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Il posto della Fornero

Stefano Olivari

di | @stefanoolivari37 commenti

Indiscreto | 28 giugno 2012 | Condividi via Email

Poche categorie di lavoratori, più o meno lavoranti, hanno chiara la percezione della propria sostituibilità e precarietà come quella del giornalista sportivo. Va di moda dare tutte le colpe al web, dalla pedofilia al traffico di droga, ma ben prima del diffondersi del www lo schiavismo senza garanzie era praticato dalle aziende (questo era il prezzo del biglietto di entrata per i ‘non figli di giornalisti’) e auspicato dagli stessi schiavi che anzi ringraziavano per la grande occasione concessa. Per questo da una posizione tutt’altro che comoda ci sentiamo di dire che Elsa Fornero nell’intervista al Wall Street Journal (questo il link alla versione originale) ha ragione al novanta per cento, nonostante mezzo mondo la stia questa mattina usando come orsetto del luna park con vignette cento volte più volgari del Balotelli-King Kong della Gazzetta o del Brunetta di Vauro (il minimo comune denominatore è che nessuna fa ridere). Il lavoro, nel senso di posto di lavoro, non può essere un diritto. A meno che sia finto, usato come strumento di consenso elettorale: l’assunzione a spese di enti pubblici come risposta alla precarietà, il teorema di Nichi Vendola che evidentemente piace alla maggioranza degli italiani.

Al nostro amico dipendente di Regione (figura non immaginaria, gli abbiamo detto le stesse cose a voce un’ora fa) la concorrenza piace quando riguarda tassisti ed erboristerie, si entusiasma per la nave della legalità ma poi compra la t-shirt a un euro senza scontrino da quel senegalese tanto simpatico. Per usare un’espressione elegante come le cene di Arcore, da consumatori (anche con download illegali, lavori in casa sottopagati e in nero, eccetera) ci piace metterlo nel culo ad altri lavoratori, ma quando torniamo lavoratori improvvisamente scattano riflessi da Cgil anni Settanta. Il posto di lavoro non può esserte un diritto per la semplice ragione che quasi la metà dei posti di lavoro sono diventati inutili, per colpa di tecnologia e di gente che accetta di vivere come nella mitizzata Italia degli anni Cinquanta (e non a caso ci va a produrre la Fiat, rimasta come mentalità e in pratica anche come modelli quasi a quell’epoca). Poi il posto di lavoro è cosa diversa dalla sopravvivenza, visto che anche l’economista da bar può intuire che chi non arriva alla fine del mese debba essere aiutato non con la carità ma con strumenti dignitosi come il reddito di cittadinanza (a patto che non gravi sull’Inps, ‘schienata’ dalla sua parte assistenziale e non certo da quella previdenziale) o altre forme di assistenza. Poi c’è chi il liberista con il posto fisso che teorizza la dura bellezza delle Maserati (non certo la SuperPunto) che sfrecciano in mezzo ai mendicanti, ma non è il nostro genere.

Si ritorna a Vendola e alla sua concezione non solo pugliese (cioè il posto in Regione) del reddito di cittadinanza, ma anche all’amato Kuwait della nostra infanzia dove qualunque kuwaitiano per il solo fatto di essere  kuwaitiano riceveva dallo stato l’equivalente di cinque milioni di lire dell’epoca (fine anni Settanta) e l’uso di una casa medio borghese, mentre gli stranieri (fra i quali nostro padre) lavoravano ovviamente solo in settori ‘utili': costruzioni, energia, salute, pulizie. Mai conosciuto un kuwaitiano adulto che lavorasse, con esclusione di gente in posti di reale comando. Là tutta la baracca veniva pagata dal petrolio, qui qualcuno vorrebbe farlo con la svalutazione: non ci pare la stessa cosa. Alla fine non se ne esce, rimanendo nell’economia produttiva: la Fornero ha mille volte ragione sul piano culturale, ma il cosiddetto ‘sviluppo’ non si crea per decreto e nemmeno con i mezzucci da manuale tipo tagli del tasso sconto o cose del genere. Entrando nell’economia improduttiva, basata in gran parte su stime e convenzioni, tutto il mondo (specie quello che ha i suoi soldi a Lugano o alla Cayman) ha sentito stime sul patrimonio delle famiglie e di quelle pochissime aziende italiane patrimonializzate: 7.000 miliardi di euro dice chi vola basso, 9.000 chi valuta immobili e asset finanziari in uno scenario senza crolli. Mettiamo che il debito pubblico italiano non sia sottostimato (probabilmente invece lo è, vista la situazione di molti enti locali), si tratta comunque di 1.950 miliardi di euro. In sostanza il 25% di quanto tutti noi messi insieme possediamo. La patrimoniale comunista, da parte del governo più di destra della storia repubblicana, dal punto di vista strutturale è dietro l’angolo (non sappiamo in quali termini, per quelli rimandiamo ai mille siti complottisti e di pseudo-insider) e lo capisce anche il nostro (ex?) amico della Regione, che a tempo debito scenderà in piazza per difendere il suo trilocale. In altre parole, chi ha fatto sacrifici per risparmiare pochi euro avrebbe fatto meglio a spenderli in coca e mignotte (noi personalmente dando tutto quel poco a canili e gattili). Ringrazi i ‘grandi partiti popolari nati dalla Resistenza’, che hanno scritto la sacra Costituzione, roba che Mosé aveva preso le tavole della legge con ironia. E che ci hanno portato a questo punto.

Stefano Olivari, 28 giugno 2012

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37 Commenti a Il posto della Fornero

  1. ricca

    28 giugno 2012 at 13:01

    Direttore, credo che l’errore della Fornero sia stato più che altro linguistico. Credo (ma forse sbaglio) che avrebbe dovuto usare “job” e non “work”.
    Detto questo il senso del discorso non era affatto sbagliato e i nostri politici (ma anche gionalisti) avrebbero fatto meglio a ragionare su questo invece di attaccarsi alla singola parola per l’ennesima inutile polemica.

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  2. Dane

    28 giugno 2012 at 13:12

    C’è differenza tra lavoro e posto di lavoro, il problema è che a molti non è chiaro (eufemismo) cosa intendesse la Fornero.
    In ogni caso visto che più che il diritto al lavoro o al posto di lavoro credo conti il diritto alla sopravvivenza ed alla non-schiavitù dico che per me ha ragione la Fornero: licenziamola…

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  3. spike

    28 giugno 2012 at 13:23

    @ricca:

    Ma ha usato job!

    “Everyone, not just workers, have to understand and change. That includes youth, who need to know a job isn’t something you obtain by right but something you conquer, struggle for and for which you may even have to make sacrifices.”

    http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304458604577490980297922276.html

    Questa storia è paradigmatica.

    I giornali italiani tutti, con l’eccezione della stampa, o non sanno l’inglese o sono in malafede. Questo è l’abc del mestiere: verificare. Bastava un click su wsj on line.

    Quanto al discorso sono al 99% con Stefano.
    l’1% è sulla chiosa finale perchè la patrimoniale c’è già e si chiama IMU, e se volessimo fare un qualcosa tipo la tassa che c’è in francia, in realtà di quei 8000 mld resta poca roba da tassare (se ritrovo i riferimenti li posto). Mai dire mai, ma non vedo molto margine qui. Se mai ci potrebbe essere dell’altro, poco simpatico direbbe M., ma aspettiamo almeno lunedi.

    RispondiRispondi
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  4. Gabriele Porri

    28 giugno 2012 at 13:32

    c’è già stata una patrimoniale, di nome IMU… gli immobili non possono espatriare, sono andati sul sicuro

    il ministro fornero come minimo non è abilissima nella comunicazione, poi c’è di mezzo una doppia traduzione (fornero-wsj-giornali italiani) con possibili errori, voluti o meno.

    rimane il fatto che si può accettare il discorso generale, e cioè che le aziende possano diminuire l’organico se c’è crisi a loro piacimento, a patto che a quel punto buona parte delle risorse date all’impresa vengano dirottate sui lavoratori che restano senza lavoro. a me sta bene rischiare il licenziamento senza motivo e con breve preavviso, cambiare spesso lavoro, al limite anche città, ma tra un lavoro e l’altro voglio un sussidio degno di questo nome. di questo nessuno parla chiaramente, e a me la fornero piace poco più per quel che non dice che per quello che dice, peraltro male…

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  5. Gabriele Porri

    28 giugno 2012 at 13:33

    azz non avevo ancora letto spike sull’IMU ;)

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  6. ricca

    28 giugno 2012 at 13:43

    No spike.
    La frase incriminata e’ “work isn’t a right”

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  7. spike

    28 giugno 2012 at 13:47

    @ricca:

    che semplicemente nel transcript di wsj non c’è.

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  8. Ekstrom

    28 giugno 2012 at 13:53

    Solo su un aspetto magari la Fornero non mi convince, ovvero la questione del licenziamento nel pubblico, che fu oggetto di qualche dichiarazione nei mesi scorsi (non ricordo più come è finita la cosa però).
    Nel senso che un posto di lavoro ottenuto vincendo un concorso (ci sono anche nel privato) dovrebbe godere di una tutela maggiore rispetto a un posto ottenuto per chiamata diretta.
    Ovvero, se anche ammettiamo la possibilità di forme di mobilità o di esuberi, almeno si dovrebbe prevedere quello che viene definito il “repechage” nel caso di nuove assunzioni o roba simile..
    Questo (per venire un po’ incontro alle rimostranze dell’amico in Regione) perché credo che vincere un concorso sia un qualcosa di più che fare un colloquio con un datore di lavoro o un gestore di risorse umane..
    Sulla Patrimoniale Comunista, ricorderei che la Costituzione prevede un principio di giustizia in materia tributaria che dovrebbe tutelare chi ha il trilocale, che è la capacità contributiva e la progressività.
    Ovvero, le imposte non dovrebbero essere improntate a criteri “lineari”, ma graduate in base al livello di reddito (portare via 50.000 Euro a uno che ha un reddito di 10 milioni pesa molto meno che portare via 5000 Euro a uno che ha un reddito da 50mila Euro).
    Se una patrimoniale fosse fatta con questi criteri, se ne potrebbe parlare.

    RispondiRispondi
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  9. ricca

    28 giugno 2012 at 13:54

    è vero spike, ma qui sì però:
    http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304870304577490803874875894.html?KEYWORDS=fornero

    Come è possibile? Forse è stato il giornalista, nel riassumere l’intervista, a metterla come frase tra virgolette ma in realtà era un suo (impreciso) riassunto?O gliel’ha detta off the record?
    Credo che sia nato qui l’equivoco

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  10. spike

    28 giugno 2012 at 14:01

    @ricca:

    nella stampa anglosassone di solito il transcript è la trascrizione fedele dell’intervista. il registro.

    se non c’è li, vuol dire che non è mai stata detta.

    Il wsj ha fatto l’errore di metterla nel riassunto da te postato, ma quello è un riassunto. Sull’originale non c’è, ed è quello che va consultato per controllo.

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  11. cuginostivi

    28 giugno 2012 at 14:03

    not for you, but for my daughter….yes.

    http://www.youtube.com/watch?v=bbE_Wwd2ncI

    RispondiRispondi
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  12. ricca

    28 giugno 2012 at 14:06

    ok. ma l’equivoco nasce proprio per quella frase messa tra virgolette nell’articolo di riassunto. Non lo avesse fatto non sarebbe nata nessuna polemica. Non ci voleva molto, bastava non inventarsi che avesse detto una parola in realtà non detta.

    RispondiRispondi
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  13. spike

    28 giugno 2012 at 14:13

    @ricca:

    non mi faccio capire.

    il wsj fa un errore e non ci piove, ma nel riferimento ufficiale non c’è alcun errore.

    E’ come quando vendi un auto. A voce dico che ha 150000 km, ma se sul contachilometri c’è scritto 180000, quale dato prendo?
    Immagino che a repubblica sappiano che si controlla il contachilometri, no?

    RispondiRispondi
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  14. ricca

    28 giugno 2012 at 14:19

    spike hai ragione, non voglio polemizzare.
    Faccio solo notare che quelle virgolette hanno quantomeno contribuito a creare la polemica.
    Poi la si poteva tranquillamente spegnere subito (anche perchè bastava guardare il senso del discorso e si capiva benissimo cosa avesse detto) e non è stato colpevolmente (e strumentalmente) fatto.

    RispondiRispondi
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  15. Vi

    28 giugno 2012 at 14:28

    Nel senso che un posto di lavoro ottenuto vincendo un concorso (ci sono anche nel privato) dovrebbe godere di una tutela maggiore rispetto a un posto ottenuto per chiamata diretta.

    E per quale strano motivo? Si tratta di due procedure di selezione.

    RispondiRispondi
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  16. spike

    28 giugno 2012 at 14:46

    @Stefano

    qui perchè la patrimoniale non immobiliare (quella sugli immobili c’è già come detto)in realtà non darebbe un grosso gettito, oltre ad essere sconsigliabile:

    http://tinyurl.com/c73xre7

    @Vi
    apriamo un altro fronte? ok. non c’è alcuna ragione logica per la quale privati e pubblici debbano esser trattati in maniera diversa. se si facilita il licenziamento dei primi, allora va fatto anche per i secondi. Ma vado oltre. se si fa questo allora va fatto anche:Abolire gli ordini, liberalizzare all’interno di regole ben precise, eliminare tutti i trasferimenti alle imprese.

    Ora scappo, perchè mi sa che mi verranno a prendere coi forconi :D.

    RispondiRispondi
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  17. Ekstrom

    28 giugno 2012 at 14:51

    @Vi
    Un concorso non è solo con titoli, ma anche esami, prove scritte e orali selettive.
    Es., pensa a chi entra in magistratura..

    RispondiRispondi
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  18. Dane

    28 giugno 2012 at 14:52

    Sì, dopodichè possiamo supercazzolare quanto vogliamo sui termini inglesi basta non farsi prendere per il culo da st’arpia. Dio solo sa quanto odio i dipendenti pubblici e la grossa percentuale di incapaci raccomandati rubastipendi che si nascondono tra loro e che hanno ricevuto quel posto di lavoro per voto di scambio, ma non possiamo esser così fessi da non capire che molti di quelli abbastanza raccomandati per farsi assumere sono altresì abbastanza raccomandati per non farsi licenziare.
    Pertanto non riesco a non vedere dove voglia andare a parare l’arpia che tutta ingioiellata piangeva davanti alle telecamere nel parlare di sacrifici altrui (dove per “altrui” non intendo certo quelli di sua figlia…): ricordate quando Biagi diceva “ai miei tempi in Rai ogni volta che serviva un giornalista ne assumevano uno raccomandato dalla DC, uno dal PSI, uno dal PCI e poi uno bravo…”?! (sottinteso: “per fare il lavoro”, N.d.R.)
    Ecco, la Fornero sta cercando di indorarci la pillola sul fatto che tra poco per rientrare dei conti bisognerà licenziare “quello bravo”.
    E questo ce lo dice il governo tecnico che per fare il lavoro dopo pochi mesi di governo ha assunto altri tecnici per fare il lavoro.
    Fra un po’ mi ci faccio anch’io le magliette col nome della Fornero…..

    RispondiRispondi
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  19. Stefano Olivari

    28 giugno 2012 at 14:54

    @Ekstrom: C’è secondo me un contrasto fra concretezza e giustizia. In concreto l’unico modo per evitare che il debito si avviti su se stesso e mandargli contro una bordata (chiamala superpatrimoniale, o come vuoi) per fargli cambiare direzione. Il che non significa far ripartire l’economia reale, ma con meno bond di obbligatoria sottoscrizione magari le banche potrebbero ricomniciare a prestare soldi agli imprenditori. La giustizia vuole invece che qualsiasi tassa sulla casa, anche di mezzo euro, sia ingiusta, se la casa è stata comprata con soldi puliti e già tassati. Ma come, io sono stato bravo a risparmiare e devo pagare le tasse due volte?

    RispondiRispondi
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  20. marcopress*

    28 giugno 2012 at 15:02

    La Fornero ha ragione al mille per cento. Dopo di che, in quel ruolo, avrebbe dovuto fare una riforma che tutelasse, o almeno pensasse, anche a me che sono giornalista free lance per mia assolutissima scelta e convenienza. Invece, al solito, non ci sarà una soluzione contrattuale tecnicamente adeguata.

    RispondiRispondi
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  21. Vi

    28 giugno 2012 at 15:21

    Ekstrom, quindi? Io prima del mio primo lavoro ho fatto 4 colloqui (per lo stage!) e quando sono stato confermato sono dovuto andare nella sede centrale e sprecare una giornata del mio tempo a fare quiz di logica e altre cagate di questo tipo. Ma anche avessi fatto giusto una chiacchierata col capo, non vedo perché dovrei avere restrizioni ai licenziamenti per chi ha fatto tre giorni di concorso. Se la persona si fa un mazzo tanto per il concorso e poi in virtu’ della sua intoccabilità smette di lavorare? Non scherziamo, per favore.

    RispondiRispondi
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  22. Ekstrom

    28 giugno 2012 at 15:37

    @Vi, e chi ha parlato di intoccabilità, leggi il mio post.
    Dicevo solo che se si licenzia nel pubblico, poi quel concorso andrebbe comunque fatto salvo per l’ipotesi in cui quell’Ente si trovasse a riassumere (parlavo di “repechage”).

    @Stefano Olivari
    Questa frase l’avevo vista citare in “Capitalism a love story” di Michael Moore

    “Nessun uomo dovrebbe possedere più di quanto gli sia necessario per vivere, il resto, di diritto, appartiene allo Stato” (attribuita a Benjamin Franklin uno dei padri costituenti..).

    Questo per dire che concordo, ma secondo me diciamo le stesse cose.
    La patrimoniale “lineare” non mi trova d’accordo proprio perché rischia di essere molto pesante per chi quell’appartamento se l’è sudato o comunque per chi ha un reddito tale da non poterla sostenere.
    Ma se parliamo di “grandi patrimoni” (che immagino si accompagnino a grandi redditi) le cose direi che cambiano.
    Anche perché credo che uno degli aspetti che blocca l’economia è il fatto che la ricchezza possa arenarsi perché accumulata e non circolare.

    RispondiRispondi
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  23. Dane

    28 giugno 2012 at 15:38

    @Direttore: da “tributista” convinto stan facendo di tutto per convincermi a convertirmi all’ “evasionismo”…..

    @Vi: senza contare che gli esiti dei concorsi pubblici, proprio perchè concorsi e proprio perchè pubblici, in Italia sono a dir poco discutibili…

    @Marcopress: non solo, ma calcola che in quanto fre-lance paghi stipendio e pensione a gente che si sta mangiando la tua di pensione…

    @Eks: Benjamin Franklin?! Avrei detto Marx o Lenin…

    RispondiRispondi
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  24. Vi

    28 giugno 2012 at 16:03

    Repechage un par di palle. Che poi chiamalo “ripescaggio” che almeno si intuisce meglio la genialità del concetto! Considerando che in media un datore di lavoro non licenzia per il gusto di farlo, se lo Stato decide di fare a meno del Professore A o del Poliziotto B o del Giudice C desumo sia perché non hanno saputo fare il loro lavoro in maniera appropriata. Dargli una priorità su altre persone che hanno vinto lo stesso concorso ma non hanno ancora dimostrato la loro incapacità mi pare assurdo.

    La frase di Franklin è ovviamente una minchiata, a meno che non la si legga nel contesto del XVIII secolo, in cui ovviamente ha un senso del tutto differente. Non mi stupisce che un cialtrone come Moore l’abbia utilizzata nel XXI secolo per guadagnare qualche dollaro in piu’ sulla robaccia che dirige.

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  25. cuginostivi

    28 giugno 2012 at 16:04

    ho letto di un burocrate siciliano che ha fatto ricorso perchè hanno decurtato la metà della pensione che aveva in programma di ricevere, pensione da ..1600 € ….al giorno.

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  26. Dane

    28 giugno 2012 at 16:12

    “Considerando che in media un datore di lavoro non licenzia per il gusto di farlo, se lo Stato decide di fare a meno del Professore A o del Poliziotto B o del Giudice C desumo sia perché non hanno saputo fare il loro lavoro in maniera appropriata.”

    Dimmi che stai scherzando?! :-D

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  27. Ekstrom

    28 giugno 2012 at 16:23

    @Vi
    credo che la questione si poneva non per i licenziamenti per inadempienza, ma per gli esuberi..
    SE vieni licenziato per inadempienza (o peggio) tutto ok, ma se è solo perché il Ministero X ha troppi dipendenti in organico e deve tagliare, la cosa si fa un po’ diversa..

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  28. cuginostivi

    28 giugno 2012 at 16:31

    comunque incrocio le dita per questo euro vertice.
    XX
    (forse gna’famo)

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  29. cydella

    28 giugno 2012 at 16:44

    @Dane: te sei ancora al “bisogna pagare le tasse”? E’ da non so quanto che ci dicono che è l’ultima volta, l’ultimo aumento,… Ci rapinano per mantenere i loro privilegi. Che inizino a licenziarsi e magari suicidarsi loro.

    RispondiRispondi
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  30. Cuore di Tenebra

    28 giugno 2012 at 20:13

    Premesso che in 25 anni di lavoro ho totalizzato la miseria di 18 giorni da dipendente (e mi sono bastati), ho sudato da libero professionista ogni singolo lavoro e mi sono pure trasferito a lavorare armi e bagagli dall’altra parte dell’oceano per un certo numero di anni, non ho ovviamente simpatia alcuna per gli iperprotetti, pubblici o privati che siano.
    Allo stesso modo ho supremo disgusto per i fervorini ammanniti da chi monta in cattedra dopo aver piazzato consorte, figli e parenti fino al settimo grado in posti blindati, ad alto reddito e a cinque minuti dalla soglia di casa.
    Ciò detto: a quando un ministro che sottolineerà con la stessa forza che nemmeno fare l’imprenditore è un diritto quando non si hanno gli strumenti, le capacità e la cultura d’impresa per farlo?
    A quando un ministro che sottolineerà come chi non ha mai reinvestito una lira nella sua azienda, ha come unica leva di competitività prezzi bassi ottenuti pagando in nero la gente e risparmiando su sicurezza e qualità, attinge dalle casse dello Stato contributi e sostegni sotto varie forme (cassa integrazione, prepensionamenti), non è “uno che crea lavoro” ma un peso morto, né più né meno dei vituperati fannulloni statali?
    A quando un ministro che dirà, con la stessa spietata crudezza usata per esuberi e esodati, che chi non è in grado di stare in piedi deve saltare, fallire, chiudere bottega?
    Le conosco solo io aziende (poche, troppo poche) ben gestite, con esposizioni bancarie prossime allo zero, che sanno giocarsela – e bene – anche con una concorrenza internazionale di primissimo livello e pesano zero sul bilancio dello Stato perché sono guidate non dal genero del padrone della baracca cui bisogna trovare un posto ma da gente che sa fare il proprio mestiere?
    No, perché non so voi, ma io mi sarei un minutino rotto i coglioni anche di un’imprenditoria cialtrona per la quale l’unico fattore che penalizza la competitività italiana è sempre e solo il costo del lavoro, visto che poi passo il confine di 50 km e vedo aziende che sanno essere ultracompetitive sugli stessi mercati pagando stipendi 2,5 volte superiori a quelli italiani…
    P.S.: Italo, la tessera di BQ ad honorem me la mandi a casa o vengo a ritirarla al Quartier Generale? :-)

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  31. Antonello Brotza

    28 giugno 2012 at 20:36

    @cuore di tenebra
    ovazione e standing ovation…
    il problema in italia è che gli imprenditori spesso fanno i froci col culo degli altri… Paradigma di tutto ciò le recenti vicende riguardanti della valle e geronzi in generali…

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  32. Dane

    28 giugno 2012 at 21:14

    Cuor di Tenebra, se non hanno dato del demagogo al sottoscritto, te non la scampi di certo…..adesso mi faccio anch’io il doppio finto account come la testa di minchia così ti do due “più”… :-D

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  33. francesco1974

    30 giugno 2012 at 14:02

    CDT: Standing ovation, 90 minuti di applausi!!!!……………

    “….perché sono guidate non dal genero (o dalla moglie aggiungo io…) del padrone della baracca cui bisogna trovare un posto ma da gente che sa fare il proprio mestiere?”

    Dopo questa frase sono ancora in piedi commosso…. Bravo!!! Applausi!!!! :-D

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  34. spike

    30 giugno 2012 at 14:20

    @CdT

    mi fai l’autografo?

    104 mn di applausi tripudio del pubblico e trionfo tra ali di folla festanti!

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  35. Italo Muti

    30 giugno 2012 at 14:50

    @cdt

    The new boss :D

    Eh ma il grande cazzaro con il figlio putativo

    @spike
    Ti sei scordato la fanfara…..

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  36. Kundo liidernaturale

    2 luglio 2012 at 13:35

    La patrimoniale di cui si parla (e che per inciso per essere veramente utile andava fatta lo scorso anno ma perlusconi non fa il politico e si caga addosso dopo averci riempito di frottole) è una patrimoniale straordinaria (sostanzialmente un esproprio:) ).

    L’imu invece è (impropriamente detta) una patrimoniale ordinaria che va (visto che si tratta di una imposta e non di una tassa) a coprire una serie di servizi generici che sono di competenza delle amministrazioni locali (strade, trasporti, asili comunali etc).
    Infatti è vero che colpisce un patrimonio ma un patrimonio che per essere di valore (ed il valore è del proprietario) necessita, o comunque è integrato, dai servizi di cui sopra (tanto per capirci se la mia casa è vicina alla metropolitana vale di più) ma va a sostituire – e questo non lo dice mai nessuno – anche delle imposte sui redditi. Infatti nel modello Unico non dovranno più essere indicati, e quindi non saranno più imponibili, i fabbricati a disposizione che hanno scontato l’imu nell’anno 2012 e seguenti (ed in molti casi, ve lo dico per esperienza di calcolo viene fuori addirittura un risparmio).
    Imposte simili ci sono in tutto il mondo (anche negli stati uniti c’è la property tax con aliquote similari a quelle italianee con rendite catastali reali però!!!).

    Il problema dell’Ici/imu è di chi la ha tolta, non di chi la ha rimessa (ricordiamocelo bene e proprio perchè si sono accorti che togliendola e facendo tagli lineari avevano fatto la più grossa cazzata che potessero fare) ossia la lega (l’unica cosa che ha fatto l’attuale governo è stato anticiparla e pretenderne, per questo anno poi si vedrà, una quota non riguardante la prima casa proprio in sostituzione del mancato gettito di cui sopra).

    Poi tutti a lamentarsi che non ci sono gli asili e non rifanno l’asfalto delle strade…

    In italia l’educazione civica (comprensiva di scienza delle finanze) andrebbe insegnata anche dopo la maggiore età… è una delle cose principali che mancano.

    K

    P.S. tanto per sfatare un altro mito vi segnalo che negli stati uniti l’irpef va dal 10 al 37% oltre però ad addizionali più alte (il new jersey se non ricordo male ha tipo il 5% oltre ad una addizionale prorpio sulla casa… sarà che ci sono tanti italoamericani) la versa differenza sta nel come vengono applicate tali imposte e come vengono percepite dai cittadini e dai lavoraratori dei comparti statali… vi segnalo inoltre che in molti casi le pene (sto parlando di pene) previste per l’evasione fiscale in italia sono più alte che negli Usa (ad esempio falsa fatturazione).

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  37. Kundo liidernaturale

    2 luglio 2012 at 13:44

    CORREGGO: IN ITALIA ANDREBBE INSEGNATO MEGLIO ANCHE L’ITALIANO.. SOPRATTUTTO A ME!

    RISCRIVO (non me lo faceva più modificare):
    La patrimoniale di cui si parla (e che per inciso per essere veramente utile andava fatta lo scorso anno ma perlusconi non fa il politico e si caga addosso dopo averci riempito di frottole) è una patrimoniale straordinaria (sostanzialmente un esproprio:) ).

    L’imu invece è (impropriamente detta) una patrimoniale ordinaria che va (visto che si tratta di una imposta e non di una tassa) a coprire una serie di servizi generici che sono di competenza delle amministrazioni locali (strade, trasporti, asili comunali etc).
    Infatti è vero che colpisce un patrimonio ma un patrimonio che per essere di valore (ed il valore è del proprietario) necessita, o comunque è integrato, dai servizi di cui sopra (tanto per capirci se la mia casa è vicina alla metropolitana vale di più) ma va a sostituire – e questo non lo dice mai nessuno – anche delle imposte sui redditi. Infatti nel modello Unico non dovranno più essere indicati, e quindi non saranno più imponibili, i fabbricati a disposizione che hanno scontato l’imu nell’anno 2012 e seguenti (ed in molti casi, ve lo dico per esperienza di calcolo viene fuori addirittura un risparmio) per tale motivo non è una vera patrimoniale.
    Imposte simili ci sono in tutto il mondo (anche negli stati uniti c’è la property tax con aliquote similari a quelle italianee con rendite catastali reali però!!!).

    Il problema dell’Ici/imu è di chi la ha tolta, non di chi la ha rimessa (ricordiamocelo bene e proprio perchè si sono accorti che togliendola e facendo tagli lineari avevano fatto una grossa cazzata) ossia la lega (l’unica cosa che ha fatto l’attuale governo è stato anticiparla e pretenderne, per questo anno poi si vedrà, una quota non riguardante la prima casa proprio in sostituzione del mancato gettito di cui sopra).

    Poi tutti a lamentarsi che non ci sono gli asili e non rifanno l’asfalto delle strade…

    In italia l’educazione civica (comprensiva di scienza delle finanze) andrebbe insegnata anche dopo la maggiore età… è una delle cose principali che mancano.
    Per chi ha più di un immobile (ad esempio la seconda casa al mare si faccia fare dal commercialista il calcolo dell’IMU confrontato a quanto risparmia di Irpef… scoprirà la poca rilevanza della questione.

    K

    P.S. tanto per sfatare un altro mito vi segnalo che negli stati uniti l’irpef va dal 10 al 37% oltre però ad addizionali più alte (il new jersey se non ricordo male ha tipo il 5% oltre ad una addizionale proprio sulla casa… sarà che ci sono tanti italoamericani) la vera differenza sta nel come vengono applicate tali imposte e come vengono percepite dai cittadini e dai lavoratori dei comparti statali… vi segnalo inoltre che in molti casi le pene (sto parlando di sanzioni penali) previste per l’evasione fiscale in italia sono più alte che negli Usa (ad esempio falsa fatturazione).

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