Nessuno sapeva di Schwazer

Con il doping sembra impossibile avere un rapporto laico. Nel senso: Alex Schwazer si è dopato, ha sbagliato, sarà squalificato minimo due anni e quelli che non si sono dopati (o non sono stati trovati positivi ai controlli) continueranno a gareggiare in sua assenza. Invece sembra che l’onore dell’atletica italiana, del Coni, del Paese, sia stato tradito e distrutto per l’eternità dalla scelta di un atleta consapevole di quanto stesse facendo. Di suo, il campione olimpico di Pechino nella 50 chilometri, ci ha messo una reazione da ciclista professionista, con la stessa apparente serenità che abbiamo visto in tanti squalificati, da Basso a Contador, sorprendendoci ogni volta. Qualcosa del genere: ‘L’ho preso nel culo, ho rischiato sapendo quello che rischiavo e mi è andata male. Ripartirò non dopandomi o facendomi più furbo’. Con il corollario para-omertoso e po’ calcistico dell’aver fatto tutto da solo, sorprendendo (ah ah) anche medici, preparatori, dirigenti e allenatori che vivevano con lui a contatto quotidiano. Non è un caso che il suo ultimo allenatore, l’ex iridato Michele Didoni, sia caduto dalle nuvole e che il suo vecchio, Sandro Damilano, abbia subito precisato che con lui Schwazer era pulito. Quanto all’incredibile presidente della Fidal Arese, che due anni fa aveva detto che avrebbe gestito in prima persona gli atleti da medaglia olimpica (ormai nessuno, a questo punto), anche lui non sapeva e non immaginava. Era troppo concentrato nel lasciare a casa atleti con il minimo di partecipazione ai Giochi, forse. La cosa grave è che probabilmente è vero, Arese non sapeva e non immaginava. Detto questo, vale sempre il principio che un bambino debba essere educato dai genitori e non da Schwazer, da un calciatore o da un ciclista. Il temino sull’esempio da dare ai giovani no, per favore. Chi ha sbagliato deve pagare, senza pistolotti su pentimento e redenzione ma anche senza linciaggi.

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Pubblicato da il 7 agosto 2012. Nelle categorie Articoli,Atletica,Giochi Olimpici,Svegliarino. Puoi seguire ogni risposta a questo articolo attraverso il RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o fare un trackback di questo contenuto

31 commenti per Nessuno sapeva di Schwazer

  1. Leonto

    7 agosto 2012 alle 10:43

    Direttore applausi…
    Oltretutto apprendo che il reo confesso era nientepopodimeno in contatto con belzebu Ferrari…..e nessuno sapeva niente….
    La squalifica la dovrbbero dare anche a quelli che lo dovevano seguire, a vita in quel caso…..

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  2. Luke Holywater

    7 agosto 2012 alle 10:46

    …siamo alla collusione…. solo implicita?

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  3. Paperogha

    7 agosto 2012 alle 11:05

    Su ‘sta cosa di Ferrari ho dei dubbi. Nel senso, il Belzebu della medicina sportiva è così fesso da far prendere ad un suo “assistito” qualcosa che è stato beccato al primo controllo?
    La figura peggiore secondo me la sta facendo Petrucci che inzuppa il biscotto (e forse fa campagna elettorale per il Pagnozzi che gli sta stava seduto a fianco in conferenza stampa):”Non siamo degli eroi, non siamo dei fenomeni…”
    Non si preoccupi presidente, nessuno lo ha pensato nemmeno per un attimo

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  4. Paperogha

    7 agosto 2012 alle 11:08

    Aggiungo un’altra cosa, il fatto che Alex fosse praticamente l’unica speranza di medaglia per l’atletica italiana quanto ha pesato sulla psiche del ragazzo e sulle pressioni che ne ha ricevuto (sia che sia vera la versione “ho fatto tutto da solo” sia che invece sia verificata la responsabilità anche di altri), portandolo a decidere/accettare di prendere l’EPO?

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  5. Dane

    7 agosto 2012 alle 11:20

    Che Schwazer abbia fatto tutto da solo non è ovviamente credibile, però seguendo il ciclismo sono abituato a dichiarazioni ipocrite di facciata dei DS del tipo “mi sento tradito da un mio atleta come uomo e come professionista, dal punto di vista umano e sportivo…”.
    Le dichiarazioni di Didoni però mi sono parse un po’ più personali e livorose sinceramente, diciamo che se non erano sincere allora significa che c’è un accordo scritto che gli atleti firmano e con cui si impegnano a fare da capri espiatori una volta beccati altrimenti la recita è troppo grossa (e basterebbe che l’atleta parlasse per vendicarsi dello scaricabarile mediatico…).
    Certo è difficile credere che nessuno sapesse o si accorgesse di nulla (ci sono anche scompensi nel rendimento a causa di certe pratiche, eh?!), però non è la prima volta che un atleta va da un medico anche famoso per certe pratiche di propria iniziativa proprio perchè insoddisfatto del proprio staff…

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  6. Nicola

    7 agosto 2012 alle 11:21

    @Stefano: visto il tweet di 20 minuti fa, mi sa che mentana ti legge ;D

    ” Era troppo concentrato nel lasciare a casa atleti con il minimo di partecipazione ai Giochi, forse.”

    è l’unica parte dell’articolo che non mi trova in accordo. Non so che sta succedendo all’interno, ma penso che molti (magari non tutti) degli atleti lasciati a casa con il minimo erano in “odore di doping” e gli strani risultati del nuoto sono appunto… stranamente bassi; il fatto che Schwarzer sia stato fatto fuori da un controllo interno (cosa non molto pubblicizzata sui giornali) mi sta dando l’idea di un regolamento di conti/repulisti all’interno della federazione… chi sono i maggiori candidati alla successione a Petrucci? I presidenti di che federazioni?

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  7. Dane

    7 agosto 2012 alle 11:33

    @Direttore: interessante anche questo punto di vista: http://www.atleticanet.it/component/content/article/134-notizie/26677-alex-schwazer-sospeso-per-doping-ma-nessun-giornalista-gli-fa-la-domanda-giusta.html

    @Nicola: veramente il controllo è stato fatto dalla wada, la stessa che ha controllato Asafa Powell tre volte nell’ultimo mese, per dire. La verità è che l’Epo ormai te lo beccano anche guardando la provetta in controluce e che chiunque si rivolga al dottor Ferrari viene pedinato. E’ stato un suicidio, diciamocelo…

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  8. Paperogha

    7 agosto 2012 alle 11:33

    Nicola, Schwazer è stato fatto fuori da un controllo WADA non della federazione italiana

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  9. Nicola

    7 agosto 2012 alle 11:42

    @Paperogha: Si è vero, ma su segnalazione della procura di Padova alla quale alcuni atleti sono stati indicati dal Coni. Il Coni sapeva che c’erano atleti nel mirino dell’interpol: alcuni avevano subito le visite della wada altri ancora no. Poi, ammettiamolo, non tutti hanno una panic room dove nascondersi in caso ti arrivi a sorpresa la visita antidoping…

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  10. Paperogha

    7 agosto 2012 alle 11:57

    Non capisco Nicola.
    L’inerpol ha sotto osservazione alcuni atleti e lo dice al CONI anziché alla procura?
    Il CONI sa che ci sono degli atleti sotto osservazione e non fa dei controlli interni per verificare se questi sono dopati e iscrivendo comunque l’atleta all’Olimpiade?
    O meglio tu sottintendi che per alcuni questi controlli CONI sono stati fatti e per altri no.
    Non mi torna la tesi della vendetta del nuoto a scopo elettorale (anche perchè a fare il duro e puro in conferenza stampa c’era Pagnozzi)

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  11. Nicola

    7 agosto 2012 alle 12:19

    @Paperogha: le mie sono solo illazioni intendiamoci, metto solo in fila ciò che so e ciò che vedo, per le prime sono sicuro per le altre no.

    La procura di Padova indaga su Ferrari e viene coinvolta l’interpol visto che il nostro sembra aiutare atleti non solo italiani; viene coinvolta la WADA che da parte sua in previsione olimpica sta cominciando la serie di controlli a sorpresa più stringente che si ricordi negli ultimi tempi. Molti atleti vengono controllati alcuni sono stati beccati in flagrante come il tipo del pinguì o la Selsouli per dirne una, altri avevano valori anomali anche se non fuorilegge e nel dubbio sono stati lasciati a casa sia in italia che all’estero. Che una federazione combatta il doping mi sembra il minimo sindacale, ma a te in tutta sincerità, il CONI ti ha mai dato l’idea di una federazione che lotta contro il doping con la stessa perseveranza con cui la procura di Milano insegue Berlusconi? Ora molte federazioni tipo l’atletica hanno lasciato a casa atleti, altre hanno portato atleti non al top della forma. Non so i movimenti politici dietro Petrucci, ma il presidente di una federazione il cui atleta di punta risulta dopato può aspirare alla carica di presidente CONI? E uno che non ha vinto nessuna medaglia sperperando il lavoro di un quadriennio? E uno invece che non è presidente di una federazione, ma persegue il doping aiutando WADA e Interpol e rinunciando alla medaglia certa ma sporca pur di mantenere alto i valori etici dello sport? L’ultimo magari si…

    P.S.
    Petrucci, in conferenza stampa, sembrava trattenere a stento un bel sorriso…

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  12. Paperogha

    7 agosto 2012 alle 12:35

    Ma io sapevo che il duello per il CONI è tra pagnozzi e malagò per quello non mi tornava il complotto politico. Magari bisognava indebolire Arese per altre motivazioni.

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  13. Nicola

    7 agosto 2012 alle 12:42

    @Paperogha: per esempio un “se mi voti lavoro per la tua riconferma a dispetto dell’evidente tuo scarso lavoro come presidente di federazione”?

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  14. Paperogha

    7 agosto 2012 alle 12:48

    ora mi è più chiaro Nicola :-)
    Ma su una che a 47 anni va ancora in finale nel kayak non si dice nulla? Miracoli del pane e salame?

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  15. Nicola

    7 agosto 2012 alle 12:50

    @Paperogha: il kayak è notoriamente uno sport di tenuta mentale :D

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  16. GoogleUser30

    7 agosto 2012 alle 13:03

    a me dispiace molto moltissimo per Carolina. ricordo ancora quando da ragazzina raggiunse uno dei primi risultati e a domanda:”qual’è il campione sportivo che più ammira e che un giorno vorrebbe incontrare” rispose candidamente: Roger Federer

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  17. GoogleUser30

    7 agosto 2012 alle 13:03

    a me dispiace moltissimo per Carolina. ricordo ancora quando da ragazzina raggiunse uno dei primi risultati e a domanda:”qual’è il campione sportivo che più ammira e che un giorno vorrebbe incontrare” rispose candidamente: Roger Federer

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  18. francesco1974

    7 agosto 2012 alle 13:49

    Non toccatemi la Josefa per favore!!!

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  19. cuginostivi

    7 agosto 2012 alle 13:58

    Allontanate Monti dallo sport,
    dopo la finale dell’europeo il nostro grembiulino preferito si ripete: telefona e fà i complimenti a petrucci per i risultati e dopo un’ora viene sgamato uno dei pochi atleti di punta italiani.
    Menagramo d’un menagramo.

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  20. Vitale

    7 agosto 2012 alle 14:07

    Purtroppo mettendo solo insieme alcuni articoli delle ultime ore, possiamo mettere in dubbio tante belle imprese di queste olimpiadi.
    Ad esempio
    http://www.gazzetta.it/Olimpiadi/07-08-2012/marcavano-test-mirato-inchiesta-ferrari-c-anche-alex-912161758649.shtml
    e
    http://corrintoscana.myblog.it/archive/2012/06/29/londra-2012-parte-da-saint-moritz-la-rincorsa-di-valeria-str.html

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  21. 4-3-3

    8 agosto 2012 alle 00:48

    Giusto, è assurdo e grave che Arese non sapesse, che non fosse informato che l’unico nostro atleta da potenziale medaglia prendesse l’EPO, o, in alternativa, che non si fosse accorto che era andato di testa.
    Ed a poco vale la storia – adeguatamente rimarcata fin da subito – che era un solitario e si gestiva autonomamente: è un tesserato, deve rendere conto di ciò che fa.
    I linciaggi non servono, anzi sono dannosi, anche se in questo momento della storia patria avere il cattivo cui sparare è particolarmente utile (e infatti, la reazione della stampa è piuttosto indicativa).
    Il ragazzo ha sbagliato, si farà due anni e troverà un’altra strada nella vita (perchè il ritorno oggi sembra davvero improbabile), se ne sarà capace: altrimenti avremo un altro Pantani.
    Tutti quelli attorno a lui faranno i conti con la propria coscienza, compresa la mia adorata Carolina Kostner.
    La posiamo chiudere così ed andare avanti o dobbiamo crocifiggerlo per forza?

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  22. Dane

    8 agosto 2012 alle 00:54

    No, no, io crocifiggerei i vertici: o sono ipocriti conniventi o sono degli incompetenti. L’atleta al momento mi fa solo pena…..

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  23. Leonto

    8 agosto 2012 alle 01:00

    Anche a me fa fondamentalmente pena Dane.
    Pero mi piacerebbe tanto che aprisse bocca…

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  24. Paperogha

    8 agosto 2012 alle 01:09

    penso che aprendo bocca forse darebbe un senso a tutto ‘sto casino che ha combinato/gli è capitato.
    Sentendo il padre e lui nelle interviste di oggi non riesco a crocifiggerlo perché l’impressione è che sia finito in una cosa troppo grossa da gestire per la sua personalità. Che paghi e la si smetta lì senza farlo diventare il caso esemplare su cui sputare veleno per poter nascondere le magagne del sistema.

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  25. stefano

    8 agosto 2012 alle 14:00

  26. Arthur Dent

    8 agosto 2012 alle 17:13

    Copio incollo dal profilo FB di Saviano.Condivido la sua analisi.

    “Questa è la storia. Alex Schwazer aveva vinto. Da solo, allenandosi senza pace. A Pechino. Poi quell’oro iniziano a usarlo contro di lui, quando non vince il mondiale, quando si ferma. Hai vinto, pensi di aver dimostrato chi sei e invece no, tutti a dire: “Perché non vinci più?”. Mentre Schwazer piange, quasi gli scappa “Ero stanco di essere solo il fidanzato di…”. Ha una ragazza nota e i media lo schiacciano su questo. Ha poi valori ematici da anemico, gli allenamenti lo sfibrano e qui fa la peggiore scelta possibile: l’Epo. Si pompa, come dicono in gergo. Si dopa. Non basta mai quello che fai alla gente, e allora Alex vuole vincere di nuovo. Cerca la scorciatoia, vuole avere l’oro come crede di meritare, ma il suo sangue non lo aiuta più. Il corpo c’è, il sangue no. Così pensa che l’Epo gli possa dare quello che la natura gli sta togliendo. Vuole smettere di essere identificato solo come il fidanzato di Carolina Kostner, lui che è arrivato già a risultati incredibili. È debole, è fragile, fa l’idiozia di doparsi. Lo beccano. Ammette subito, si dispera, chiede scusa. Mentre i vertici sportivi, gli stessi da sempre, che vivono incredibilmente quasi come semplici spettatori inchieste tra le piu terribili, inchieste che mostrano quanto l’Italia abbia il calcio tra i piu corrotti al mondo, ebbene, quei vertici sportivi cercano di emendarsi additando Alex come il male, il peccato, il colpevole. Lo indicano come l’esempio sbagliato e ci si accanisce con il piacere tipico del vedere un vincente cadere, una vendetta che conforta la propria mediocrità. In un intero sistema marcio come quello italiano, l’errore idiota e colpevole di Schwazer diventa il pretesto per dare la colpa di tutto al singolo atleta. Perfetta fotografia del cortocircuito tra media affamati e sciacalli, dirigenze inadeguate e disumanità diffusa.”

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  27. jeremy

    8 agosto 2012 alle 17:24

    Arthur Dent, ma assolutamente no. Ci sono tanti atleti che vincono e perdono senza doparsi, passando dagli applausi ai fischi, senza per questo sentirsi schiacciati da qualcuno o da qualcosa. Con il metro che usa Saviano chiunque, per necessità delle circostanze, viri verso l’illegalità è da giustificare e compatire?

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  28. Arthur Dent

    8 agosto 2012 alle 17:55

    Assolutamente no,infatti io sono stato il primo a dire che il gesto va condannato e anche duramente.
    Ciò che condivido del discorso di Saviano è che Schwazer ha fatto una grandissima cazzata della quale deve pagare tutte le conseguenze del caso ma che non deve essere additato dai vertici (quelli che non sanno mai nulla) come l’unico colpevole di queste situazioni.
    Poi che per ogni errore grave ci sia un risvolto umano credo sia una cosa scontata e vale per gli sportivi come per chiunque.

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  29. jeremy

    8 agosto 2012 alle 18:00

    Ok anche io condivido il fatto che i vertici hanno avuto il capro espiatorio. E adesso avranno anche il ragazzo redento da rilanciare. Vedrai.

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  30. Dane

    8 agosto 2012 alle 18:28

    massì, gettiamo nel camino i burattini e teniamoci i Mangiafuoco…

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  31. el carbayón

    10 agosto 2012 alle 10:38

    ma perchè Saviano deve commentare TUTTO? cioè, tra qualche mese mi attendo da lui una fiera requisitoria sulle ricette della Clerici…

    (non ce l’ho con Dent o Jeremy, ci mancherebbe…)

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