che nel suo tempo ha avuto un rivale sicuramente di maggior talento (comunque con McEnroe il bilancio in partite vere dice 7 pari), è probabilmente superiore a tutti. Il passaggio dal tennis di club a quello di massa ha avuto il suo volto, al di là dei cinque Wimbledon e dei sei Roland Garros. Io in una classifica come questa lo avrei messo al numero uno.

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  7. Alvaro Delmo

    17 dicembre 2012 alle 18:20

    @Stefano Olivari: E il ri-passaggio del tennis di massa a quello di club a cosa o a chi è dovuto? Tra l’altro all’epoca Borg veniva a torto considerato un ‘pallettaro’ se confrontato, per dire, con McEnroe… rivedendo i vecchi match ci si rende conto di come giocassero tutti molto di fino, forse aiutati anche dalla minore velocità e potenza. Curiosa anche l’evoluzione dell’abbigliamento…

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  8. spike

    17 dicembre 2012 alle 18:24

    @Alvaro Delmo:

    facendo la tara coi tempi materiali ecc.ecc. borg era un pallettaro come nadal oggi.di classe ma pallettaro. francamente mille volte meglio le discese a rete del monello.

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  9. zoleddu

    17 dicembre 2012 alle 20:19

    Borg ha sdoganato il rovescio bimane e grazie al suo coach inventato le rotazioni in un epoco in cui si giocava piatto o col taglio indietro. tra le altre cose era anche un atleta mostruoso.un ottocentisca di livello mondiale prestato alla racchetta

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  10. murillo

    17 dicembre 2012 alle 20:51

    1) non so se è già stato scritto, unico italiano, pietrangeli, mi pare 42esimo
    2) se il confronto federer borg va anche sotto l’aspetto mediatico, allora di sicuro borg sta davanti. Era ed è un’icona. Non soprattutto un’icona, a scanso di equivoci (tipo balotelli).
    Però anche agassi se sommiamo tecnica+vittorie+importanza storica/figura mediatica sta davanti a federer
    3) il fatto che federer abbia giocato contro nessuno non ha molto senso , sennò si va avanti all’infinito e tutto diventa opinabile
    4)il fatto che si sia ritirato a 27 anni è un minus non plus. Se giocava fino a 30 vinceva 20 slam? allora federer con metà della grinta di connors ne avrebbe vinto 40 approssimando per difetto… La longevità è un elemento per essere considerato tra i più grandi.

    Personalmente penso che il solo motivo per il quale federer non è considerato il più grande di sempre in maniera unanime , come avviene solo per jordan del basket per i pochi sport che conosco, è solo il fatto di non essere un personaggio

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  11. 4-3-3

    18 dicembre 2012 alle 09:24

    Strano atteggiamento quello di Tommasi, visto che conosce il tennis come pochi.
    Comprato lo stesso e per ora l’impressione sulla prima parte pugilistica è la medesima del direttore. Grazie alla sua “recensione” mi avvicinerò a quella tennistica con aspettative proporzionate.

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  12. Stefano Olivari

    18 dicembre 2012 alle 09:56

    @Alvaro Delmo: A tante cose, principalmente alla televisione e al maggior benessere della classe media (si potrebbe applicare lo stesso discorso allo sci). Borg è stato un grande nel momento giusto, ma oltrre a questo e alle vittorie è stato, come scritto nel bel libro di Folley, ”Il primo campione di tennis ad assomigliare a mio fratello invece che a mio padre”. @zoleddu: Vero. Non è stato l’inventore del rovescio a due mani, ma è stato il primo campione a imporlo come standard di insegnamento nelle scuole (io che la prima l’ho frequentata nel 1976 sono stato ‘rovinato’ per sempre). Quanto alle rotazioni in top, incredibile con quali racchette le facesse.@murillo: Sembra assurdo dirlo, ma Federer è sottovalutato per molti aspetti del suo gioco: primo fra tutti la fase difensiva, la migliore di tutti i tempi (ma anche nel prossimo millennio) per un giocatore così offensivo. Forse è solo che tutti, noi compresi, amano schiacciare il tasto della nostalgia e non riescono mai a godere pienamente del presente. A chi si lamentava dei Gaudio-Coria imporrei la visione di un qualsiasi Barazzutti-Higueras con la pallina che viaggiava tre metri sopra il net…@4-3-3: Forse si è semplicemente stancato di ripetere le stesse cose e vuole andare per forza contro quello che lui percepisce come senso comune, anche se non è che scrivere libri sia un’imposizione del medico.

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  13. spike

    18 dicembre 2012 alle 10:03

    @Stefano Olivari:

    io no :) . per me rogerio è di gran lunga il migliore.

    quando il tennis era attacco era Van Basten. quando hanno cambiato privilegiando la difesa è diventato Baresi. Unico.

    Su Borg, come detto con pallettaro non intendo sminuirne la tecnica, ma resta il fatto che il tocco di Mcenroe se lo sognava. ovviamente è questione di preferenze.

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  14. Dane

    18 dicembre 2012 alle 10:33

    Mah, io credo che discutere tra Borg e Federer sia come discutere tra Pelè e Maradona (e Garrincha, Di Stefano, etc…). Insomma, basta un po’ di soggettivismo e simpatia in più o in meno e si sposta l’ago della bilancia.
    Conta anche il “personaggismo”, certo, lo ricordavo nell’altro post in cui si parlava di classifiche mediatiche: Federer è un Van Basten, uno cioè che pensa a fare bene quello che deve fare, mentre Borg era un Gullit, a partire dai capelli lunghi imprigionati nella fascetta in fronte a metà strada tra un vichingo e un indiano Sioux.
    Più “tennista” lo svizzero, più “calciatore” lo svedese, si più discutere su chi fosse il più grande a patto di non farlo tramite leggi secolari del tipo “non c’è confronto!”
    Personalmente ritengo Sampras un mostro ingiocabile (qualcosa di simile a quello che è stato il Barça di Guardiola), anche se il mio preferito resterà sempre Yannick Noah: rivisto a settembre all’evento Le Coq Sportif in una condizione a metà strada tra Maradona e Califano ma con la classe di Alberto di Monaco…

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  15. Gianluca Cardinali

    18 dicembre 2012 alle 13:16

    intermezzo “pour parler”:

    Roger Federer – The Best Points of 2012

    Parte1
    http://youtu.be/b8a7qtiZPRE
    Parte2
    http://youtu.be/_jf8Ellx8hQ

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  16. leo

    18 dicembre 2012 alle 15:59

    Allora tecnicamente come federer non c’è stato nessuno prima, e probabilmente non ci sarà dopo. Ma se parliamo di più grande non è una scandalo prefergli laver, borg o anche Sampras. Mcenroe invece fa parte della categoria del gradino sotto, quello suo, di lendl, di nadal, agassi rosewall. Per quanto mi riguarda per trovare il mio preferito guga, bisogna scendere ancora qualche gradino… Becker, altro mio idolo, in che posiziopne sta?

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  17. Alvaro Delmo

    18 dicembre 2012 alle 19:27

    McEnroe è un giocatore a parte per vari motivi. Ho sempre avuto l’impressione che la racchetta fosse una sorta di continuazione del suo braccio e per me se si devono fare delle categorizzazioni lui sta bene da solo, non può essere paragonato ad altri. Sampras fortissimo, forse poco personaggio, praticamente perfetto. Tra l’altro da vedere un suo match di esibizione (per quello che può valere) proprio contro Federer… se parliamo di talento puro allora bisognerebbe anche citare gente come Leconte, giusto per fare un nome (poi sui risultati ottenuti è un discorso diverso…). Da capire se oggi c’è la stessa varietà di stili e situazioni di gioco che c’era almeno fino agli anni ’90.

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  18. spike

    18 dicembre 2012 alle 19:41

    @Alvaro Delmo:

    ecco Leconte era un altro che preferivo guardare. mille volte meglio lui che Wilander, sebbene i risultati dicano il contrario

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  19. Alvaro Delmo

    18 dicembre 2012 alle 20:07

    @spike: ecco bisogna anche pensare a quale giocatore uno ha voglia di vedere al di là dell’importanza della partita. Leconte faceva parte della categoria per cui ci si fermava a guardare la tv, in Italia uno così era Canè di cui abbiamo già parlato

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  20. spike

    18 dicembre 2012 alle 23:38

    @Alvaro Delmo:

    infatti la mia premessa era ” a mio insindacabile giudizio” :) so bene che ce n’erano tanti migliori di leconte, ma i suoi incontri erano uno spettacolo

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  21. leo

    19 dicembre 2012 alle 14:23

    Vabbe leconte è come dire nalbandian, mentre qui si parlava di campionissimi. Io adoro veder giocare haas ad es, però nei 50 non ci sta. Malisse quello che ho visto render meno di cio che poteva fare…

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  22. ricca

    19 dicembre 2012 alle 14:33

    divertente da vedere, Fabrice Santoro :-)

    tra i tecnici, tra i primi 5 ci deve stare per forza Edberg.

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  23. murillo

    19 dicembre 2012 alle 14:36

    anch’io penso che edberg debba stare per tecnica tra i primi 5… mio idolo adoloscenziale

    a me piaceva da matti guardare gattone mecir

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  24. murillo

    19 dicembre 2012 alle 14:39

    p.s.
    edberg l’ho sempre accostato per tecnica eleganza fisico tifo a van basten

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  25. leo

    19 dicembre 2012 alle 14:46

    Murillo ricca elegantissimo, ma dritto scarso. Tecnicamente è molto sottovalutato Lendl. Completissimo.
    Riscrivo i top perché mi son scordato qualcuno… a partire dall’ era open
    Prima fascia: laver federer borg sampras
    Seconda fascia: mcenroe nadal lendl connors Agassi rosewall
    Terza: becker djokovic (per ora) edberg nastase
    Quarta tantissimi da guga in giu

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  26. Luca Rotondi

    19 dicembre 2012 alle 18:15

    La mia personalissima classifica dal 1975 ad oggi redata tenendo conto dei seguenti fattori: vittorie, leadership, qualità avversari e qualità del tennis.
    Prima fascia (l’olimpo del tennis): Borg, Sampras, Federer.
    Seconda fascia (i grandi numeri 1): Connors, McEnroe, Lendl, Nadal.
    Terza fascia (i grandi numeri 2): Becker, Edberg, Djockovic
    Quarta fascia: Agassi e Wilander
    Sicuramente Laver entra nell’olimpo e probabilmente si assesta al 1° posto assoluto di tutti i tempi

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  27. Luca Rotondi

    19 dicembre 2012 alle 18:22

    leo
    Siamo quasi allineati. Non conosco benissimo Rosewall. Non condivido Agassi in seconda fascia. Finchè ha avuto avversari seri (Lendl, Wilander, Becker, Edberg) non ha vinto mai. Declinati questi e rimasto il solo Sampras ha comincato a vincere. Troppo comodo.
    Il mio migliore nel giorno migliore? Qui non ho dubbi. Sampras. In stato di grazia era in grado di portare il suo tennis ad un livello al quale neanche il migliore Federer poteva arrivare.

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  28. Lorenzo Zanirato

    20 dicembre 2012 alle 10:22

    Non sono d’accordo@Luca Rotondi: non mi trovi d’accordo sull’ultima frase. E’ federer che in giornata di grazia da’ un giro di pista a se’ stesso per livello. La completezza di Federer in tutti i colpi e’ semplicemente fuori categoria.

    Non mi trovo d’accordo neanche su Edberg come campione di tecnica. Con quel dritto fiacco fiacco e il rovescio piu’ in back che altro. Poi chiaro, a rete, o serve&volley, un disumano.

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  29. spike

    20 dicembre 2012 alle 10:44

    quello che poteva dare di più e s’è accontentanto è safin. in potenza un federer, s’è accontentato di soldi e belle donne, e hai detto cotica :)

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  30. Lorenzo Zanirato

    20 dicembre 2012 alle 11:00

    QT “s’è accontentato di soldi e tante tante tante belle donne, e hai detto cotica”

    Io se mai lo incontrassi gli stringo la mano. A prescindere.

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  31. spike

    20 dicembre 2012 alle 11:04

    @Lorenzo Zanirato:

    idem

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  32. Dane

    20 dicembre 2012 alle 11:19

    “Safin, qui vediamo sempre tante belle safinette ma per il momento nessuna fidanzata…”

    “Mah, finchè posso permettermelo le donne preferisco pagarle…”

    “Però così facendo cominciano a girare voci che tu paghi perchè passino la notte con te!”

    “Falso: non le pago perchè passino la notte con me ma perchè se ne vadano il mattino dopo…”

    Idolo assoluto.

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  33. leo

    20 dicembre 2012 alle 11:38

    All safin grande campione, ma poteva essere massimo un mcenroe (e stica!).
    Luca Agassi sotti wilander no, e nemmeno edberg. Però della seconda fascia è il meno forte. Eppoi non e un numero uno. Laver e rosewall gli ho messi perché le davano anche a quelli giovani, come federer con Murray e djoko. Su sampras più grande di tutti non mi convince il fatto che le ha prese di santa ragione da tutte le giovani leve.

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  34. Luca Rotondi

    20 dicembre 2012 alle 14:32

    Lorenzo Zanirato
    Ciao Lorenzo. D’accordissimo sul dritto fiacco di Edberg. Che è stato il grosso limite che gli ha impedito di diventare un numero uno assoluto a livello di Federer/Borg/Sampras. Ma il rovescio era semplicemente strepitoso. Secondo me il migliore rovescio di tutto il gruppo dei grandissinmi. E sapeva giocarlo perfettamente con tutte le rotazioni oltre che piatto.
    Riguardo a Federer/Sampras secondo me l’americano, volendo utilizzare una metafora automobilistica, è stata una macchina più sofisticata, meno affidabile, più difficile da settare e da mettere a punto ma quando tutto era a posto più veloce della macchina/Federer. Diciamo che lo svizzero è una fantastica potentissima ancorchè affidabile Porsche e l’americano una Ferrari che più frequentemente poteva andare fuori uso ma con ancor più cavalli sotto il cofano.

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  35. Luca Rotondi

    20 dicembre 2012 alle 14:39

    leo.
    Rimane però il fatto che finchè Lendl, Wilander, Becker, Edberg e lo stesso Courier hanno giocato ai loro livelli Agassi non ha vinto nulla di significativo tranne, se non vado errato, un master a New York.
    Sampras non lo do come numero uno assoluto (in questo senso forse Federer ha qualcosina in più) ma come il migliore nel giorno migliore. A tal proposito lessi proprio qui su indiscreto un articolo molto interessante che sosteneva che il numero uno di questa particolare classifica fosse Lew Hoad.

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  36. Alberto Ragni

    22 dicembre 2012 alle 15:42

    Secondo me il migliore nel giorno migliore è stato McEnroe. Anzi, il migliore nell’anno migliore, il 1984. Purtroppo lo si ricorda soprattutto per due sconfitte – Wimbledon contro Borg nonostante l’epico tie-break, e Parigi contro Lendl. Al secondo posto Federer (ma Sampras sull’erba).

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