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La profezia di Antonello Riva

Fabrizio Provera

di 3 commenti

Indiscreto | 19 giugno 2012 | Condividi via Email

Chiunque attraversi il nostro cammino ha un messaggio per noi. Altrimenti avrebbe scelto un’altra strada o se ne sarebbe già andato”. Le parole sono di James Redfield, autore de La Profezia di Celestino, ma calzano perfettamente a quanto avvenuto venerdì sera al Forum di Assago, dove Indiscreto ha avuto il privilegio (e per un cantuckyano oltranzista, il sottoscritto, financo l’emozione) di seguire gara 4 della finale scudetto tra Armani e Montepaschi a fianco di Antonello Riva. Sì, il Nembo Kid di Rovagnate, il Bomber della Brianza che ha accompagnato gli anni dei trionfi di Cantù (scudetto, coppa Campioni, coppa Intercontinentale) per poi passare a Milano, a seguito di una clamorosa e grondante sangue (per i canturini, s’intende) ‘trade’ con Milano, avvenuta una mattina di luglio all’Excelsior Gallia. Antonello Riva ha commentato per noi, quindi per voi, la vittoria di Milano in tempo reale, lanciandosi in una previsione (poi regolarmente azzeccata) sull’esito di gara 5, che domenica sera ha suggellato il record della Montepaschi, il trionfo del Forte senese e della creatura di Ferdinando Minucci.  Ve ne parliamo, e ne scriviamo, perché si tratta di parole la cui validità non si esaurisce in una sera o in un giorno, ma perché sono destinate a durare (e forse anche molto).

“Sino a quando giocate offensive di Siena si esauriscono in un pick and roll tra McCalebb e Stonerook, cui è sufficiente un battito di ciglia per intendersi, Siena sarà imbattibile. Lo stesso vale per Lavrinovic e Andersen. Non è soltanto la somma di talento a rendere Siena una corazzata, ma il tempo trascorso insieme e soprattutto la mentalità acquisita. Comincia tutto da lì, prima di ogni analisi tecnica”. Così Antonello Riva tra primo e secondo quarto, con Siena che fugge in avanti e sembra ipotecare la vittoria. Quando Milano dissotterra l’orgoglio e passa a condurre grazie a Mancinelli, Bourousis e Gentile, e dopo che il riccioluto Melli aveva sostituito l’abulico (e mezzo infortunato) Fotsis. Novello Don Abbondio (il giocatore è indubbiamente talentuoso e bello da veder giocare, intenso in difesa ma in attacco quando la palla scotta tende a scansare le responsabilità), Melli ha tenuto l’EA7 in vita. Antonello Riva sottolinea il grande apporto garantito dalla ‘Linea verde’ di Milano: Gentile, ma anche Radosevic. Se poi Bourousis decide di imporre la sua legge sotto le plance, specie in attacco, per gli avversari sono tempi duri. Quello che raramente è accaduto a inizio stagione, ma che invece è accaduto molto più di frequente negli ultimi mesi.

Anche nel finale, quando Siena recupera dal meno 12 ed arriva a un canestro dal pareggio. Antonello Riva ha l’impressione che in cuor suo l’indomabile Siena manifesti la voglia, forse nascosta, di rimandare la festa a casa propria, tra le mura amiche del catino Palaestra. Dopo la vittoria di Milano, e i complimenti a Giorgio Armani e Livio Proli, Antonello Riva guarda al futuro di Milano. Quello preconizzato sin da subito, dopo la sconfitta in garacinque, sia da Sergio Scariolo che da Proli: per vincere, sin dal prossimo anno, non serviranno rivoluzioni, ma continuità. Dopodiché qualche innesto, perciò qualche modifica dell’attuale roster, appare auspicabile. Solo così potrà cominciare realmente l’Era di Milano. Nembo Kid ha lanciato la sua profezia. Ma che spettacolo vederlo fremere, ogni volta che Milano ‘ciccava’ un tiro da tre punti, e leggere negli occhi la voglia di indossare calzoncini e maglietta. A costo di saltare con un  balzo i fotografi appollaiati ai bordi del campo, e di incenerire la retina.

Fabrizio Provera, da Assago (19 giugno 2012)

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3 Commenti a La profezia di Antonello Riva

  1. Poli

    20 giugno 2012 at 09:58

    Un grande professionista. L’ho conosciuto fuori dal parquet, e visto + volte giocare a fine carriera a Gorizia (e anche ad una final four di Coppa Italia a Bologna con Pesaro per la verità).
    Mi rimane un grande ricordo sia della persona che del giocatore.

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  2. Dane

    20 giugno 2012 at 10:22

    Quest’articolo pare una risposta alla mia domanda del’altro giorno, grazie! ;-)

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  3. Matteo Refini

    22 giugno 2012 at 14:06

    Grazie di cuore. Serviva addirittura un tifoso canturino per leggere un commento sulla finale che non grondasse acida soddisfazione per l’esito finale (Qualcuno ha detto Oscar Eleni?) :)

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