Il vero volto di James Bond

Il primo film ispirato ai romanzi di Ian Fleming dedicati all’agente segreto britannico James Bond uscì nel 1962. Il titolo italiano era Licenza di uccidere (in inglese Dr. No), capostipite di una saga di successo durata per 50 anni fino ai giorni nostri, con un avvicendarsi di attori nel ruolo di 007.

Si parte ovviamente con Sean Connery, fino ad allora piuttosto sconosciuto e che diventò rapidamente famoso grazie a questi lavori. Per molti è lui l’unico e inimitabile dicitore della frase “il mio nome è Bond, James Bond”, doppiato – così come alcuni suoi successori  - magistralmente da Pino Locchi.

In realtà la scelta di Connery non fu la prima dei produttori, poiché vennero presi in considerazione diversi candidati da Cary Grant a Roger Moore passando per David Niven. Un paio di questi lo interpretarono dopo qualche anno ma a spuntarla all’epoca fu alla fine il bruno trentaduenne scozzese che, sigaretta tra le labbra, si presentò al pubblico mentre giocava allo Chemin de Fer.

Amore a prima vista con gli spettatori (e le cosiddette bond girl) e nascita di un mito. Per cinque volte di seguito – dal 1962 al 1967 – Connery portò quindi sul grande schermo il personaggio di Fleming con buona lena, ironia e azione. Il migliore di questo periodo per noi è Missione Goldfinger, anche grazie al suo straordinario avversario interpretato dal tedesco Gert Fröbe, per l’occasione non membro o capo della fantomatica SPECTRE. A seguire in graduatoria il lungo e cupo nelle sue parti sottomarine Thunderball: Operazione tuono, con un Adolfo Celi d’annata.

A succedere a Connery, temporaneamente, fu l’australiano George Lazenby in quello che è probabilmente uno dei capolavori della serie, ossia Al servizio segreto di sua maestà del 1969. Bella storia, personaggio più simile caratterialmente a quello letterario, ambientazione affascinante, Blofeld doc (Telly Savalas). C’era tutto in questa produzione per far sì che a Lazenby potesse essere data anche una seconda occasione, ma alla fine rientrò a furor di popolo un Connery ultraquarantenne tuffatosi direttamente in Una cascata di diamanti (1972).

Noi riteniamo che fu una scelta sbagliata, parzialmente corretta con l’avvento di Roger Moore, capace di portare di par suo l’humour inglese ai massimi livelli in ben sette film. In questo caso il top è rappresentato da La spia che mi amava (1977), quello della mitica Lotus sottomarina, con l’attore londinese che è comunque riuscito a non far dimenticare Connery nell’immaginario collettivo. Più volte del resto siamo stati partecipi di discussioni su chi fosse tra i due il vero James Bond…

Ormai oltre il limite d’età credibile, Moore lasciò il testimone a Timothy Dalton che durò solo due film – usciti nel 1987 e 1989 – senza riuscire a stregare veramente il pubblico, pur fornendo una caratterizzazione molto personale di 007, a differenza dell’irlandese Pierce Brosnan. Quest’ultimo ha di fatto dato nuova vita alla saga con una serie di film spettacolari (dal 1995 al 2002) che però secondo noi hanno solo a tratti ripetuto quella formula che – al di là dei nomi e del tema – ti faceva esclamare “finalmente James Bond”, confondendosi invece sostanzialmente con uno dei tanti lungometraggi di azione che Hollywood sforna ogni anno. Ecco un po’ di magia in più è tornata secondo noi con Casino Royale del 2006, e il volto poco noto ma azzeccato di Daniel Craig. Qualcuno però magari storcerà il naso…

Alvaro Delmo, 20 luglio 2012

Chi è stato il miglior 007?

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13 commenti per Il vero volto di James Bond

  1. Stefano Olivari

    20 luglio 2012 alle 11:27

    Fra l’altro i libri di Ian Fleming, che sono sempre stati considerati romanzetti (meglio i film, decisamente), adesso sono pubblicati da Adelphi. E’ proprio vero che si rivaluta tutto…

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  2. transumante

    20 luglio 2012 alle 11:35

    Come sonnifero, meglio della formula uno!

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  3. ricca

    20 luglio 2012 alle 13:58

    a me l’interpretazione di Craig piace molto (mi sembra un Bond diverso, più dark) e Casino Royale lo considero uno dei migliori film della saga.
    Poi sì, in assoluto, Sean è impareggiabile

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  4. Ekstrom

    20 luglio 2012 alle 16:06

    Bellissimo articolo!!

    Credo di avere un trasporto e un’adorazione per la mitica saga che è pari a quella di molti verso Star Trek o Star Wars.
    La considero un po’ come per Asterix e Obelix che a distanza di decenni rileggo in continuazione, anche se so già come vanno a finire, perché ogni volta si coglie un particolare mai visto prima, una citazione o un cammeo..

    E lo stesso per Bond..

    E così butto giù due cose sparse..

    Partiamo dai “cattivi” che effettivamente sono stati spesso signori attori, da Christopher Lee, Adolfo Celi, Curd Jurgens, Lotte Lenya, Donald Pleasance, il giovane Christopher Walken e ci metterei anche Robert Davi che da qualche parte avevo letto fece il doppio ruolo (“007 – Licence to kill” – Vendetta privata) di “cattivo” e stuntmen di Dalton..

    Sui personaggi storici, mi spiace che si siano persi un po’ certi siparietti con la scomparsa di Lois Maxwell (Moneypenny) e dell’attore che impersonava Q per oltre 30 anni..
    Su Moneypenny perché mi piaceva molto lo scambio iniziale di battute tra lei e Bond e mi immaginavo sempre questa segretaria di mezz’età che tornava a casa con marito e figli senza che pensasse davvero a un idillio con 007..
    Quindi non c’è bisogno di dire che il sogno in cui Pearce Brosnan pare corrisponderla non l’ho mai apprezzato da “purista”..
    Per Q, mi ero sempre chiesto per quanto tempo avremmo potuto goderci l’attore che lo ha impersonato sino al penultimo film (lo credevo abbastanza anziano) e credo sia facile immaginare che reazione avrò avuto al vedere (non ricordo il film) una strana scena con John Cleese presentato da lui stesso come nipote..
    E poi vedere John Cleese al suo posto nel film successivo.
    Ma pare che la scena non fosse stata congegnata in quel senso e che non vi fosse l’intenzione di sostituire l’attore che impersonava Q.

    Sui film il mio preferito resta Thunderball, anche se metterei sul podio Si vive solo due volte per la storia quasi ai confini della fantascienza (e la presenza della giacca con motore a propulsione).

    Una curiosità me la pone la traduzione italiana di qualche titolo. Es. il famoso “Licenza di uccidere” corrispose al titolo originale del secondo film di Dalton, con necessità di virata in italiano (e divenne “vendetta privata”).

    Sul periodo di Roger Moore, qualche riserva su alcune trame, sicuramente ho capito poco la presenza del personaggio dello squalo, soprattutto in Moonraker.
    Il migliore di quel periodo, direi “Solo per i tuoi occhi”, se non altro per la scena della scalata sulla Meteora..

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  5. Poli

    20 luglio 2012 alle 18:31

    A me Octopussy è sempre piacuto parecchio (sempre con Moore..)

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  6. Ekstrom

    20 luglio 2012 alle 21:50

    Ah, Alvaro, visto che immagino da questo tasto ci sentirai molto bene :-D , non dimentico le canzoni lanciate dai film nei vari anni..
    Questa la mia top 5
    5° Goldfinger
    4° Goldeneye
    3° Live and let die
    2° A Wiew to a kill
    1° Living Daylights

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  7. Alvaro Delmo

    20 luglio 2012 alle 23:37

    @Ekstrom: grazie per il contributo. Effettivamente sullo 007 cinematografico ci sarebbero molte cose da dire. Intanto fu Lois Maxwell a scegliere di interpretare Moneypenny (l’alternativa era il ruolo di Sylvia Trench). E fu una scelta azzeccata considerato che durò molto a lungo. Visto che hai parlato di Thunderball da sottolineare che ne fu fatto anche un remake con Connery intitolato Mai dire mai, spesso non citato in quanto al di fuori della saga ufficiale. Approposito di Connery chissà come sarebbe andata la sua carriera se Cary Grant o Roger Moore avessero accettato o potuto girare Dr.No… Il discorso canzoni meriterebbe un post a parte in ogni caso Goldfinger per me le batte tutte. Anche Licence to Kill si posiziona bene come A view to a kill e Goldeneye.

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  8. Andrea

    21 luglio 2012 alle 06:34

    wow non sono il solo fan di bond indiscretino! :D

    adoro d’estate quando la rai fa le maratone dei suoi film, sempre meglio che replicare le fiction merdose italiane!

    cmq Alvaro a quanto pare ha omesso i Bond non ufficiali, compreso il remake di Thunderbolt “Never Say Never Again” o il secondo Casinò Royale (il primo è un film tv americano dove Bond è un agente CIA) dove Bond è David Niven e c’è anche un giovanissimo Woody Allen, ed infine il tributo della serie “Alfred Hitchcock Hour” dove a riprendere i panni dell’agente segreto (che per motivi di diritti non viene mai chiamato James Bond, ma sempre interrotto al momento di dire il cognome) c’è un redivivo George Lazenby!

    Come film ho amato tantissimo quelli di Connery, con Goldfinger uber alles e chissà cosa sarebbe uscito se avesse girato anche “Al Servizio segreto di sua maestà”, indubbiamente uno dei film dalla sceneggiatura migliore rovinato da un Lazenby poco espressivo…

    Con Roger Moore si scade nella commediaccia che poi sarà parodiata all’infinito in futuro con i vari Austin Powers (una scena su tutte: la morte di Blofeld nel prologo di “Solo per i tuoi occhi”. ok ne avete perso i diritti e non potete più usarlo, ma sentire uno dei grandi cattivi del cinema implorare Bond di non ucciderlo e di cercare di corromperlo con “una catena di supermercati” è stata la pietra tombale della serie!), mentre il migliore credo sia quello che replicano questa sera “La Spia Che Mi Amava” e forse i 2 crepuscolari (zona pericolo e octopussy che hanno smarrito la comicità inconsapevole degli anni 70).

    Dalton è durato poco per valutarlo davvero, un JB più serioso e meno ironico, un primo tentativo di renderlo meno macchietta non completamente riuscito però.

    Brosman torna al JB di Connery adattandolo agli anni 90: GoldenEye capolavoro tra i primi 3 della saga (e il suo videogioco ha ridefinito il concetto di sparatutto in 3^ persona, essendo quasi 20 anni dopo ancora la pietra di paragone per tutti i giochi di genere), gli altri procedono su alti e bassi anche se il livello è alto ma sono più action che film di spie (il top rimane il primo “Mission Impossible” di Di Palma).

    Craig ottimo esordio e buon reboot alla saga, con uno 007 più spiccio e non ancora formato, ma il successivo “A Quantum of Solace” onestamente ha annoiato come pochi film della saga… aspettiamo il prossimo!

    PS: avete visto il nuovo Q della generazione “The Big Bang Theory”? io ci sono rimasto malissimo! :(

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  9. Alvaro Delmo

    21 luglio 2012 alle 17:19

    @Andrea: Lazenby a me invece piace proprio per la sua maschera. Gran film il suo, anche per la presenza di Dianne Rigg…. Mai dire mai l’ho ripreso in un commento comunque la saga ufficiale rimane inimitabile…. Che dire invece dei film di spionaggio nati sull’onda del successo di James Bond come ad esempio gli italiani Agente 777?

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  10. Ekstrom

    21 luglio 2012 alle 18:39

    Al Servizio segreto è una piccola incompiuta, e concordo anch’io che a Lazemby avrebbero potuto dare un’altra occasione.
    Sicuramente lo piazzo più in alto di Pierce Brosnan e Timorhy Dalton.
    Preciso che Brosnan mi è piaciuto, ma lo trovo perfetto per un ruolo d’azione pura, Bond è un mix azione-seduzione, ruolo che per me calzava meglio in Connery, Moore e Lazemby.

    Credo che Moore sia stato un perfetto Bond, ma nel contest ho votato Connery.
    Il Santo era un ottimo 007, ma non mi hanno convinto del tutto i copioni dei relativi film (su questo concordo con Andrea).
    Per es., non ho capito per quale ragione erano previsti siparietti o scenette che non ricordavo nell’era Connery e non ho mai più visto dopo, come la presenza del turista americano in “L’uomo dalla pistola d’oro” (e sbaglio o compare anche in un secondo film? Me lo sogno o c’è un altro film dove un tizio lo chiama sempre “ciao Jimbo”?), lo “squalo”, come già detto prima (soprattutto la scena di Moonraker dove s’innamora..), e dulcis in fundo, la scena del(la) Premier Britannica che parla con JB alla fine di “Solo per i tuoi occhi”..

    Never say never non l’avevo mai inquadrato appieno.
    Devo dire che però lo salvo perché è stato il mio primo Bond. Ho scoperto la saga guardando in tv una dei primi passaggi televisivi e l’imprinting è stata la scena dei missili che volano sul Mont Saint Michel..
    Se ci pensate, ogni Bond, almeno dei primi tempi, ha delle scene spettacolari, con un utilizzo combinato di musica e inquadrature, senza necessità di particolari effetti speciali.
    Per esempio, il primo film con la scena in cui Bond si presenta e quella della vedova nera; in Goldfinger la scena della ragazza ricoperta d’oro o in quello di Lazemby ricordo una memorabile fuga con telecamera posta poco sopra gli sci..

    Poi c’è il capitolo delle Bondgirl, ma qui mi fermo :-D

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  11. Andrea

    21 luglio 2012 alle 20:02

    @Ekstrom: la presenza del turista americano in “L’uomo dalla pistola d’oro” (e sbaglio o compare anche in un secondo film? Me lo sogno o c’è un altro film dove un tizio lo chiama sempre “ciao Jimbo”?),

    lo sceriffo della Louisiana J.W. Pepper (Clifton James) stavolta in compagnia della moglie, era già apparso in “Vivi e lascia morire”

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  12. ricca

    23 novembre 2012 alle 15:24

    visto skyfall.
    una delusione totale: trama debolissima, effetti speciali pessimi (si vedeva benissimo che le corse in macchina venivano riprodotte con la velocizzazione della scena), nessuna trovata fuori dagli schemi, lato femminile sotto zero o quasi, Craig a disagio nel dover interpretare un Bond invecchiato e ai tempi della crisi.
    Se non hanno più voglia che smettessero di farlo, no?

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  13. Andrea

    23 novembre 2012 alle 16:10

    a me è piaciuto tantissimo, tanto da entrare nella top 3 dei film non tratti da opere (assieme a GoldenEye e La Spia Che Mi Amava, che dal libro prende solo il nome).

    Certo molte idee rubate ad altri film (The Dark Knight e Mamma, Ho Perso l’AeRotfl!), ma un buon bond, frenetico e che mi ha tenuto incollato alla poltrona per oltre 2 ore!

    Poi quando è entrata in scena l’Aston Martin DB5 in sala c’è stato un orgasmo generale :D

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