Connelly duro ma non bollito

16 agosto 2012 | di

L’espressione ‘letture per l’estate’ ci fa venire in mente quelle persone che entrano in libreria e dopo qualche minuto guardingo chiedono ‘Vorrei qualcosa per una ragazza di 14 anni’. Eppure l’espressione ha un grande successo sia sui giornali che nelle cartelle stampa diffuse dai principali editori, che così autoretrocedono in serie B gran parte del proprio catalogo. E fra le ‘letture per l’estate’ molti recensori inseriscono quasi in automatico i romanzi di Michael Connelly, che hanno invece una costruzione tutt’altro che banale nonostante il sottogenere (del giallo) detective novel sia già stato esplorato in ogni direzione. Connelly è stato un giornalista, cronaca nera al Los Angeles Times, un passato che si avverte in ogni pagina per la precisione dei riferimenti e i frequenti ‘punti della situazione’ che aiutano il lettore a non perdersi fra i mille nomi pur senza arrivare alle vette dei Gialli Mondadori degli anni Settanta e Ottanta (quelli con i personaggi e i relativi ruoli nel libro spiegati all’inizio della storia). Connelly, specialmente nelle storie con protagonista Harry Bosch (l’altro suo grande personaggio è Mickey Haller), paga un tributo di ambientazione, spesso Los Angeles, e di psicologia dei personaggi a Chandler e al suo Marlowe, ma di suo mette un’evoluzione nel corso del romanzo che porta il lettore a cambiare i suoi pregiudizi e i suoi giudizi insieme quasi all’autore e al protagonista. Tutto questo al di là delle trame, quasi sempre riuscite, e di uno stile che rende l’hard boiled meno ridicolo e machista di tanti cattivi imitatori di Chandler, Hammett, o qualche piano più in basso,  Mickey Spillane. Consigliamo, senza originalità, di iniziare dal primo Connelly, ‘La memoria del topo’ (titolo originale ‘The Black Echo’), fra Vietnam, FBI, speranze perdute e un abbozzo di caratterizzazione che ricorda la storia personale di James Ellroy (ci riferiamo ovviamente alla morte della madre). Una lettura per tutto l’anno, anche se non sarà mai quella ‘di cui si parla’.

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About Stefano Olivari

Nato a Milano nel 1967, laureato alla Bocconi, dall'inizio degli anni Novanta si occupa di sport, economia e cultura pop. Come giornalista professionista ha lavorato per la Voce, Repubblica, Tuttosport, Mediaset, Tre, Ansa, Calciatori.com, Rai, Guerin Sportivo, il Giornale ma soprattutto Indiscreto di cui è direttore ed editore. Ha scritto tre libri e ne ha prodotti otto. Gli piacciono la pallacanestro, la letteratura, gli animali e le scommesse. Vorrebbe vivere negli anni Ottanta.

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12 Commenti a Connelly duro ma non bollito

  1. ricca

    16 agosto 2012 at 14:14

    Nel mio piccolo consiglio la lettura del bravissimo scrittore giallista napoletano Maurizio de Giovanni con il suo commissario Ricciardi e la Napoli degli anni 30 raccontata attraverso i singoli delitti e conseguenti indagini, e con sfondo le stagioni dell’ anno (una per ogni libro) che segnano il contesto non soli climatico delle vicende dei protagonisti. Tutt’altro stile e specie (all interno del genere giallo) rispetto all’oggetto del post, ma comunque meritevole… :-)

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  2. Andrea

    16 agosto 2012 at 16:01

    questa estate consiglio la ristampa di “007 -- Casinò Royale” della Adelphi.

    Libro troppo sottovalutato (anche da me prima che lo comprassi)!

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  3. TheseD

    16 agosto 2012 at 16:28

    Sul genere giallo ma con profondità di tutti i personaggi, consiglio vivamente i tre libri di Camilla Lackberg fin qui usciti in Italia…

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  4. frankmorris

    16 agosto 2012 at 19:08

    Grande Connelly, ho da poco finito di rileggere Il Ragno e mi è venuta voglia di fare un ripasso della serie Harry Bosch…
    Consigli per l’estate? Tra gli autori italiani, Gianni Biondillo con il suo Ispettore Ferraro del commissariato di Quarto Oggiaro, periferia nord di Milano. Libri con ottime trame, divertenti, ironici e con personaggi descritti veramente bene.

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  5. Dane

    17 agosto 2012 at 14:33

    Come giallo per l’estate niente di meglio di Pepe Carvalho, per quanto inflazionato.
    Cambiando genere consiglio a chi non l’avesse ancora letto “Il campione e il bandito”, la storia di Girardengo e Pollastro, mirabile principalmente per la descrizione degli scenari dell’epoca.
    Per lo svago puro e semplice invece inarrivabili le “bandes dessinées” di Gaston Lagaffe, miglior fumetto umostico della storia (occhio a non far figuracce con mezza spiaggia che vi guarda perplessi mentre vi piegate in due dal ridere da soli…).
    Direttore, tornando agli affari: ho scaricato l’app Kindle per il tablet, “Il Teppista” mi conviene comprarlo da Amazon o da Book Republic?!…

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  6. Stefano Olivari

    17 agosto 2012 at 16:42

    @Dane: Dove costa meno!!! Non è una risposta semplicistica, perché il prezzo cambia (non governato da me, ma dalla piattaforma che vende) a seconda del fatto che ci siano o meno promozioni quel giorno per quel dato genere, quel dato argomento, eccetera…personalmente, a parità di prezzo, sono pro Kindle, ma è una questione di pelle…

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  7. Dane

    17 agosto 2012 at 22:33

    Ah, io ne facevo più che altro una questione di formati (mi pareva che BR avesse un pacchetto formati più completo…), per il prezzo mi pareva si attestassero tutti e due su un terzo del cartaceo…..
    Vabbe’, domani prima di partire darò un occhiata…… ;-)

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  8. Dane

    19 agosto 2012 at 23:41

    Alla fine ho optato per Book Republic perché mi dava un formato eventualmente convertibile. Non so se anche questa sia una scelta che valga un voto negativo, comunque tant’è….. ;-)

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  9. Dane

    20 agosto 2012 at 22:00

    Cominciato a leggere il teppista, decisamente interessante……se qualcuno ha da consigliare un ebook reader che mostri le pagine affiancate sul tablet lo ringrazio molto…..;-)

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  10. Tani Rex

    21 agosto 2012 at 05:59

    Ma vaffanculo, va! Ma cazzo c’hai da mettere il menouno. Poraccio che non sei altro. Ma farti ‘na sega ogni tanto…

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  11. Dane

    26 agosto 2012 at 13:11

    Tani, “resto sempre affascinato dagli abissi della mente umana” (cit.)
    Ma hai visto quei fenomeni che han messo meno a Transumante solo perché ha osato chiedere dritte su Singapore?!…
    Vabbe però anche tu risparmiaci “la litania gnè gnè gnè ripetuta fino allo sfinimento”… :-D
    Tornando al libro devo dire che proseguendo con la lettura mi convince sempre meno: al di là del tono agiografico dell’ autore (meno male che almeno il titolo è “il teppista” e non “un eroe incompreso”…) e della “romanzazione” ai limiti del grottesco (manca solo la kriptonite…), la presentazione pareva promettere l’abbattimento dei luoghi comuni di giornalisti cattivoni, polizia fascista e popolo bue sugli ultras che invece al momento paiono perfettamente confermati.
    Sicuramente interessante, forse in maniera diversa rispetto agli intenti…

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  12. leo

    27 agosto 2012 at 16:43

    In ritardissimo consiglio Ian Rankin per il poliziesco reale e gli amanti della Scozia, e l’inflazionatissimo Grangé per la roba forte.

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