Tremonti bond per McCalebb

Il Montepaschi deve liberarsi, con varie modalità, di 4.600 dipendenti, ma la nostra attenzione sulla crisi di questa banca si è ovviamente attivata solo quando si è parlato di pallacanestro per via canturina. Per farla breve: l’onorevole ragazzino (per i canoni italiani) Nicola Molteni, deputato 36enne della Lega Nord nonché fervente tifoso della Pallacanestro Cantù, ha depositato nelle austere aule del Parlamento un’interrogazione destinata a suscitare clamore e che riguarda proprio la squadra che ha dominato il nostro basket nelle ultime sei stagioni con sei scudetti consecutivi che hanno fatto dimenticare le (relative) delusioni europee. A dispetto dei previsti piani di ridimensionamento della Montepaschi Siena, letti su diversi quotidiani all’indomani dell’ultima festa scudetto, pare infatti che anche nei prossimi due anni la corazzata del presidente Ferdinando Minucci, abilissimo uomo di relazioni, godrà di fondi consistenti dalla cassaforte della banca di piazza Salimbeni, da mesi al centro delle cronache finanziarie per l’allarme conti.

“Monte dei Paschi di Siena ha reso noto il piano industriale 2012-2015: il documento prevede un utile netto consolidato a fine periodo di 630 milioni di euro da raggiungere attraverso una razionalizzazione dell’intero gruppo con incorporazione di tutte le controllate e la chiusura sul territorio di 400 filiali su un totale di 2.900″, recita l’interrogazione di Molteni, “l’istituto bancario ha previsto un taglio dei costi del 16%, con una riduzione complessiva di oltre 4.600 posti di lavoro”. E ancora: “MPS ha comunicato di aver avviato le procedure per emettere entro l’anno uno ‘strumento di patrimonializzazione governativo per 3.4 miliardi di euro, di cui 1.5 miliardi verranno sottoscritti direttamente dal Tesoro mentre la parte restante sarà destinata al rimborso dei Tremonti Bond in essere». Molteni chiede al ministro Corrado Passera se “ritenga compatibile con il piano di austerità previsto dal cda del Monte dei Paschi di Siena e con le pesanti necessità di ricapitalizzazione dell’istituto coperte dallo Stato il forte sostegno economico a favore di squadre sportive professioniste, considerando che nei prossimi quattro anni 4.600 persone perderanno la propria occupazione all’interno del gruppo bancario”.

L’interrogazione ha già suscitato le ire della tifoseria senese, approdando persino – stamani – sulle pagine cestistiche della Gazzetta dello Sport. Posto che ovviamente il sostegno di Mps alla Mens Sana non è espressamente vietato, nonostante la concessione di ‘aiuti di Stato’, è innegabile che la notizia faccia ancora più effetto a fronte di 4, 5 squadre di serie A che rischiano di non iscriversi neppure al prossimo campionato: e parliamo di formazioni dal blasone indiscusso, Treviso e Roma tanto per capirci. Certo, volgendo lo sguardo al recente passato gioverà ricordare che – sino a poco tempo fa- le formazioni di basket siciliane beneficiavano di sponsorizzazioni istituzionali che tutti gli altri si sognavano: Messina, Trapani e Alcamo godevano di sovvenzioni pubbliche, provenienti da Comuni e Province, che Milano e Roma (per dire) non avevano e non avranno mai. Non è un discorso comunque sintetizzabile, visto che le sovvenzioni pubbliche possono anche arrivare da aziende municipalizzate ‘invitate’ a contribuire alla causa, da sconti sugli affitti o da facilitazioni di vario tipo. Torniamo quindi all’argomento che cio interessa: i soldi con cui Siena cercherà di proseguire nel suo straordinario ciclo.

Ora, delle due l’una: o Ferdinando Minucci è uno straordinario collettore di sponsorizzazioni (soldi a parte, il modello Siena è sicuramente esemplare, basti pensare alla successione tutta interna tra Simone Pianigiani e Luca Banchi), oppure il perpetuarsi di elargizioni così generose (si parla di 7-8 milioni di euro l’anno, cifre che tutte le altre società di serie A, Armani Milano esclusa, si sognano) appare un po’ stridente con il fatto che una banca privata ottiene fondi pubblici per arginare conti in rosso, salvo poi sostenere la squadra di basket più vincente degli ultimi anni in Italia. E sarebbe troppo facile ironizzare sul ‘rosso’ di una banca che è da decenni simbolo, icona sgargiante del sistema di potere del fu Partito Comunista, che il sottoscritto-  da posizioni, diciamo così, diametralmente opposte – guarda con una certa ammirazione, perché neppure il reazionario più bieco può negare che in Emilia Romagna, e in certe parti della Toscana, il sistema bancario-cooperativo a trazione Pci-Pds-Ds e ora Pd (ancorché scricchiolante) abbia prodotto benessere a molti livelli.

Siamo certi che il nostro amato Bernardo Caprotti, patron di Esselunga, condivida in pieno l’interrogazione parlamentare( chi ha letto Falce e Carrello, la sua documentata invettiva contro il sistema delle Coop, ha perfettamente capito cosa intendiamo); la condividono i tifosi di Cantucky, che alla corazzata Mps possono al limite contrapporre l’orgoglio tutto provinciale della Banca di Credito Cooperativo di Cantù. Il problema tuttavia resta e si pone, oltre al fatto- ne siamo certi- che se ne parlerà diffusamente, nei prossimi e accaldati giorni. Scherzando, ma non troppo, si potrebbe dire che si rischia indirettamente di trasformare Bo McCalebb  (sempre che non vada al Fenerbahce con Pianigiani) in un lavoratore statale. Peccato giochi per la Macedonia.

Fabrizio Provera, 29 giugno 2012

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Pubblicato da il 29 giugno 2012. Nelle categorie Cantucky. Puoi seguire ogni risposta a questo articolo attraverso il RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o fare un trackback di questo contenuto

14 commenti per Tremonti bond per McCalebb

  1. ricca

    29 giugno 2012 alle 12:52

    forse mi sbaglierò ma credo che la Mens Sana vada in realtà ridimensionadosi. La partenza di Pianigiani (oltre alle latre ventilate, tra cui proprio quella di McCalleb)credo vada letta in questo senso.
    Quanto al sistema Coop-PCI-PDS, è stato un monopolio totale (ho letto il libro di Caprotti…) molto efficace però, ma in Toscana, soprattutto in posti come Siena, l’ideologia comunista non sanno manco cosa sia.
    Conservazione, conservazione e ancora conservazione.

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  2. leo

    29 giugno 2012 alle 15:27

    Ottima analisi Ricca, ma bisogna viverci (in Toscana), e in troppi non lo capiscono.

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  3. Dane

    30 giugno 2012 alle 01:07

    ricca, se é per quello nemmeno il PD sa cosa sia l’ideologia comunista, anche fuori della Toscana… :-D
    Grazie comunque di aver smontato il mito della Toscana rossa, io consiglio sempre di leggere Toscani di Sinistra di Montanelli. :-P
    Detto questo, io capisco benissimo che un gruppo privato licenzi dipendenti e foraggi squadre sportive (lo ha fatto Agnelli per decenni), ma ciò dovrebbe esser discriminante per NON poter usufruire di aiuti statali. ;-)

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  4. spike

    30 giugno 2012 alle 01:13

    @Dane:

    gruppo privato? qual gruppo privato, MPS? negli ultimi 150 anni non lo è mai stato. per il resto vale quanto detto per il wonder duo spagnolo, con l’aggiunta… no smetto sennò faccio un post.

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  5. Dane

    30 giugno 2012 alle 01:28

    spike, non sono pratico della materia quindi potrò anche sbagliare qualche termine. Mps é statale?!…peggio ancora, il mio discorso (e il tuo parallelo con le spagnole) vale a maggior ragione…

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  6. ricca

    30 giugno 2012 alle 11:57

    @spike:
    veramente, attualmente sia la Banca che la Fondazione sono privati.

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  7. Italo Muti

    30 giugno 2012 alle 12:16

    Mps in questo momento e’ uno strumento in mano a GS, che controllerà il centro sud attraverso di essa, come i giornali, Telecom Italia, banca intesa, unicredit.

    Prossima vittima la Lombardia .

    Stikazzi massonici

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  8. ricca

    30 giugno 2012 alle 12:28

    @Italo Muti:
    moriremo tutti (cit.) :-)

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  9. Italo Muti

    30 giugno 2012 alle 12:33

    @ricca

    Eh ma la democrazia….;)

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  10. spike

    30 giugno 2012 alle 14:09

    @ricca

    le banche sono controllate da fondazioni private, che da chi sono controllate? comuni province regioni ecc.insomma politica. gli organi di fondazione mps sono nominati appunto da questi enti più arcivescovado(sic).

    è fittizio che siano private.

    quando si concedono aiuti, che sia chiaro quelli dati a mps non sono gratis, è buona norma affiancarli all’azzeramento del vertice della banca. da noi sarebbe ininfluente, tanto alla fine sono sempre gli stessi che procedono alla nuova nomina.

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  11. ricca

    30 giugno 2012 alle 16:25

    Spike tutto giusto. Era solo per distinguerla dall’Istituto di diritto pubblico tout court che era fino a qualche anno fa.

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  12. Matteo Refini

    3 luglio 2012 alle 15:27

    Il discorso è giustissimo e anche più ampio: sono sempre i soldi del Montepaschi a tenere il Siena Calcio in Serie A. E no, non credo che Minucci sia uno straordinario collettore di sponsorizzazioni.
    E’ uno straordinario dirigente sportivo ma i soldi che spende arrivano tutti e sempre dallo stesso sacco i cui buchi adesso sono rappezzati dallo Stato e quindi da tutti noi e non solo dai 60.000 abitanti di Siena che godono di questi successi.
    Verissimo che è lo stesso malcostume di Fiat proprietaria di Juventus ma almeno li i tifosi obnubilati ed esaltati da panem et circenses sono svariati milioni…

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  13. deanm71

    3 luglio 2012 alle 16:37

    Alcune considerazioni: a mio modo di vedere l’articolo parte da un assunto errato cioe’ quando si dice “appare stridente con il fatto che una banca privata ottiene fondi pubblici per arginare conti in rosso, salvo poi sostenere la squadra di basket più vincente degli ultimi anni in Italia”.Infatti lo Stato non coprirà il “rosso” dell’Mps, ma fornirà non gratis (come ben detto da Spike, ps ->i vertici sono stati azzerati con nuovo presidente e AD non Senesi) “uno strumento di patrimonializzazione governativo per 3.4 miliardi di euro” (citando l’interrogazione del Leghista) che la Banca ha intenzione di rimborsare nei prossimi anni e che serve per poter essere in regola con la capitalizzazione minima richiesta dall’Eba, dovuta soprattutto all’enorme ammontare di titoli di stato Italiani in pancia alla Banca. Inoltre nessun dipendente perderà il posto di lavoro, ma al massimo datore di lavoro (vendita BiverBanca/ Filiali e società satellite tipo leasing e credito al consumo). Poi si puo’ criticare l’ammontare delle sponsorizzazioni anche alla luce della crisi,l’uso politico dello sport e la funzione”ibrida” delle fondazioni bancarie, ma non diciamo che a Siena usano gli “aiuti dello stato” per la pallacanestro.

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  14. Matteo Refini

    5 luglio 2012 alle 11:01

    @deanm71: Al di là dei tecnicismi bancari rimane che l’andamento della banca negli ultimi 10 anni è inversamente proporzionale ai risultati sportivi. Poi sicuramente i costi dello sport saranno una goccia nel mare di altre spese e decisioni incaute della gestione Mussari ma che almeno si smetta di sventolare la bandiera della Mens Sana come simbolo dell’eccellenza senese in tutti i campi. Si tratta piuttosto di paravento: guardate McCalebb mentre noi facciamo a pezzi il patrimonio millenario…

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