L’Emilia canta bene

Non siamo degli amanti dei concertoni poiché in genere parte del pubblico gradisce più il rumore che l’ascolto, con una certa noia e insofferenza verso ciò che non piace. Ecco perché il Concerto per l’Emilia, che era a pagamento visto anche il fine benefico per i terremotati, ci è invece parso molto più interessante e composto di alcuni raduni annuali. Il tutto condito da una forte emozione degli artisti per la propria terra. Poche parole, misurata la conduzione di Fabrizio Frizzi e rapidità dei cambi di palco hanno fatto il resto. Ma vediamo come è andata al Dall’Ara di Bologna.

Come spesso accade in questi casi i pezzi da novanta sono stati calati subito all’inizio, con tutti che hanno mantenuto una giusta discrezione senza protagonismi. Dopo l’apertura affidata a Zucchero (Il suono della domenica e Per colpa di chi?) il testimone è stato passato a Francesco Guccini. Emozionato su Il vecchio e il bambino ha quindi duettato con Caterina Caselli (l’ultima volta su un un palco ce la ricordiamo a Sanremo 1990) su Per fare un uomo. L’ex Casco d’Oro ha poi presentato la bellissima Insieme a te non ci sto più, una di quelle canzoni iper coverizzate e delle quali le nuove generazioni spesso ignorano l’origine credendo siano dei successi attuali. Ovazione scontata per Ligabue che ha riempito il palco con semplicità, senza strafare, alla chitarra: Il giorno di dolore che uno ha e Il meglio deve ancora venire.

A questo punto la nostra beniamina Raffaella Carrà si è scatenata su Rumore, non prima però di fare un appello alle istituzioni piuttosto vibrato ed energico, precedendo i Nomadi nella nuova formazione dopo l’uscita di Danilo Sacco. La voce di Cristiano Turato per le note di Io voglio vivere e la leggendaria Io vagabondo intonata da tutti i 40000 presenti allo stadio. Gli… Stadio di Gaetano Curreri hanno lanciato la ballatona Sorprendimi e la storica Chiedi che erano i Beatles in compagnia di uno sportivissimo Gianni Morandi, permettendosi nel finale un accenno di Hey Jude. L’omaggio a Lucio Dalla su Piazza Grande e a sorpresa, brevemente, C’era un ragazzo che come me…, solo voce, hanno chiuso il loro lungo set.

Con Nek si è quindi tornati al ritmo, per noi il sassolese è sempre una certezza, su brani più recenti come Lascia che io sia e E da qui. Samuele Bersani ha portato invece due suoi grandi classici, Giudizi Universali e Chicco e Spillo, giocando sul sicuro prima che un Paolo Belli da consumato intrattenitore coinvolgesse il pubblico attivamente su giochi di mano (e non da villano). Un giorno migliore e Cantiamo ancora i suoi brani.

Qualche lacrima di nostalgia ce l’ha indotta Luca Carboni mentre intonava Silvia lo sai seguita da Mare mare, prima che Cesare Cremonini – uno dei migliori musicisti della nuova generazione, parola di chi invece non tollerava i Lunapop – non cantasse al piano Mondo e L’anno che verrà (secondo omaggio a Dalla), quest’ultima con l’intervento di Laura Pausini.

Musicalmente poderoso Andrea Mingardi che ha rispolverato brevemente Con un amico vicino (Sanremo 1992, allora con Alessandro Bono) per poi proporre una potente versione di With a little help from my friends e la sua E’ la musica, accompagnato da una ricchissima band. La quiete è tornata con il il flauto del maestro Andrea Greminelli  – ascoltato in religioso silenzio – prima del finale affidato ai Modena City Ramblers insieme a Cisco (Viva la vida e I cento passi) e, infine, ancora i Nomadi con Dio è morto.

Tutto sommato un bel concerto di poco più di tre ore, organizzato bene da Beppe Carletti che ha messo insieme diversi pezzi di storia della musica italiana (emiliana), sposandosi con il messaggio senza invadenze particolari e, per l’occasione, compiendo il vero miracolo di nessuna interruzione pubblicitaria.

Alvaro Delmo, 26 giugno 2012

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22 commenti per L’Emilia canta bene

  1. Stefano Olivari

    26 giugno 2012 alle 15:03

    Visto quasi tutto, scommettendo su un’apparizione mistica di Vasco… magari abbracciato a Ligabue… ma Vasco ancora una volta non ci ha deluso, arrendendosi al volemose bene… meglio contribuire senza fare la sfilata… il top della serata l’energia trasversale rispetto alle generazioni (merito anche dei Remix) di Raffaella Carrà, il trasporto di Cremonini (di solito scazzato) e le parole di Samuele Bersani, poi per me Caterina Caselli è come Totti per i romanisti… il peggio una Pausini da compitino, gli Stadio (ma se non hanno mai avuto o scritto una grande canzone non è che potessero rimediare ieri) e i Modena City Ramblers con quell’atteggiamento da concerto del primo maggio che non si sopporta più nemmeno il primo maggio…

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  2. spike

    26 giugno 2012 alle 15:06

    non l’ho visto, ma ho letto di stecche varie prese da molti partecipanti. Confermate?

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  3. Paperogha

    26 giugno 2012 alle 16:00

    ne ho sentito solo un pezzetto sul finale e mi ha colpito in negativo la Pausini nel duetto con Cremonini in “l’anno che verrà”, mi è parsa un po’ troppo sopra le righe

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  4. Arthur Dent

    26 giugno 2012 alle 17:13

    ‘azzo,non ci avevo mai fatto caso che fossero così tanti i cantanti emiliani!
    Alvaro,visto che sei un enciclopedia della musica italiana,è la regione che ne ha sfornati di più?Credo che solo il Lazio, anzi Roma, se la possa giocare.

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  5. Paperogha

    26 giugno 2012 alle 17:29

    Anche la Liguria credo ne abbia un discreto numero

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  6. Arthur Dent

    26 giugno 2012 alle 17:35

    @paperogha in effetti ci avevo pensato anche io alla liguria,sono tanti sopratutto in proporzione alla grandezza della regione.
    Pensandoci la mia Puglia ne ha molti meno,contando anche i defunti mi vengono in mente solo Modugno (il mio preferito),Caparezza,Negramaro,Albano,Mietta e Scialpi…. insomma tolti i primi due niente di che.

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  7. globuaz

    26 giugno 2012 alle 17:45

    @Arthur Dent: E Enzo Del Re? ;)

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  8. Arthur Dent

    26 giugno 2012 alle 17:50

    @globuaz complimenti, enzo del re è una chicca!!non l’avevo citato perché non famosissimo fuori dalla puglia,anzi per certi versi nemmeno in puglia purtroppo.

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  9. Paperogha

    26 giugno 2012 alle 17:52

    Tra i pugliesi dimentichi anche Raf, Nicola Di Bari e Nicola Arigliano più le due star del momento Amoroso-Marrone. per tacer di Leone di Lernia :-)
    Su Wiki leggo anche che sono nativi di Puglia anche Marco Armani, Dolcenera, Rosanna Fratello, Gino Latilla,Mariella Nava, Anna Oxa, Adriano Pappalardo (me l’immaginavo siciliano, chissà come mai), Luca Sardella

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  10. Arthur Dent

    26 giugno 2012 alle 18:04

    Non sapevo che Amoroso-Marrone fossero pugliesi,sapevo solo di quel cialtrone di Carone (ha frequentato la mia stessa scuola…anni dopo però)….direi che anche con gli ultimi nomi citati non si arriva al livello dell’Emilia.

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  11. Alvaro Delmo

    26 giugno 2012 alle 18:42

    @Arthur Dent: difficile fare statistiche. Bisognerebbe anche capire in base a cosa selezionarli, ossia i nomi realmente famosi, quelli che hanno avuto almeno un disco in classifica, ecc, ecc Sicuramente dall’Emilia ne sono usciti tanti, ma attenzione anche alla Campania…

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  12. Alvaro Delmo

    26 giugno 2012 alle 18:49

    @Stefano Olivari: a me è sembrata una sfilata meno sfilata rispetto ad altre occasioni con comunque tutti nomi piuttosto noti e storici, cosa che di rado accade. Grandissima l’energia sprigionata da Raffaella… della Caselli mi ha stupito il boato del pubblico quando ha intonato Insieme a te non ci sto più. Come già detto è probabile che molti tra i più giovani ignorassero fosse un suo successo…

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  13. Alvaro Delmo

    26 giugno 2012 alle 19:06

    @Paperogha: ai pugliesi da aggiungere assolutamente Franco Simone, grande cantautore che merita un prossimo intervento…

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  14. Arthur Dent

    26 giugno 2012 alle 19:51

    @alvaro intendo una giusta media tra le due cose,ovvero valore assoluto e classifica.Se prendiamo quelli che hanno cantato ieri ed i pugliesi che abbiamo citato è evidente che l’emilia ne abbia sfornati molti di più.
    PS tra i pugliesi abbiamo dimenticato anche i sud sound system. ;)

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  15. Ekstrom

    26 giugno 2012 alle 20:17

    Beh, anche in Piemonte non siamo messi malissimo, tra passato e presente: Linea 77, Statuto, Paolo e Giorgio Conte, Gian Maria Testa, Persiana Jones, Marco Carena, Buscaglione, Gipo Farassino, Eifel 65, Fratelli di Soledad, Umberto Tozzi, Marlene Kunz, Righeira, Frankie Hi NRG, Luigi Tenco..
    Direi molti nomi di nicchia, però di qualità..

    Bellissima “insieme a te non ci sto più”, versione forse un po’ soft rispetto a come me la ricordavo.
    L’autore credo fosse Paolo Conte che la scrisse per la voce della Caselli.

    Il duetto Pausini-Cremonini, non saprei, mi è parso un po’ strano, lei con voce di 10 ottave sopra di lui..

    Carboni non lo sentivo dal 1992, ma quell’album (anche se non è il mio genere) lo conservo gelosamente perché mi ricorda un’estate indimenticabile. E ieri sera “Mare mare” si è fatta ascoltare.

    Ligabue per me è quel che la Caselli è per il Direttore, lo ascolto dal primo album e dal primo concerto a Torino (1° Campovolo compreso), e “Il giorno di dolore che uno ha” calzava a pennello ieri sera.

    I Nomadi li apprezzo anche se non sono della mia generazione, mi chiedo che cosa sarebbero se si chiamassero con un nome anglofono e fossero americani..

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  16. Dane

    26 giugno 2012 alle 20:31

    Pausini la solita inutile urlatrice, da standing ovation Caterina Caselli che mi ha ricordato quando l’ormai ex-fuoriclasse Tassotti alla partita d’addio di Baresi fece vedere a Reiziger come si faceva il terzino, ottimo Bersani (per me uno dei più grandi sprechi della scena italiana), da non amante (anzi, quasi odiante…) dei Nomadi devo dire che la nuova scelta per la voce è la migliore di tutto il post-Augusto Daolio, il resto l’ho seguito un po’ a sprazzi un po’ perchè non amo l’emilianesimo (una delle tante forme di regionalismo che si scatena in Italia in ambito artistico, dai comici alla musica: vogliamo parlare del toscanismo dei comici o dei cantautori genovesi?!…) e un po’ per paura di beccarmi Vasco Rossi che mi causa sempre dei problemi di digestione, il peggio del peggio son stati i Modena City Ramblers per i motivi citati dal Direttore: perchè spacciarsi come cloni dei Dublin City Ramblers quando il tuo intento è quello di fare gli Stalinigrad Putewectbenneke?!…

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  17. Dane

    27 giugno 2012 alle 00:01

    p.s. EKS, Frankie hi nrg é torinese solo acquisito, ma é di Città di Castello… ;-)

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  18. Lorenzo Zanirato

    27 giugno 2012 alle 03:49

    Infatti Frankie Hi-Nrg piemontese nun se po’ senti’. Non nominati volutamente i Subsonica/Motel Connection ? No perche’ agli albori erano tanta roba…

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  19. Ekstrom

    27 giugno 2012 alle 10:04

    @Lorenzo e Dane
    Non li ho nominati perché non ho cercato i nomi su wikipedia, ma mi sono fidato della mia (fallata) memoria..
    Certo, però, che mentre scrivevo, continuavo a pensare “me ne manca qualcuno..”

    Comunque, credo possiamo anche annoverare Paul David Hewson (in arte Bono Vox), avendo le chiavi della Città come cittadino onorario di Torino :-D

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  20. spike

    27 giugno 2012 alle 10:07

    @Arthur Dent:

    apres la classe

    la loro versione di salentu lu sole lu mare ecc. è fantastica

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  21. spike

    27 giugno 2012 alle 10:09

    @Ekstrom:

    Piemonte= P. Conte

    mi piacciono molto anche gli occitani del cuneese. ogni tanto sul tubo sento qualcosa.

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  22. Dane

    27 giugno 2012 alle 10:35

    Subsonica godibili per certe sperimentazioni, “Nuvole rapide” l’ho saccheggiato per lavoro.

    Per il Piemonte non dimenticherei i Mau Mau, di cui visto lo spazio in cui ci troviamo va assolutamente citata “la Ola”.

    “Après la classe” fuoriclasse purissimi, a parte il tormentone “Paris” (di cui preferisco il titolo che aveva originariamente “Vive la 14 juillet!”) e il manifesto citato da Spike (che ad Eks come al sottoscritto non potrà che far venire in mente il veccho Nestiforum, dove c’eran più leccesi che inteirsti qua dentro, e tutti ripetevano all’infinito quel proverbio salentino…), “Terra” è veramente fantastica ed il brano con più forza di quell’album. Ironica poi la versione rocksteady di “Ricominciamo, e vera chicca la folle versione della tradizionale Kali Nifta…

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