M il mostro di Ferrara

di Simone Basso
Storia e gloria del dottor Ferrari, a seconda delle circostanze e dei tempi descritto come personaggio ambiguo o come benemerito dello sport italiano. Si parte con l’emostrasfusione dei meravigliosi anni Ottanta, arrivando all’incontro con Tony Rominger…

“E’ arrivata la bufera, è arrivato il temporale, chi sta bene e chi sta male, e chi sta come gli par…”
(Renato Rascel)


Stiamo accingendoci a narrare l’odissea, descrivendone i punti salienti, di un fenomeno autentico; come altrimenti definire un super che ha assicurato ori e medaglie preziose all’atletica nei ruggenti anni Ottanta del CONI?
In che modo ricordare gli exploit dello sci nordico nostrano senza citare il suo contributo fondamentale? Potrebbe scapparci una standing ovation all’americana citando i trionfi più importanti di questo multiforme fuoriclasse nel ciclismo internazionale: 3 Tour de France, 5 Giri d’Italia, 4 Vuelta di Spagna, 2 Mondiali, 2 Giri di Svizzera e innumerevoli prove di Coppa del Mondo. Vabbè, non stiamo parlando di un mostruoso incrocio genetico tra Merckx e Indurain, qui si sta facendo la storia alternativa degli ultimi, emozionanti, vent’anni di allori. Che abbiamo esibito orgogliosamente in giro per il mondo, ripercorrendo anche i trionfi epocali della pedivella.
Il dottor Michele Ferrari è probabilmente la figura centrale del virtuoso disfacimento morale della scienza applicata al professionismo sportivo
; l’esempio più lampante di quanto l’esasperante business creato da squali-affaristi che si nascondono dietro montagne di retorica (qualche nome? Samaranch, Blatter, Verbruggen, Carraro…) abbia massacrato lo spirito che animava un tempo lo sport. Parliamo di etica, senza entrare nel merito delle singole vicende: anche perchè nel corso del tempo leggi e regolamenti sono cambiati e molto di ciò che era legale nel 1984 non lo è oggi.
Il medico dei campioni nasce come assistente del Professor Conconi, inventore geniale di un test semplicissimo che rivoluzionerà le metodologie di allenamento: è dall’università di Ferrara che parte la riscossa dell’atletica italiana. Da Cova fino ad arrivare ad Antibo, una valanga di vittorie applicando al materiale umano il primo doping sul sangue: l’emotrasfusione (copiata dai finlandesi) è l’inizio di una ricerca che porterà gloria, e qualche invidia straniera (con il senno di poi, giustificatissima). Praticamente dal record moseriano dell’ora e le Olimpiadi di Los Angeles (1984) i conconiani imposero i loro metodi vincenti alle federazioni in odore di santità. Chi rifiutò questi tipi di preparazione (il ciclista della 100 Km Giovanni Bottoia e il mezzofondista Stefano Mei, per esempio) passò per eretico. Mentre getta le basi, insieme al Maestro, dello stupefacente salto di qualità dello sci nordico tricolore entra nello staff del Moser post-Messico: decisivo, per lo sviluppo della sua professione, fu l’incontro nella Supermercati Brianzoli con un ambizioso neoprofessionista giunto tardi all’attività, tale Tony Rominger; le carriere dei due (dal 1987 in poi) procederanno parallele ed alimenteranno le leggende sulle capacità di super preparatore del buon Michele. (1-continua)

Simone Basso
(in esclusiva per Indiscreto)

Link alla seconda parte
Link alla terza parte

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16 commenti

  1. s

    legalizziamolo. è l'unica soluzione.

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  2. A

    @ Simone
    C'eri anche tu inchiodato sul divano lunedì pomeriggio davanti a La7, eh ? Un film del genere girato a soli 2-3 dall'avvento del sonoro ! Ma che testa aveva Fritz Lang !? Per me il Leonardo da Vinci del Cinema…

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  3. a

    gli perdoniamo anche il finale di Metropolis

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  4. A

    @Axel
    Senz'altro. La prima volta che lo vidi, ero un adolescente privo di qualsivoglia malizia politica e non lo trovai brutto, il che vuol dire che o ero davvero un'anima candida oppure il problema è proprio l'habitus politico con cui giudichiamo la realtà che ci circonda.
    Peraltro, se non ricordo male, quel finale "reazionario" fu fortemente voluto dalla sua compagna dell'epoca, co-sceneggiatrice del film, e successivamente fervente aderente al nazi-fascismo quando lui era già scappato in america. Comunque, per esprimere un giudizio da amante non esperto, Fritz era davvero un cazzo di genio.

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  5. D

    C'ero anch'io inchiodato sul divano lunedì pomeriggio davanti a La7, così come ero inchiodato ad un altro divano (quello della mammma, che ai tempi ero ancora a casa…) per vedermi il record dell'ora di Rominger.
    Ancora elettrizzato a distanza di anni da quel Colnago, un anno fa mi aggiudicai ad un asta un manubrio uguale a quello del record facendo finta di non sapere.
    Le buone merendine di una volta…..

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  6. M

    Attendo con ansia le prossime puntate!

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  7. S

    @Spike:il problema è che la legalizzazione,in alcuni ambiti,è già praticata.

    @Andrea,Axel Shut:una premessa importante per (ri)leggere il pezzo.
    Ho scritto l'articolo nel Luglio 2001…
    Nulla nella sostanza è stato modificato rispetto a dieci anni fa.
    Il Direttore,per non avere problemi legali,ha omesso giustamente un riferimento al primo morto di Stato prodotto dal CONI.
    Era il 1982.
    Le veline di regime spacciano la notizia che quel mezzofondista morì a causa delle conseguenze del morso di un cane.

    Il film di Lang lo vidi,la prima volta,a "Fuori Orario" sul finire degli Ottanta.
    Consumavo regolarmente una vhs da 240 minuti,sacrificandola alla registrazione(ripetuta)di quel palinsesto imprevedibile.
    L'espressionismo tedesco degli anni Venti è una miniera di pepite preziose…

    @Dane:deja vu.
    Il dì di quel record dell'ora decidemmo di cancellare un concerto che avremmo dovuto fare la sera stessa.
    Il motivo era che,già alla mattina,pioveva in maniera inequivocabile.
    Mezz'ora dopo la visione dell'exploit(su Tmc..)avevo un metro d'acqua al pianterreno.
    Il Tanaro era salito di otto metri rispetto alla sua altezza abituale.
    E' un peccato(..)non avere testimonianze video della piena VERA.
    Ai tempi abitavo a duecento metri dalla prima inquadratura…

    http://youtu.be/X0WBttesMJA

    @MB:oltre a "M il mostro di Ferrara" arriverà un bel dossier sul passato prossimo,una specie di aggiornamento che potrebbe/dovrebbe coincidere con l'attualità futura.

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  8. D

    Questo commento è stato eliminato dall’autore.

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  9. D

    "Il Direttore,per non avere problemi legali,ha omesso giustamente un riferimento al primo morto di Stato prodotto dal CONI.
    Era il 1982.
    Le veline di regime spacciano la notizia che quel mezzofondista morì a causa delle conseguenze del morso di un cane."

    Ecco, meno male che l'ha omesso, così non corriamo rischi… :-DDD

    p.s.: ricordo bene la piena, che però mi toccò direttamente solo tempo dopo. Io ed un amico di Biella facemmo parte del famoso popolo dei volontari con sacchi a pelo, schifati dai compaesani che ci dicevano che "c'è già abbastanza merda da spalare qua!…"
    Campioni del mondo di cinismo…..

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  10. l

    questi pezzi mi fanno male.leggere che dietro le imprese che mi hanno scaldato il cuore e che ho ammirato c'era sempre"qualcosa sotto"fa perdere speranza per il futuro.

    @Simone:io vivevo in una cosiddetta"isola felice"(la bormida fece danni si,ma non cosi enormi come il tanaro)all'epoca dell'evento,però ricordo come fosse ieri quando dopo poche settimane andai a giocare in trasferta ad alessandria,ed i palloni per fare riscaldamento erano tutti invariabilmente sporchi di fango,ce ne era solo uno buono che usammo per giocare appunto.
    per non menzionare mio padre che con gli altri del paesello partiva al mattino del sabato e si giocava tutto il week end spalando fango.
    fu una roba brutta brutta davvero,di cui ci si è un po dimenticati.
    quando passo agli orti o a san michele(i quartieri piu colpiti)e vedo il segno che indica il livello raggiunto dall'acqua ho i brividi ancora adesso.

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  11. K

    "Il medico dei campioni nasce come assistente del Professor Conconi, inventore geniale di un test semplicissimo che rivoluzionerà le metodologie di allenamento"

    Qualcuno mi sa spiegare in che modo il test di Conconi rivoluzionò le metodologie di allenamento?

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  12. S

    @Longinus:la realtà uccide.
    Però..
    "La felicità non è fare tutto ciò che si vuole,ma volere tutto ciò che si fa.."

    @Krug:il test Conconi introdusse il concetto di qualità negli sport aerobici.
    Vanta assonanze con i metodi più rivoluzionari dell'Europa orientale nei Settanta.
    Il professore di Ferrara pensò a un principio che avrebbe potuto misurare scientificamente la cilindrata e l'usura del motore umano.
    Iniziò con l'atletica leggera e lo sci di fondo.
    Poi estese lo studio(cominciato nel 1973 e teorizzato nel 1978)agli altri sport di performance.

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  13. K

    Da quello che so io il test Conconi serviva a trovare la soglia anaerobica; la mia domanda era: una volta trovata questa soglia come si migliorano le prestazioni di un atleta?

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  14. N

    Da assoluto ignorante, direi che già il solo fatto di sapere qual è ti permette di viaggiare costantemente "al limite"…

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  15. S

    @Krug,Nick:stasera posto qualcosa sull'argomento.
    Adesso vado(?)al Palau di Barcellona.

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  16. S

    Il test Conconi stabilisce una relazione tra velocità di deflessione e soglia anaerobica,ovvero il momento nel quale il cuore(al massimo dello sforzo)"suggerisce" la produzione di acido lattico.
    Il veleno,la tossina dei muscoli,comunica all'atleta il declino della sua prestazione.
    Determinare con dati precisi questa soglia permette di lavorare sia sul fondo,irrobustendo la base,che sul limite lattacido.
    Consente anche di stabilire periodi di carico e di scarico per ottimizzare l'allenamento che è,nel caso degli sport aerobici,molto esigente.
    Altri metodi di valutazione emersero in ambito scientifico(Van Aacken,Astrand,Wassermann,etc.)ma l'estrema semplicità(e funzionalità)del procedimento italiano lo ha imposto sugli altri.

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