La sfortuna di Borsellino

Paolo Borsellino ha avuto grandi meriti e grandi sfortune. Di queste ultime fa parte anche l’essere stato ucciso da mafia e politici del quieto vivere il 19 luglio. Ma non lo sapeva, Borsellino, che già da fine maggio quasi tutti i grandi programmi di cosiddetto approfondimento sono in vacanza e poi, nella migliore delle ipotesi, propongono sbobba registrata? Molto meglio è andata a Giovanni Falcone, il 23 maggio il circo delle commemorazioni funziona meglio e si suda anche meno. Scherziamo su due eroi italiani, mentre non scherzavano i politici pugliesi che due mesi fa proponevano di cambiare nome alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi, come pretesto per dire che è uno scandalo che solo La Sette fra i canali generalisti si sia sentita di dedicare un programma in prima serata al magistrato palermitano. Mediaset ha risolto con una fiction in replica, la Rai zero assoluto. Per tre ore Enrico Mentana, con ospiti interessanti ma che non bucavano il video (l’ex ministro Mannino, Lillo del Fatto e Battista del Corsera), ha tenuto desta l’attenzione con le interviste più vicine a quel 19 luglio 1992, utili ripassi sui cambi di versione dei pentiti e soprattutto sulla travagliata storia del 41 bis (o della sua applicazione), in pratica la legge sulla carcerazione speciale per determinate categorie di criminali (nel caso i mafiosi), i cui veleni sono arrivati fino ai giorni nostri con l’indagine sulla trattativa fra stato e mafia dopo quel 1992, con a margine la penosa figura fatta da Napolitano e dai costituzionalisti di complemento nella vicenda delle intercettazioni. Non essendo esperti di mafia e in definitiva di niente, cosa volevamo dire? Che i singoli giornalisti hanno il diritto di andare in vacanza, ma le loro aziende no. Per quattro mesi l’informazione televisiva per la grande massa delle persone, quelle che come primi sette canali hanno RaiUno-RaiDue-RaiTre-Retequattro-CanaleCinque-ItaliaUno-LaSette (non siamo snob, anche la nostra numerazione è questa e siamo troppo pigri per cambiarla), di fatto si riduce alla stanca liturgia dei telegiornali e al loro rifugiarsi nelle notizie dall’estero fra il pastone politico e la gara di acquagym. Omaggiato in questo modo Borsellino, uno che (come Falcone) dovette pagare il conto di vitto e alloggio all’Asinara dove si era auto-recluso per scrivere l’istruttoria del Maxiprocesso, chissà come la televisione italiana analizzerà e approfondirà il disastro finanziario di agosto. Magari a ottobre, non prima, Vespa proporrà un plastico delle nostre case: spaccate in due, visto che potrebbero vale la metà.

Stefano Olivari. 20 luglio 2012

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22 commenti per La sfortuna di Borsellino

  1. Caizzi

    20 luglio 2012 alle 17:21

    “con a margine la penosa figura fatta da Napolitano e dai costituzionalisti di complemento nella vicenda delle intercettazioni”.

    Grazie

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  2. Vi

    20 luglio 2012 alle 17:31

    Doveva pubblicarlo oggi il Corsera, pezzi come questo dovresti mandarli a qualche giornale online “sveglio” (Linkiesta, Giornalettismo).

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  3. spike

    20 luglio 2012 alle 17:51

    ottimo post. mi associo a vi e lancio una provocazione. visto il livello dell’informazione, soprattutto raiset forse è meglio che vanno in vacanza.
    ps:
    il fatto che la rai non abbia trasmesso nulla su borsellino, è un ennesima ragione per venderla subito.

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  4. pendagliodaforca

    20 luglio 2012 alle 18:07

    poi uno si domanda perchè legge indiscreto…

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  5. Arthur Dent

    20 luglio 2012 alle 18:13

    @spike poteva andare peggio,potevano far fare uno speciale su Borsellino a D’Amico e Collovati magari affiancati da Giancarlo Magalli….. e sappiamo che in rai sarebbero capaci anche di questo.

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  6. ricca

    20 luglio 2012 alle 18:15

    grande Direttore.
    Accolgo la provocazione di spike: meglio che siano andati in vacanza.
    E sarebbe meglio che andassero in vacanza per un bel pezzo quei tanti giornalisti e politici che ormai usano/espongono (strumentalmente, perchè a propria difesa) come un feticcio l’attuale inquilino del Quirinale.

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  7. vincenzo

    20 luglio 2012 alle 18:16

    Lo speciale lo hanno fatto su Rai Uno ed è andato in onda domenica scorsa…peccato che lo abbiano piazzato al solito orario della minchia, cioè alle 23:30.

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  8. Italo Muti

    20 luglio 2012 alle 18:25

    Il nostro caro leader ai massimi livelli. Indiscreto senza calcio vince a mani basse contro chiunque.
    io ho visto 10 minuti del programma di mitraglia poi ho cambiato. Non puoi onorare Borsellino e non dire nulla sulle vere cause della sua morte.
    I giornalisti italiani? Ma ci sono?
    Olivari e’ grande e antonero e’ il suo profeta :)

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  9. pendagliodaforca

    20 luglio 2012 alle 18:39

    @ vincenzo
    beh sicuramente prima ci sarà stato il festival della marchetta condotto da carlo conti dalla ridente località x sullo splendido mare y con sfilata di gnocche assortite e pezzi immortali cantanti da salme riesumate per l’occasione. Ma il canone è una tassa ed è giusto pagarlo…

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  10. raimondo64

    20 luglio 2012 alle 18:44

    grazie di cuore per il post. Difficile leggere altrove certe cose.
    Grazie ancora
    Raimondo

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  11. Ekstrom

    20 luglio 2012 alle 19:06

    In linea generale condivido l’articolo, a ci aggiungo il carico da 11.
    Nel senso che i “ventennali” mi attirano poco, preferisco meno “special”, ma un insegnamento quotidiano ai giovani ad essere nella loro vita fedeli a quel rigore morale rappresentato da persone come Falcone e Borsellino.
    Ma soprattutto ricordarsi tutti i giorni tutti quegli eroi laici che hanno pagato con la vita la loro integrità e fedeltà alle istituzioni.
    Nel mio caso, non c’è bisogno di ventennali per ricordare persone come Giorgio Ambrosoli che vorrei fosse studiato nelle scuole ogni giorno.
    E se posso aggiungerne uno meno noto, vorrei ricordare anche Fulvio Croce, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino, ucciso nel 1977 dalle B.R.

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  12. jeremy

    20 luglio 2012 alle 19:20

    Ekstroem, mi dai la possibilità d vestire gli abiti del cinico, che mi stan sempre molto bene. Borsellino e Falcone sapevano a cosa andavano incontro da quando iniziarono a fare i magistrati. Diciamo che avevano la stessa indole del poliziotto o del soldato al fronte: ci fai il callo alla morte e magari ci speri pure che ti facciano saltare in aria, per passare in eterno ai posteri. Ambrosoli no, Ambrosoli è l’eroe vero, civile, senza mostrine, senza spirito di Stato, uno come noi, uno nominato in un incarico difficile, che di fronte alle minacce di morte decide di fare il proprio lavoro, con coscienza. Avrebbe potuto mollare, non aveva nessun senso dello Stato e non nessuna missione al servizio della comunità (magistrati, poliziotti, giornalisti), stava liquidando una società come fanno tanti professionisti ogni giorno. Ambrosoli è l’esempio per tutti, perchè è colui che ogni giorno, nel proprio lavoro, si comporta come dovrebbe comportarsi. L’esempio tramite il quale non avremmo avuto bisogno di Falcone e Borsellino.

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  13. transumante

    20 luglio 2012 alle 20:47

    Borsellino oggi sarebbe una toga rossa sotto indagine del csm, che speciali volete che facciano?

    Jeremy: credo che nessuno voglia fare l’eroe e auspichi di saltar in aria con moglie e scorta. Ingroia preferisce il guatemala

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  14. Ekstrom

    20 luglio 2012 alle 21:26

    @Jeremy
    Il senso del mio discorso andava più o meno in quella direzione, anche se anch’io non credo che F&B abbiano cercato i posteri..
    Ambrosoli lo ricordo per la sua dimensione più vicina al nostro quotidiano, perché ha sempre rappresentato il concetto di naturalità/quotidianità del rigore morale e dell’ integrità.
    Faceva cose che noi potremmo trovarci a fare nelle nostre professioni, magari l’abbiamo anche già fatto, attività che già di loro ci fanno stare un po’ sulle spine per l’estrema difficoltà che richiedono (pensa escludere da un fallimento un grosso creditore, o escludere magari una grossa ditta da un appalto e così via, non tremano i polsi?..)
    E in questo lo descrive benissimo il figlio nel libro “qualunque cosa succeda”..
    Ci tengo sempre a ricordarlo perché, sarà una provocazione, ma vorrei che la nostra Costituzione avesse come art. 1 la famosa lettera.
    Soprattutto un passaggio, quello in cui dice che svolgendo quell’incarico ha colto un’occasione per fare politica per il paese.
    Questo mi piace. Se facciamo il nostro lavoro con serietà, soprattutto in un incarico di responsabilità che coinvolge la sfera della comunità noi facciamo politica, perché siamo servitori dello Stato..
    Come lo sono stati anche Falcone e Borsellino..

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  15. jeremy

    20 luglio 2012 alle 22:08

    transumante, eks sicuramente no come sicuramente avevano già fatto il conto che avrebbero potuto saltare in aria in qualsiasi momento. E lo avevano accettato.

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  16. Italo Muti

    20 luglio 2012 alle 23:39

    e vedere chi li aveva denigrati e combattuti, partecipare al ricordo, è sempre maledettamente seccante…..

    Eks, aggiungerei anche Alessandrini, ucciso in viale Umbria….

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  17. MB

    23 luglio 2012 alle 10:48

    A proposito ma sulla bomba alla scuola di Brindisi non si è più saputo nulla?
    Trovato un colpevole reo confesso che diceva di non sapere bene perché l’ha fatto, la cosa si è chiusa lì….mah.

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  18. Dane

    23 luglio 2012 alle 13:53

    @Direttore, però per Piazza Alimonda i media non erano in ferie…

    @Eks, grazie per il ricordo di Croce, io ho rivisto recentemente il DVD sul suo caso che l’Ordine degli Avvocati di Milano regala al giuramento…

    @Jeremy, sei ad un passo dal “se la sono cercata”…

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  19. cuginostivi

    23 luglio 2012 alle 15:58

    Uff che noia questa storia della svalutazione, tra poco si parlerà anche di iperinflazione e siamo apposto, tanto dal “FATE PRESTO” ad oggi cosa è cambiato? il vero plastico, quello della forca è già bello e sistemato….

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  20. Un Gobbo

    23 luglio 2012 alle 16:09

    Solo una cosa.
    Mi pare di ricordare che Borsellino non si auto-recluse all’Asinara. Anzi,non voleva andarci perchè mi pare sorsero problemi con la figlia.
    Cambia poco,ma aggiunge un pizzicho di schifo in più alla vicenda : non voleva andarci,fu costretto a farlo,e gli fecero pagare le spese.

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  21. jeremy

    23 luglio 2012 alle 16:20

    Dane, ma infatti il mio discorso è al limite: tra dire “se la sono cercata” e dire “sapevano a cosa andavano incontro” la differenza è sottilissima.

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  22. Dane

    24 luglio 2012 alle 01:30

    Jeremy, non c’è nessuna differenza tra Borsellino&Falcone e Ambrosoli e se avessi letto i diari di quest’ultimo o avessi ascoltato le testimonianze di moglie e colleghi lo capiresti. La tua distinzione tra la consapevolezza degli uni e l’eroismo dell’altro è insostenibile, così come dire che Ambrosoli curava solo la liquidazione di una società é ridicolo.
    Anche per bocca dello stesso Ambrosoli…..

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