I Puny in tasca

Sotto lo sguardo di Gianni Brera fu Carlo, principe della Zolla (che in qualche angolo Padano del Cielo sta pasteggiando a bottaggio d’oca, Barbacarlo di Lino Maga e Barbaresco di Giovanni Gaja, magari in compagnia enoica del paron Nereo Rocco), e con la benedizione anarchica di Luigi Veronelli, inventore della critica enogastronomica italiana (correva l’anno 1956: buona parte del Paese era ancora analfabeta, ma il Gino da Bergamo era già avanti di decenni), Indiscreto ha deciso di dotarsi del suo angolo di racconti enogastronomici. E cribbio, ce l’hanno tutti,  persino la Gazzetta del Frusinate: noi chi siamo? Vi parleremo di ristoranti, enoteche, vini, birre, oli, paste, seguendo l’unico comandamento del direttore: pagare il conto, per poi poter scrivere quello che vogliamo. Attendiamo, trepidanti, le vostre osservazioni, i vostri consigli e naturalmente le vostre critiche.

Cominciamo da un luogo simbolo dell’italico mangiare, su cui si è scritto e detto moltissimo, quasi sempre sbagliando perché chi ne scrive raramente ci è anche stato. Parliamo di Puny, il ristorante incastonato in un angolo di piazza Martiri dell’Olivetta a Portofino: sì, la celebre Piazzetta ligure, angolo di insuperata e insuperabile magia. Puny è la creatura di Luigi Miroli, 77 anni portati clamorosamente bene. Abbronzatura da marinaio, camicia azzurra d’ordinanza ed eleganza che viene da lontano, nel tempo e nello spazio. Puny, nel tempo, non ha costruito solo un ristorante. Puny ha costruito un mito. Dove non ci sono fax, computer, siti Internet, dove nessuno conosce i nomi dei cuochi in cucina, e dove – udite udite – non si accettano carte di credito né Bancomat. O bella, e come mai? ‘Belin ragazzo, la mattina il pesce io lo pago in contanti, mica col Bancomat’, ci rispose da ligure impenitente, quando glielo chiedemmo.

Il vezzo di richiedere solo il contante è diffuso, ma suona strano nel locale dove nei decenni- tenetevi forte- hanno pranzato Gianni Agnelli, David Niven, Ava Gardner, Omar Sharif, Frank Sinatra, Audrey Hepburn, i reali di tutta Europa e di mezzo mondo. In tempi più recenti si sono avvistate star della musica pop e rap che per rispetto non citiamo: ai tempi della Hepburn, probabilmente, non li avrebbero neppure fatti ormeggiare. Primo mito da sfatare: Puny è carissimo. Falso. Nel luglio 2011 abbiamo cenato in coppia con tre portate a testa, vino e distillati per un conto di 132 euro. Insomma, 50 euro a testa vini esclusi. Tanto? Signori, provate a mangiare nel ristorante a fianco e poi diteci… Siamo a Portofino, top location of the world. A Milano, in certe discoteche, a questi prezzi si mangia pasta scotta e si beve un Prosecco all’anidride carbonica.

Secondo mito da sfatare: da Puny si mangia male. Falsissimo. Da Puny si mangia bene, se per bene si intende una cucina di pesce classica, lineare, senza fronzoli, perfetta negli equilibri, dove del burro non c’è traccia (e quale pazzo userebbe burro, con il divino olio della Riviera a disposizione?). Si mangiano moscardini con pomodoro, carpaccio di salmone, totani scottati, gamberi dolci e succosi. Da accompagnare, quando c’è, a una polenta leggera. Si possono scegliere paste al pesce delicate e rassicuranti, si assaggia il pesto corto: una ricetta di antica memoria, condizionata dalle ristrettezze economiche e ispirata a quella fantasiosa povertà tipica delle genti liguri che usavano “tagliare” il prezioso pesto (che non bastava mai) con un po’ di passata (lunga) di pomodoro fresco. Da Puny si serve con le pappardelle. Altri piatti immancabili sono i moscardini con rosmarino e limone, il polpo con i carciofi, il cappon magro (un piatto di alta ingegneria culinaria, che racconta la storia della gente di costa, e la cui laboriosa preparazione richiede un paio di giorni), il pesce del Tigullio (grandi branzini, orate che nuotano solo in queste acque, pagelli, besughi dalle carni delicatissime) al guazzetto oppure al forno, con alloro e patate. Capitolo dessert: d’estate sarebbe colpa grave negarsi il gelato, magari alla fragola, ma ci sono altre preparazioni classiche e molto leggere al palato.

Dalla carta dei vini, non enciclopedica ma adatta tanto a neofiti quanto ad intenditori, potete scegliere a prezzi corretti un Franciacorta Rosè della Berlucchi o un Soave La Rocca di Leonildo Pieropan, ma coi nostri piatti avremmo puntato su un altro grande vino lombardo che purtroppo la carta non  contemplava: il Franciacorta Rosè di Quadra, azienda ancora poco conosciuta ma di eccelsa qualità; il Rosè ha colore pieno, spettro di aromi al naso completo e ricco, lunga persistenza in bocca, ed accompagna qualsiasi portata di una cena estiva, non solo di pesce.

Perché abbiamo cominciato proprio con Puny? Perché nel luglio del 2011, un lunedì sera poco prima delle 22, davanti ai nostri occhi inumiditi si materializzò Earvin Magic Johnson da Lansing, Michigan. T-shirt gialla, bermuda scuro, forma fisica esaltante, Magic è un habitué di Puny assieme all’amico Denzel Washington. Cortese con tutti, Magic ci ha concesso un autografo e il suo smagliante sorriso. “Thank you so much, good luck”. Earvin Magic Johnson al tavolo di Puny, trentuno anni dopo la gara 6 di finale allo Spectrum di Philadelphia, quando partì da centro al posto dell’infortunato Kareem Abdul Jabbar, mettendo a referto 42 punti, 15 rimbalzi e 7 assist, e portando ai Lakers il titolo nel suo anno da rookie.

Ma cosa ci fate ancora lì seduti? Telefonate e prenotate un tavolo da Puny. Non vi si accede senza prenotarsi, e non sgarrate neppure di 1 minuto: il vostro tavolo sarà già stato richiesto da altri 10 potenziali commensali, soprattutto uomini esauriti dalle richieste di mogli eccentriche e antipatiche, agghindate con tanti di quei gioielli che ci si pagherebbe il debito pubblico di qualche staterello africano. Del resto, da Puny si paga un prezzo del tutto equo per sedersi in un locale che ha fatto storia.

 Fabrizio Provera, 27 luglio 2012

Ristorante Puny, piazza Martiri dell’Olivetta, Portofino – Telefono 0185-269037 -  Prezzo 50/55  euro, vini esclusi – Non accettano carte di credito. Tenuta Quadra srl, Cologne (Brescia) - www.quadrafranciacorta.it
Quadra Rosè (80% Pinot nero, 20% Chardonnay) – Prezzo in enoteca: 25-30 euro

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Pubblicato da il 27 luglio 2012. Nelle categorie Cucina. Puoi seguire ogni risposta a questo articolo attraverso il RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o fare un trackback di questo contenuto

43 commenti per I Puny in tasca

  1. Giorgio Bestetti

    27 luglio 2012 alle 17:04

    non esisteva già la rubrica “conto veramente pagato”?

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  2. Stefano Olivari

    27 luglio 2012 alle 17:11

    @Giorgio Bestetti: Sì, ma da quando sono vegetariano (5 anni) non potevo più portarla avanti… o magari sì, mettendo l’asterisco…

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  3. leo

    27 luglio 2012 alle 17:13

    Se ne hai uno dell’Elba me lo recensisci prima delle ferie? Grazie

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  4. Ekstrom

    27 luglio 2012 alle 17:16

    Se ne scovate qualcuno nei dintorni dei laghi Orta e Maggiore..
    Un paio ne conosco, ma non so se possono essere segnalati..

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  5. Stefano Olivari

    27 luglio 2012 alle 17:20

    @Ekstrom: Orta San Giulio e dintorni, abbiamo colpi in canna anche lì. Tutto può essere segnalato, basta poter dimostrare di avere pagato il conto. Di marchette enogastronomiche sono già pieni i giornali…

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  6. jeremy

    27 luglio 2012 alle 17:22

    Mi prenoto per recensioni di qualche ristorante calabro. Pizzerie comprese.

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  7. Matteo Refini

    27 luglio 2012 alle 17:24

    Fabrizio tu quoque… parlavi di basket e sei passato ai ristoranti… ;) almeno non mischiare le due cose, come Oscarone che schifa l’Olimpia da quando Gianmario Gabetti non lo portava mai al ristorante e preferiva giocare a tennis con Campana (un giorno ripubblico l’articolo di Basket Show al proposito…) mentre leggi sempre grandi complimenti per Scavolini et altri più generosi nei buffet…

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  8. marcopress*

    27 luglio 2012 alle 17:24

    Bellissima rubrica! Nel merito diffido sempre dei titolari eccentrici che se la tirano e non consentono al cliente, che già ti paga e non poco, la comodità della carta di credito. Quindi Puny può essere il meglio al mondo ma non mi vedrà. Non appena passi per il Friuli, ecco tre suggerimenti non scontati: Le Betulle a Buja, Devetak a San Michele del Carso, Tavernetta a Udine.

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  9. vincenzo

    27 luglio 2012 alle 17:29

    Mi offro per coprire la Capitale, anche ramo pasticcerie e gelaterie….

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  10. spike

    27 luglio 2012 alle 17:43

    ottimo. vanno bene pure trattorie o solo posti di lusso o storici?

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  11. Stefano Olivari

    27 luglio 2012 alle 17:50

    @jeremy: Ma in Belgio? Punterei sulle cozze…

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  12. spike

    27 luglio 2012 alle 17:52

    @Stefano Olivari:

    frites et moules fanno solo quello li :D

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  13. Stefano Olivari

    27 luglio 2012 alle 17:52

    @spike: Io esordirò con una recensione del punto Spizzico presso l’autogrill Villoresi di Lainate, fai un po’ tu…

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  14. spike

    27 luglio 2012 alle 17:54

    @Stefano Olivari:
    ottimo

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  15. jeremy

    27 luglio 2012 alle 18:01

    Diretto, ne scrivevamo l’altro giorno con Dane: la ristorazione di massa (noi gli stellati non li frequentiamo….)in Belgio è in mano a italiani e cinesi. Oltre che alle friterie e alle solite cozze. Però sulle friterie si potrebbero scrivere paginate intere, visto che non sono tutte uguali e soprattutto l’arte della frittura delle patatine non è un esercizio scontato.
    Comunque per adesso dovrà accontentarsi dei ristoranti della Costa Viola…..

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  16. vincenzo

    27 luglio 2012 alle 18:09

    @Stefano: quindi verrà aperto un muro a sfondo gastronomico?

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  17. frankmorris

    27 luglio 2012 alle 18:11

    Ah beh, allora si spazia a 360 gradi…
    Pizzeria da asporto Bus Stop Pizza, via Domenico Millelire 20, Milano. Sia versione classica che al trancio.
    Io preferisco quest’ultima, 2,50 euro porzione di margherita bella abbondante, le altre (napoletana, cotto, 4 stagioni ecc.) tutte a 3 euro.
    Per chi volesse altro, possibilità kebap, insalate, crocchette di patate, hot dog, piadine.
    Con una spesa minima di 8 euro consegna a domicilio gratuita.
    Ovviamente si accettano tutti i tipi di ticket.

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  18. Stefano Olivari

    27 luglio 2012 alle 18:20

    @vincenzo: Sì, con potenti filtri anti-marchetta…

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  19. GuusTheWizard

    27 luglio 2012 alle 19:22

    I miei due cents per chi passa dalle mie parti.

    1 – Se vi avanzano venti euri:
    Osteria da Ermes
    Via Ganaceto 89, Modena
    Note: Aperto solo a mezzogiorno, non si accettano prenotazioni, almeno mezz’ora di attesa, si mangia al tavolo con chi capita, pagamento esclusivamente in contanti.
    ” Vè gabian !!” (cit.)

    2 – Se vi avanza una rata del mutuo:
    Osteria Francescana
    Via Stella 22, Modena
    Note: The World’s 50 Best Restaurant Awards 2012: Quinto Classificato.
    Tre stelle Michelin.

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  20. transumante

    27 luglio 2012 alle 19:23

    Bellissimo, condividiamo anche delle foto se possibile.

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  21. TheseD

    27 luglio 2012 alle 22:00

    @jeremy: lunedì si parte alla volta di Capo Vaticano, mi fai un favore se posti qualche ristorante entro domenica sera!

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  22. Italo Muti

    27 luglio 2012 alle 22:38

    ottimo und abbondante…

    Però che fatalità, il Dio del Basket nello stesso ristorante…..kulansky :D

    Osteria La Borsa Ferrara, con grande enoteca, molto sfizioso, con menu all’entrata. Accanto c’è il ristorante Don Giovanni. Ottimo rapporto qualità-prezzo. Davanti c’è il castello Estense, grande appeal.

    Italo

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  23. jeremy

    27 luglio 2012 alle 22:40

    Beh zona capo Vaticano tropea conosco poco un mio must a scilla “la grotta azzurra” sul lungo mare pesce eccezionale e antipasti super consiglio la pasta fresca ai ricci. Se poi vuoi spingerti fino a mammola puoi andare alla “taverna del borgo” a mangiare lo stoccafisso in maniera eccezionale a me che di solito fa schifo mi stavo mangiando anche il tavolo per la tua zona so che ci sono ristoranti eccellenti a pizzo

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  24. spike

    28 luglio 2012 alle 00:49

    beh jer visto che parli di pizzo non puoi non pubblicizzare i tartufi. i vari gelati di grande distribuzione con quel nome ne sono una pallida copia.

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  25. jeremy

    28 luglio 2012 alle 06:58

    Spike si parlava di ristoranti non di cibi in particolare il tuo consiglio e ovviamente eccellente

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  26. Filippo Simone

    28 luglio 2012 alle 07:12

    Il Direttore vegetariano? Noooooooooooo! E chi se le scorda le sue rece sugli arancini milanesi ripieni di ragù o sulla cacciagione senese…

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  27. Stefano Olivari

    28 luglio 2012 alle 10:20

    @Filippo Simone: Be’, la cacciagione non mi piaceva nemmeno nella vita precedente…

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  28. Vi

    28 luglio 2012 alle 11:15

    Si potrebbe fare una roba organizzata, del tipo che si cerca di segnalare un paio di ristoranti indiscreti per provincia… Chi sono i lettori di Campobasso? :D

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  29. Dane

    28 luglio 2012 alle 12:52

    Vale anche l’estero?! :-D
    No, perchè visto che più di un Indiscretino mi ha chiesto la rotta per la Croazia approfitterei per prendere due piccioni con una fava… :-P

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  30. Stefano Olivari

    28 luglio 2012 alle 13:34

    Allora dopo i Giochi partiremo con questo nuovo muro, che fra l’altro sarà il primo veramente utile… rispondendo alla spinosa domanda ‘Dove andiamo stasera?’…

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  31. leo

    29 luglio 2012 alle 12:45

    Note: Aperto solo a mezzogiorno, non si accettano prenotazioni, almeno mezz’ora di attesa, si mangia al tavolo con chi capita, pagamento esclusivamente in contanti.
    ” Vè gabian !!” (cit.)

    Guus è perfetta!

    Consigli per chi è di passaggio tra chianti senese e fiorentino:

    Bar dell’Orso
    Castellina scalo (Monteriggioni).

    Cecchini (Panzano)

    Rigorosamente pranzo…

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  32. leo

    29 luglio 2012 alle 12:46

    Direttore rigorosamente pranzo: abbiamo la scusa di doversi nutrire per laviorare.

    Il dove andiamo la sera implica già una spesa superflua… ;-)

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  33. jeremy

    29 luglio 2012 alle 15:09

    Recensione live: cernobbio a zero metri dal lago ristorante l’onda due insalatone uno spago al pomodoro due mezze minerali due caffè coperto 3 euro a cranio 50 euro cibo buono saziante vista da urlo servizio gentile e puntuale.

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  34. TheseD

    29 luglio 2012 alle 18:06

    @jeremy: Grazie, ora segno, in effetti ho intenzione di girare un attimo già che sono lì.

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  35. Giorgio Bestetti

    30 luglio 2012 alle 10:51

    @jeremy

    Costa Viola dove? se posso chedere

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  36. Lorenzo Zanirato

    30 luglio 2012 alle 11:25

    jeremy ci fai la paternale per il sugo al pomodoro che nuntereggaechiu e poi ci fai una rece ad hoc ??? ;)

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  37. jeremy

    30 luglio 2012 alle 13:18

    LZ, non è colpa mia se mia madre ha ordinato spaghetti al pomodoro! :-P

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  38. jeremy

    30 luglio 2012 alle 13:24

    GB, io sono di Palmi (da dove parte la Costa Viola), il ristorante citato è a Scilla, sul lungomare. Scilla devo dire che ha un’ottima ristorazione che unisce il paesaggio e l’ambiente incantevole ad una qualità del cibo eccellente. A Chianalea ci sono un sacco di ristoranti posizionati praticamente dentro il mare che servono piatti adeguati a prezzi adeguati (non modici ma nemmeno vampireschi). Buoni alcuni ristoranti a Bagnara e a Cannitello (frazione di Villa).

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  39. Giorgio Bestetti

    30 luglio 2012 alle 14:10

    @jeremy
    mia moglie è di Bagnara (Pellegrina, per la precisione… lì c’è il Santabarbara, ma non lo conosco), concordo con te sulla bellezza e sulla qualità di Scilla, mi sfugge Chianalea, ma ne approfitterò per recuperare, fra pochi giorni

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  40. jeremy

    30 luglio 2012 alle 14:16

    Chinalea è il borgo dei pescatori di Scilla, quello oltre il porto e il Castello. A Pellegrina fanno un pane fantastico e delle ricotte meravigliose. Non conosco nemmeno io il Santabarbara.

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  41. Giorgio Bestetti

    30 luglio 2012 alle 14:35

    @jeremy
    cioè conosco Chianalea, ma non ho mai frequentato i ristoranti
    in effetti la prima volta che ci sono stato mi aveva stupito la “densità” di panifici, settimana prosisma dovrebbe esserci la relativa sagra

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  42. Andrea Ferrari

    30 luglio 2012 alle 17:35

    comunque sta cosa che nel 2012 “non si accettano b.mat e credit card” non si può sentire…
    a me giran sempre i coglioni a elica.

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  43. Dane

    30 luglio 2012 alle 17:41

    Con l’alibi ipocrita poi del “io il pesce lo pago in contanti” per non dire che il contante è solo più comodo per il nero, sia per chi incassa che per chi paga (e che ha incassato a sua volta precedentemente…).
    Casualmente in quei posti eccentrici ci andranno anche sti vip ma si vedono anche sempre delle facciazze che non ti dico…

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